{"id":7628,"date":"2012-11-13T08:45:07","date_gmt":"2012-11-13T07:45:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=7628"},"modified":"2023-01-17T13:40:52","modified_gmt":"2023-01-17T12:40:52","slug":"3188-safina-ripudiata-dalla-famiglia-perche-troppo-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3188-safina-ripudiata-dalla-famiglia-perche-troppo-occidentale\/","title":{"rendered":"Safina: &#8220;ripudiata&#8221; dalla famiglia perch\u00e8 troppo occidentale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Ripudiata. E&#8217; la condanna all&#8217;isolamento emessa dai familiari di Safina, una dolce ragazza egiziana, nei confronti della loro congiunta, perch\u00e8 diventata troppo occidentale e ribellatasi ad accettare quel matrimonio combinato con un suo connazionale, residente a Torino.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di Safina, \u00e8 purtroppo, simile a quella di tante altre sue connazionali, che hanno pagato a caro prezzo il loro desiderio di libert\u00e0. La giovane egiziana, arrivata dodici anni fa in Italia, prima di stabilizzarsi a Cosenza con la sua famiglia, ha girovagato, in lungo e in largo, per l&#8217;Italia. Roma, Venezia, Udine, Firenze, Pisa, Perugia, Caanzaro e Cosenza, le tappe della sua integrazione con il Bel Paese che l&#8217;aveva sempre affascinata. Prima di arrivare in Calabria, la sua vita era stata segnata dall&#8217;osservanza quasi maniacale della cultura islamica: niente uscite, niente amici, niente fidanzati, nessun utilizzo di internet, niente jeans, nessuna camicetta sbottonata, nessuna gonna. Le uniche uscite erano quelle concordate con la madre e i fratelli. Una costrizione di vita e di osservanza rigida delle regole che a Safina, vogliosa di scoprire il mondo e desiderosa di abbattere quei muri di muri divisori con la civilt\u00e0 occidentale, proprio non piaceva. Lei, grandi e vispi occhi verdi, lunghi capelli neri, un viso semplice, sogna di fare la giornalista, intende laurearsi, e diventare mamma. Ma non vuole rinciare totalmente al suo legame con la sua terra di nascita: continua a portare il velo, ma solo per corpre la testa e lasciare libero il volto. Desideri ribaditi ai suoi familiari, ricevendo come risposte: minacce, violenze, sia esse fisiche che psicologiche, punizioni. Anzi, in pi\u00f9 occasioni, la famiglia della giovane egiziana, ha distrutto &#8220;bruciandoli&#8221; tutti quei simboli dell&#8217;Occidente: trucchi, scarpe, oggetti d&#8217;oro e altro, consdierati come il &#8220;passaporto&#8221; per la perdizione. Ogni volta che \u00e8 stata &#8220;pestata&#8221; non ha mai chinato la testa, sventolando la voglia di libert\u00e0. Un anno fa, la giovbane egiziana ha trovato l&#8217;amore. Quello di un ragazzo cosentino, laureando in Scienze Politiche. Francesco, questo il nome del grande amore di Safina, ha capito subito la voglia di libert\u00e0 della sua ragazza, facendole scoprire quel mondo che le era stato sempre negato. Quando il padre e i fratelli dell&#8217;aegiziana hanno scoperta, tramite dei fogli, nascosti in un libro, quel trasporto amoroso con un occidentale, per Safina l&#8217;incubo \u00e8 diventato quotidiano. Schiaffi, pugni in faccia, addirittura tentativi di violenza sessuale. Tutto quello che serviva per rendere quella loro congiunta cos\u00ec sporca dentro da essere &#8220;ripudiata&#8221; dalla sua stessa famiglia. La famiglia di Francesco ha accolto Safina in casa, dandole amore, sostegno, cure e regalandole quella spensieratezza che la ragazza non ha mai conosciuto in volto. Ora Safina e Francesco sognano una vita insieme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Ripudiata. E&#8217; la condanna all&#8217;isolamento emessa dai familiari di Safina, una dolce ragazza egiziana, nei confronti della loro congiunta, perch\u00e8 diventata troppo occidentale e ribellatasi ad accettare quel matrimonio combinato con un suo connazionale, residente a Torino.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":7629,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42,5],"tags":[],"class_list":["post-7628","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza","category-old"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7628"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7628\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}