{"id":64059,"date":"2016-11-15T16:41:05","date_gmt":"2016-11-15T15:41:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/nuova-famiglia-cocaina-talpe-questura-protezione-parlano-pentiti-bruzzese-foggetti\/"},"modified":"2023-01-17T12:18:47","modified_gmt":"2023-01-17T11:18:47","slug":"120881-nuova-famiglia-cocaina-talpe-questura-protezione-parlano-pentiti-bruzzese-foggetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/120881-nuova-famiglia-cocaina-talpe-questura-protezione-parlano-pentiti-bruzzese-foggetti\/","title":{"rendered":"&#8216;Nuova famiglia&#8217;: cocaina, poliziotti amici e spartizioni, parlano i &#8216;pentiti&#8217; Bruzzese e Foggetti"},"content":{"rendered":"<h4>I due collaboratori di giustizia hanno ricostruito parte delle dinamiche interne al clan Rango &#8211; Zingari e la partnership con gli &#8216;italiani&#8217;.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Nuova udienza oggi presso il Tribunale di Cosenza nel processo a carico di dodici persone accusate a vario titoli\u00a0di\u00a0associazione a delinquere, detenzione illegale di armi e spaccio di sostanze stupefacenti. Un business florido, attivo sia in citt\u00e0 sia nell&#8217;hinterland di Cosenza, su cui l&#8217;inchiesta Nuova Famiglia ha tentato di far luce<strong>. Alla sbarra i dodici dei quarantasette imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario<\/strong>\u00a0(in trentatr\u00e9 sono stati processati con rito abbreviato e due assolti).\u00a0Si tratta di Franco Bruzzese, Daniele Lamanna, Stefano Carolei, Gianluca Cinelli, Sharon Intrieri, Jenny Intrieri, Gianluca Marsico, Giovanni Fiore, Anna Abbruzzese, Francesco Vulcano e i gemelli Antonio e Alessio Chianello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>LE DICHIARAZIONI DI FRANCO BRUZZESSE<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Sono entrato nel clan degli zingari nel 2000. L&#8217;affiliazione &#8211; racconta Franco Bruzzese in videoconferenza &#8211; \u00e8 avvenuta nel carcere di Cosenza, con il &#8216;battesimo&#8217; di mio fratello Giovanni e mio cugino Giuseppe. Ci occccupavamo di rapine ed estorsioni e la nostra attivit\u00e0 criminale era coordinata con gli altri clan insieme a cui controllavano il territorio. <strong>Io, come noto, ero specializzato nelle rapine ai portavalori, gli altri del gruppo si dedicavano alle estorsioni e allo spaccio di stupefacenti. I proventi confluivano in una bacinella comune.<\/strong> Nel &#8217;99 sono stato arrestato e poi nel 2001 sono uscito e ho continuato a &#8216;lavorare&#8217;. Nel\u00a0 2004 e nel 2013 ho avuto delle &#8216;promozioni&#8217; che mi hanno portato a ricoprire un ruolo di vertice fino al momento della mia collaborazione con la giustizia. Quando ero in carcere, mi riferivano delle nuove affiliazioni o quando venivano sotto le finestre a a parlarmi o quando entravano e durante la detenzione comune mi raccontavano le varie evoluzioni. Se non riuscivano ad informare me si rivolgevano ai sottocapi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>LE DICHIARAZIONI DI ADOLFO FOGGETTI<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adolfo Foggetti non avrebbe voluto rilasciare alcuna dichiarazione oggi in aula. Il collaboratore di giustizia ha infatti fatto presente di non essere abbastanza lucido in quanto <strong>psicologicamente provato per la delicata situazione familiare che da sei mesi sta vivendo a causa di problemi sorti con il servizio centrale di protezione.<\/strong>\u00a0Dopo brevi momenti di tensione in aula il collegio giudicante presieduto dal giudice Enrico Di Dedda ha deciso di procedere comunque all&#8217;audizione di Foggetti. La testimonianza, come per Bruzzese, \u00e8 partita dal racconto dell&#8217;affiliazione. &#8220;Sono entrato nel gruppo nel 2002 all&#8217;epoca di Michele Bruni dei Bella Bella, era stato lui a fare un accordo con Giovanni e Franco Bruzzese che in quel periodo avevano problemi con i Lanzino. Poi &#8211; chiarisce Foggetti &#8211; dopo l&#8217;omicidio di Luca Bruni il gruppo si \u00e8 disarticolato ed i capi sono diventati Rango e Bruzzese. Luca \u00e8 stato ucciso per le intercettazioni captate nel carcere di Lecce durante un colloquio con il fratello Michele al quale confidava l&#8217;intento di voler collaborare con la giustizia. Avevamo i fogli in cui erano state trascritte, la prima volta che ho visto queste intercettazioni ero con Franco Bruzzese. In un secondo momento le lessero anche Daniele Lamanna, Patitucci, Porcaro e Rango.