{"id":64020,"date":"2016-11-15T17:30:29","date_gmt":"2016-11-15T16:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sgombero-falerna\/"},"modified":"2023-01-17T12:18:43","modified_gmt":"2023-01-17T11:18:43","slug":"120740-sgombero-falerna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/120740-sgombero-falerna\/","title":{"rendered":"Abbandonati per anni in un hotel, finito il business arrivano le minacce di sgombero"},"content":{"rendered":"<h4>Donne incinta, minori senza famiglia e decine di profughi rischiano di finire in strada a causa della pessima gestione dei fondi per l&#8217;Emergenza Nord Africa.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FALERNA (CZ) &#8211; Tre anni fa, una circolare emanata dal Ministero dell\u2019Interno in data 18 febbraio 2013 decretava la chiusura di una stagione della vergogna, quella denominata \u201cEmergenza Nordafrica\u201d. &#8220;Un\u2019emergenza &#8211; scrive in una nota l&#8217;associazione La Kasbah di Cosenza che da anni si occupa di migranti insieme a un gruppo di attivisti del\u00a0CPOA Rialzo dell&#8217;associazione\u00a0Garibaldi 101, di Altra Lamezia e della Campagna LasciateCIEntrare\u00a0&#8211; creata a tavolino, costata oltre un miliardo di euro senza che riuscisse a garantire standard dignitosi di accoglienza e integrazione. Una gestione assolutamente fallimentare sotto tutti i fronti e che<strong> nei fatti si \u00e8 tradotta, in un gigantesco business per quelle cooperative (ma anche per quegli imprenditori in fallimento) che dopo due anni di cattiva accoglienza all\u2019interno di strutture alberghiere in disuso avevano letteralmente sbattuto le porte in faccia agli ospiti<\/strong> erogando loro una buona uscita di 500 euro e una pacca sulla spalla. Chi ha seguito quei 20 mesi di accoglienza miserabile dei cosiddetti \u201cprofughi\u201d della Libia aveva da tempo intuito che le conseguenze sarebbero state catastrofiche. Per quanti erano in fuga dalla guerra e meritevoli di misure di accoglienza e tutela, la vera emergenza \u00e8 proseguita all\u2019indomani della chiusura della cosiddetta Emergenza Nord Africa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Migliaia di persone si erano, infatti, ritrovate da un giorno all\u2019altro a dormire sui marciapiedi delle citt\u00e0, nelle sale di attesa delle stazioni ferroviarie o, nella maggior parte dei casi, convogliati nello sfruttamento del lavoro bracciantile nei campi del sud Italia o indirizzati verso il lavoro nero nelle citt\u00e0, per pochi spiccioli al giorno. <strong>Singolare \u00e8 il caso del \u201cResidence degli Ulivi\u201d a Falerna, dove all\u2019indomani della chiusura di questa stagione di diritti negati, circa 200 \u201cfantasmi\u201d sono rimasti all\u2019interno della struttura, abbandonati al loro destino di marginalit\u00e0<\/strong>. Invisibili, in particolar modo alle istituzioni e alle cooperative del Consorzio \u201cCalabria Accoglie\u201d (Soc. Coop. Il Delfino e Soc. Coop. Promidea) che, intascati i soldi dell\u2019Emergenza si sono defilate senza provvedere a garantire misure di inserimento socio-lavorativo a coloro che avevano preso in carico tramite un mandato istituzionale. Ingannati e abbandonati a loro stessi intanto gli \u201cspettri vaganti\u201d del Residence hanno cercato affannosamente di ridare forma alle loro esistenze all\u2019interno di un paese che non ha offerto loro nessuna alternativa se non quella dello sfruttamento nelle campagne lametine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Invisibili tra gli invisibili,<strong> tra le migliaia di schiavi delle campagne, nelle coltivazioni con 40\u00b0 o sotto il freddo sferzante della stagione invernale, chini sui campi a raccogliere cipolle, olive o pomodori dietro un compenso di 2 euro l&#8217;ora,<\/strong> a percorrere una strada statale impervia e fatale in sella a biciclette. Da anni assistiamo disgustati ad un assurdo balletto di responsabilit\u00e0 che vengono puntualmente rimpallate tra il proprietario dello stabile, le cooperative del consorzio \u201cCalabria Accoglie\u201d, il sindaco della citt\u00e0 di Falerna e la Prefettura di Catanzaro. Un balletto fatto di continue minacce di sgombero ogni volta scongiurate solo grazie all\u2019intervento degli attivisti cosentini e lametini. Poi un bel giorno il Sindaco di Falerna emana un&#8217;ordinanza contingibile ed urgente di sgombero per inagibilit\u00e0, sicurezza e problemi igienico sanitari dei fabbricati costituenti il \u201cResidence degli Ulivi\u201d, attraverso la quale ordina al \u201c[\u2026] proprietario dell\u2019immobile: Turismo e Sviluppo S.p.a. nonch\u00e9 Eurolido S.r.l.