{"id":73853,"date":"2017-01-14T07:58:00","date_gmt":"2017-01-14T06:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-signora-rosa-mi-ha-aiutato-a-svegliarmi-nella-notte-del-mio-compleanno\/"},"modified":"2023-01-16T19:25:55","modified_gmt":"2023-01-16T18:25:55","slug":"131765-la-signora-rosa-mi-ha-aiutato-a-svegliarmi-nella-notte-del-mio-compleanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/131765-la-signora-rosa-mi-ha-aiutato-a-svegliarmi-nella-notte-del-mio-compleanno\/","title":{"rendered":"La signora Rosa mi ha aiutato. A svegliarmi. Nella notte del mio compleanno (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le tre di notte. Hai appena chiuso occhio, dopo che te ne sei stato a pensare e ripensare su di te. Sul fatto che oggi compi gli anni. Sono 52. Mica pochi.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COSENZA &#8211; Sei da solo, a casa tua. Non ti sei mai sposato. Non hai figli. E&#8217; la tua vita. Questo volevi e questo hai. Hai speso il tuo tempo per te. Hai un lavoro. Che ti piace. E per questo ti ritieni fortunato.<\/strong> Non sei ricco. Non ti \u00e8 mai interessato. Avere solo quello che puoi usare tutti i giorni: questa la tua filosofia di vita. Hai un po&#8217; di amici. Con alcuni sei stato fino a qualche ora fa. A bere birra in un pub. Ma non avete neanche aspettato la mezzanotte per brindare. Rimandiamo a domani, che ti devi alzare presto. E&#8217; meglio. Devi lavorare. Ma adesso hai gli occhi sbarrati. Non si dorme. La maledetta tosse che ti attanaglia da un mese continua a rompere. E intanto pensi. A quando festeggiavi i 20 anni. Magari i trenta. Poi ci furono i 40 e i 50. Cosa \u00e8 cambiato? Qualche dolore in pi\u00f9. Ma hai la stessa testa di quando avevi 18 anni. La stessa testardaggine che ti spinge a fare sempre come dici tu. Hai voglia a dire che si cresce. Tanto non cambia nulla. Uno \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8. E te ne stai a fissare il soffitto bianco, rimuginando questo e altro. Finalmente cominci ad appisolarti. Senti che quel torpore ti sta prendendo. Piano piano. Ti abbandoni, lentamente. Ti fai cullare. Sei semicosciente. Ti piace. I pensieri diventano pi\u00f9 rotondi, pi\u00f9 morbidi. Magari anche pi\u00f9 chiari. Ti lascia, quella sottile angoscia che ti stava prendendo. Quella del \u201csto diventando vecchio, e cosa ho fatto nella vita?\u201d. Ecco. Era questa la situazione.<\/p>\n<p><strong>Quando il mio telefono, rigorosamente senza trillo, si illumina e&#8230; vibra! <\/strong>Cavolo. Proprio ora che mi stavo addormentando. Chi \u00e8 adesso, &#8216;sto rompi&#8230;? Il numero non lo conosco. Qualche deficiente che mi deve fare gli auguri per primo, di notte? Ma lo avrei memorizzato. Forse \u00e8 qualche poliziotto, o qualche carabiniere. Ci hai messo anni a crearti i contatti giusti. Ora, quando capita qualcosa di grave, c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che ti chiama. E per fortuna. Hai voluto fare il giornalista? Questo \u00e8 lo scotto che devi pagare. Sempre in piedi, sempre allerta. Ok, vibra, rispondo. \u201cPronto\u201d, dico assonnato. Nessuna voce dall&#8217;altra parte. Visto? E&#8217; qualche simpaticone che fa scherzi di notte. \u201cPronto\u201d, ripeto, assonnato e mezzo rimbambito. La voce di una donna, dall&#8217;altra parte, risponde. \u201cSono Rosa. Ettore?\u201d. \u201cMa quale Ettore\u201d, dico io, un po&#8217; incazzato, anche. \u201cHai sbagliato numero.\u201d. E l&#8217;hai fatto alle tre di notte, accidenti&#8230; avrei voluto dirle. Ma lei continuava. \u201cSono Rosa, aiutatemi! Sto morendo\u201d. Non ero certo sveglio, biascicavo le parole. Ma era chiaro: non era uno scherzo. Il tono non era quello di una persona che fingeva. Non sapevo chi fosse Rosa, ma la voce era davvero di una persona che aveva un problema. \u201cPregate la Madonna, sto morendo. Non posso fare nulla, non posso muovermi\u201d. Io cercavo di connettere. Di capire. Di ragionare sul da farsi. \u201cChiama il 118\u201d, le ho detto. E lei mi ha detto dov&#8217;era. In un paesino del centro Italia, dal nome per me sconosciuto. Non vi dir\u00f2 qual \u00e8, ma ho controllato su internet: esiste davvero! \u201cIo sono lontano, sono