{"id":74044,"date":"2017-01-19T08:50:44","date_gmt":"2017-01-19T07:50:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/blitz-della-finanza-reggio-cosenza-sottoposti-fermo-35-imprenditori\/"},"modified":"2023-01-16T19:26:07","modified_gmt":"2023-01-16T18:26:07","slug":"132563-blitz-della-finanza-reggio-cosenza-sottoposti-fermo-35-imprenditori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/132563-blitz-della-finanza-reggio-cosenza-sottoposti-fermo-35-imprenditori\/","title":{"rendered":"Appalti e &#8216;ndrangheta: fermati 35 imprenditori. Sigilli al parcheggio di Piazza Bilotti (FOTO e VIDEO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Appalti pubblici finivano nelle mani delle cosche grazie ai rapporti tra imprenditori e boss: 35\u00a0imprenditori fermati e 54 imprese sequestrate a titolo preventivo in tutta Italia. Tra gli imprenditori coinvolti figurano il gruppo Bagal\u00e0 di Gioia Tauro e quello Barbieri di Cosenza. Fiamme gialle a Piazza Bilotti. Sotto sequestro il parcheggio e le societ\u00e0 che gestiscono l&#8217;avio superficie\u00a0di Scalea e la LORICA SKI per gli impianti di risalita\u00a0di Lorica. Gratteri: &#8220;Tra il Tirreno cosentino e Cosenza tutta una combine, come nel calcio&#8221;<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; E&#8217; scattata all&#8217;alba un&#8217;operazione della Guardia di Finanza che sta interessando i territori di Reggio Calabria e Cosenza e che ha portato al sequestro di 54 imprese in tutta Italia. Sono in corso di esecuzione <strong>35 provvedimenti di fermo<\/strong>, emessi dalle direzioni distrettuali antimafia di Reggio e Catanzaro, nei confronti di altrettanti imprenditori. Gli indagati sono accusati di essere riusciti grazie ai rapporti con boss della &#8216;ndrangheta del Reggino e del Cosentino ad aggiudicarsi decine di appalti pubblici nelle due province. Le 35 persone coinvolte sono responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere aggravata dall\u2019art. 7 L.203\/1991, turbata libert\u00e0 degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici nonch\u00e9 al sequestro preventivo di n. 54 imprese aventi sede su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>GUARDA IL VIDEO DEL BLITZ<\/strong><\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Ia2uIIZekbY?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>I provvedimenti rappresentano l\u2019epilogo di un\u2019articolata attivit\u00e0 investigativa che ha consentito di accertare, da un lato, come un importante gruppo imprenditoriale operante nella piana di Gioia Tauro, si era posto come punto di riferimento della cosca <strong>\u201cPiromalli\u201d<\/strong> al fine di turbare almeno<strong> 27 gare indette<\/strong> da diverse stazioni appaltanti calabresi (nel periodo 2012\/2015) riguardanti l\u2019esecuzione di importanti lavori pubblici nel territorio gioiese: dall\u2019altro, l\u2019esistenza di un noto imprenditore che, grazie alle relazioni con il <strong>\u201cclan Muto\u201d<\/strong> (attivo sul tirreno Cosentino) nonch\u00e9 con il reggente della cosca cosentina<br \/>\n<strong>\u201cLanzino \u2013 Patitucci\u201d,<\/strong> si \u00e8 aggiudicato i pi\u00f9 importanti appalti della Provincia di Cosenza nel periodo 2013\/2015.