{"id":74498,"date":"2017-01-30T19:52:38","date_gmt":"2017-01-30T18:52:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/due-anni-di-oliverio-il-report-senza-vergogna-della-regione-calabria\/"},"modified":"2023-01-16T19:26:38","modified_gmt":"2023-01-16T18:26:38","slug":"134827-due-anni-di-oliverio-il-report-senza-vergogna-della-regione-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/134827-due-anni-di-oliverio-il-report-senza-vergogna-della-regione-calabria\/","title":{"rendered":"Due anni di Oliverio, il report &#8216;senza vergogna&#8217; della Regione Calabria"},"content":{"rendered":"<h4>Ecco la relazione del Presidente Mario Oliverio sui primi due anni di legislatura. Lavoro, rifiuti, sanit\u00e0 e welfare.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211;\u00a0La Giunta della Regione Calabria ha presentato il report dell\u2019attivit\u00e0 svolta nei primi due anni della legislatura Oliverio. Nella relazione presentata oggi il governatore Mario Oliverio ha fatto un resoconto di cui si riporta di seguito la versione integrale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;I fatti sono ostinati. E noi &#8211; ha affermato Mario Oliverio &#8211; abbiamo deciso di metterli in campo per riportare il dibattito politico alla concretezza dei problemi, ai bisogni della gente, ai problemi dello sviluppo produttivo e dell\u2019occupazione. Ma la presentazione del report \u00e8 anche un <strong>atto di trasparenza ed un dovere democratico nei confronti del popolo calabrese sia di coloro che ci hanno affidato il mandato di governare la Calabria, sia verso tutti coloro che attendono risposte concrete alla crisi della Calabria.<\/strong>\u00a0Siamo consapevoli delle situazioni di crisi della Calabria, delle difficolt\u00e0 quotidiane della gente comune, del bisogno di lavoro in particolare delle nuove generazioni. Per questo nessun autocompiacimento, ma consapevolezza dei \u201clavori in corso\u201d, del percorso avviato che indica una possibilit\u00e0 ed una speranza per contrastare la crisi creando sviluppo e servizi qualificati. Per utilizzare una metafora non mia, abbiamo preso in mano una macchina che correva veloce e contro senso e abbiamo dovuto rimetterla in una giusta carreggiata riparandola senza fermare la corsa.<br \/>\nAbbiamo dovuto avviare un processo di profondo <strong>risanamento di una struttura concepita ed organizzata per rispondere ad interessi clientelari e che negli anni passati ha prodotto sprechi, debiti<\/strong> fino al punto di compromettere la stessa governabilit\u00e0 della Regione: una disordinata proliferazione di strutture ed enti dediti a spese fuori controllo, all\u2019accumulo di debiti ed alla creazione di sacche di precariato; una caduta generale di professionalit\u00e0 accompagnata da una confusione gestionale; una decadenza del senso del dovere nell\u2019esercizio delle funzioni pubbliche. Al momento del nostro insediamento la Calabria veniva raccontata come \u201cregione canaglia\u201d. Non c\u2019erano gli articoli del New York Times che oggi raccontano una regione come meta privilegiata del turismo internazionale; non c\u2019erano gli articoli del \u201cSole 24 ore\u201d o le dichiarazione del Presidente di Confindustria che sottolineano le potenzialit\u00e0 positive per gli investimenti programmati per il Porto di Gioia Tauro; non c\u2019erano gli articoli di quotidiani nazionali che parlano di giovani start up o di buone pratiche, come quella del Comune di Zagarise; non c\u2019erano i riconoscimenti dell\u2019amministratore delegato di Google Italia sulle iniziative della Regione nel campo dell\u2019innovazione tecnologica.<br \/>\nAbbiamo ancora presente i sorrisini ironici di alcuni burocrati di Stato nelle prime riunioni a Roma; abbiamo altrettanto presente la loro meraviglia e sorpresa quando dalla Calabria sono arrivate proposte puntuali e precise su grandi questioni come l\u2019alta velocit\u00e0, la Zes, il sistema infrastrutturale o quando, in sede di cabina di regia, dove la Calabria rappresenta l\u2019intero Mezzogiorno, sono venute proposte concrete per ridare slancio e concretezza agli interventi per le regioni meridionali. E\u2019 stato cos\u00ec anche nei rapporti con l\u2019Unione Europea. La nostra prima attivit\u00e0 \u00e8 stata rivolta a non perdere i finanziamenti del POR 2007-2013;<strong> la Calabria ha rischiato di perdere oltre 1 miliardo di