{"id":75059,"date":"2017-02-15T17:12:58","date_gmt":"2017-02-15T16:12:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-si-sveglia-dal-letargo-e-chiede-al-prefetto-che-lacqua-torni-ad-essere-del-comune\/"},"modified":"2023-01-16T19:27:16","modified_gmt":"2023-01-16T18:27:16","slug":"137541-cosenza-si-sveglia-dal-letargo-e-chiede-al-prefetto-che-lacqua-torni-ad-essere-del-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/137541-cosenza-si-sveglia-dal-letargo-e-chiede-al-prefetto-che-lacqua-torni-ad-essere-del-comune\/","title":{"rendered":"Cosenza si sveglia dal letargo e chiede che l&#8217;acqua torni ad essere gestita dal Comune"},"content":{"rendered":"<h4>&#8220;L&#8217;acqua non pu\u00f2 essere oggetto di lucro per gli &#8216;amici degli amici&#8217;. Il sindaco di Cosenza chiede che Sorical sia allontanata dalla gestione della rete idrica bruzia.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211;\u00a0\u201cL&#8217;\u2019acqua \u00e8 di tutti. In Calabria \u00e8 necessario ripartire dai beni comuni\u201d. Queste parole venivano pronunciate dal sindaco Mario Occhiuto nel 2013, commentando la sentenza del Consiglio di Stato che dava ragione all\u2019Amministrazione municipale di Cosenza, a conferma della precedente decisione del Tar e bocciando, per la seconda volta, il ricorso della Sorical contro Palazzo dei Bruzi. Un evidente successo politico-amministrativo dell\u2019esecutivo Occhiuto che gi\u00e0 nell\u2019aprile del 2012, non aveva esitato a definire la notevole e inspiegabile riduzione idrica nel capoluogo bruzio, da parte della Sorical, un gesto arbitrario e illegittimo. Il Sindaco in quell\u2019occasione aveva emesso un\u2019ordinanza che imponeva alla societ\u00e0 di riportare immediatamente alla normalit\u00e0 i valori medi della fornitura, a tutela di un diritto delle persone.\u00a0Le affermazioni di allora ritornano oggi di stretta attualit\u00e0. <strong>Mario Occhiuto riapre infatti il dibattito sull\u2019importanza che l\u2019acqua, bene primario, non sia pi\u00f9 oggetto di lucro o di profitti per carrozzoni pubblici e privati che, sprecando risorse, assecondano esclusivi interessi clientelari.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Sorical aveva ritenuto lecito diminuire di circa il 70% la portata di arrivo del serbatoio del Merone, fornito dalle sorgenti degli acquedotti regionali dell\u2019Abatemarco e del Bufalo. Pi\u00f9 specificamente, giova ricordarlo, nel mese di agosto 2013 a Cosenza era stata registrata una fornitura idrica giornaliera inferiore a 50 litri al secondo a fronte di una fornitura per l\u2019anno precedente di circa 95 litri al secondo. <strong>A settembre di quell\u2019anno era stata poi registrata una fornitura giornaliera inferiore a 40 litri al secondo a fronte di una fornitura nello stesso periodo dell\u2019anno precedente di 90 litri al secondo.<\/strong> Tale riduzione era stata operata senza alcun preavviso e senza alcuna giustificazione, ponendosi contro la tutela del bene della vita di gran parte della cittadinanza e delle istituzioni pubbliche quali scuole, ospedali, cliniche, uffici, eccetera.\u00a0\u201cLa gestione di Sorical dell\u2019acqua in Calabria \u2013 afferma il primo cittadino bruzio \u2013 \u00e8 risultata un fallimento. Hanno dimostrato di essere incapaci di investire e di conseguenza hanno peggiorato la situazione di un settore gi\u00e0 di per s\u00e9 complesso\u201d. Cos\u00ec propone: \u201cRitengo che le reti di distribuzione debbano essere gestite dai Comuni, mentre la rete di adduzione potrebbe essere affidata a un Consorzio formato dai medesimi Comuni interessati\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Fuori il privato, dunque. L\u2019idea di Occhiuto \u00e8 la seguente: \u201cLa Regione deve occuparsi esclusivamente di fare programmazione, assegnando maggiore potere e deleghe ai Comuni e anche alle Province. <strong>I beni di prima necessit\u00e0 devono essere di propriet\u00e0 pubblica in base al principio della