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/h3>\n<h3>Le imprese al servizio dei clan condizionavano gare d&#8217;appalto<\/h3>\n<p>L\u2019illecito modus operandi,<em>\u00a0<\/em>posto in essere grazie anche ai <strong>rapporti corruttivi con funzionari appartenenti alle medesime stazioni appaltanti nonch\u00e9 all&#8217;operato di diversi professionisti collusi<\/strong>, ha consentito di sviare il regolare svolgimento delle gare pubbliche mediante la costituzione di un cartello composto da <strong>oltre 60 societ\u00e0<\/strong> che, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate, \u00e8 stato in grado di determinare l\u2019aggiudicazione degli appalti a una delle imprese della cordata. Proprio sotto tale profilo, nel corso delle indagini \u00e8 stata individuata una cerchia di soggetti risultati pienamente inseriti in quella organizzazione che gli indagati, negli stessi dialoghi intercettati, hanno definito la \u201ccumbertazione\u201d (termine dialettale reggino utilizzato per indicare un\u2019associazione <em>\u201cchiusa\u201d<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In taluni casi, le predette imprese, scelte in ragione dei propri requisiti tecnici ed economici (come nel caso dei gruppi Cittadini e Barbieri), si sono prestate a partecipare fittiziamente alle gare, singolarmente o in ATI o RTI, per conto dell\u2019organizzazione (ricevendo in cambio una percentuale che variava dal 2,5% al 5% sull&#8217;importo posto a base d\u2019asta, al netto del ribasso), in altri casi, le stesse hanno presentato offerte fittizie, ricevendo in cambio, ad esempio, la<strong> garanzia che l\u2019organizzazione, a sua volta, avrebbe presentato offerte fittizie per appalti di loro interesse cos\u00ec aiutandole ad aggiudicarsi le relative gare.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-132587 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Foto-operazione-Finanza-Home.jpg\" alt=\"Foto operazione Finanza Home\" width=\"735\" height=\"440\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Fiamme Gialle a Piazza Bilotti sequestrano parcheggio sotterraneo<\/h3>\n<p>Nel frattempo questa mattina le fiamme gialle hanno effettuato una perquisizione a Piazza Bilotti a Cosenza mettendo sotto\u00a0sequestro il parcheggio sotterraneo. Diversi militari hanno\u00a0recuperato\u00a0documenti e faldoni riguardanti il cantiere (operai e mezzi utilizzati) che dovrebbe essere ultimato per fine febbraio, mentre la Piazza \u00e8 stata inaugurata soltanto poche settimane fa. Ricordiamo che i\u00a0lavori per la realizzazione della nuova Piazza sono stati effettuati dal Gruppo Barbieri operante sul Tirreno cosentino, lo stesso che si \u00e8 occupato della realizzazione del nuovo impianto sciistico in Sila. Proprio il gruppo sarebbe finito nel mirino della Guarda di Finanza che ha provveduto a sequestrarne alcune quote societarie. Nel frattempo <strong>continuano i lavori di ultimazione del parcheggio da parte della ditta Sigea che sembrerebbe destinata ad apporre l&#8217;ultima pietra sull&#8217;opera<\/strong> dato che il contratto con la Barbieri group era stato gi\u00e0 rescisso.<\/p>\n<div id=\"attachment_132599\" style=\"width: 637px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-132599\" class=\"wp-image-132599\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/parcheggio-bilotti-.jpg\" alt=\"parcheggio bilotti\" width=\"627\" height=\"385\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-132599\" class=\"wp-caption-text\"><strong><em>I<strong>l p<\/strong>archeggio sotterraneo di Piazza Bilotti &#8211; Cosenza<\/em><\/strong><\/p><\/div>\n<h3>Le principali gare turbate dai clan:<\/h3>\n<p>Una fitta rete di rapporti di carattere finanziario\/economico, che legava un importante gruppo imprenditoriale cosentino con gli esponenti di spicco di alcuni clan, quello dei \u201cMuto\u201d (operante sulla costa dell\u2019alto Tirreno), quello bruzio \u201cLanzino &#8211; Patitucci\u201d e quello reggino dei <em>\u201cPiromalli\u201d<\/em>.