\u00a0Mi ricordo che mentre ero a casa di quest&#8217;ultimo andai a fare delle fotocopie di questi atti in via degli Stadi perch\u00e8 servivano due copie da portare a Franco Presta ed Ettore Lanzino che erano latitanti. Sarebbero stati Patitucci e Porcaro ad occuparsi di recapitargliele&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>&#8216;ITALIANI&#8217; E &#8216;ZINGARI&#8217; UNITI DALL&#8217;OMICIDIO BRUNI<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Per spartirci i proventi dell&#8217;attivit\u00e0 criminosa, &#8211; continua Foggetti &#8211; avevamo istituito una cassa comune. I soldi versati nella bacinella andavano poi per il 40% a noi e per il 60% agli &#8216;italiani&#8217; che erano di pi\u00f9 a livello numerico. Degli italiani ricordo Umberto Di Puppo, Alberto Superbo, Robertino Porcaro, D&#8217;Ambrosio. Quello che c&#8217;era da fare si faceva: dall&#8217;omicidio al traffico di droga. Per la droga i punti di riferimento erano Sottile e Porcaro. La dovevamo prendere tutti da loro. Per quanto mi riguarda ero stato messo come reggente a Paola per conto dei cosentini dopo una riunione a Rende con Maurizio Rango, Mario Gatto, Roberto Porcaro e Daniele Lamanna. Il denaro di Paola lo portavo a Cosenza\u00a0e poi lo dividevamo<strong>. Una volta per un&#8217;estorsione ci siamo trovati a discutere con Luigi Muto perch\u00e8 c&#8217;era uno che non voleva pagare, poi \u00e8 stato chiarito che Paola era &#8216;nostra&#8217; e loro operavano, come da tradizione, su Cetraro.<\/strong> Tra i Muto e noi c&#8217;erano rapporti di amicizia, avevamo avuto qualche fraintendimento per la gestione dei buttafuori\u00a0nelle discoteche, ma poi tutto era stato chiarito grazie a Patitucci. Eravamo stipendiati, io prendevo circa 1.800 euro al mese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>IL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la droga arrivava da Cassano, la portavano Filippo Solimando e Luigi Abbruzzese. Eroina e marijuana venivano importate dall&#8217;Albania. Noi ci occupavamo anche di recuperare i crediti di droga contratti con i reggini. Mi \u00e8 capitato di andare a Gioiosa Jonica da Nico Alvaro a parlare di carichi e soldi. i reggini per\u00f2 si occupavano di far arrivare direttamente la cocaina a via degli Stadi, noi andavano solo a prendere accordi verbali. Carolei aveva iniziato a vendere la droga con il suocero in maniera indipendente e non si riforniva da noi. La ragola per\u00f2 a Cosenza era chiara: tutto doveva passare da noi. Gli abbiamo quindi fatto &#8216;danni&#8217;, incendiato auto sotto casa e lui ha iniziato a collaborare con noi. <strong>Per la cocaina indirizzavamo tutti verso Ettore Sottile, per il &#8216;fumo&#8217; e l&#8221;erba&#8217; a Leonardo Bevilacqua e a Stefano Carolei. La famiglia dei Banana, ovvero tutti i figli di Fioravante invece si occupavano dell&#8217;eroina.\u00a0<\/strong>Personalmente ci\u00f2 che veniva recuperato a Paola dalla vendita degli stupefacenti io lo portavo a Cosenza e lo consegnavo ai &#8216;cosentini&#8217;. Tra queste divisioni di ruoli c&#8217;era anche Enrico Costabile che aveva una funzione delicatissima, si occupava di parlare con la &#8216;talpa&#8217;. Non so chi fosse esattamente, ma di sicuro era un poliziotto che ci faceva trovare miscrospie e telecamere. In pi\u00f9 questo ispettore di polizia ci informava, sempre attraverso Costabile, delle indagini in corso a nostro carico&#8221;. Il processo \u00e8 stato aggiornato al prossimo 13 Dicembre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">LEGGI ANCHE<\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1835\">Presunte estorsioni a Cosenza, spuntano centosessantamila euro \u2018fuori bacinella\u2019<\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1456\">Estorsioni a Cosenza: processo Nuova Famiglia,<\/a>\u00a0<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1456\">spariti sessanta proiettili<\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1098\">Cosenza: la \u2018Nuova Famiglia\u2019 alla sbarra,<\/a>\u00a0<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1098\">i teste parlano dei colloqui in carcere<\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1034\">Estorsioni a Cosenza, La Manna dal carcere:<\/a>\u00a0<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1034\">\u201cUn po\u2019 d\u2019esuberanza, niente di pi\u00f9\u201d<\/a><\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I due collaboratori di giustizia hanno ricostruito parte delle dinamiche interne al clan Rango &#8211; Zingari e la partnership con gli &#8216;italiani&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":64060,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,571],"tags":[],"class_list":["post-64059","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64059","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64059"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64059\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}