euro. Siamo riusciti ad evitare ci\u00f2<\/strong> passando, come in modo pi\u00f9 dettagliato \u00e8 descritto nel report, da meno della met\u00e0 della spesa al momento del mio insediamento ad oltre il 100% della rendicontazione finale. Ma c\u2019\u00e8 un obiettivo raggiunto che rivendico con orgoglio e che costituisce una forte base per il futuro della Calabria: la programmazione e l\u2019avvio delle spesa di una grande quantit\u00e0 di risorse indispensabile per dare risposte concrete alla crisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi due anni ci siamo rimboccati le maniche e lavorato sodo; La Calabria ha oggi sul tavolo dello sviluppo oltre 9 miliardi di euro frutto di una rigorosa programmazione e di una serrata contrattazione con il Governo nazionale e gli enti di Stato come Anas ed RFI. E\u2019 stato il lavoro pi\u00f9 impegnativo di questa prima fase di governo. POR 2014-2020, Piano di Azione e Coesione, Programma di Sviluppo Rurale, Patto Calabria, Contratti di programma di Anas ed RFI, Accordo di Programma su Gioia Tauro, Programma di Edilizia Sanitaria sono capitoli di una programmazione che ha investito tutti i settori produttivi e tutte le articolazione della societ\u00e0. Un lavoro svolto con le parti sociali, con il coinvolgimento di imprenditori e sindacati, universit\u00e0 ed intellettuali, associazioni di categoria e del volontariato. Importante \u00e8 stato il lavoro prodotto dal Consiglio e dalla Giunta Regionale. Un lavoro di squadra che ha consentito il raggiungimento di concreti e significativi risultati. Insieme alla programmazione, abbiamo infatti approvato strumenti legislativi per rendere spendibili le risorse, dal Piano regionale dei trasporti a quello dei Rifiuti, dalla legge sul Trasporto Pubblico Locale alla legge Urbanistica ed al Quadro Territoriale a Valenza Paesaggistica. Non credo ci sia, nella storia del regionalismo calabrese, una simile produzione, in soli due anni, di strumenti legislativi e di programmazione, tutti coerenti con una visione strategica sul futuro della Calabria.<br \/>\nCon un ulteriore elemento di valutazione; e cio\u00e8 che, insieme alla programmazione, \u00e8 stata avviata la concreta attivit\u00e0 di spesa con bandi e graduatorie gi\u00e0 approvate in settori strategici del sistema produttivo e del sociale. Su questi aspetti abbiamo fornito i dati nella documentazione prodotta. Tuttavia \u00e8 utile ed opportuno sottolinearne alcuni: nell\u2019ambito del POR tra bandi emanati, misure di spesa avviate, grandi progetti rimodulati e riattivati e bandi in corso di pubblicazione, sono state movimentate oltre il 50% delle risorse programmate; nell\u2019ambito del Programma di Sviluppo Rurale sono state movimentate il 30% delle risorse programmate con le prime graduatorie gi\u00e0 definite e pubblicate; nell\u2019ambito del Patto Calabria sono state attivate le risorse per opere strategiche come il bacino di carenaggio a Gioia Tauro o quelle per la portualit\u00e0 regionale. Il nostro obiettivo ambizioso \u00e8 quello di superare il limite delle precedenti esperienze di programmazione, e cio\u00e8 la separazione tra la programmazione delle risorse e la realizzazione degli obiettivi. Non \u00e8 nostra intenzione ricorrere ai cosiddetti \u201cprogetti sponda\u201d per garantire la rendicontazione della spesa. E\u2019 nostro fermo obiettivo quello di programmare e, contemporaneamente, rendere irreversibile la spesa per programmi che si proiettano oltre la scadenza del mio mandato. Non \u00e8 un\u2019impresa semplice; ma \u00e8 una sfida che si pu\u00f2 vincere con un impegno straordinario di tutti coloro che credono nel futuro della Calabria.<br \/>\nPer questo abbiamo lavorato per adeguare gli strumenti regionali alla nuova fase che \u00e8 quella di tradurre gli investimenti in opere o interventi a sostegno del sistema Calabria. La riorganizzazione della macchina regionale \u00e8 stato un altro dei nostri obiettivi prioritari ed \u00e8 motivo di preoccupazione costante. Abbiamo approvato la riforma dello Statuto a favore della rappresentanza di genere e di una pi\u00f9 chiara distinzione fra potere esecutivo e funzione legislativa; abbiamo lavorato per ricondurre la macchina regionale alla normalit\u00e0 con la riduzione dei Dipartimenti e dei settori; con l\u2019accorciamento della catena di comando e dei passaggi burocratici; con la liquidazione, la