\u00a0Nello specifico, seguendo gli spostamenti di un dipendente fidato dell\u2019imprenditore intraneo alla cosca, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Cosenza hanno ricostruito le dinamiche, le relazioni e gli accordi con gli altri gruppi criminali operanti sul territorio calabrese. \u00a0Grazie a questi solidi intrecci, <strong>10 aziende riconducibili allo stesso imprenditore<\/strong> sono riuscite ad aggiudicarsi i pi\u00f9 importanti appalti (costruzione e gestione) nella provincia di Cosenza nel triennio 2013\/2015. Il<strong> valore complessivo degli appalti ammonta ad oltre 100 milioni di euro\u00a0<\/strong>derivanti dalla costruzione, riqualificazione e gestione venticinquennale (da qui il nome dell\u2019operazione) degli impianti e dei servizi annessi.\u00a0I cantieri interessati sono:<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8211;<\/span> <strong>Riqualificazione e rifunzionalizzazione ricreativo-culturale di piazza \u201cCarlo Bilotti<\/strong><\/span>\u00a0e realizzazione di un parcheggio interrato, nonch\u00e9 relativa <strong>gestione per 28 anni del parcheggio multipiano<\/strong>, della struttura polifunzionale (ivi compreso il museo) e del MAB.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-132596 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Finanza-Piazza-Bilotti-2.jpg\" alt=\"Finanza Piazza Bilotti 2\" width=\"644\" height=\"415\" title=\"\"><\/p>\n<p>&#8211;<span style=\"color: #ff0000;\"><strong> Comprensorio sport-natura di Lorica (CS)<\/strong><\/span> e relativa gestione degli impianti da parte della <strong>LORICA SKI<\/strong>\u00a0<strong>per 25 anni<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2242\" rel=\"attachment wp-att-124183\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-124183\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Lorica-funivia.jpg\" alt=\"lorica-funivia\" width=\"514\" height=\"539\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>&#8211; <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Riqualificazione delle aree prospicienti l\u2019aviosuperficie di Scalea (CS)<\/strong><\/span> ai fini della realizzazione di servizi turistici e della riduzione dell\u2019impatto ambientale, nonch\u00e9 <strong>relativa gestione per 25 anni da parte della societ\u00e0 AEROPORTO DI SCALEA Srl,<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2243\" rel=\"attachment wp-att-62794\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-62794\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Aeroporto-Scalea-Riviera2.jpg\" alt=\"Aeroporto Scalea Riviera2\" width=\"612\" height=\"297\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>Per questi motivi, appurata la connotazione \u201cmafiosa\u201d dell\u2019imprenditore e delle imprese a lui facenti capo, la DDA di Catanzaro ha disposto mirati <strong>provvedimenti cautelari reali<\/strong> puntando al sequestro dei cantieri sopracitati, delle 10 societ\u00e0 coinvolte, dei relativi conti correnti, dei numerosissimi beni ad esse intestate: <strong>38 immobili (ville, box, locali commerciali), 1 struttura alberghiera, munita di 144 camere e con annessa spiaggia, piscina, ristorante e impianti sportivi, 1 locale notturno (discoteca), 1 sala slot e videolottery, 5 automezzi. Il tutto per un valore di oltre 10 milioni di euro.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>\u00a0Tra gli arrestati anche\u00a0un Funzionario dell&#8217;Anas<\/h3>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche un funzionario\u00a0 dell&#8217;Anas ed alcuni dipendenti di uffici tecnici dei Comuni della Piana di Gioia Tauro tra le 35 persone sottoposte a fermo nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta coordinata dalle Direzioni distrettuali di Reggio Calabria e Cosenza. \u00a0Al centro delle indagini ci sono<strong> 27 gare d&#8217;appalto<\/strong> nel reggino, per un importo di oltre 90 milioni di euro, ed altre <strong>decine nel Cosentino<\/strong>. Gli appalti edili in questione riguardavano i lavori pi\u00f9 disparati, tra i quali figurano anche la realizzazione di uno svincolo nel tratto reggino