{"id":63675,"date":"2016-11-07T15:03:50","date_gmt":"2016-11-07T14:03:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sigilli-per-la-casa-del-fotografo-corona-acquistata-da-un-pregiudicato-calabrese-e-intestata-al-collega-di-valletopoli\/"},"modified":"2023-01-17T12:18:01","modified_gmt":"2023-01-17T11:18:01","slug":"119333-sigilli-per-la-casa-del-fotografo-corona-acquistata-da-un-pregiudicato-calabrese-e-intestata-al-collega-di-valletopoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/119333-sigilli-per-la-casa-del-fotografo-corona-acquistata-da-un-pregiudicato-calabrese-e-intestata-al-collega-di-valletopoli\/","title":{"rendered":"Sigilli per la casa di Corona, acquistata da un pregiudicato calabrese e intestata al &#8216;collega&#8217; di Valletopoli"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;appartamento usato anche come ufficio dal &#8216;re dei paparazzi&#8217; ha un valore pari a due milioni e mezzo di euro.<!--more--><\/h4>\n<p>MILANO &#8211; Avrebbe intestato casa a un suo fedele collaboratore. Un immobile cui valore \u00e8 stato stimato sui due milioni e mezzo di euro formalmente di propriet\u00e0 di Marco Bonato coimputato insieme al fotografo Corona nelle indagini di Vallettopoli \u00e8 stato posto sotto sequestro. Secondo i magistrati il &#8216;re dei paparazzi&#8217; avrebbe utilizzato un escamotage per non far finire l&#8217;appartamento nei beni a copertura del buco in bilancio da sei milioni di euro della societa Corona&#8217;s dopo il suo fallimento. <strong>L&#8217;abitazione che veniva usata dal fotografo anche come ufficio si trova in via de Cristoforis a Milano e fino al 2008 risultava di propriet\u00e0 di un commercialista milanese,<\/strong> Luca De Filippo. E&#8217; con lui che Corona inizia a trattare prima che l&#8217;appartamento venisse ceduto a due coniugi di Bovalino, in provincia di Reggio Calabria poche ore prime di firmare il rogito davanti a un notaio a Reggio Calabria. Il beneficiario di buona parte dei pagamenti pare sia in ultima analisi il pregiudicato calabrese Vincenzo Gallo coinvolto nello scandalo degli appalti sull&#8217;alta velocit\u00e0.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione con cui \u00e8 stato acquistato l&#8217;appartamento sequestrato oggi a Fabrizio Corona a Milano, oltre &#8220;all&#8217;interposizione fittizia&#8221; come acquirente &#8220;di Marco Bonato&#8221; ex collaboratore e coimputato del fotografo, ha &#8220;aspetti ulteriori di presumibile illiceit\u00e0&#8221;: si va dal rogito effettuato a &#8220;oltre mille chilometri dal luogo ove si trova l&#8217;appartamento&#8221;, alla &#8220;interposizione fittizia&#8221; anche sul versante della parte che ha venduto,<strong> fino alla &#8220;destinazione di buona parte delle somme cos\u00ec corrisposte ad un pregiudicato di origine calabrese, Vincenzo Gallo<\/strong>. E&#8217; quanto si legge nel provvedimento con cui i giudici della sezione misure di Prevenzione del Tribunale, Maria Gaetana Rispoli, Giuseppe Cernuto e Ilario Pontani, hanno accolto la richiesta del pm della Dda Alessandra Dolci di mettere i sigilli all&#8217;abitazione dell&#8217;ex re dei paparazzi, in carcere da qualche settimana e che domani pomeriggio dovrebbe essere al Palazzo di Giustizia milanese per l&#8217;udienza davanti ai magistrati di Sorveglianza per la discussione della revoca dell&#8217;affidamento in prova ai servizi sociali. .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dalla magistratura, chi nel 2008 ha &#8220;formalmente&#8221; venduto l&#8217;immobile sono i coniugi Ceravolo e Gallo ma in realt\u00e0 dietro di loro si celava Luca De Filippo, il commercialista coinvolto nell&#8217;indagine romana che ha portato a un nuovo arresto dell&#8217;immobiliarista Stefano Ricucci. Inoltre, sottolinea sempre il provvedimento, buona parte dell&#8217;importo corrisposto da Bonato &#8211; <strong>soldi distratti dal fallimento della Corona&#8217;s per confluire nell&#8217;altra societ\u00e0 dell&#8217;ex re dei paparazzi, la Fenice<\/strong> &#8211; sono finite nelle tasche di Vincenzo Gallo, &#8220;pregiudicato&#8221; e parente di Domenico Gallo, imprenditore calabrese considerato da tempo un nome noto delle costruzioni stradali e arrestato di recente nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sulle grandi opere. E&#8217; stato lo stesso Fabrizio Corona, nel corso di un interrogatorio del maggio 2009, ad ammettere &#8220;l&#8217;origine presumibilmente illecita&#8221; dei soldi utilizzati per l&#8217;acquisto dell&#8217;appartamento di via De Cristoforis a Milano, sequestrato questa mattina dalla Guardia di Finanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come riporta il provvedimento di sequestro, il denaro utilizzato per l&#8217;acquisto proveniva dunque, per ammissione dello stesso ex fotografo dei vip, da &#8220;un&#8217;appropriazione indebita ai danni della Fenice srl&#8221;, la societ\u00e0 in cui sarebbero confluiti, si legge nell&#8217;atto, i soldi della fallita societ\u00e0 Corona&#8217;s. Dal conto corrente della <strong>Fenice proverrebbe infatti &#8220;1 milione e centomila euro, suddiviso in 22 assegni circolari di 50 mila euro ciascuno, emessi nel febbraio 2008<\/strong>&#8220;. Assegni versati dall&#8217;avvocato Tommaso Delfino su delega dello stesso Corona ai due ex proprietari dell&#8217;immobile Pasquale Ceravolo e Giuseppina Gallo, che avrebbero poi girato le somme &#8220;al pregiudicato calabrese Vincenzo Gallo, che appare cos\u00ec il beneficiario finale del pagamento&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;appartamento usato anche come ufficio dal &#8216;re dei paparazzi&#8217; ha un valore pari a due milioni e mezzo di euro.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":63676,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,16],"tags":[],"class_list":["post-63675","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63675","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63675"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63675\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63676"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}