bonifica, il risanamento o il riordino di enti e societ\u00e0 partecipate; con il monitoraggio e lo sblocco delle grandi opere pubbliche ed, infine, la rotazione dei dirigenti ed il progressivo rinnovamento delle funzioni dirigenziali. Il principio di rotazione delle funzioni di responsabilit\u00e0 nella pubblica amministrazione costituisce garanzia di trasparenza e di buone pratiche oltre che fattore di crescita e di arricchimento di professionalit\u00e0 e competenze. Abbiamo vinto scetticismi e contrastato resistenze che tuttora perdurano. Il 47% del personale dirigenziale ha cambiato ruolo eliminando incrostazioni. Nell\u2019ambito di questa azione di adeguamento della macchina burocratica abbiamo posto una particolare attenzione all\u2019operazione \u201csbocca cantieri\u201d con risultati gi\u00e0 visibili nei casi della Diga del Menta, dei nuovi ospedali di Vibo e della Sibaritide, della Metro di Catanzaro.<br \/>\nLa Diga del Menta ha alle spalle 20 anni di lavori; il cantiere \u00e8 rimasto bloccato dal 2010 senza che nessuno se ne preoccupasse nonostante l\u2019importanza fondamentale per la fornitura idrica per la citt\u00e0 di Reggio Calabria ed il suo comprensorio. Abbiamo dovuto recuperare 25 milioni di euro, parte dei quali destinati solo a riparare danni del fermo cantiere, sanare il rapporto con le imprese, aggiornare i progetti, riavviare i lavori con un cronoprogramma preciso oggetto di monitoraggio settimanale. Per il nuovo ospedale di Vibo, progettato in una zona a rischio idrogeologico, abbiamo dovuto recuperare i finanziamenti per bonificare e consolidare e mettere in sicurezza il terreno, implementare le infrastrutture, sottoscrivere il protocollo di legalit\u00e0 e consegnare i lavori.<br \/>\nL\u2019ospedale della Sibaritide accelerato fino all\u2019approvazione del progetto definitivo e con l\u2019obiettivo di aprire rapidamente i cantieri; la Metro di Catanzaro, tirata fuori dalle secche della burocrazia con la consegna, nei giorni scorsi, dei lavori. Ho voluto richiamare alcuni fatti (il recupero di credibilit\u00e0 della Calabria, la programmazione delle risorse e la riorganizzazione della macchina regionale), non per autocompiacimento, ma per segnalare le potenzialit\u00e0 della situazione, il fronte che abbiamo aperto verso un possibile sviluppo, la possibilit\u00e0 di intervenire con efficacia sulla crisi della Calabria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo infatti ben presente la crisi economica e sociale della nostra regione; conosciamo le sofferenze e le paure del popolo calabrese; l\u2019angoscia delle ragazze e dei ragazzi che abbandonano la Calabria o quelli che restano perch\u00e8 privi delle risorse necessarie per continuare gli studi. Ma nello stesso tempo occorre vedere le potenzialit\u00e0, i segnali di dinamismo, stare accanto a quelli che si battono quotidianamente per rinnovare la nostra terra. In questi anni il Sud e la Calabria sono tornati, sia pure timidamente, a crescere. La Calabria, dopo una caduta di ben 14 punti del PIL in 7 anni, lo ha aumentato di 1,1 con significativi risultati nell\u2019agricoltura e nel turismo. Si tratta di due settori strategici per la nostra economia. La SVIMEZ, che ha segnalato il dato, ha suggerito la linea per rendere stabile la ripresa del Mezzogiorno: \u201cInvestire in logistica, infrastrutture, energia, territorio, capitale umano, nuova industria manifatturiera, agroalimentare e culturale, rovesciando la perificit\u00e0 del Sud, attivando strumenti nuovi come le Zone Economiche Speciali (puntando su alcune aree retro portuali e logistiche del Mezzogiorno che devono diventare priorit\u00e0 nazionali) che rendono attraente il territorio, e rilanciando la competitivit\u00e0 del Sud per una crescita pi\u00f9 robusta e durevole nel tempo, per la ripresa di un vero cammino di sviluppo\u201d.