{"id":63971,"date":"2016-11-14T11:23:32","date_gmt":"2016-11-14T10:23:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/nutri-menti-lagricoltura-biologica-la-presenza-sempre-piu-massiccia-negozi-specializzati\/"},"modified":"2023-01-17T12:18:37","modified_gmt":"2023-01-17T11:18:37","slug":"120592-nutri-menti-lagricoltura-biologica-la-presenza-sempre-piu-massiccia-negozi-specializzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/120592-nutri-menti-lagricoltura-biologica-la-presenza-sempre-piu-massiccia-negozi-specializzati\/","title":{"rendered":"Nutri Menti &#8211; L\u2019agricoltura biologica e la presenza sempre pi\u00f9 massiccia di negozi specializzati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cosenza si distingue per essere un\u2019eccellente citt\u00e0 \u201cBio\u201d, segno certamente di una diffusa sensibilit\u00e0 alimentare e di una nuova consapevolezza sul consumo corretto del cibo.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Da tempo si parla con maggiore frequenza della <strong>diffusione<\/strong> dei <strong>metodi di coltivazione \u201cbiologica\u201d<\/strong>. Il termine \u201c<strong>agricoltura biologica<\/strong>\u201d indica, in particolare, un metodo di coltivazione che sia in grado di assicurare <strong>l&#8217;autosostenibilit\u00e0<\/strong> dell&#8217;azienda agricola, attraverso il solo l&#8217;impiego di sostanze presenti in natura con l\u2019esclusione di altre ottenute con la sintesi chimica (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere). Sono usati invece <strong>fertilizzanti naturali<\/strong> come il <strong>letame<\/strong> opportunamente compostato e altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci (piante appositamente seminate nei terreni da coltivare, come trifoglio o senape). In caso di necessit\u00e0, per la difesa delle colture s\u2019interviene anche con<strong> sostanze naturali vegetali<\/strong>, <strong>animali o minerali<\/strong>: estratti di piante, insetti utili che predano i parassiti, farina di roccia o minerali naturali per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno e per difendere le coltivazioni dalle crittogame.<\/p>\n<p>L\u2019agricoltura biologica ha, inoltre, la finalit\u00e0 di sviluppare un modello di produzione che possa <strong>evitare lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali<\/strong>, in particolare del suolo, dell&#8217;acqua e dell&#8217;aria, utilizzando invece tali risorse all\u2019interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo. Gli scopi da raggiungere riguardano, tra l\u2019altro,<strong> la produzione di alimenti di alta qualit\u00e0,<\/strong> sotto il profilo della<strong> sicurezza alimentare<\/strong>, la riduzione dell&#8217;impatto ambientale dei sistemi agricoli, la costruzione di \u201csistema chiuso\u201d utilizzando il riciclo delle sostanze organiche e degli elementi nutritivi e il mantenimento della diversit\u00e0 genetica del sistema agricolo e dell&#8217;ambiente circostante.<\/p>\n<p>Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate, come, la rotazione delle colture, la piantumazione di siepi e alberi che diano ospitalit\u00e0 ai predatori naturali dei parassiti e la coltivazione in parallelo di piante sgradite l&#8217;una ai parassiti dell&#8217;altra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-120595 alignleft\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/agricoltura-bio-5.jpg\" alt=\"agricoltura-bio-5\" width=\"378\" height=\"251\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>La produzione biologica<\/strong> inoltre, non guarda solo <strong>l\u2019economicit\u00e0<\/strong> ma si preoccupa anche del nuovo consumatore che acquista sempre pi\u00f9 conoscenza e perci\u00f2 s\u2019interessa del bene non poich\u00e9 tale ma per le sue caratteristiche qualitative. Per quanto riguarda l\u2019Italia, lo sviluppo dell\u2019agricoltura biologica ha raggiunto un alto livello e rappresenta il secondo Paese dell\u2019U.E. per numero di aziende certificate biologiche e per superfici a biologico (sono circa 1,3 milioni).<\/p>\n<h2>Regioni &#8216;bio&#8217;<\/h2>\n<p>Le regioni italiane, secondo un rapporto del Sina (\u201cBio in cifre 2015\u201d), in cui \u00e8 presente il maggior numero di operatori biologici, sono: la Sicilia (9.660), la <strong>Calabria (8.787)<\/strong> e la Puglia (6.599), nelle quali si concentra oltre il 45% del totale degli operatori italiani. Le regioni poi con una maggiore incidenza percentuale delle superfici biologiche sul totale delle superfici coltivate sono: <strong>la Calabria, in cui le superfici biologiche rappresentano circa il 30% delle superfici totali,<\/strong> seguita dalla Sicilia con il 22% e il Lazio con il 19%\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Calabria per\u00f2, vi sono poche organizzazioni economiche specializzate degli operatori biologici, che svolgano compiti di concentrazione dell\u2019offerta e immissione sul mercato. Quelle esistenti, per giunta, sono di medie e piccole dimensioni. In questa situazione <strong>predominante risulta il territorio di Cosenza<\/strong> nel quale, secondo un altro rapporto \u201c<strong>Abc-Aiab<\/strong>\u201d sull&#8217;agricoltura biologica in Calabria, \u201cla pi\u00f9 alta presenza di attivit\u00e0 agro-zootecniche biologiche e della trasformazione si registra a Cosenza&#8221;. La<strong> provincia di Cosenza<\/strong> \u00e8 quindi il territorio dove si <strong>concentrano<\/strong> relativamente le attivit\u00e0 a pi\u00f9 alto valore economico, spesso orientate verso i mercati nazionali ed esteri dei prodotti biologici\u201d.