{"id":63985,"date":"2016-11-14T13:03:20","date_gmt":"2016-11-14T12:03:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ecosistema-urbano-2016-buoni-risultati-cosenza-ancora-divario-nord-sud-scarica-rapporto\/"},"modified":"2023-01-17T12:18:38","modified_gmt":"2023-01-17T11:18:38","slug":"120617-ecosistema-urbano-2016-buoni-risultati-cosenza-ancora-divario-nord-sud-scarica-rapporto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/120617-ecosistema-urbano-2016-buoni-risultati-cosenza-ancora-divario-nord-sud-scarica-rapporto\/","title":{"rendered":"Ecosistema Urbano 2016, buoni risultati per Cosenza. Ancora divario tra Nord e Sud (SCARICA IL RAPPORTO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il rapporto Legambiente 2016 elaborato sui parametri 2015 vede tutti i capoluoghi di provincia della regione nella parte bassa della classifica. Eccetto Cosenza, che si classifica al\u00a033\u00b0 posto e tra le prime citt\u00e0 del Meridione.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>ROMA &#8211; Gli indicatori della 23\u00aa edizione del rapporto Ecosistema urbano quest&#8217;anno sono 17, uno in meno rispetto all&#8217;edizione 2015. La divisione in tre gruppi omogenei, per dimensione demografica, delle 104 citt\u00e0 prese in considerazione, \u00e8 applicata solo ai dati del trasporto pubblico. Non sono pi\u00f9 considerati il tasso di motorizzazione a due ruote e i consumi elettrici domestici complessivi mentre \u00e8 stato invece inserito l\u2019indicatore dei<strong> consumi domestici coperti con energie rinnovabili<\/strong>. Inoltre, il parametro sugli incidenti stradali, gi\u00e0 presente, \u00e8 ora riferito non solo al numero di vittime, ma anche a quello dei feriti. Tutti capoluoghi di Provincia della Calabria si collocano nella parte bassa della Classifica. Solo Cosenza svetta classificandosi al 33\u00b0 posto e tra le prime citt\u00e0 del meridione. Crotone \u00e8 al 63\u00b0, Reggio Calabria al 79\u00b0, Catanzaro al 96\u00b0 e Vibo Valentia ultima 104\u00b0.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-120651 alignleft\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Cosenza.jpg\" alt=\"cosenza\" width=\"465\" height=\"269\" title=\"\"><\/p>\n<p>Gli indicatori della 23\u00aa edizione del rapporto Ecosistema urbano sono 17, uno in meno dello scorso anno. La divisione in tre gruppi omogenei, per dimensione demografica, delle 104 citt\u00e0 prese in considerazion \u00e8 applicata solo ai dati del trasporto pubblico.<\/p>\n<p>Ci sono alcuni cambiamenti: non sono pi\u00f9 considerati il tasso di motorizzazione a due ruote e i consumi elettrici domestici complessivi; \u00e8 stato invece inserito l\u2019indicatore dei consumi domestici coperti con energie rinnovabili. Inoltre, il parametro sugli incidenti stradali, gi\u00e0 presente, \u00e8 ora riferito non solo al numero di morti, ma anche a quello dei feriti.<\/p>\n<p>Dicevamo che l\u2019indagine si basa su 17 parametri divisi nelle macroaree: <strong>Aria, Acqua, Rifiuti, Energie rinnovabili e Mobilit\u00e0<\/strong>. Macerata porta in alto il Centro Italia, ma nella top ten della classifica generale compaiono otto citt\u00e0 medio-piccole del Nord, dal secondo posto di Verbania al decimo di Savona. Oristano, in ottava posizione, \u00e8 la migliore rappresentante del comparto Sud e Isole.