{"id":75834,"date":"2017-03-07T18:43:13","date_gmt":"2017-03-07T17:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/donne-e-impresa-le-aziende-agricole-sono-sempre-piu-al-femminile-crescono-anche-al-sud\/"},"modified":"2023-01-16T19:28:08","modified_gmt":"2023-01-16T18:28:08","slug":"141086-donne-e-impresa-le-aziende-agricole-sono-sempre-piu-al-femminile-crescono-anche-al-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/141086-donne-e-impresa-le-aziende-agricole-sono-sempre-piu-al-femminile-crescono-anche-al-sud\/","title":{"rendered":"Donne e Impresa: le aziende agricole sono sempre pi\u00f9 al femminile, crescono anche al Sud"},"content":{"rendered":"<h4>Al Sud\u00a0il + 5%\u00a0rispetto alla media nazionale dal 2010 ad oggi.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MILANO\u00a0&#8211; Le quote rosa nell\u2019imprenditoria agricola stanno acquistando sempre pi\u00f9 rilievo gi\u00e0 da qualche decennio, tanto che <strong>le aziende gestite da donne<\/strong>, in linea generale, sono una tipologia imprenditoriale che impatta in maniera importante nell\u2019area metropolitana milanese:<strong> sono 51.404 le attive, pari al 17,5% del totale.<\/strong> In Lombardia sono in totale <strong>154.265 mentre in Italia se ne registrano 1.153.435<\/strong> (dati 2015).\u00a0E se al Nord la motivazione dello sviluppo delle imprese al femminile rappresenta evidentemente una risposta alla mancanza di soluzioni occupazionali nonch\u00e9 una strategia per conciliare lavoro e famiglia, <strong>al sud spesso si tratta di proseguire una tradizione familiare.\u00a0<\/strong>\u201cL\u2019aumento delle imprese agricole condotte da donne \u00e8 ormai un fatto consolidato. Campania e Sicilia in particolare sono le due regioni che presentano un numero considerevole di aziende agricole gestite da donne. Mentre in Italia la media \u00e8 del 34\/35%, in Campania e Sicilia oltrepassiamo il 40%. Dall\u2019ultimo censimento del 2010 a oggi si evince un aumento di circa il 5%, e proprio in chiave femminile\u201d, dichiara <strong>Giuseppe Santoianni, Presidente di AIC-Associazione Italiana Coltivatori.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-141158 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/nuova-impresa-donna-440x200.jpg\" alt=\"nuova-impresa-donna\" width=\"362\" height=\"164\" title=\"\">Le imprese rosa nel 2015 hanno registrato un\u2019ottima prestazione, con un aumento della propria base del 2,1%,<\/strong> dato superiore sia al totale milanese (+1,6%) sia alle aree territoriali di confronto, che pure hanno avuto performance di segno positivo (Lombardia +1%; Italia +0,4%).\u00a0Anche sul piano della<strong> natalit\u00e0<\/strong> \u00e8 stato significativo il contributo di questa compagine, con un quinto delle iscrizioni totali nell\u2019area metropolitana e con un saldo positivo che sfiora le <strong>1.400 unit\u00e0.<\/strong> Dal punto di vista organizzativo, <strong>le donne scelgono ancora in maggioranza la natura giuridica della ditta individuale (52%),<\/strong> ma rilevanti sono anche le forme societarie (in totale il 45,2%), in particolare le societ\u00e0 di capitale, che rappresentano quasi un terzo del totale e che sono quelle cresciute di pi\u00f9 rispetto al 2014 (+4,1%).\u00a0Dato ancor pi\u00f9 significativo riguarda le aziende agricole, in forte ascesa: in Lombardia oggi sono 718 quelle guidate da donne e, dato molto interessante, il 12,4% delle imprese femminili milanesi ha in prevalenza <strong>soci\/titolari under 30; il 17% \u00e8 di nazionalit\u00e0 straniera.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-141159 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/donne-impresa-440x249.jpg\" alt=\"donne-impresa\" width=\"398\" height=\"225\" title=\"\">Sono in aumento anche le giovani imprenditrici con una formazione rilevante, laureate o diplomate nel settore agrario, o addirittura diplomate in altri settori ma che ritornano alla terra.