<br \/>\nEsattamente quello che stiamo facendo in Calabria. In un certo senso siamo stati anticipatori rispetto all\u2019attuale approdo delle analisi della SVIMEZ. Accanto a questo dato ci sono quelli della crisi: la grande disoccupazione o il lavoro precario delle ragazze e dei ragazzi, l\u2019assenza di basi industriali, l\u2019assenza di grandi investimenti nazionali, la sopravvivenza di forme di assistenzialismo nell\u2019economia; tutti mali storici di una Calabria segnata dalla convivenza di arretratezza storica e di modernit\u00e0 distorta. Ma c\u2019\u00e8 un solo modo per invertire la tendenza: la politica da sola non basta. Ora che ci sono le risorse \u00e8 tutto il \u201cSistema Calabria\u201d che deve scendere in campo, che deve dimostrare di sapere amministrare la spesa e di saperlo fare in modo trasparente. Fa ben sperare la ricostituzione del Ministero del Mezzogiorno affidato a Claudio De Vincenti che ha impreso una forte dose di concretezza ed operativit\u00e0 a partire dalla recente verifica a Reggio Calabria sulle procedure di spesa dei finanziamenti del Patto Calabria. Questi due anni di lavoro coincidono anche con una ripresa di attenzione verso il Mezzogiorno, dopo anni di oscuramento. Due anni fa, alla luce di un rapporto SVIMEZ particolarmente negativo, il Governo di Matteo Renzi ha riacceso i fari sul Mezzogiorno avviando la stagione dei Patti per le Regioni e le citt\u00e0 metropolitane del Sud ed ha impostato, dopo anni di confusione e disattenzione, una programmazione di lungo periodo delle risorse necessarie allo sviluppo. E\u2019 ormai diffusa la consapevolezza che \u201cse riparte il Sud, riparte l\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo contesto la Calabria si propone come una risorsa per il Paese. In sintonia con questa impostazione le nostre scelte programmatiche sono finalizzare a fare della Calabria un punto di cerniera tra il Mediterraneo e l\u2019Europa ed, in particolare, un avamposto democratico e produttivo nel bacino del Mediterraneo.<br \/>\nIl Mediterraneo \u00e8 il nostro orizzonte strategico ed la condizione per esercitare una funzione utile per l\u2019Italia e per l\u2019Europa. Oggi \u00e8 un\u2019area di tensioni internazionali, di tragedie umanitarie; ma \u00e8 anche una grande opportunit\u00e0, il luogo dove si svolgono i maggiori scambi commerciali in particolare dopo il raddoppio del canale di Suez. L\u2019iniziativa del Ministro degli Interni Marco Minniti, illustrata anche nella recente riunione della Conferenza Stato-Regioni, per coniugare accoglienza e sicurezza e la ripresa del dialogo con i paesi del versante africano vanno nella direzione giusta e pongono la Calabria nella condizione oggettiva di esercitare un ruolo di respiro nazionale ed europeo. Le scelte, compiute fin dalla campagna elettorale, di puntare sul Porto di Gioia Tauro, sulla portualit\u00e0 regionale, sullo sviluppo delle produzioni nel settore dell\u2019agroalimentare e sull\u2019attrattivit\u00e0 turistica e culturale, sono caposaldi strategici dell\u2019attivit\u00e0 della Giunta regionale.<br \/>\nNella nostra azione amministrativa e di governo si ritrovano scelte concrete che, costruite progressivamente, rappresentano i vari tasselli di un unico piano di sviluppo regionale; scelte che fanno leva sulle identit\u00e0 territoriali e promuovono forme integrate di sviluppo della Calabria. Si tratta di scelte utili per un fecondo lavoro nei diversi territori della Calabria:\u00a0il polo agroalimentare della Sibaritide con il recupero di una funzione produttiva del porto di Corigliano;\u00a0l\u2019asse tra Lamezia e Catanzaro che recupera una grande funzione a seguito degli interventi programmati o in corso di realizzazione con la Metropolitana, l\u2019asse ferroviario Catanzaro Lido- Lamezia-Aeroporto e ammodernamento ed ampliamento dell\u2019aerostazione;\u00a0la specificit\u00e0 del Vibonese tra cultura e turismo mare-monti suscettibile di sviluppo con il completamento della trasversale delle Serre;<strong>\u00a0il rilancio di una pi\u00f9 moderna funzione direzionale dell\u2019area urbana di Cosenza, chiamata a svolgere un ruolo regionale anche attraverso la realizzazione di grandi infrastrutture dalla metro al nuovo ospedale: i<\/strong>l ruolo di Crotone con il risanamento ambientale ed il decollo del progetto antica Kroton,\u00a0la citt\u00e0 metropolitana di Reggio Calabria sostenuta con il finanziamento della Metro, del completamento della Diga del Menta e del Palazzo di Giustizia, con il potenziamento del porto; la scelta dell\u2019alta velocit\u00e0 e del potenziamento della linea ferroviaria jonica che, insieme alla valorizzazione dei percorsi della Magna Grecia, creano nove opportunit\u00e0 per i territori .delle dorsali tirrenica e jonica e per tutto il territorio calabrese.