sussidiariet\u00e0, con la gestione affidata agli enti pi\u00f9 vicini ai cittadini, in modo che vi sia una partecipazione diretta<\/strong> riguardo, appunto, la fruizione dei beni primari e dei servizi di prima necessit\u00e0 \u2013 ribadisce ancora il Sindaco \u2013. Per questo motivo occorre attuare un percorso per la loro riappropriazione. Troppi abusi a danno dei cittadini non possono pi\u00f9 essere tollerati. Il passaggio intermedio che si interpone tra le sorgenti e i fruitori finali non pu\u00f2 essere ricondotto a un soggetto privato che ha dimostrato di non sapere apportare miglioramenti, utilizzando vecchie infrastrutture non valorizzate adeguatamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che fine hanno fatto i milioni e milioni di euro che la Sorical avrebbe dovuto investire sulle reti? <strong>Il socio privato Veolia, come se non bastasse, ha incassato soldi pubblici e adesso vuole letteralmente volare via.<\/strong> La Regione aveva le risorse europee per finanziare le opere di efficientamento delle reti di distribuzione dei Comuni e ha preteso di fare un accordo quadro per gestire e appaltare gli interventi in maniera diretta. La conseguenza \u00e8 stata che non \u00e8 riuscita neanche ad iniziare i lavori, facendo cos\u00ec duplicare la spesa occorrente e gi\u00e0 finanziata con fondi strutturali perch\u00e9 intanto i Comuni sono stati costretti ad intervenire per riparare di volta in volta la rete (opere appunto comprese nell\u2019appalto regionale)\u201d.\u00a0Il sindaco Mario Occhiuto annuncia di aver scritto una corposa memoria al Prefetto, documentazione incentrata perlopi\u00f9 sulla ipotetica configurazione del reato da parte della Sorical, non avendo adempiuto completamente, la societ\u00e0, alla recente ordinanza emessa dal primo cittadino.\u00a0Lo afferma da tempo Mario Occhiuto, allargando il discorso agli altri servizi pubblici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cQuando vengono gestiti da privati, i servizi pubblici devono poter mantenere i requisiti del servizio pubblico, ovvero mantenere i criteri di economicit\u00e0 per i cittadini-utenti, di trasparenza e di legalit\u00e0. Il principio vale pure per il ciclo dei rifiuti, per i trasporti, per la Sanit\u00e0. <strong>Le multinazionali (ad esempio con i termovalorizzatori di Gioia Tauro) sono arrivate in Calabria a gestire la cosa pubblica soltanto con lo scopo di prendersi i finanziamenti, andando poi via<\/strong>, e lasciando disastri e mancati investimenti. Affidare ai privati la risoluzione dei problemi della collettivit\u00e0, quindi, non \u00e8 positivo quando i privati prediligono vantaggi diretti anzich\u00e9 di natura comunitaria. E\u2019 l\u2019ambito del Pubblico che deve avere le competenze e la volont\u00e0 di indicare la strada. Ci devono essere programmi chiari e progetti concreti\u201d.\u00a0Tornando quindi all\u2019acqua, gli stessi cittadini italiani, con il referendum del giugno 2011, hanno dato un chiaro segnale dell\u2019indirizzo che deve assumere la questione. Lo testimoniano di continuo i numerosi comitati e associazioni che si battono per l\u2019acqua pubblica. \u201c<strong>Su questo tema la popolazione italiana si \u00e8 gi\u00e0 espressa con il referendum \u2013 sottolinea Occhiuto \u2013 Perch\u00e9 l\u2019acqua, come l\u2019aria, \u00e8 un bene vitale e pertanto deve tornare a diventare davvero un bene comune<\/strong>, di tutti, senza la scure di chi arriva a ridurne arbitrariamente la portata nelle abitazioni e nelle strutture come ospedali o cliniche. Per raggiungere gli standard dei Paesi europei \u2013 conclude \u2013 dobbiamo sperare che si affermi anche da noi in Calabria la coscienza civica per cui ci\u00f2 che \u00e8 di primaria necessit\u00e0 debba essere comune e appartenere davvero a tutti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L&#8217;acqua non pu\u00f2 essere oggetto di lucro per gli &#8216;amici degli amici&#8217;. 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