{"id":75748,"date":"2017-03-05T12:11:13","date_gmt":"2017-03-05T11:11:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-storia-di-una-neomamma-cosentina-o-ti-trasferisci-a-salerno-o-ti-licenziamo\/"},"modified":"2023-01-16T19:28:02","modified_gmt":"2023-01-16T18:28:02","slug":"140680-la-storia-di-una-neomamma-cosentina-o-ti-trasferisci-a-salerno-o-ti-licenziamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/140680-la-storia-di-una-neomamma-cosentina-o-ti-trasferisci-a-salerno-o-ti-licenziamo\/","title":{"rendered":"La storia di una neomamma cosentina: &#8220;O ti trasferisci a Salerno, o ti licenziamo&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Sara Guerriero, dopo essere diventata mamma, combatte per mantenere il suo posto di lavoro in un&#8217;azienda che vuole trasferirla a 250 km di distanza.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; &#8220;Per Sara Guerriero il trasferimento da Cosenza a Salerno \u00e8 scattato dopo aver dato alla luce un bambino. Sar\u00e0 una coincidenza? \u00abNon \u00e8 mai troppo tardi\u00bb, recita uno spot dell<strong>\u2019Istituto Helvetico Sanders, l\u2019azienda di cui la neomamma \u00e8 dipendente.<\/strong> In effetti non \u00e8 mai troppo tardi per perdere il posto di lavoro nell\u2019Italia dell\u2019era neoliberista. E se un giudice decide che devi essere richiamata in sede, pazienza. L\u2019azienda ti trasferisce lo stesso&#8221;.<strong> L&#8217;incredibile storia che ha indignato non solo le mamme e donne di Cosenza, ma di tutta l&#8217;Italia<\/strong>; \u00e8 stata riportata sulle pagine del &#8216;<em>Manifesto<\/em>&#8216; dai giornalisti<strong> Claudio Dionesalvi e Silvio Messinetti.<\/strong> Una storia che fa capire quanto<strong> la dignit\u00e0 e i diritti di una persona, in Italia, vengano lesi vergognosamente e senza alcuna tutela da parte di chi dovrebbe emanare ed applicare la legge.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-140687 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/immagine-980x585-440x263.jpg\" alt=\"immagine-980x585\" width=\"278\" height=\"166\" title=\"\">&#8220;\u00c8 una battaglia infinita &#8211; scrivono i giornalisti &#8211; quella che sta conducendo Sara, a colpi di<strong> cause, denunce, lettere di trasferimento, accorate richieste di mediazione.<\/strong> \u00abGli affari dell\u2019azienda non vanno benissimo, non puoi lavorare pi\u00f9 qui, ti mandiamo a 257 chilometri di distanza\u00bb. Prendere o lasciare. Questa la motivazione ufficiale. Ma<strong> Sara non si \u00e8 persa d\u2019animo<\/strong> e mutuando un altro slogan pubblicitario che l\u2019Istituto adotta nella prevenzione della caduta dei capelli, ha deciso che \u00ab<strong>il posto di lavoro va difeso, non rimpianto<\/strong>\u00bb. Una sua collega si \u00e8 opposta al licenziamento e pochi giorni fa ha ottenuto una sentenza a lei favorevole. Motivazione: \u00abIndividuazione errata del soggetto da licenziare\u00bb.<\/p>\n<p>Nel primo ricorso presentato contro il trasferimento di Sara,<strong> l\u2019avvocato Giuseppe Lepera scriveva:<\/strong> \u00abIl motivo sostanziale e reale che ha portato l\u2019azienda ad eliminare la figura della Guerriero (<strong>che non potendo essere licenziata \u00e8 stata \u2018solo\u2019 trasferita al fine esclusivo di sollecitarne, poi, le dimissioni<\/strong> non potendosi certo mai immaginare un distacco della ricorrente dal figlio neonato che ama pi\u00f9 di ogni altra cosa al mondo) da Cosenza e, pi\u00f9 in generale, dalla<strong> Farmasuisse s.r.l.