<br \/>\nNon si tratta di annunci; ma di concreti progetti avviati e che nei prossimi tre anni dovranno essere accelerati e portati a compimento. La Calabria \u00e8 una terra complicata e difficile. Nella societ\u00e0 e nell\u2019economia della nostra regione convivono sofferenze e sprechi, difesa dell\u2019assistenzialismo e spinta alla modernit\u00e0, emarginazione e privilegi. Non \u00e8 facile distinguere tra chi cerca protezione e chi vuole un sostegno per liberarsi dall\u2019assistenzialismo; tra chi presenta progetti solo per drenare risorse pubbliche e chi rivendica sostegno all\u2019innovazione produttiva. Vecchio e nuovo convivono nell\u2019economia e nella societ\u00e0. Sarebbe sbagliato, tuttavia, non cogliere le novit\u00e0 e le opportunit\u00e0 presenti nell\u2019economia e nella societ\u00e0 calabrese. Il nostro compito \u00e8 quello di creare le condizioni per fare prevalere le iniziative innovative. In tale direzione la linea d\u2019azione della Giunta regionale \u00e8 chiara: affrontare le emergenze economiche e sociali nell\u2019ambito di una visione strategica dello sviluppo produttivo e del lavoro stabile; uscire dalla dipendenza dell\u2019intervento assistenziale e sviluppare i fattori dello sviluppo autopropulsivo. Il rapporto tra situazione emergenziale e visione progettuale \u00e8 uno dei pilastri fondamentali sui quali si fonda la nostra attivit\u00e0 di governo. Abbiamo lavorato per evitare di restare prigionieri delle emergenze e della logica della politica dei due tempi che, in passato, hanno prodotto sprechi di risorse pubbliche a discapito delle sviluppo produttivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo approccio sono state affrontate le politiche per il lavoro, rompendo la logica del precariato come merce di scambio politico ed aprendo la stagione delle regole e dei diritti. E\u2019 sulla base di quest\u2019impostazione che a 5 mila LSU-LPU, dal momento del mio insediamento, \u00e8 stato trasformato il sussidio in contratto di lavoro. E, nei prossimi giorni saranno emanati i primi bandi per garantire il Reddito d\u2019Inclusione. Non ci siamo accodati alla tendenza ad incrementare in modo indiscriminato il lavoro precario presso gli enti sub regionali o le partecipate regionali. Abbiamo avviato una bonifica, con scelte anche dolorose, per costruire una grande e necessaria operazione d\u2019inclusione sociale che si fonda su due programmi, un Piano regionale di contrasto alla povert\u00e0 e la programmazione di un Piano d\u2019inclusione sociale; programmi dotati di consistenti impegni di spesa e per i quali sono in corso di espletamento bandi che impegneranno 2.200 tirocinanti nell\u2019amministrazione della giustizia, nei beni culturali e nella scuola e sono in corso di emanazione ulteriori procedere.<br \/>\nNell\u2019ambito del Piano d\u2019inclusione un\u2019attenzione particolare \u00e8 rivolta ai ragazzi bisognosi di sostegno negli studi e nei trasporti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di andare oltre il lavoro precario sta, tuttavia, nello sviluppo stabile e nell\u2019innovazione produttiva nell\u2019industria, nell\u2019agricoltura, nel commercio, nell\u2019alta formazione. Abbiamo lavorato per creare infrastrutture funzionali allo sviluppo come per il progetto della banda ultralarga, sostenuto le strartup, sostenuto le produzione agricole e le filiere produttive, promosso con le universit\u00e0 un progetto di alta formazione. L\u2019agricoltura in particolare registra una vivacit\u00e0 produttiva ed un interesse da parte di giovani imprenditori che stanno costruendo uno dei caratteri identitari della nostra regione. Ed \u00e8 per questo che abbiamo deciso di sostenere una massiccia immissione di giovani nell\u2019imprenditoria agricola. Le questioni dello sviluppo produttivo e territoriale sono la cornice per il turismo e la cultura. E\u2019 difficile rendere attrattiva la Calabria senza infrastrutture adeguate, senza depuratori funzionanti, senza servizi adeguati. Solo una ripresa sistemica della Calabria pu\u00f2 portare il turismo e la cultura a livelli competitivi. E tuttavia, nonostante questo handicap strutturale, i flussi turistici, in particolare dall\u2019estero, sono cresciuti e la Calabria \u00e8 stata indicata dal New York Times come una delle mete pi\u00f9 appetibili per tradizioni gastronomiche e bellezze paesaggistiche. Non \u00e8 stato un risultato rispetto al quale la Regione \u00e8 estranea. In questi due anni la Giunta regionale ha lavorato molto, a partire dalla partecipazione all\u2019EXPO, alla promozione del \u201cMade in Calabria\u201d in campo agroalimentare.