in Calabria, non posso fare niente. Resta al telefono, ti faccio telefonare da qualcuno, ma non fare niente\u201d, le dico, mentre lei diceva solo \u201caiutatemi\u201d. Non sapevo se chiudere o no, come cercare aiuto. Cosa si fa in questi casi? E, soprattutto, cosa fai se ti svegliano all&#8217;improvviso e senti che non hai chiara la situazione? Stai ancora dormendo&#8230; Chiudo, un po&#8217; dispiaciuto, e chiamo subito il 118. Mi risponde quello di Cosenza, ovviamente. Mi presento, e cerco di raccontare tutta la vicenda, velocemente, dicendo che c&#8217;e&#8217; una donna, a 500 km di distanza, che forse ha un problema grave. Che \u00e8 certamente sola. L&#8217;operatrice del 118 \u00e8 perfetta. Fa le domande giuste, rapida, efficiente. Io le do tutte le informazioni. Lei mi liquida e, immagino, chiama subito qualcuno nella zona che gli ho indicato. Rosa, non ti chiamo, per adesso. Sto sveglio tutta la notte, ma non voglio chiamare quel numero che \u00e8 rimasto impresso sul mio telefono, che ho dato al 118. Aspetto domattina. Magari c&#8217;\u00e8 qualcuno che deve contattarti e io occuperei la linea proprio nell&#8217;attimo esatto in cui tu potresti rispondergli. E salvarti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ASCOLTA LA TELEFONATA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>[audio_mp3 url=&#8221;https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rosa1-1.mp3&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Ma chi sei, Rosa? Quanti anni hai? Solo adesso mi ricordo che posso riascoltare la tua telefonata. <\/strong>Il mio telefono \u00e8 capace di registrare ogni telefonata che faccio, in automatico. Mi serve per il lavoro, per riascoltare con calma quello che mi dice chi mi chiama, chi mi da informazioni per un servizio. E riascolto tutto. E mi commuovo. Rosa, quale assurdo gioco del destino ti ha guidato la mano, nel comporre proprio il mio numero, in questa notte fredda e piovosa, affollata di pesanti pensieri? E quante persone sole, come te, ci sono in Italia, o nel mondo? Quante volte lasciamo sola una persona, distratti dal lavoro, dai mille impegni di ogni giorno. Chi \u00e8 Ettore, tuo figlio? Penso a mia madre. Anche lei vive da sola. La chiamo due volte al giorno, almeno. Ma se avesse bisogno di qualcuno, di notte? Farebbe come Rosa? Farebbe un numero a caso, magari non vedendo bene le cifre? Mi si stringe il cuore. Mi si velano gli occhi di lacrime. Tutti i miei bei pensieri di filosofeggiante analisi della mia esistenza svaniscono. Ora s\u00ec che sono sveglio. Rosa, ti chiamo domattina. Io e te dobbiamo parlare. E, se ci riesco, ti vengo a trovare. Rosa, mi hai aiutato, questa notte. S\u00ec, tu hai aiutato me. A capire che la vita non \u00e8 solo per noi, che i bilanci li dobbiamo fare con gli altri. Insieme agli altri. Quelli fatti da soli non servono a nulla. Ti fanno stare sveglio, nella notte. Ma non ti spingono ad agire. Non ti fanno pensare a nessuno. Ti chiudono solo nel tuo egoismo. Grazie per aver fatto il mio numero, questa notte. Mi hai davvero arricchito, Rosa. Spero tu stia bene. E&#8217; il pi\u00f9 bel compleanno della mia vita. Anche se lo passer\u00f2 a bere caff\u00e8, visto che non ho dormito. Ma, forse, ho dormito anche troppo, finora. E&#8217; tempo di svegliarsi. E&#8217; tempo di muoversi, per lasciare questo posto, come diceva qualcuno, migliore di come lo abbiamo trovato.<\/p>\n<p><strong>N.B.: poi l&#8217;ho chiamata, Rosa. Non mi ha risposto. Attraverso i carabinieri ho avuto un contatto con il 118 del luogo.<\/strong> Mi \u00e8 stato confermato che \u00e8 stata soccorsa. Rosa \u00e8 un&#8217;ottantenne. Vive da sola. Ha un po&#8217; di acciacchi, ma il suo pi\u00f9 grande male \u00e8 la solitudine. Nel suo paesino la conoscono tutti. La richiamer\u00f2, oggi e anche domani. Se sta bene lei, oggi star\u00f2 bene anch&#8217;io. E un giorno, magari, andr\u00f2 a trovarla.<br \/>\nNaturalmente, grazie al 118 e ai carabinieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tre di notte. Hai appena chiuso occhio, dopo che te ne sei stato a pensare e ripensare su di te. Sul fatto che oggi compi gli anni. Sono 52. 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