<\/strong> (ragione sociale dell\u2019Istituto Sanders ndr), \u00e8 legato alla maternit\u00e0 e va inquadrato nell\u2019ambito della politica aziendale volta ad eliminare, di fatto, le dipendenti non pi\u00f9 giovani, sposate e, soprattutto, madri\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-140688 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/tagli.jpg\" alt=\"tagli\" width=\"267\" height=\"148\" title=\"\">La giudice del lavoro,<strong> Silvana Ferrentino<\/strong>, nel dicembre scorso ha accolto il ricorso d\u2019urgenza ritenendolo fondato, quindi dichiarando illegittimo il trasferimento, precisando che \u00ab<strong>La societ\u00e0 datrice di lavoro ha motivato la necessit\u00e0 della soppressione della posizione lavorativa della ricorrente nella sede di Cosenza nel calo di redditivit\u00e0. Ma dai bilanci relativi agli anni 2012, 2013 e 2014 non emerge tale dato<\/strong>\u00bb. Tuttavia, a distanza di pochi giorni l\u2019azienda inviava una nuova lettera di trasferimento, come se nulla fosse. A questo punto, per conto della lavoratrice, <strong>l\u2019avvocata Elena Montesano ha presentato una denuncia-querela al procuratore della Repubblica di Cosenza, accusando l\u2019azienda di aver \u00abpalesemente eluso il provvedimento del giudice\u00bb.<\/strong> Il pm<strong> Giuseppe Cozzolino<\/strong>, poche settimane dopo,<strong> ha chiesto l\u2019archiviazione del procedimento, ma la difesa di Sara ha gi\u00e0 depositato opposizione.<\/strong><\/p>\n<p>Intanto, avverso il secondo provvedimento di trasferimento l\u2019avvocato Lepera ha presentato un nuovo ricorso d\u2019urgenza dinanzi al Giudice del lavoro, che ha fissato la discussione per il prossimo 13 marzo. \u00abIn nome della legge\u00bb,<strong> l\u2019Usb di Cosenza annuncia clamorose azioni di protesta davanti alle sedi dell\u2019Istituto. Il portavoce del sindacato, Giuseppe Tiano, si scaglia contro il carattere \u00abstrumentale\u00bb del trasferimento<\/strong>: \u00abIn sei anni Sara ha sempre lavorato con assoluto<strong> rigore e professionalit\u00e0, ricevendo persino il premio di produzione.<\/strong> Questo episodio \u2013 conclude Tiano \u2013 dimostra che oltre alla cancellazione dei diritti elementari, si stanno perdendo anche le ultime tracce di qualsiasi civilt\u00e0 d\u2019impresa\u00bb. La legge vieta al datore di lavoro di licenziare la lavoratrice madre dall\u2019inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di et\u00e0 del bambino.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-140686 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/licenziamento-giustificato-ingiustificato.jpg\" alt=\"licenziamento-giustificato-ingiustificato\" width=\"175\" height=\"202\" title=\"\">Dal 2011 al 2016 in Italia i casi di mobbing da maternit\u00e0 sono aumentati del 30%.<\/strong> Secondo le ultime stime dell\u2019Osservatorio Nazionale Mobbing negli ultimi due anni sono state<strong> 350mila le donne discriminate per via della maternit\u00e0<\/strong> o per aver avanzato richieste per conciliare lavoro e vita familiare. <strong>Non sembra<\/strong> &#8211; concludono i giornalisti &#8211;<strong> dunque un paese per mamme, questo.<\/strong> \u00c8 invece la fotografia di un\u2019Italia dove dominano spesso vessazioni, ordinarie ingiustizie, discriminazioni subdole che hanno come bersaglio le lavoratrici da poco diventati madri, considerate dalle aziende \u00abmeno produttive\u00bb. Spesso \u2013 confermano i sindacati \u2013 la denuncia verso i datori di lavoro viene ritirata senza avere neppure raggiunto un adeguato compromesso economico. Le lavoratrici subiscono in silenzio e quindi, esasperate e avvilite, se ne vanno per sempre. Non cos\u00ec a Cosenza.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sara Guerriero, dopo essere diventata mamma, combatte per mantenere il suo posto di lavoro in un&#8217;azienda che vuole trasferirla a 250 km di distanza.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":75749,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,571],"tags":[],"class_list":["post-75748","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75748","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75748"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75748\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75749"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}