<br \/>\nCi sono zone del Sud, come il Ragusano o il Salento, dove il turismo \u00e8 stato trascinato dalle location televisive e cinematografiche. E\u2019 per questo che abbiamo prima risanato dai debiti e dai contenziosi e poi rilanciato la Film Commission di Calabria alla quale abbiamo affidato il compito di costruire produzioni tali da valorizzare e rendere attrattiva la Calabria, La carenza nel sistema delle infrastrutture e l\u2019assenza di un\u2019adeguata accessibilit\u00e0 verso l\u2019esterno e la criticit\u00e0 dei collegamenti interni sono uno di problemi fondamentali della Calabria per le ricadute negative sulla redditivit\u00e0 degli investimenti, sull\u2019attrazione turistica, la qualit\u00e0 della vita. Abbiamo dovuto lavorare sulle emergenze e costruire una prospettiva. L\u2019emergenza pi\u00f9 grave \u00e8 la crisi del sistema aeroportuale, anche questa il risultato drammatico di gestioni scellerate che hanno determinato debiti e personale in esubero fino al fallimento. Abbiamo impegnato risorse per garantire l\u2019attivit\u00e0 delle societ\u00e0 di gestioni di Reggio Calabria e Crotone, stiamo impegnando risorse per incentivare le compagnie, stiamo dialogando con Ryanair per implementare i voli di Lamezia e Crotone, auspichiamo una governance unitaria per il sistema aeroportuale. Difenderemo con determinazione i tre aeroporti calabresi per garantire un\u2019adeguata accessibilit\u00e0 alla nostra regione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma mi preme sottolineare in particolare i risultati dell\u2019accordo sulle infrastrutture lineari. Per la prima volta nella storia della Regione, anche grazie al ruolo svolto dal Ministero delle Infrastrutture, RFI ed Anas hanno dovuto concordare con la Regione Calabria gli interventi da inserire nei rispettivi contratti di programma. I risultati hanno un valore epocale. Ad integrazione dell\u2019importante intervento sbloccato dal CIPE per il Macrolotto nord della 106, l\u2019accordo prevede un intervento di quasi 2 miliardi di euro per le infrastrutture stradali e 751 per quelli ferroviarie. E\u2019 la pi\u00f9 grande operazione di ammodernamento del sistema infrastrutturale calabrese con due sottolineature: 887 milioni di euro per affrontare le residue criticit\u00e0 dell\u2019autostrada a partire dal tratto Cosenza-Altilia 397 milioni di euro per l\u2019ammodernamento della linea ferroviaria jonica compresa l\u2019implementazione del materiale rotabile. Con l\u2019integrazione tra infrastrutture puntuali e lineari, acquista concretezza il disegno del Piano Regionale dei Trasporti approvato dopo decenni dal precedente, rimasto peraltro inattuato, e redatto solo con competenze interne ed in una ampia concertazione degli attori interessati. Un contesto di programmazione che si completa con la Legge sul Trasporto pubblico locale e la costituzione dell\u2019Agenzia regionale di gestione, l\u2019approvazione della nuova Legge urbanistica e del Quadro Territoriale a Valenza Paesaggistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un progetto specifico che ritengo opportuno sottolineare ancor pi\u00f9 in questo momento di disastri ambientali vissuti nei giorni scorsi, un progetto costruito con il positivo apporto di forze sociali, ordini professionali ed universit\u00e0 e che riguarda la possibilit\u00e0 di affrontare in modo incisivo la fragilit\u00e0 del territorio calabrese continuamente colpito da disastri ambientali. Approfitto anche di questa iniziativa per esprimere solidariet\u00e0 alle popolazioni ed agli amministratori del comuni colpiti. Siamo stati nei territori in questi giorni come lo siamo stati in questi due anni in analoghi eventi. Nel corso di questi due anni abbiamo dovuto fronteggiare ripetute calamit\u00e0 naturali. E\u2019 anche per questo che abbiamo costruito il programma denominato \u201cCalabria Sicura\u201d. Un programma con un investimento importante, oltre 1,2 miliardi di euro, nel settore del rischio sismico, del rischio idrogeologico, del sistema idrico, del piano regionale per la depurazione, del piano regionale rifiuti, del piano regionale per le bonifiche. Si tratta di circa 762 interventi che danno una diffusa risposta al territorio, che aumenta la sicurezza valorizzando l\u2019ambiente. Nella programmazione degli interventi del Patto Calabria, tra chi ci suggeriva di individuare grandi e puntuali opere e la necessit\u00e0 di dare risposte diffuse ai territori, non abbiamo avuto esitazione. Abbiamo scelto la linea, pi\u00f9 difficile da gestire, di finanziare i bisogni dei comuni calabresi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>C\u2019 \u00e8 un settore che costituisce un buco nero della situazione calabrese: il sistema sanitario.