{"id":64023,"date":"2016-11-15T08:20:15","date_gmt":"2016-11-15T07:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ventisei-provvedimenti-di-fermo-nel-reggino-nel-mirino-i-fiancheggiatori-del-latitante-condello\/"},"modified":"2023-01-17T12:18:43","modified_gmt":"2023-01-17T11:18:43","slug":"120746-ventisei-provvedimenti-di-fermo-nel-reggino-nel-mirino-i-fiancheggiatori-del-latitante-condello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/120746-ventisei-provvedimenti-di-fermo-nel-reggino-nel-mirino-i-fiancheggiatori-del-latitante-condello\/","title":{"rendered":"(VIDEO) &#8211; 26 arresti nel Reggino nell&#8217;operazione &#8220;Sansone&#8221;. Nel mirino i fiancheggiatori del latitante Condello"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il blitz \u00e8 scattato dalle prime ora di questa mattina da parte del personale del Ros e del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, con l&#8217;ausilio del personale dello Squadrone eliportato cacciatori &#8220;Calabria&#8221; e dell&#8217;8\u00b0 Nucleo elicotteri carabinieri di Vibo Valentia<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Ventisei provvedimenti di fermo sono in corso d&#8217;esecuzione nella provincia di Reggio Calabria su richiesta della locale Dda a carico di altrettante persone gravemente indiziate di partecipazione &#8220;all&#8217;associazione mafiosa unitaria denominata &#8216;ndrangheta&#8221; ed altri gravi delitti.<\/p>\n<p>L&#8217;indagine dei <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-120751 alignleft\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/81TVL0IM340-330x185.jpg\" alt=\"arresto condello\" width=\"330\" height=\"185\" title=\"\">carabinieri ha permesso di ricostruire la rete dei fiancheggiatori del capomafia<strong> Domenico Condello, arrestato nel 2012<\/strong> dopo oltre 20 anni di latitanza, nonch\u00e9 gli assetti di varie cosche operanti a Reggio Calabria e zone limitrofe che esercitavano in quei territorio un asfissiante pressione estorsiva.<\/p>\n<p>Le indagini sarebbero iniziate nell&#8217;ambito della ricerca del latitante Condello, ma \u00e8 poi proseguita sulle articolazioni territoriali dei clan, legati alla cosca Condello, che operano su Villa San Giovanni e che avevano messo gli occhi anche sul potenziale &#8216;progetto&#8217; del Ponte sullo Stretto di Messina.<\/p>\n<p>Il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Rahoha specificato che delle 26 persone, <strong>23 in carcere e 3 ai domiciliari affiliati alla cosca Condello<\/strong>. \u201cSi tratta nello specifico degli Zito-Bertuca \u2013 ha affermato il procuratore Cafiero De Raho\u2013 che in accordo con la potente famiglia dei Condello, si erano fatti notare per un\u2019attivita\u2019 estorsiva a tappeto&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>VIDEO<\/strong><\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WouXtObOwXo?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<h3>Il monopolio e le attivit\u00e0 estorsive a Villa San Giovanni<\/h3>\n<p>Gli Zito \u2013 Bertuca hanno continuato a imporsi su Villa San Giovanni anche a seguito delle operazioni che decimarono il cland Condello, con arresti e condann. Le due famiglie mafiose da Fiumara si erano estese fino a Villa San Giovanni condizionando l&#8217;intero tessuto imprenditoriale addirittura in previsione della realizzazione del Ponte sullo Stretto, e dunque i potenziali catieri e i tanti soldi che avrebbero girato attorno alla grande opera. Le vittime erano imprenditori e costruttori del litorale tirrenico reggino soggetti a richieste estorsive, ed in caso di &#8216;opposizione&#8217; ad intimidazioni anche gravi: incendi, pestaggi, esplosioni&#8230; Ad esempio la societ\u00e0 Mts, di Messina, che a Villa San Giovanni gestisce lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, si era assoggettata ai clan cos\u00ec come le ditte di manutenzione straordinaria della sede della Direzione Marittima Calabria-Lucania e della Capitaneria di Porto&#8230;<\/p>\n<p>A decidere tutto il boss<strong> Pasquale Bertuca<\/strong>, in carcere da tempo ma con un ruolo dirigenziale fuori dalle sbarre aiutato all&#8217;esterno dal nipote Vincenzo Sottilaro. L&#8217;uomo, contabile di famiglia, \u00e8 stato fermato a Reggio Calabria insieme alla madre, Felicia Bertuca, sorella del boss. Tra le persone arrestate ci sono Andrea Vazzana, uomo di fiducia del boss Pasquale Condello detto &#8220;il Supremo&#8221;, Santo Buda, Alfio Liotta, Vincenzo Bertuca e Domenico Zito. Tre persone sono finite ai domiciliari, ma nell&#8217;inchiesta sarebbero indagate almeno altre 40 persone.<\/p>\n<p>Le indagini dunque, hanno consentito di fare luce su 20 episodi estorsivi ai danni di imprenditori messe in atto, secondo quanto \u00e9 emerso dalle indagini, dalle cosche di &#8216;ndrangheta dei Zito-Bertuca e dei Condello-Buda-Imerti, che si sarebbero accordate per la spartizione dei proventi derivanti dall&#8217;attivit\u00e0 criminale. Le estorsioni hanno riguardato un ampio comprensorio della provincia di Reggio Calabria, ed in particolare le zone di Villa San Giovanni e Fiumara di Muro. Il quadro che emerge, a detta degli investigatori, \u00e9 quello di una forte pressione estorsiva e di un controllo criminale esercitato congiuntamente da pi\u00f9 cosche in modo capillare. I lavori pubblici svolti dalle imprese di costruzione vittime delle estorsioni sono stati, in particolare, quelli legati al cosiddetto &#8220;Decreto Reggio&#8221; ed ai proventi miliardari che ne derivarono nel corso degli anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il blitz \u00e8 scattato dalle prime ora di questa mattina da parte del personale del Ros e del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, con l&#8217;ausilio del personale dello Squadrone eliportato cacciatori &#8220;Calabria&#8221; e dell&#8217;8\u00b0 Nucleo elicotteri carabinieri di Vibo Valentia<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":64024,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-64023","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64023","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64023"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64023\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}