<\/p>\n<p>L\u2019insieme degli indicatori copre i<strong> cinque principali componenti ambientali<\/strong> (aria, acqua, rifiuti, mobilit\u00e0 ed energia), consentendo di valutare i fattori di pressione, la qualit\u00e0 delle componenti ambientali, la capacit\u00e0 di risposta e di gestione ambientale. Gli indicatori sono normalizzati impiegando funzioni di utilit\u00e0 costruite sulla base di alcuni obiettivi di sostenibilit\u00e0. Cos\u00ec i punteggi assegnati identificano il tasso di sostenibilit\u00e0 della citt\u00e0 reale rispetto a una citt\u00e0 ideale. Per ogni indicatore c\u2019\u00e8 una scala di riferimento da una soglia minima (che pu\u00f2 essere pi\u00f9 bassa o pi\u00f9 alta del peggior valore registrato), al di sotto della quale non si ha diritto ad alcun punto, fino a un valore obiettivo (che pu\u00f2 essere invece pi\u00f9 alto o pi\u00f9 basso del miglior valore registrato) che rappresenta il livello da raggiungere per ottenere il punteggio massimo.<\/p>\n<p>Ecosistema Urbano quest&#8217;anno per la prima volta propone anche un confronto delle <strong>ecoperformance<\/strong> urbane con <strong>i 12 mesi precedenti,<\/strong>\u00a0ed analizza un periodo pi\u00f9 lungo valutando l\u2019evoluzione dei valori dei capoluoghi in quattro parametri fondamentali (smog, acqua, rifiuti e trasporto pubblico) le cui variazioni dipendono direttamente dall\u2019azione (o dall\u2019inazione) degli enti locali.<br \/>\nIn cinque anni, tra il 2011 e il 2015, in alcune\u00a0grandi citt\u00e0 italiane la situazione non \u00e8 poi cos\u00ec cambiata. Ne \u00e8 un esempio\u00a0Napoli che, nonostante sia stata fino al 2011 in piena emergenza rifiuti, non ha colto l\u2019occasione di questa crisi per un deciso cambio di passo. E&#8217; cresciuta certamente la raccolta differenziata ma con un ritmo inferiore all\u20191,5% annuo ed \u00e8 ancora distante dal rispetto degli standard fissati dalla normativa. E sempre nel capoluogo partenopeo salgono a dismisura anche le perdite di rete (dal 24% del 2011 al 42% del 2015).<\/p>\n<p>Altro esempio per Roma, dove il traffico \u00e8 tra le problematiche pi\u00f9 importante, e\u00a0nonostante ci\u00f2 non \u00e8 aumentato di molto il numero dei passeggeri trasportati da bus, tram e metropolitane; anzi \u00e8 addirittura leggermente diminuito.<\/p>\n<p>A Milano il problema \u00e8 da sempre quello dello smog ma le cose non sono poi cos\u00ec migliorate. Scendendo a sud, Palermo spreca ancora pi\u00f9 della met\u00e0 dell\u2019acqua potabile immessa in rete ed \u00e8, com\u2019\u00e8 noto, tra quei capoluoghi che non si possono certamente permettere sperpero idrico e ha ridotto il quantitativo di rifiuti raccolti separatamente (dal 10% al 7%).<\/p>\n<p>In Italia dunque, non si segue il passe europeo e le\u00a0trasformazioni per arrivare a progettare citt\u00e0 diverse, pi\u00f9 sane, pi\u00f9 vivibili, pi\u00f9 sostenibili, pi\u00f9 attente alla qualit\u00e0 della vita degli abitanti sono poche.<\/p>\n<h2>\nI mutamenti di Cosenza tra 2011 e 2015<\/h2>\n<p><strong>Il caso di Cosenza \u00e8 tra quelli da prendere ad esempio<\/strong>. La citt\u00e0 dei Bruzi infatti, ha pi\u00f9 che raddoppiato la raccolta differenziata passando dal 21% al 50%, di Macerata (dal 43% al 74%), di Mantova (dal 40% al 77%) o di Parma (dal 48% al 72%). Poi ci sono Venezia o Brescia, dove in controtendenza rispetto all\u2019emorragia d\u2019utenti del resto d\u2019Italia, i passeggeri del trasporto pubblico continuano a crescere, o c\u2019\u00e8 Verona dove il calo dell\u2019inquinamento da Pm10 \u00e8 significativo e ormai, apparentemente, consolidato. Se i casi positivi, fortunatamente, non mancano \u00e8 altrettanto vero che anche tra le citt\u00e0 di medie e piccole dimensioni ci sono Comuni immobili (vedi Pavia o Perugia) e altri che in uno o pi\u00f9 settori fanno passi indietro.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1813\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">SCARICA IL RAPPORTO ECOSISTEMA URBANO 2016 &#8211; CLICCA QUI\u00a0<\/span><\/a><\/h2>\n<h3><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto Legambiente 2016 elaborato sui parametri 2015 vede tutti i capoluoghi di provincia della regione nella parte bassa della classifica. 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