{"id":62956,"date":"2016-10-21T16:49:53","date_gmt":"2016-10-21T14:49:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/processo-esposito-genitori-di-altri-bimbi-chiamati-al-banco-nessuno-ha-mai-sentito-parlare-di-giubbini-di-salvataggio\/"},"modified":"2023-01-17T12:16:34","modified_gmt":"2023-01-17T11:16:34","slug":"116090-processo-esposito-genitori-di-altri-bimbi-chiamati-al-banco-nessuno-ha-mai-sentito-parlare-di-giubbini-di-salvataggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/116090-processo-esposito-genitori-di-altri-bimbi-chiamati-al-banco-nessuno-ha-mai-sentito-parlare-di-giubbini-di-salvataggio\/","title":{"rendered":"Bimbo morto nella piscina di Campagnano: &#8220;Nessuno ha mai sentito parlare di giubbotti di salvataggio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Prosegue il processo per la morte di Giancarlo Esposito, avvenuta\u00a0nella piscina di Campagnano. Oggi nuova udienza con altre testimonianze, tra queste anche l&#8217;ex Assessore Massimo Bozzo<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Accettare la morte di un figlio \u00e8 inconcepibile ed insuperabile. Ancor di pi\u00f9 lo \u00e8 quando le responsabilit\u00e0 di chi l&#8217;ha causata non vengono a galla e viene celata la verit\u00e0. Questo \u00e8 quello che \u00e8 accaduto al piccolo <strong>Giancarlo Esposito<\/strong>, il bimbo di soli quattro anni che perse la vita il 2 luglio del 2014; il giorno in cui aveva iniziato a frequentare il campo estivo organizzato all\u2019interno della <strong>piscina di Campagnano<\/strong> (il cosiddetto programma<strong>\u201cKindergarden\u201d)<\/strong>. <strong>A distanza di pi\u00f9 di due anni Giancarlo non ha avuto giustizia, il processo prosegue<\/strong>, ma ancora non \u00e8 stata posta la parola fine a quella tragedia che port\u00f2 via il proprio figlio ai genitori e ai suoi cari.<\/p>\n<p>E&#8217; annegato? Distrazione degli istruttori? La piscina non era a norma? Vi erano troppi bimbi in quella vasca e pochi educatori ad occuparsi di loro? Tantissime domande a cui si sta cercando tuttora risposta, tantissimi quesiti irrisolti che solo chi era davvero l\u00ec pu\u00f2 conoscere.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-91032 alignright\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/tribunale-420x280.jpg\" alt=\"tribunale\" width=\"420\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<p>Ma il silenzio regna sovrano in questa citt\u00e0, nessuno si assume le proprie responsabilit\u00e0 e paga per le proprie colpe, su questo \u2013 ci auguriamo \u2013 ci penser\u00e0 la legge. <strong>Fatto sta che il bambino anneg\u00f2 in quell\u2019acqua e nessun istruttore lo soccorse, si arriv\u00f2 quando ormai era troppo tardi.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>LE FASI DEL PROCESSO RIASSUNTE BREVEMENTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Come dichiarato nella prima udienza, da due dei carabinieri che intervennero sul posto nell\u2019immediatezza dei fatti; <strong>il bambino si trovava nella piscina riabilitativa quando perse conoscenza.<\/strong> Un bacino d\u2019acqua con un\u2019altezza che varia da 76 a 173 centimetri\u00a0con un percorso vascolare fatto da un <strong>muretto abbastanza alto da coprire la perfetta visuale di tutti i bimbi presenti in acqua.<\/strong> E sembra che nessuna delle vasche attive fosse profonda 60 centimetri come previsto dalla legge per l\u2019accesso ai bambini.<\/p>\n<p>Inoltre uno dei carabinieri rifer\u00ec che quando chiese<strong> le registrazioni degli impianti di videosorveglianza gli venne risposto che le telecamere non funzionavano da tempo.