{"id":6551,"date":"2012-10-25T11:57:44","date_gmt":"2012-10-25T09:57:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=6551"},"modified":"2023-01-17T13:39:48","modified_gmt":"2023-01-17T12:39:48","slug":"2618-maniamuni-buona-la-prima-ora-si-aspetta-il-bis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2618-maniamuni-buona-la-prima-ora-si-aspetta-il-bis\/","title":{"rendered":"Maniamuni: buona la prima, ora si aspetta il bis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> La cultura fa la &#8220;ola&#8221; in Curva Sud. La curva, polmone del tito organizzato di tutte le squadre di calcio, \u00e8 stato sempre identificata come il &#8220;punto d&#8217;incontro&#8221; di teppisti, delinquenti, fannulloni, sballati, facinorosi e chi pi\u00f9ne ha pi\u00f9 ne metta. Se questo vale per alcune realt\u00e0 d&#8217;Italia,<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la Curva Sud dello Stadio San Vito di Cosenza, nota anche come la &#8220;Bergamini&#8221; \u00e8 la palestra non solo del tifo, il palcoscenico del sociale, la culla del antifascismo, ma anche la musa ispiratrice per una fortunata serie letteraria. L&#8217;ultima \u00e8 quella scritta, realizzata e pensata da Sergio Crocco, uno dei simboli storici degli Ultr\u00e0 Cosenza, giardiniere di professione, scrittore per passione, tifoso del Cosenza per Dna. Maniamuni, andato in scena alcuni gioni fa al Teatro dell&#8217;Acquario di Cosenza dove \u00e8 stato rappresentanto, ha avuto un successo cos\u00ec eclatante che verr\u00e0 riproposto, in versione riveduto e scorreta, gioved\u00ec 15 novembre all&#8217;Auditorium &#8220;Guarasci&#8221; all&#8217;interno del liceo classico &#8220;Bernardino Telesio&#8221;. La rappresentazione teatrale, rigorosamente recitata in dialetto cosentino, \u00e8 una lunga serie di brevi dialoghi. Maniamuni descrive la vita di Pilerio-cosentino medio in 27 dialoghi e un monologo finale; dialoghi interpretati ognuno da una diversa coppia di attori improvvisati e con l&#8217;aggiunta, interessante, di alcuni insert tratti dal primo libro dello stesso Crocco &#8220;Ara &#8216;mmersa&#8221; (al rovescio) che descrive personaggi tipici cosentini. &#8220;Maniamuni&#8221; parte dalla nascita, anzi ancor prima da &#8220;u &#8216;nguacchiu&#8221; (gravidanza non voluta ma accettata), attraversa tutti i passaggi fondamentali della vita di un cittadino medio e un po&#8217; stereotipato (la scuola, la patente, le prime esperienze amorose, quello che era il servizio militare, il lavoro &#8211; anzi, il posto -, il matrimonio, i figli, la pensione) fino ad arrivare al monologo finale, quello della fine (ara fini) che non \u00e8 semplicemente la morte ma piuttosto un rigenerarsi in una citt\u00e0 che comunque si riprende sempre. Il sale di tutto il libro e di tutta la serata \u00e8 una caratterisca ormai sempre pi\u00f9 rara, quella dell&#8217;ironia. Un&#8217;ironia capace di dissacrare tutto dando allo stesso tempo un giudizio sulle cose e suoi comportamenti, che suscita un sorriso o una risata ma che sa sempre essere tagliente. Ironia che quasi ricorda la frase di origine latina, resa nota da Mikhail Bakunin &#8220;una risata vi seppellir\u00e0&#8221; fatta propria dal maggio francese nel &#8217;68 e poi da alcuni movimenti italiani negli anni &#8217;70. Ironia che porta in s\u00e9 una forte passione verso la realt\u00e0, che pu\u00f2 essere in parte distaccata ma che non \u00e8 mai cinica. E&#8217; il giudizio che in fondo c&#8217;\u00e8, nel libro e nella sua rappresentazione, verso la citt\u00e0 di Cosenza e i cosentini, che proprio per questo assume i connotati antropologici: se ne descrivono pregi e (soprattutto) difetti, ma intravvedendo sempre una possibilit\u00e0 di correzione e di cambiamento. Pilerio infatti, come dicevamo, finisce ma non muore, si rigenera nella citt\u00e0, quasi si reincarna. Il ricavato della serata \u00e8 destinato ad uno dei progetti de &#8220;La Terra di Piero&#8221; l&#8217;associazione costituita nel nome di Piero Romeo, leader degli ultr\u00e0 del Cosenza scomparso poco pi\u00f9 di un anno fa. Il progetto, in particolare, prevede la costruzione di una casa per gli orfani di Jean Paul, un ragazzo che ha trascorso a Cosenza una decina di anni, al seguito di Padre Fedele Bisceglia, e che poi era ritornato nel suo Paese. Molto variegata la compagnia dei dialoganti, presentati da Patrizia De Napoli, da ex giocatori come Gigi Marulla (insieme al figlio Kevin) vera bandiera del Cosenza all&#8217;ex nazionale Stefano Fiore, all&#8217;attuale capitano Aniello Parisi protagonista di un esilarante mix di napoletano e cosentino, all&#8217;attuale allenatore Gianluca Gagliardi. Qualche &#8220;specialista&#8221; delle produzioni dialettali come Nunzio Scalercio insieme a giornalisti come Giuseppe Milicchio, Gabriele Carchidi, Riccardo Tucci e Rosamaria Aquino. I due fratelli Claudio e Franco Dionesalvi insieme ad altri uomini e donne cresciuti nel mondo ultr\u00e0. Spettacolari due &#8220;vecchietti terribili&#8221; (in realt\u00e0 tra i due c&#8217;\u00e8 qualche anno di differenza d&#8217;et\u00e0) come Elio Principato e Tonino Tocci vestiti da scolaretti con grembiule e fiocco. E poi l&#8217;avvocato Enzo Paolini, candidato a sindaco nelle ultime elezioni comunali, Aristide Leonetti, Ciccio De Rose, Amedeo Pingitore e tanti altri che rischiamo di dimenticare. E soprattutto con la partecipazione di alcuni ragazzi &#8220;diversamente abili&#8221;, sono stati proprio loro con la loro normalit\u00e0 e la grande dose di ironia a dare un forte impulso all&#8217;evento. Insomma chi ha assistito alla prima, non pu\u00f2\u00e0 certo perdersi la seconda. IUl divertimento \u00e8 assicurato. Ovviamente in salsa rossobl\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La cultura fa la &#8220;ola&#8221; in Curva Sud. La curva, polmone del tito organizzato di tutte le squadre di calcio, \u00e8 stato sempre identificata come il &#8220;punto d&#8217;incontro&#8221; di teppisti, delinquenti, fannulloni, sballati, facinorosi e chi pi\u00f9ne ha pi\u00f9 ne metta. 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