{"id":63540,"date":"2016-11-04T07:33:20","date_gmt":"2016-11-04T06:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sguardi-a-sud-e-la-prima-rassegna-teatrale-che-si-svolgera-al-teatro-comunale-di-mendicino-ogni-domenica-2\/"},"modified":"2023-01-17T12:17:45","modified_gmt":"2023-01-17T11:17:45","slug":"118701-sguardi-a-sud-e-la-prima-rassegna-teatrale-che-si-svolgera-al-teatro-comunale-di-mendicino-ogni-domenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/118701-sguardi-a-sud-e-la-prima-rassegna-teatrale-che-si-svolgera-al-teatro-comunale-di-mendicino-ogni-domenica\/","title":{"rendered":"&#8216;Sguardi a Sud&#8217; \u00e8 la prima rassegna teatrale che si svolger\u00e0 al Teatro Comunale di Mendicino, ogni domenica"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cinque appuntamenti di teatro d&#8217;autore e due di teatro ragazzi, si parte con &#8216;Letizia Forever&#8217;.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>La rassegna \u00e8 ideata dalla Compagnia Porta Cenere, con la direzione artistica di Mario Massaro.<br \/>\nTema della rassegna \u00e8, appunto, il racconto dal e del Sud, pieno di contraddizioni, di intrecci, di vite, di silenzi, di armonie e di confusioni.<strong> Il primo appuntamento \u00e8 previsto per il 6 Novembre 2016 alle 18,30, con &#8216;Letizia Forever&#8217;.<\/strong><\/p>\n<p>La drammaturgia del Sud, protende per i racconti legati alla famiglia, alle storie personali, semplici, in cui le elucubrazioni contorte non servono a nulla. Questo tipo di drammaturgia si identifica nel racconto, nel senso di \u201ccunto\u201d, di raccontare e di raccontarsi, momento atavico in cui \u00e8 indispensabile che ci sia un \u201craccontatore\u201d, un racconto, ed un pubblico di ascoltatori. Questo meccanismo \u00e8 indispensabile ai personaggi per vivere e rivivere. L\u2019intimismo diventa caratterizzazione specifica che, da un lato, coinvolge subito il pubblico, dall\u2019altro spinge alla riflessione. Questo spettacolo segue un\u2019evoluzione, tematica e linguistica, all\u2019interno, invece, di un circolo vizioso, in cui \u00e8 impossibile trovare uscita o soluzione. Una piccola storia che comincia da un rione palermitano, e che ricorda moltissimi fatti di cronaca. Proprio nei \u201cfabulosi\u201d anni \u201980, cos\u00ec come li definisce Letizia, inizia questa storia. Letizia \u00e8 un parlante di rione, non acculturato, che tende a storpiare le espressioni e a mescolare il dialetto con l\u2019italiano e con il linguaggio della televisione e dei giornali. In particolare, la protagonista afferma di trovare la soluzione ai suoi problemi e di comprendere meglio il mondo attraverso la lettura della rivista \u201cSorrisi e Canzoni\u201d. <strong>L\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0, il contrasto tra l\u2019essere e l\u2019apparire, tra la realt\u00e0 e l\u2019irrealt\u00e0, tra verit\u00e0 e sogno, tra ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto<\/strong>. \u00c8 questo il fulcro centrale dell\u2019intero racconto, poich\u00e9 gli avvenimenti che hanno colpito questa donna, in realt\u00e0 appaiono a tratti racconto di vita reale, a tratti delirio, sogno o immaginazione. Ci ritroviamo davanti a tematiche sociali, culturali, psicologiche. In scena la donna \u00e8 interpretata da un uomo,<strong> Salvatore Nocera<\/strong>, il cui volto \u00e8 incorniciato da lunghi capelli e da una barba folta; indossa un abitino e delle ciabatte da donna, ed in effetti, il pubblico, durante lo spettacolo, non vedr\u00e0 mai un uomo, ma sempre Letizia. La duplice identit\u00e0, o meglio, l\u2019ambigua identit\u00e0, \u00e8 insita nello stesso personaggio, madre di due figli: solo Michelino andr\u00e0 a trovarla, dopo il misfatto, nell\u2019istituto in cui \u00e8 stata rinchiusa e in cui \u00e8 sottoposta, quotidianamente, alla \u201cterapia della musica\u201d. La figlia non vuole assolutamente vederla, ricordando la scissione edipica madre- figlia, che si ripete ancora una volta. La stessa Letizia affermer\u00e0 che il figlio, a volte, non comprende pi\u00f9 chi \u00e8 la madre o il padre: emerge, dunque, non solo il contrasto edipico, ma soprattutto si instilla nello spettatore il forte dubbio che Letizia si vesta anche dei panni dello stesso marito, o viceversa. E se fosse proprio il marito ad aver ucciso la moglie diventandone poi il portavoce immaginario?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-118710 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/PSS1447602364PS5648a8bce26af.jpg\" alt=\"pss1447602364ps5648a8bce26af\" width=\"600\" height=\"399\" title=\"\"><br \/>\nIl racconto, quello della vita passata, si interseca alla musica anni \u201980, attraverso quelle canzoni che identificano la prima parte della vita della protagonista e dei suoi ricordi giovanili, quel periodo ambientato nel Rione che, nonostante gli scontri con la madre e la morte prematura del padre, appare, alla fine, ricordo positivo. Il 1990 viene invece identificato con l\u2019anno del cambiamento e della disgrazia. La musica e il teatro caratterizzano una terapia del dolore in cui ci si aspetta che Letizia confessi, posta su un palchetto illuminato da luci stroboscopiche, corredato da un lettore cd, che lei definisce \u201cmangiacassette\u201d, da un microfono, e da un pubblico immaginario. Immaginare di parlare su un palco di un teatro aiuta la protagonista a rivolgersi al suo pubblico, a raccontare agli spettatori, definiti stolti e poco intelligenti, a svelare il suo mistero, a sciogliere la lingua. Ma forse il palchetto teatrale diventa anche altare di sacrificio imposto dalla societ\u00e0, luogo di imputazione, in cui la protagonista \u00e8 costretta a raccontare e a svelare dolorosamente. Ma chi comprender\u00e0 a fondo il suo malessera mai compreso? Il teatro che \u201ctraveste\u201d, che attraverso il travestimento, la metafora, l\u2019allegoria, racconta la realt\u00e0, ci pone davanti ad un personaggio scisso e travestito, femmineo e mascolino, vittima e carnefice insieme. \u00c8 importante, all\u2019interno di questo spettacolo, il collegamento a ritroso, poich\u00e9 l\u2019intero testo \u00e8 costruito sull\u2019alternanza tra il presente, quindi l\u2019internamento nell\u2019Istituto di igiene mentale, e il passato, e quindi \u00e8 comprensibile anche il titolo e la simbologia della storia che si ripete senza soluzione. Quest\u2019uomo diventa Letizia, e la sensazione finale \u00e8 che vorremmo abbracciarlo e consolarlo, perch\u00e9 ci ha fatto ridere, ci ha fatto commuovere, ci ha fatto riflettere. Letizia \u00e8 \u201cforever\u201d, come un cd che ricomincia dalla prima traccia, come un discorso mai concluso, come una storia che si ripete e che non si scioglie, n\u00e9 si svela del tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinque appuntamenti di teatro d&#8217;autore e due di teatro ragazzi, si parte con &#8216;Letizia Forever&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":63541,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[40,34],"tags":[],"class_list":["post-63540","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-spettacolo","category-magazine"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63540"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63540\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}