<\/strong>\u00a0Il sistema fu quindi posto in sequestro e, come per magia, le immagini furono estrapolate e divennero poi oggetto d\u2019indagine.<\/p>\n<p>Altro elemento importante fu <strong>l\u2019autopsia sul corpo del bambino<\/strong> dal medico legale, Francesco Vinci dell\u2019Universit\u00e0 di Bari, che <strong>aveva accertato la morte per annegamento data la presenza di acqua nei polmoni e non per una malformazione del sistema cardiocircolatorio come inizialmente era stato ipotizzato.<\/strong><\/p>\n<p>Ancora nell\u2019ultima udienza \u00e8 emerso che vi era un unico assistente bagnante presente nella piscina quella mattina, che per\u00f2 non era addetta alla vigilanza dei bambini dell\u2019et\u00e0 di Giancarlo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019UDIENZA DI OGGI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Tutti elementi che sembrerebbero chiarissimi e che porterebbero ad una direzione precisa, ma il processo continua e oggi presso il Tribunale di Cosenza ha avuto luogo una nuova udienza.<\/p>\n<p>Sono stati chiamati al banco a testimoniare diversi genitori che, quella maledetta mattina, si sono recati ad accompagnare i propri figli presso la struttura.<\/p>\n<p>Ricordiamo che per il decesso di Giancarlo sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo le istruttrici\u00a0<strong>Francesca Manna di 65 anni, la figlia 41enne Luana Coscarello, Martina Gallo classe 1993, Ilaria Bove 24enne ed il rappresentante legale della Cogeis a cui il Comune di Cosenza ha affidato la gestione della struttura, l\u2019ex assessore allo Sport Carmine Manna.<\/strong>\u00a0<strong>Nessuno degli accusati oggi era presente in aula.<\/strong> Della parte civile tre assenti.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 emerso dalle testimonianze di oggi di<strong> rilevante importanza \u00e8 che tutti i genitori sono a conoscenza del solo fatto che i bambini portino i braccioli. Stop. Nessuno ha mai sentito parlare di attrezzi\u00a0\u201cantiannegamento\u201d come per esempio i giubbotti di salvataggio<\/strong>. Certo i teste hanno dichiarato &#8211; la maggior parte &#8211; di non essere mai entrati nella struttura e aver visionato da vicino i propri figli durante le attivit\u00e0; ma quest\u2019ultimi ai genitori hanno sempre e solo parlato di braccioli arancioni.<\/p>\n<p>Se gli attrezzi vi siano o non vi siano o se vi siano e non sono stati utilizzati, non \u00e8 dato saperlo. Certo Giancarlo al momento del decesso non portava nessun giubbino di salvataggio.<\/p>\n<p>A testimoniare, questo pomeriggio, anche l\u2019ex assessore <strong>Massimo Bozzo<\/strong>, frequentatore abituale della piscina (o meglio i suoi due figli per molti anni hanno frequentato il Kindergarden). \u00a0La sua testimonianza, come quella degli altri teste, non ha aggiunto nulla di nuovo; anzi nella sua frase \u201c<em>piscina fiore all\u2019occhiello della citt\u00e0<\/em>\u201d, ha fatto persino infuriare l\u2019avvocato di difesa <strong>Francesco Chiaia, <\/strong>che ha esclamato: \u201c<em>ora anche l\u2019elogio alla piscina non mi sembra proprio il caso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Stesso discorso per l\u2019altro avvocato di difesa <strong>Ugo Ledonne<\/strong>\u00a0che ha dovuto alzare un po\u2019 la voce nel richiedere a Bozzo di rispondere semplicemente e direttamente alle domande, senza ricamarci intorno. Il giudice<strong> Marco Bilotta<\/strong>, al fine, ha ristabilito la pacatezza tra le parti.<\/p>\n<p>Il processo prosegue, prossima udienza \u00e8 fissata per il 16 dicembre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue il processo per la morte di Giancarlo Esposito, avvenuta\u00a0nella piscina di Campagnano. 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