\u00a0<\/strong>Siamo in presenza di una situazione paradossale; e cio\u00e8 che le scelte fondamentali sono in mano alla struttura commissariale, mentre il terminale delle richieste e delle istanze dei cittadini \u00e8 rivolto a chi governa la Regione. E\u2019 in virt\u00f9 di questa contraddizione che il Parlamento ha legiferato per rendere possibile il superamento di questa contraddizione. Il dato essenziale \u00e8 che oltre sei anni di piano di rientro e di commissariamento non hanno migliorato la situazione dell\u2019offerta sanitaria in Calabria; anzi in molti casi l\u2019hanno peggiorata: i centri hub sono in crisi perch\u00e9 gli ospedali spok non funzionano e non esiste una adeguata rete di servizi sanitari nel territorio. Tuttavia, abbiamo assunto con determinazione iniziative che hanno prodotto importanti realizzazioni utili per qualificare l\u2019offerta sanitaria regionale: dal Centro Cuore di Reggio Calabria con all\u2019interno la cardiochirurgia, alle PET a Reggio e Cosenza, il Trattamento Intensivo Neonatale a Crotone, il reparto Dialisi a Lamezia, il rafforzamento del polo oncologico a Catanzaro. Ho parlato molto di fatti avvenuti, senza raccontare tutto ci\u00f2 che troverete nel report consegnato o in quello pi\u00f9 completo inserito nella pagina dedicata del portale regionale. L\u2019ho fatto senza alcuna indulgenza all\u2019auto compiacimento; ma con la consapevolezza delle difficolt\u00e0 incontrate e che sono ancora presenti lungo il nostro cammino. Spero di avere dato il senso generale del percorso attuato, del lavoro svolto, delle implicazioni politiche e sociali, delle difficolt\u00e0 presenti e delle misure per superarle.<br \/>\nE non l\u2019ho fatto per avere la testa rivolta all\u2019indietro, ma perch\u00e9 quanto prodotto costituisce la base per avviare la fase due della legislatura regionale.<br \/>\nNon si tratta di annunci; ma di dare accelerazione ad un percorso gi\u00e0 iniziato, in corso d\u2019opera, forti delle esperienze compiute e dei limiti registrati. Alla base della mia azione e di quella della Giunta e della maggioranza ci sono i valori che hanno ispirato due anni fa la mia scelta di candidarmi alla guida della Regione; e cio\u00e8 la possibilit\u00e0 concreta di dare un contributo alla nostra terra, la convinzione che la Calabria ha le risorse per riscattarsi. L\u2019attivit\u00e0 svolta ha gettato le basi per invertire il trend negativo che ne ha segnato un lungo periodo. So anche che la crisi richiede maggiore efficienza, pi\u00f9 celerit\u00e0 nelle scelte, meno burocrazia. E\u2019 quello che proveremo di fare con maggiore determinazione nei prossimi mesi. Ma so anche che la mia mission ha punti fermi che mi hanno guidato in questi anni e che valgono per quelli a finire: tenere fuori le mafie e le lobby dal governo della Regione Calabria. E lo far\u00f2 con la coscienza di non dovere accettare nemmeno il ricatto del consenso a tutti costi. Un\u2019affermazione mi sento di fare con grande fermezza: la mia presenza alla guida della Regione Calabria \u00e8 incompatibile con interessi di affaristi e mafiosi. La \u2018ndrangheta non \u00e8 pi\u00f9 solo un\u2019organizzazione criminale, ma una minaccia per la vita democratica per l\u2019intero paese. Vinceremo la lotta contro la \u2018ndrangheta se accanto alla repressione coltiveremo una speranza per il futuro.