\u00a0\u201cSarebbe poi certamente interessante verificare se <strong>il potere decisionale nelle aziende gestite dalle donne nel sud Itali<\/strong>a sia effettivamente nelle mani delle donne \u2013 prosegue Santoianni, che precisa &#8211; Ci si arriva un po\u2019 per deduzione: in molti paesi spesso il marito ha un impiego statale e la moglie, a partita IVA, gestisce la piccola azienda agricola famigliare, che altrimenti verrebbe lasciata andare, in veste di venditore agricolo professionale o titolare di azienda. In quest\u2019ultimo caso si tratta certamente di aziende pi\u00f9 strutturate\u201d.<strong>\u00a0Il successo imprenditoriale femminile negli ultimi anni ha evidenziato un legame molto forte con aziende legate alla natura<\/strong>: \u201cIn generale le donne, dal nord al sud, hanno una particolare <strong>tendenza a rischiare di pi\u00f9 rispetto agli uomini, non da un punto di vista finanziario ma di iniziativa.<\/strong> Molte diventano imprenditrici agrituristiche, aprono piccoli laboratori per trattare i loro prodotti, dalle marmellate, al piccolo salumificio, al pastificio. Le nuove produzioni contemplano anche lo yogurt e le erbe aromatiche\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-141161 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/foto-agenti-393x280.jpg\" alt=\"foto-agenti\" width=\"325\" height=\"231\" title=\"\">Le imprese femminili in Lombardia occupano <strong>133mila addetti, pari al 7,1%<\/strong> del totale milanese e a oltre un terzo degli occupati delle stesse aziende presenti in Lombardia. Sono generalmente di piccola dimensione: il 94,6% ha meno di nove addetti; solo lo 0,7% pi\u00f9 di 50 addetti. Dal punto di vista settoriale, prevalgono i servizi (58,7%), in particolare le<strong> attivit\u00e0 immobiliari, l\u2019hospitality e i servizi professionali<\/strong>; significativo il peso del commercio, con un quarto delle femminili operanti. Meno attive nei settori pi\u00f9 tradizionalmente maschili, come la manifattura (solo l\u20198,5% del totale) e le costruzioni (4,5%).\u00a0\u201c<strong>Sono invece ancora in netta minoranza le donne titolari di aziende zootecniche ad indirizzo lattiero caseario.<\/strong> In alcune realt\u00e0, Sardegna in testa, esistono invece cooperative quasi esclusivamente al femminile che, per valorizzare la produzione del latte ovino, molto importante in quelle aree, hanno realizzato strutture rilevanti. Storicamente, in regioni come la Sardegna, la produzione del formaggio era appannaggio delle donne, quindi mettersi insieme \u00e8 stata una naturale conseguenza, oltre che una necessit\u00e0. Infine non dimentichiamo <strong>le donne dell\u2019olio e le donne del vino<\/strong>, dalla Sicilia, alla Campania, alle Marche, sempre pi\u00f9 influenti e riconosciute anche a livello internazionale\u201d, conclude Santoianni.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;AIC &#8211; Associazione Italiana Coltivatori, \u00e8 una delle principali e pi\u00f9 longeve organizzazioni di categoria del mondo agricolo.<\/strong> \u00c8 ramificata in tutto il territorio nazionale, con partnership internazionali. La sua storia, nel pi\u00f9 complessivo quadro degli obiettivi generali di difesa dei diritti, di democrazia politica, di custodia del bene comune e di sviluppo economico, \u00e8 generata dalla centralit\u00e0 dell&#8217;uomo coltivatore, della societ\u00e0 rurale e dei valori espressi dal mondo agricolo, ritenuti insostituibili e meritevoli di salvaguardia ed \u00e8 strutturata sulla tutela dei coltivatori, delle piccole e grandi aziende agricole e delle associazioni di produttori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Sud\u00a0il + 5%\u00a0rispetto alla media nazionale dal 2010 ad oggi.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":75835,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,16],"tags":[],"class_list":["post-75834","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75834"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75834\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}