{"id":7212,"date":"2012-11-06T12:09:03","date_gmt":"2012-11-06T11:09:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=7212"},"modified":"2023-01-17T13:40:27","modified_gmt":"2023-01-17T12:40:27","slug":"2963-scrive-una-lettera-al-premier-monti-calabria-terra-di-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2963-scrive-una-lettera-al-premier-monti-calabria-terra-di-nessuno\/","title":{"rendered":"Scrive una lettera al premier Monti: \u00abCalabria terra di nessuno\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> La rivoluzione in punta di penna. La Calabria, sempre pi\u00f9 terra dimenticata dal Governo nazionale, che non ha pi\u00f9 in agenda le emergenze verso il Meridione, fa notizia. Ma non tanto per il disinteresse della politica e dei partiti, senza alcuna distinzione di bandiere e di schieramento<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ideologico, quanto per la lettera, piena di orgoglio calabrese e senso d&#8217;appartenenza a questa bella e al tempo spetto maledetta, terra del Sud, che la 26enne Francesca Lagatta, (attivamente im,pegnata nele politiche sociali nellAlto Tirreno cosentino, ndr) ha indirizzato al premier Monti. \u00abEgregio presidente &#8211; inizia cos\u00ec la missiva &#8211; sono una giovane donna calabrese di 26 anni, a volte orgogliosa della sua terra, a volte costretta a vergognarsene. Non \u00e8 la prima volta che Le scrivo, ma le mail che Le ho inviato non hanno mai avuto risposta. Ragion per cui Le scrivo una lettera aperta e pubblica sperando di agitare le coscienze di molti. In Italia la situazione \u00e8 disastrosa, ma in Calabria \u00e8 anche peggio. Non c\u2019\u00e8 lavoro, non ce n\u2019\u00e8 mai stato, non c\u2019\u00e8 istruzione, non c\u2019\u00e8 divertimento, non c\u2019\u00e8 speranza. Ora la politica ci ha tolto anche gli ospedali, non possiamo permetterci neanche il lusso di stare male. Neanche quello pi\u00f9. I piani di rientro sanitari, sono stati attuati in ogni regione d\u2019Italia, ma mentre in altri posti i Tar, le sentenze e soprattutto alcuni politici hanno fatto giustizia, qua in Calabria non si \u00e8 potuto far altro che metter in pratica ci\u00f2 che i \u201cpotenti\u201d (cos\u00ec amo definire i politici) avevano gi\u00e0 deciso per tutti. L\u2019Alto Tirreno Cosentino in particolare, dove io vivo, \u00e8 solo una lingua di terra che costeggia il Tirreno e nient\u2019altro. E\u2019 terra di nessuno, se non di politici in cerca di voti durante le campagne elettorali provinciali e regionali, che spariscono immediatamente il giorno stesso delle elezioni. Nessuno ci ascolta, nessuno ci difende, nessuno ci rappresenta. Siamo abbandonati a noi stessi e alla nostra sorte. La mia gente non ha neanche voglia pi\u00f9 di lottare perch\u00e9 sa gi\u00e0 che \u00e8 una battaglia persa. Questa Repubblica sta cadendo a pezzi, qui, in Calabria come in qualsiasi parte d\u2019Italia, non c\u2019\u00e8 niente che funzioni. In altri tempi sarebbe gi\u00e0 scoppiata una rivolta, oggi invece siamo nell\u2019era dell\u2019individualismo arido e sterile, dove ognuno pensa per s\u00e9, dove ognuno si fa i fatti suoi (solo quando \u00e8 il momento di agire e non certo quello di parlare) e nessuno si sente parte di niente. Un popolo unito e arrabbiato avrebbe fatto la differenza ma cos\u00ec non \u00e8 e me ne dispiaccio molto. C\u2019\u00e8 da dire per\u00f2 che molto spesso la gente non si ribella perch\u00e9 ha paura e mi chiedo quanto la politica abbia delle colpe in tutto questo. Non si pu\u00f2 scioperare perch\u00e9 si rischia il licenziamento, non si pu\u00f2 occupare i luoghi pubblici per protesta perch\u00e9 si rischia la galera, non si pu\u00f2 dire tutta la verit\u00e0 perch\u00e9 nel migliore dei casi si rischia la censura. Ma \u00e8 questo il ruolo della politica? E\u2019 questo il vostro ruolo da politici, quello di metterci tutti a tacere e renderci tutti succubi di una politica malata e meschina che ci rende schiavi di una sopravvivenza forzata diventata ormai insopportabile? Mi rivolgo a Lei Presidente, mi rivolgo a Lei che \u00e8 la massima espressione politica in Italia insieme al Presidente della Repubblica, mi dice come facciamo a credere che l\u2019Italia \u00e8 una Repubblica fondata sul lavoro se il lavoro \u00e8 pericolosamente messo a rischio da un sistema politico tale da rendere gli stipendi dei lavoratori italiani tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, tassati fino all\u2019osso, quando ci sono ricchi politici che dichiarano al fisco poco pi\u00f9 della soglia di povert\u00e0 e girano in yacht e Ferrari e non svolgono neanche le loro mansioni? Era necessario Presidente, fare una manovra economica che ha prosciugato gli spiccioli nelle tasche degli onesti lavoratori Italiani e assistere poi a sucidi di massa, come ci racconta la cronaca in questi ultimi mesi? Le chiedo Presidente, di prendere dei seri provvedimenti in relazione a quanto sta accadendo intorno a noi, nel nostro Paese. Quando hanno annunciato che sarebbe stato Lei, Presidente del Coniglio, mi ero illusa che potesse essere l\u2019uomo che avrebbe risollevato l\u2019Italia, che ci avrebbe condotto fuori dal baratro in cui ci troviamo e invece no purtroppo. Prelevare soldi laddove non ce ne sono non \u00e8 stata una scelta saggia. Non \u00e9 servito n\u00e9 all\u2019economia, n\u00e9 al popolo. Un buon imprenditore sa che i soldi vanno investiti, non prosciugati. Questa manovra \u00e8 servita solo a diminuire i consumi, a frenare il PIL e a gettare nello sconforto un popolo che \u00e8 gi\u00e0 stanco e provato da tempo, costretto oramai alla sopravvivenza e impossibilitato a vivere una vita libera e dignitosa, che uno Stato invece dovrebbe garantire. Questa condizione non far\u00e0 altro che allungare la lunga lista dei gesti folli a cui le persone sono costrette, non far\u00e0 altro che rafforzare la malavita e il malcontento generale. \u201cCi troviamo in un momento di forte crisi economica mondiale\u201d, ripetono i telegiornali ormai da anni, ma io non ne sono troppo sicura. Ho come l\u2019impressione &#8211; si legge ancora &#8211; che soldi siano solo gestiti male. Mi chiedo ancora Presidente, se \u00e8 cos\u00ec difficile provare ad attuare soluzioni meno estreme e pi\u00f9 efficaci che sono sotto gli occhi di tutti. Provi per esempio a dimezzare il numero dei Parlamentari, a dimezzare anche il numero dei consiglieri regionali e provinciali, basterebbe, a mio modesto parere, un rappresentante di ogni partito in modo da far entrare anche quelli piccoli e meno potenti. Provi ad eliminare di sana pianta le auto blu, visto e considerato che con quello che percepite, potete tranquillamente comperare un\u2019auto privatamente. Provi a ridurre un p\u00f2 anche gli stipendi e le pensioni d\u2019oro, perch\u00e9 se tanti di noi riescono a sopravvivere con 800 euro al mese e anche meno, voi anche con \u201csoli\u201d 10.000,00 vivreste egregiamente. Provi &#8211; per esempio suggerisce Francesca Lagatta al premier &#8211; anche a togliere definitivamente i soldi ai partiti, perch\u00e9 , se qualcuno vuole farsi campagna elettorale, se la faccia con i soldi propri. Provi a comprare meno aerei da guerra e a venderne qualcuno di quelli gi\u00e0 in possesso dello Stato, perch\u00e9 francamente ancora non ho capito a cosa servono centinaia di aerei da guerra. E in ultimo e non per importanza, provi a prelevare i soldi a quei ricchi evasori fiscali che dichiarano redditi che sfiorano la soglia di povert\u00e0 o a quei milionari che per sfuggire alle tasse portano i loro patrimoni su conti correnti fuori dall\u2019Italia. Come vede, anche io sarei capace a fare una manovra economica, con la differenza che la mia non tocca le tasche dei lavoratori onesti e per di pi\u00f9 economicamente vale almeno venti volte la sua. E se in questo momento si star\u00e0 chiedendo chi sono io per dirLe cosa dovrebbe o non dovrebbe fare, le rispondo che sono quella voce di quei milioni di persone che Lei rappresenta ma che non ascolta abbastanza, quella voce di milioni di persone che vorrebbero farLe sapere che non ce la fanno pi\u00f9 ma non sanno come fare. Confido in un suo immediato riscontro e nel frattempo colgo l\u2019occasione per inviarLe i saluti pi\u00f9 cordiali dalla mia tanto amata Calabria, nella speranza che qualcosa, un giorno, possa cambiare\u00bb. E l&#8217;ora del cambiamento l&#8217;aspettiamo tutti. Un cambiamento, non solo ideologico e generazionale, ma soprattutto politico, per il bene della Calabria e del suo futuro.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La rivoluzione in punta di penna. La Calabria, sempre pi\u00f9 terra dimenticata dal Governo nazionale, che non ha pi\u00f9 in agenda le emergenze verso il Meridione, fa notizia. 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