<br \/>\nE\u2019 mia intenzione, esaminata anche con il Ministro degli Interni Marco Minniti, di proporre un protocollo di legalit\u00e0 da sottoscrivere con l\u2019Anac, i Prefetti e la Magistratura per rendere impermeabile l\u2019attivit\u00e0 della Giunta e delle stazioni appaltanti in riferimento alla spesa delle risorse programmate. La Calabria che noi vogliamo \u00e8 una regione dove arretratezza e mancato sviluppo dei decenni passati possono diventare oggi, paradossalmente, fattori di crescita, di innovazione e di uno sviluppo sostenibile. Non si tratta semplicisticamente di dover colmare il divario con le aree pi\u00f9 forti del Paese. Il modello di sviluppo che ha fatto storicamente registrare il gap tra Nord e Sud \u00e8 andato esaurendosi. Non \u00e8 casuale che da pi\u00f9 anni gli indicatori economici nazionali segnano una condizione di stagnazione. La crescita economica del Paese e la sua forza competitiva sono strettamente dipendenti dalla capacit\u00e0 di valorizzare le risorse umane e territoriali di cui dispone oggi la Calabria e grande parte del Mezzogiorno- La promozione dello sviluppo nel sud costa meno ed \u00e8 a pi\u00f9 alto valore aggiunto dell\u2019economia nazionale. La nostra ambizione, dunque, non \u00e8 quella di agganciare il vagone Calabria ad un treno-Italia che cammina lento e a fatica, ma quello di divenire una delle regioni motrici di un nuovo e moderno modello di sviluppo.\u00a0<strong>Non abbiamo la presunzione dell\u2019autosufficienza: \u00e8 chiaro che da soli non ce la possiamo fare.<\/strong><br \/>\nE\u2019 evidente che ad una economia regionale autopropulsiva e progressivamente meno dipendente ed assistita dovr\u00e0 corrispondere una strategia economica e una politica degli investimenti a livello nazionale che assumano la Calabria ed il Sud come una convenienza e non pi\u00f9 come una palla al piede del sistema- Paese.<br \/>\nE\u2019 su questo terreno che valutiamo il rapporto con il Governo nazionale. Ho parlato di un lavoro costruito in un rapporto positivo con il Governo nazionale in questi primi due anni. So altrettanto bene che questo rapporto va rinnovato giorno dopo giorno. Il rapporto tra il Governo regionale e nazionale \u00e8 fortemente ancorato a questa impostazione. Di volta in volta non abbiamo rinunciato e non rinunceremo a dire la nostra sui contenuti e sul merito delle politiche che concretamente si assumono (o non si assumono) verso il Sud e la Calabria. Anche sotto questo aspetto riteniamo dover esercitare un\u2019azione di forte discontinuit\u00e0 e non riproporre il vizio di quelle vecchie classi dirigenti impegnate ad utilizzare l\u2019esercizio del potere dell\u2019amministrazione regionale e locale per uno scambio rivolto esclusivamente ad interessi di posizionamento politico nelle dinamiche correntizie dei propri partiti. Questa \u00e8 la nostra sfida e con questo impegno noi ci mettiamo la faccia. Non \u00e8 una impresa impossibile. Basta crederci: si pu\u00f2 fare. Ovviamente dobbiamo tenere alta e diffusa la consapevolezza che la Calabria da dislocare in questa sfida deve essere quella di una Regione delle regole e dei diritti. La parola chiave \u00e8 quella della trasparenza. In questi primi due anni abbiamo dovuto avviare un\u2019opera che ha incontrato non poche resistenze e passivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del resto, come ho avuto modo di affermare in altre occasioni ed anche all\u2019indomani delle elezioni regionali del 23 novembre 2014, ho piena consapevolezza che anche una parte, sia pure minoritaria, del voto che mi ha affidato il mandato di governare porta con se una domanda di conservazione e non una volont\u00e0 di cambiamento e di innovazione. Un elemento questo che non ha condizionato e non condizioner\u00e0 la necessaria azione di rottura e di rinnovamento di cui la Calabria ha bisogno. Dare compimento ad una effettiva opera di riforma morale, istituzionale e sociale significa interrompere la continuit\u00e0 con un sistema politico-clientelare che ha favorito interessi per pochi e negato opportunit\u00e0 a molti. Si tratta di spezzare la spirale di una domanda distorta che proviene anche da una parte della societ\u00e0 civile. Una domanda malata che alimenta e al tempo stesso si nutre di una politica altrettanto malata. Su queste basi riteniamo vada fatto lievitare un nuovo e pi\u00f9 alto senso civico: affermare il valore del bene comune su egoismi ed individualismi che soprattutto nei momenti di crisi determinano chiusure corporative, municipalistiche e familistiche ostruttive per la crescita e la democrazia. La sfida che dobbiamo vincere \u00e8 innanzitutto culturale. \u201cCALABRIA IN CORSO\u201d \u00e8 un cantiere aperto i cui lavori sono finalizzati innanzitutto a fare affermare la Calabria positiva, altra e diversa dagli stereotipi negativi: il pregiudizio dovr\u00e0 lasciare il passo al postgiudizio. Vogliamo che a parlare siano i fatti. 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