{"id":75139,"date":"2017-02-17T12:33:11","date_gmt":"2017-02-17T11:33:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/inquinamento-spiagge-e-mar-jonio-e-tirreno-arpacal-elabora-dati-sulla-concentrazione-di-microplastiche\/"},"modified":"2023-01-16T19:27:21","modified_gmt":"2023-01-16T18:27:21","slug":"137903-inquinamento-spiagge-e-mar-jonio-e-tirreno-arpacal-elabora-dati-sulla-concentrazione-di-microplastiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/137903-inquinamento-spiagge-e-mar-jonio-e-tirreno-arpacal-elabora-dati-sulla-concentrazione-di-microplastiche\/","title":{"rendered":"Inquinamento spiagge e mar Jonio e Tirreno, Arpacal elabora dati sulla concentrazione di microplastiche"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><strong>I\u00a0dati\u00a0si concentrano sugli effetti\u00a0di microplastiche ingerite da organismi marini e, attraverso catena alimentare, dall&#8217;uomo. Presto trasmessi al Ministero dell&#8217;Ambiente.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">CATANZARO &#8211; Realizzata dall\u2019Unit\u00e0 Organizzativa Marine Strategy dell\u2019Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell\u2019ambiente della Calabria), \u00e8 iniziata da pochi giorni <strong>l\u2019elaborazione dei dati, raccolti in oltre due anni di campionamenti, sulla concentrazione di microplastiche nel mare Jonio e Tirreno calabrese<\/strong>; elaborazione, che sar\u00e0 presto trasmessa al Ministero dell\u2019Ambiente, gi\u00e0 considerata molto utile per la valutazione dello stato di qualit\u00e0 dell\u2019ambiente marino-costiero della nostra regione.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-137911 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Microscopio-440x248.jpg\" alt=\"Microscopio\" width=\"328\" height=\"185\" title=\"\"><strong>Il 70% dei rifiuti che finiscono in mare, infatti, \u00e8 costituito da plastiche<\/strong>, di diversa consistenza e dimensione, ma il maggiore pericolo proviene da quei piccoli frammenti, definiti appunto microplastiche o <em>microlitter, <\/em>praticamente invisibili ad occhio umano, che <strong>vengono ingeriti dagli organismi marini giungendo, attraverso la catena alimentare, anche a chi si nutre di quegli stessi organismi.<\/strong>\u00a0Prima di frammentarsi, inoltre, la plastica pu\u00f2 essere ingerita da uccelli marini, tartarughe, cetacei e pesci morendo spesso soffocati. Studi recenti, infatti, attestano che dall\u2019esame del contenuto stomacale eseguito su tartarughe marine, l\u201985% di esse hanno ingerito frammenti di plastica.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea, quindi, con la Direttiva Europea 2008\/56\/CE meglio conosciuta come Direttiva Marine Strategy, ha chiesto ai paesi costieri che vengano effettuati monitoraggi delle <em>microlitter<\/em> lungo le acque costiere nazionali; in Italia il compito di attuare i protocolli metodologici \u00e8 demandato alle ARPA.\u00a0Le <em>microlitter<\/em> vengono definiti \u201cinterferenti endocrini\u201d perch\u00e9<strong> provocano disfunzioni ghiandolari.<\/strong> Possono arrivare fino all\u2019uomo attraverso la catena alimentare, ma <strong>non \u00e8 ancora noto quali effetti possano avere sulla salute umana.<\/strong> Gli studi in questo settore sono ancora agli albori; certo \u00e8 che <strong>l\u2019ingestione di microplastiche genera sugli organismi marini due tipi di impatti differenti: di natura fisica come lesioni agli organi e di natura chimica come trasferimento e accumulo di sostanze inquinanti.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-137909 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Retino-Manta-440x248.jpg\" alt=\"Retino Manta\" width=\"416\" height=\"234\" title=\"\">I pescatori trovano le reti piene di rifiuti di plastica ma non possono portarli a terra perch\u00e9 andrebbero smaltiti come rifiuti speciali ed i porti non sono attrezzati. <strong>La plastica che non cade sul fondo finisce a riva e le spiagge ne sono piene.<\/strong>\u00a0ARPA Calabria, con la sua Unit\u00e0 Organizzativa <em>Marine Strategy <\/em>diretta dal dr. Emilio Cellini<em>, <\/em>effettua ormai da due anni il campionamento delle microplastiche in sei transetti costieri regionali spingendosi sino a 6 miglia nautiche dalla costa. Gli studi si concentrano sui frammenti di plastica presenti in mare con dimensioni inferiori ai 5 mm, praticamente<strong> invisibili ad occhio nudo.<\/strong> Questa minaccia galleggiante viene prelevata con un retino chiamato \u201c<em>Manta Trawl<\/em>\u201d, costruito appositamente per navigare nello strato superficiale della colonna d\u2019acqua e campionare quindi entro lo strato superficiale interessato dal rimescolamento causato dal moto ondoso.<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo della rete permette di campionare grandi volumi d\u2019acqua, trattenendo le microplastiche. La manta \u00e8 costituita da una bocca rettangolare metallica da cui si diparte il cono di rete ed un bicchiere raccoglitore finale; due ali metalliche vuote, esterne alla bocca, la mantengono in galleggiamento alla superficie.\u00a0<strong>I campioni prelevati vengono poi sottoposti ad analisi quali-quantitativa in osservazione allo stereo microscopio, suddividendo le microplastiche per colore e forma.<\/strong> La concentrazione di microplastiche viene espressa come numero di oggetti per metro cubo d\u2019acqua di mare campionata. Una volta elaborati, i dati acquisiti da ARPACAL saranno caricati nella banca dati del Ministero dell\u2019Ambiente. L\u2019elaborazione dei dati risulter\u00e0 di estremo interesse in fase valutativa dello stato di qualit\u00e0 dell\u2019ambiente marino-costiero calabrese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I\u00a0dati\u00a0si concentrano sugli effetti\u00a0di microplastiche ingerite da organismi marini e, attraverso catena alimentare, dall&#8217;uomo. 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