\u201d e \u201c[\u2026] ai rappresentanti legali del consorzio \u201cCalabria Accoglie\u201d costituito dalla cooperativa Promidea nonch\u00e9 Il Delfino, quale soggetto gestore dell\u2019Emergenza Nord Africa, realizzato nel predetto complesso di fabbricati, lo sgombero immediato del fabbricato [\u2026], facendo fin d\u2019ora presente che in difetto si provveder\u00e0 con il ricorso alle forze dell\u2019ordine\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un solo gesto si risolveranno le tanto gravose questioni che fin dal loro arrivo nel 2011 le persone presenti nel residence hanno posto alla comunit\u00e0: il sindaco non avr\u00e0 pi\u00f9 il problema della salvaguardia del \u201cdecoro urbano\u201d della cittadina tirrenica, macchiato dalla presenza di cos\u00ec tanti migranti; le istituzioni preposte non dovranno pi\u00f9 fingere \u201cdi non sapere e\/o di non vedere\u201d; le cooperative del consorzio Calabria Accoglie non dovranno pi\u00f9 versare il canone mensile al proprietario dello stabile e potranno liberarsi definitivamente del pesante fardello dei migranti falernesi, da lungo tempo abbandonati al loro destino senza la bench\u00e9 minima remora o preoccupazione. Noi abbiamo incontrato nuovamente quelle <strong>persone impaurite a cui le forze dell\u2019ordine hanno intimato di lasciare la struttura entro venerd\u00ec 18 ottobre, data in cui sarebbe previsto lo sgombero. Abbiamo visto persone sofferenti, affette da quelle che vengono definite \u201cmalattie da disagio\u201d.<\/strong> Ci siamo imbattuti in ragazzi con le dita mozzate, vittime di incidenti stradali accaduti durante i loro trasferimenti lungo la S.S.18 verso i luoghi di lavoro, verso le campagne di Campora San Giovanni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo visto alcune delle otto donne presenti nella struttura in stato di gravidanza, alcune con bambini in braccio. Abbiamo visto minori non accompagnati, sbarcati da poco in Italia:<strong> ragazzini cresciuti in fretta, tra le torture delle carceri libiche e le traversate in mare di navi cariche di morte. Abbiamo incontrato persone che cercano di sopravvivere e di far sopravvivere le loro famiglie<\/strong> accettando lavori di sfruttamento e piegandosi a qualsiasi condizione di lavoro e di sopravvivenza. Ma, al netto delle responsabilit\u00e0 di tutti gli enti preposti per la totale indifferenza perpetrata nel corso degli anni nei confronti dei migranti di Falerna, e per l\u2019evidente mancanza di progetti finalizzati a processi di vera inclusione, ci chiediamo quanto sia legittimo sgomberare uno stabile senza che le persone ospitate al suo interno siano state formalmente informate delle operazioni di cui sarebbero destinatarie (con notifica tradotta in lingua), e\/o preventivamente coinvolte in una consultazione genuina, cos\u00ec come prescritto dal diritto internazionale in materia di sgomberi. Ci chiediamo il perch\u00e9 di tanta solerzia nell\u2019eseguire un\u2019ordinanza senza che siano trascorsi i 60 giorni entro i quali poter effettuare \u201cricorso giurisdizionale presso il T.A.R. Calabria\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In quello stabile ci sono uomini, donne e bambini la cui unica colpa \u00e8 quella di aver trovato nella struttura del \u201cResidence degli Ulivi\u201d la loro ultima spiaggia. <strong>Uomini, donne e bambini che entro pochi giorni si ritroveranno a dormire per strada, al gelo, nei giacigli di fortuna delle stazioni.<\/strong> Ancora una volta, esposti all\u2019umiliazione di essere rifiutati, allontanati, respinti. Riconoscere gli errori fatti e modificare gli interventi in corso d\u2019opera dovrebbe essere prerogativa delle istituzioni, ma cos\u00ec finora non \u00e8 stato, e questa ordinanza ne \u00e8 l&#8217;ultima conferma. Impiegare ogni risorsa dovrebbe essere chiaro interesse non solo delle istituzioni ma anche della cittadinanza tutta, nell\u2019ottica di un investimento per l\u2019inclusione che abbia l\u2019obiettivo di costruire percorsi strategici contro la marginalit\u00e0. Lo sgombero \u00e8 il contrario di tutto ci\u00f2. \u00c8 la negazione del riconoscimento dei diritti e della dignit\u00e0 delle persone. Scriviamo questo appello perch\u00e9 siamo convinti che da domani sia necessario agire diversamente, perch\u00e9 crediamo che non si possa accettare che queste persone paghino un prezzo maggiorato di un fallimento di cui non hanno nessuna colpa. Per questo chiediamo un incontro urgente con la Prefettura e con il Comune al fine di scongiurare il ricorso all&#8217;uso della forza, laddove invece servono altri strumenti: quelli del dialogo, dell&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0, del riconoscimento dell&#8217;umanit\u00e0 reclusa ai margini delle nostre comunit\u00e0. Siamo consapevoli e convinti che uno sforzo in tal senso vada perseguito e siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre, nell&#8217;interesse delle persone che conosciamo e alle quali abbiamo provato a restituire voce e solidariet\u00e0 in tutti questi anni&#8221;.<\/p>\n<div class=\"single_post_format_image\"><\/div>\n<h2 class=\"single_post_format_image\" style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<div class=\"single_post_title heading_post_title\">\n<h1 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1834\">\u201cResidence degli Ulivi\u201d, predisposto sgombero immediato: 115 persone buttate in mezzo alla strada<\/a><\/h1>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donne incinta, minori senza famiglia e decine di profughi rischiano di finire in strada a causa della pessima gestione dei fondi per l&#8217;Emergenza Nord Africa.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":64021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,28],"tags":[],"class_list":["post-64020","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64020","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64020"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64020\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}