{"id":63296,"date":"2016-11-01T05:30:21","date_gmt":"2016-11-01T04:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-solitudine-incompresa-degli-anziani\/"},"modified":"2023-01-17T12:17:18","modified_gmt":"2023-01-17T11:17:18","slug":"117515-la-solitudine-incompresa-degli-anziani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/117515-la-solitudine-incompresa-degli-anziani\/","title":{"rendered":"La solitudine incompresa degli anziani"},"content":{"rendered":"<p><strong>A volte gli anziani si sentono abbandonati e la loro sofferenza si trasforma in solitudine. Ecco una lettera toccante per riflettere sulla loro situazione<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>ITALIA &#8211; \u201c<em>In giovent\u00f9 le giornate sono brevi e gli anni sono lunghi; nella vecchiaia gli anni sono brevi e le giornate sono lunghe<\/em>\u201d. Cos\u00ec recitava un vecchio aforisma che ben si sposa con il pensiero di alcuni anziani che risiedono in case di riposo.<\/p>\n<p><strong>Le strutture residenziali socio-assistenziali per anziani oggi sono ritenute risposte insostituibili a una molteplicit\u00e0 di problemi<\/strong> quali: l\u2019accrescimento di polipatologie cronico-degenerative nelle et\u00e0 avanzate; le limitate risposte terapeutiche in malattie cronico-invalidanti (ad esempio le malattie osteoarticolari, cardiopatie, cancro, diabete, malattie dementigene come la malattia di Alzheimer); gli impedimenti degli anziani soli a restare nella propria abitazione e le difficolt\u00e0 delle famiglie a prenderne carico.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 su cui per\u00f2 si discute poco \u00e8 se queste risposte siano un efficace ed appropriato strumento di protezione e di miglioramento della qualit\u00e0 della vita per gli anziani in difficolt\u00e0 e, ancor meno, se sono da loro gradite.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-117900 alignright\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/anziani.jpg\" alt=\"anziani\" width=\"320\" height=\"238\" title=\"\">Si sa per gli anziani l\u2019abitazione \u00e8 una parte importante della loro quotidianit\u00e0 e con l\u2019avanzare degli anni acquisisce sempre maggiore importanza. Fino a quando \u00e8 possibile, la maggior parte delle persone in et\u00e0 avanzata vuole rimanere in casa propria.<\/p>\n<p><strong>Ancora di pi\u00f9, dati gli ultimi fatti di cronaca di maltrattamenti in case di riposo per anziani, il loro malessere interiore \u00e8 giustificabile: si sentono, spesso, abbandonati e la loro sofferenza, a volte, si trasforma in solitudine profonda.<\/strong><\/p>\n<p>Lo stesso <strong>Papa Francesco<\/strong> tempo fa ha portato all&#8217;attenzione generale il tema:\u00a0gli anziani e le case di riposo. A tal proposito ha dichiarato: &#8220;<em>Abbandonare gli anziani in casa di riposo \u00e8 un peccato mortale<\/em>&#8220;. <strong>Certo, a volte, questa \u00e8 la soluzione pi\u00f9 appropriata proprio per la salute dell\u2019anziano<\/strong>, ma si sottovaluta anche la sua <strong>fragilit\u00e0 e debolezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Pubblichiamo una <strong>lettera<\/strong> molto toccante di qualche tempo fa, scritta da un anziano, che induce alla riflessione e le parole non servono pi\u00f9 per comprendere il loro stato d\u2019animo.<\/p>\n<p>&#8220;Quanti anni ho? Non lo so pi\u00f9, la mia memoria fa brutti scherzi ormai, qualcuno mi ha detto 88. Da quando sono stato male non riesco pi\u00f9 a parlare, ma riesco ancora a pensare e scrivere. <strong>Da quando sono stato male i miei figli mi hanno ricoverato in questa struttura che chiamano casa di riposo: chiss\u00e0 perch\u00e8 poi riposo, il riposo richiama alla serenit\u00e0, dopo la stanchezza, dopo gli affanni, eppure quella stanchezza, quegli affanni, erano vita e ora c\u2019\u00e8 solo attesa, un\u2019attesa senza speranze e senza gioia.<\/strong><\/p>\n<p>Qui, dove sono, dipendo da delle badanti e dai loro umori e qualcuna si innervosisce perch\u00e8 deve cambiarmi il pannolone, o urla perch\u00e8 non voglio bere l\u2019acqua quasi tiepida che mi fanno ingurgitare.<\/p>\n<p>Dicono che ho la demenza senile perch\u00e8 non parlo e tengo spesso gli occhi chiusi. Eppure capisco, capisco lo stato di abbandono affettivo in cui versiamo. Siamo diventati improduttivi, anzi lo eravamo gi\u00e0 quando siamo andati in pensione e si sa, nella societ\u00e0 fondata sul mercato se non produci pi\u00f9 sei fuori, fuori da tutto. Tra noi detenuti in case di riposo non ci parliamo, nemmeno quelli che hanno ancora voce. <strong>Pensare che un tempo i vecchi erano quelli che parlavano di pi\u00f9, li mettevano a capotavola, con tutta la famiglia riunita e i figli e i nipoti e tutti ascoltavano il grande vecchio quando raccontava loro della sua vita trascorsa, delle esperienze, dei consigli che la vita gli aveva insegnato.<\/strong><\/p>\n<p>Noi invece siamo tutti l\u00ec, sulle nostre carrozzine, in una saletta a guardare una televisione che parla da sola, senza pubblico e senza attenzione, la mattina in attesa del pranzo, il pomeriggio in attesa della cena e poi di nuovo cos\u00ec, giorno dopo giorno in attesa, in attesa di una fine che tarda a venire, come una liberazione per tutti, meno che per l\u2019istituto che perde un cliente, anche se i clienti certamente non mancano.<\/p>\n<p>Quando anche quel poco di memoria se ne andr\u00e0 si spegner\u00e0 la luce e rimarranno solo le stanze semivuote e i corridoi bianchi di questa casa che nemmeno il sole riesce pi\u00f9 a scaldare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>La lettera \u00e8 di qualche tempo fa, di\u00a0un anziano che risiede\u00a0in una casa di riposo sita al nord Italia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Foto di repertorio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte gli anziani si sentono abbandonati e la loro sofferenza si trasforma in solitudine. Ecco una lettera toccante per riflettere sulla loro situazione<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":63297,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,16],"tags":[],"class_list":["post-63296","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63296","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63296"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63296\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63297"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63296"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63296"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63296"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}