<\/p>\n<h3>I &#8216;costi&#8217; del biologico<\/h3>\n<p>Per quanto riguarda, poi, l&#8217;incremento degli acquisti di prodotti \u201cBio\u201d rispetto al passato, si registra una marcata inversione di tendenza, con un conseguente miglioramento delle abitudini alimentari e un\u2019attenzione particolare agli acquisti etici e sostenibili e alla tutela ambientale. Resta, per\u00f2 un aspetto non secondario che rende il consumo dei prodotti biologici ancora lontano dai livelli di quelli derivanti dall\u2019agricoltura convenzionale:<strong> il costo del Bio<\/strong> \u00e8 in questo periodo pi\u00f9 caro del convenzionale. Le <strong>ragioni sono diverse<\/strong> e attengono alle varie fasi della particolare coltivazione biologica.<\/p>\n<p>Se prendiamo ad esempio la coltivazione degli ortaggi, l\u2019utilizzo del concime chimico comporta delle rese per ettaro molto alte e omogenee mentre con la concimazione organica, pi\u00f9 costosa, l&#8217;effetto \u00e8 molto minore. Nel biologico, inoltre, deve essere fatta la rotazione colturale in modo da poter ripristinare l&#8217;equilibrio e la fertilit\u00e0 del suolo, con un costo generale per l&#8217;azienda alto, considerando che queste rotazioni, generalmente, non sono praticate nella coltivazione convenzionale.<\/p>\n<p>Bisogna, inoltre, ricordare <strong>i costi rilevanti che derivano dagli interventi con mezzi meccanici e fisici sulle piante infestanti<\/strong> e quelli legati alla distribuzione, che riescono a incidere in misura sensibile, anche se l\u2019attuale sviluppo di diffusione del biologico rende possibile un abbassamento dei prezzi. Legato a quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 anche l\u2019ingresso della grande distribuzione che ha cominciato a riempire gli scaffali dei supermercati di paste integrali, latte di soia, zucchero di canna e molti altri prodotti. Si assiste, addirittura, al recupero di cibi dimenticati da tempo come orzo, miglio, farro, avena, che possiedono notevoli propriet\u00e0 nutrizionali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-120596 alignright\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/agricoltura-bio-vendita.jpg\" alt=\"agricoltura-bio-vendita\" width=\"486\" height=\"282\" title=\"\"><\/p>\n<p>Sebbene i maggiori costi derivanti dal metodo biologico si facciano sentire al momento della produzione, \u00e8 sicuramente nella<strong> fase finale della filiera<\/strong> che i prodotti biologici sono pi\u00f9 cari di quelli convenzionali.<\/p>\n<p>La spiegazione \u00e8 da ricercarsi nelle<strong> dimensioni, troppo piccole, del mercato dell\u2019agricoltura biologica<\/strong> e di un\u2019<strong>organizzazione<\/strong>, quasi <strong>assente<\/strong>, dell\u2019offerta. Le aziende agricole solitamente sono distribuite in maniera non omogenea sul territorio e soffrono di mancanza di organizzazione. <strong>La maggior parte della produzione biologica, infatti, avviene al Sud<\/strong> mentre il suo consumo si concentra al Nord. Organizzare l\u2019incontro tra domanda e offerta diventa in questo modo difficile e molto costoso.<\/p>\n<p>Tutti questi aspetti rendono difficile gestire la logistica e, di conseguenza, fanno lievitare i costi della distribuzione. Una delle soluzioni potrebbe essere trovata facilmente nell\u2019accorciare le distanze tra produttori e consumatori. Acquistare direttamente dal produttore \u2013 come nell\u2019esperienza dei Gruppi di Acquisto Solidale &#8211; non solo permette di spendere meno ma garantisce anche un prodotto fresco e di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Per quando riguarda l\u2019aspetto prezzo, vi \u00e8 poi da precisare che la produzione biologica, cos\u00ec come quella convenzionale, ha delle fasce di prezzo che sono stabilite in base del livello di qualit\u00e0 del prodotto e della sua categoria merceologica. La differenza di prezzo tra prodotti biologici e convenzionali, ad esempio, sono irrilevanti nel caso di legumi o passata di pomodoro ma variano di molto nell\u2019ortofrutta e per prodotti particolari come tofu e seitan. In definitiva, le ragioni per cui i prodotti biologici costano di pi\u00f9 sono soprattutto di natura agricola e commerciale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosenza si distingue per essere un\u2019eccellente citt\u00e0 \u201cBio\u201d, segno certamente di una diffusa sensibilit\u00e0 alimentare e di una nuova consapevolezza sul consumo corretto del cibo.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":63972,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,34,45],"tags":[],"class_list":["post-63971","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-magazine","category-nutrimenti"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63971"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63971\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63972"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}