dell&#8217;autostrada <strong>A2, la vecchia A3 Salerno-Reggio Calabria<\/strong>. \u00a0Tra gli imprenditori coinvolti figurano il gruppo <strong>Bagal\u00e0<\/strong> di Gioia Tauro e quello <strong>Barbieri<\/strong> di Cosenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Federico Cafiero de Raho: &#8220;Fermi solo parte indagine piu&#8217; ampia&#8221;<\/h3>\n<p>Si sono aggiudicati appalti nei settori pi\u00f9 diversi e con la copertura delle societ\u00e0 pi\u00f9 diverse. Si tratta in larga parte di imprese calabresi, ma ci sono anche importanti realt\u00e0 del Centro-nord Italia. Lo afferma i<strong>l procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho<\/strong>, a margine della maxioperazione che questa mattina ha portato al fermo di 35 imprenditori ed al sequestro preventivo di 54 imprese in tutta Italia. &#8220;Per quanto cambiassero le realt\u00e0 societarie di volta in volta chiamate a partecipare, il metodo pero&#8217; &#8211; spiega il procuratore &#8211; era sempre lo stesso. Nella maggior parte dei casi si creava un vero e proprio cartello di imprese, spesso riunite in associazione temporanea, che <strong>quando si presentano ad una gara presentano le offerte in bianco. Poi chi di dovere si occupa di riempirle in modo che il cartello si aggiudichi i lavori.<\/strong> Ecco perch\u00e9 &#8211; lascia intendere il procuratore &#8211; i fermi eseguiti oggi non sono che una parte di un&#8217;indagine pi\u00f9 ampia mirata a ricostruire l&#8217;infezione che ha contaminato l&#8217;economia della provincia tirrenica reggina&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Procuratore Gratteri: &#8220;Dopo l&#8217;arresto di Muto\u00a0a prendere le redini \u00e8 stata\u00a0sua moglie. L&#8217;imprenditore\u00a0<strong>Barbieri<\/strong>, d&#8217;accordo con i colletti bianchi dei Muto&#8221;<\/h3>\n<div><\/div>\n<div>&#8220;Tra il Tirreno cosentino e Cosenza invece era tutta una combine, come nel calcio&#8221;. Lo dice il <strong>procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri<\/strong>, commentando la maxioperazione che questa mattina ha portato al fermo di 35 imprenditori e al sequestro preventivo di 54 imprese in tutta Italia. Gli indagati sono accusati di essere riusciti grazie ai rapporti con boss della &#8216;ndrangheta del Reggino e del Cosentino ad aggiudicarsi decine di appalti pubblici nelle due province. &#8220;Questa e&#8217; una costola &#8211; spiega ancora Gratteri dell&#8217;indagine sul clan Muto di Cetraro eseguita a luglio. All&#8217;epoca, in manette era finito il capoclan Franco Muto, insieme a molti dei suoi luogotenenti. A prendere le redini e&#8217; stata la moglie, Angelina Corsanto, che per conto del marito ha continuato ad amministrare gli affari e gli imprenditori del clan. Approfondendo &#8211; conclude Gratteri &#8211; abbiamo scoperto che <strong>il maggior imprenditore del cosentino, Barbieri<\/strong>, <strong>era d&#8217;accordo con i colletti bianchi dei Muto. Lavoravano sempre in cordata, a Cosenza come a Cetraro&#8221;.<\/strong><\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>LEGGI ANCHE<\/strong><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2244\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Operazioni \u201cCumbertazione\u201d e \u201c5 Lustri\u201d, eseguiti 33 fermi \u2013 NOMI e AZIENDE SEQUESTRATE<\/span><\/a><\/h2>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appalti pubblici finivano nelle mani delle cosche grazie ai rapporti tra imprenditori e boss: 35\u00a0imprenditori fermati e 54 imprese sequestrate a titolo preventivo in tutta Italia. Tra gli imprenditori coinvolti figurano il gruppo Bagal\u00e0 di Gioia Tauro e quello Barbieri di Cosenza. Fiamme gialle a Piazza Bilotti. 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