{"id":75267,"date":"2017-02-21T19:37:07","date_gmt":"2017-02-21T18:37:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/bimbo-muore-allospedale-di-cosenza\/"},"modified":"2023-01-16T19:27:30","modified_gmt":"2023-01-16T18:27:30","slug":"138567-bimbo-muore-allospedale-di-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/138567-bimbo-muore-allospedale-di-cosenza\/","title":{"rendered":"Bimbo nato morto all&#8217;Ospedale di Cosenza: genitori chiedono giustizia, avviate nuove indagini"},"content":{"rendered":"<h4>I medici si erano giustificati affermando che non avevano cardiotocografi per controllare il battito cardiaco del nascituro.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; L\u2019epilogo nefasto di un giorno che doveva essere gioioso per una giovane coppia cosentina. I genitori del bimbo nato morto nel 2013 presso l\u2019Ospedale di Cosenza, grazie al gip Francesco Luigi Branda del Tribunale di Cosenza, fanno un passo in avanti per ottenere giustizia sulla terribile vicenda. Si tratta dell\u2019ennesimo presunto caso di malasanit\u00e0 all\u2019Annunziata. La coppia cosentina era rimasta decisamente perplessa sui motivi della richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero, che si basava su una consulenza dove molti erano rimasti i punti incerti su cui fare delle accurate investigazioni.<strong> Fortunatamente, il gip ha accolto l\u2019opposizione all\u2019archiviazione promossa dal legale dei genitori, supportata da un\u2019esaustiva consulenza di parte<\/strong> redatta dal professore Sergio Funicello, specialista in medicina legale, chirurgia d\u2019urgenza, ostetricia e ginecologia.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nBranda ha disposto che il pm del Tribunale di Cosenza faccia nuove indagini, dandogli il termine di 90 giorni per effettuarle, <strong>evidenziando in particolare come sia destituita di fondamento la giustificazione dei sanitari di non aver potuto controllare la signora M.C. per indisponibilit\u00e0 di cardiotocografi.\u00a0<\/strong>Giustamente, il GIP afferma come non si sia tentata nessuna auscultazione, n\u00e9 tantomeno i sanitari, per sopperire all\u2019insufficienza del numero degli apparecchi, si sono curati di alternare l\u2019uso degli strumenti tra tutte le gestanti. Alla luce di simili fatti messi in evidenza e della non esaustivit\u00e0 della consulenza del pm \u00e8 stata ravvisata l\u2019esigenza di nuove e pi\u00f9 scrupolose indagini, in particolare sulla prevedibilit\u00e0 ed evitabilit\u00e0 dell\u2019evento, oltre a voler individuare tutti i sanitari che avrebbero dovuto occuparsi dell\u2019esecuzione del tracciato cardiotocografico e degli altri esami diagnostici necessari a rilevare nell\u2019immediato la sofferenza fetale, insieme all\u2019ostetrica incaricata di seguire la partoriente.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nI signori M.C. e C.P. sono soddisfatti del pronunciamento del GIP Branda, e determinati a\u00a0verificare la realt\u00e0 oggettiva dei fatti e ad appurare le eventuali reali responsabilit\u00e0. Il legale della coppia cosentina, Margherita Corriere, ha affermato subito dopo la decisione: \u201cAspettavamo fiduciosi il responso del GIP, che \u00e8 stato molto puntuale. <strong>Ora il tutto passa al PM per le ulteriori indagini, che prevediamo essere pi\u00f9 scrupolose delle precedenti<\/strong>\u201d. Grazie a queste nuove indagini sar\u00e0 possibile fare chiarezza su tutta la vicenda. Un dovere che la giustizia ha nei confronti di una creatura a cui \u00e8 stato negato il diritto di avere una sua esistenza insieme ai propri cari, che aspettavano la nascita con tanto amore. Una presa di posizione che la famiglia intende mantenere salda per evitare che simili disgrazie possano ripetersi. Si ricorda che tutto cominci\u00f2 al termine della gravidanza di M.C., nel dicembre del 2013, quando il signor C.P. accompagn\u00f2 sua moglie presso il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero dell\u2019Annunziata di Cosenza, poi trasferita al reparto di Ginecologia e Ostetricia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I medici si erano giustificati affermando che non avevano cardiotocografi per controllare il battito cardiaco del nascituro.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":75268,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[],"class_list":["post-75267","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75267","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75267"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75267\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75268"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}