{"id":75798,"date":"2017-03-07T11:54:37","date_gmt":"2017-03-07T10:54:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/nascosti-tra-i-cespugli-tentano-di-uccidere-la-presunta-nuova-leva-del-clan-degli-zingari-cinque-indagati\/"},"modified":"2023-01-16T19:28:05","modified_gmt":"2023-01-16T18:28:05","slug":"140939-nascosti-tra-i-cespugli-tentano-di-uccidere-la-presunta-nuova-leva-del-clan-degli-zingari-cinque-indagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/140939-nascosti-tra-i-cespugli-tentano-di-uccidere-la-presunta-nuova-leva-del-clan-degli-zingari-cinque-indagati\/","title":{"rendered":"Nascosti tra i cespugli tentano di uccidere una presunta &#8216;nuova leva&#8217; del clan degli &#8216;Zingari&#8217;, cinque indagati"},"content":{"rendered":"<h4>Due i collaboratori di giustizia ritenuti responsabili dell&#8217;agguato consumatosi a colpi di arma da fuoco in provincia di Cosenza. A sfuggire all&#8217;attentato anche un diciannovenne.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CASSANO ALLO JONIO (CS) &#8211; Strascichi di una guerra tra clan cui contorni non sono stati ancora definiti. In questo contesto potrebbe essere maturato l&#8217;attentato ai danni di Marcello Pepe, nella cruenta lotta per il predominio sulla sibaritide iniziata nel 1979 con l&#8217;omicidio di Giuseppe Spina.<strong> Un conflitto che per anni ha seminato sangue e terrore, tra lupare bianche, torture ed uomini dati in pasto ai maiali.<\/strong> Una lunga scia di morte durata sino al 2002 con l&#8217;uccisione di Vincenzo Fabbricatore e poi ancora, dal 2007 al 2014, con la raccapricciante esecuzione di Giuseppe Iannicelli dato alle fiamme insieme al nipotino di tre anni Coc\u00f2 Campolongo e alla compagna marocchina Ibtissam Touss. Nella breve tregua tra la cosca degli &#8216;Zingari&#8217; Abbruzzese &#8211; Pepe e gli &#8216;Italiani&#8217; nel novembre 2005 colpi di arma da fuoco vengono sparati all&#8217;indirizzo di Marcello Pepe. I responsabili dell&#8217;agguato secondo gli inquirenti sono cinque: Antonio Forastefano collaboratore di giustizia classe 1971, Vincenzo Forastefano quarantaquattrenne attualmente detenuto in regime di 41 bis, Andrea Martucci nato a Cassano allo Jonio nel 1978, Domenico Falbo collaboratore di giustizia trentaseienne e Giuseppe Garofalo trentanovenne anch&#8217;egli di Cassano allo Jonio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Proceura della Repubblica di Catanzaro lo scorso dicembre nell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari ha ipotizzato la dinamica con la quale si sarebbe consumato il tentato omicidio. I<strong>l mandante, per gli inquirenti, sarebbe stato Antonio Forastefano. L&#8217;azione sarebbe scattata &#8220;dopo che Andrea Martucci, Domenico Falbo e Giuseppe Garofalo avevano studiato le abitudini della vittima<\/strong> &#8211; si legge nel dispositivo &#8211; appostandosi nelle vicinanze del cancello posto al confine tra una strada interpoderale di accesso agli Scavi di Sibari e alla statale 106. Garofalo fungeva da specchietto. Vincenzo Forastefano e Martucci invece con fucili automatici da caccia calibro 12, seduti su\u00a0una Fiat Uno nascosti tra la vegetazione, una volta avvistata la Pajero con a bordo Marcello Pepe e Michele Pepe (all&#8217;epoca dei fatti diciannovenne) hanno iniziato ad inseguirli esplodendo contro di loro almeno tre colpi di fucile&#8221;. Fortunatamente per\u00f2 nessuno dei colpi ha attinto i due giovani ritenuti dagli attentatori presunti affiliati al clan degli Zingari di Cassano allo Jonio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Un primo colpo &#8211; \u00e8 scritto nell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari &#8211; finiva sul parabrezza nella parte bassa sinistra in direzione di Marcello Pepe, conducente del veicolo. Un secondo colpo, sul parafango destro. Un terzo colpo sul montante e sulla guida vetro dello sportello anteriore destro, provocando la rottura del cristallo. I cinque ponevano cos\u00ec in essere atti diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di Marcello Pepe, evento non verificatosi per cause indipendenti dalla loro volont\u00e0&#8221;. Pepe infatti si sarebbe salvato continuando la corsa ad altissima velocit\u00e0 immettendosi, sfrecciando, sulla statale 106 dove ha guadagnato la fuga. Gli indagati dovranno ora difendersi dall&#8217;accusa di aver commesso il fatto con l&#8217;aggravante di aver agito con premeditazione ed una &#8221;meticolosa preparazione dell&#8217;azione di fuoco preceduta da appostamenti, ai fini di una puntuale verifica della abitudini della vittima. Di aver approfittato che Marcello Pepe fosse alla guida di un veicolo e quindi impossibilitato a frapporre adeguata difesa. <strong>Di aver commesso l&#8217;azione di fuoco al fine di agevolare la cosca di &#8216;ndrangheta Forastefano per consolidarne l&#8217;egemonia nella piana di Sibari&#8221;.\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due i collaboratori di giustizia ritenuti responsabili dell&#8217;agguato consumatosi a colpi di arma da fuoco in provincia di Cosenza. 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