{"id":76367,"date":"2017-03-20T18:50:23","date_gmt":"2017-03-20T17:50:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/bellezze-calabria-ancora-uno-speciale-sul-national-geographic-foto\/"},"modified":"2023-01-16T19:28:43","modified_gmt":"2023-01-16T18:28:43","slug":"143402-bellezze-calabria-ancora-uno-speciale-sul-national-geographic-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/143402-bellezze-calabria-ancora-uno-speciale-sul-national-geographic-foto\/","title":{"rendered":"Bellezze di Calabria, ancora uno speciale sul National Geographic (FOTO)"},"content":{"rendered":"<h4>Il Canyon calabrese, un paradiso naturalistico e geologico sconosciuto, immortalato nelle immagini pubblicate nell&#8217;ultima edizione della nota rivista internazionale.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"sommario\">CATANZARO &#8211;\u00a0Visita guidata nella Riserva Naturale Regionale Valli Cupe. Le bellezze incontaminate della\u00a0Calabria per la quarta volta sul National Geographic immortalate e narrate dal fotoreporter calabrese Giuseppe Intrieri. Di seguito pubblichiamo l&#8217;articolo integrale con le foto apparsi sulla nota rivista internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"sommario\">&#8220;Esistono luoghi che hanno qualcosa di mistico ed emblematico allo stesso tempo. Luoghi in cui la Natura continua a fare il suo corso lontano dal rumore delle grandi citt\u00e0, e dove il tempo sembra essersi fermato. <strong>Uno di questi luoghi \u00e8 la Riserva naturale regionale Valli Cupe, istituita lo scorso dicembre con un\u2019approvazione all\u2019unanimit\u00e0 della proposta di legge del Consiglio regionale della Calabria<\/strong>. Ci troviamo in una zona ristretta del territorio catanzarese, ai confini con il Parco nazionale della Sila. Qui monti e vallate dalla vegetazione fittissima degradano dolcemente verso il Mar Ionio. Fiumi, torrenti e ruscelli serbano ancora acque limpide e cristalline che modificandosi lungo il percorso si trasformano in enormi salti mozzafiato regalando cascate e scenari degni di nota.\u00a0Percorrendo la SS106 si imbocca il bivio per Cropani e si sale fino a Sersale. Gi\u00e0 mentre si procede verso il paese lo scenario cambia, dal paesaggio tipicamente marino si sale verso colline che &#8211; seppure a pochi chilometri dalla costa &#8211; sembrano incontaminate. Arbusti, macchia mediterranea e steppe aride si susseguono in un paesaggio pittoresco che accompagnano il visitatore fino al momento in cui si scorge l\u2019agglomerato antropico che sembra essere stato posato delicatamente sull\u2019aspro terreno. Siamo a Sersale, 740 metri sul livello del mare. La variet\u00e0 floristica dei paesaggi \u00e8 molto articolata, si passa dall\u2019arboreto tipico composto da uliveti e castagneti, alla macchia mediterranea, fino ad arrivare ai querceti e ai castagneti. Questo lembo di terra gode del clima caratteristico del versante ionico, con influenza africana.\u00a0Caratterizzato da temperature pi\u00f9 calde e precipitazioni brevi ed intense di tipo alluvionali, questo particolare microclima d\u00e0 origine ad estati calde e secche e inverni miti e caldi in prossimit\u00e0 del mare, e d\u2019altro canto estati fresche ed inverni freddi nel tratto pi\u00f9 interno montano.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIn quest\u2019ultima fascia pi\u00f9 in quota il clima montano-mediterraneo \u00e8 caratterizzato da precipitazioni nevose in inverno che, sciogliendosi in primavera, aumentano la portata dei corsi d\u2019acqua. Questo porta all\u2019origine di particolari microclimi che consentono l\u2019insediamento di specifiche associazioni vegetali che vanno a creare piccole riserve di biodiversit\u00e0<strong>.\u00a0In questo territorio incastonato fra il mare e la montagna numerosi sono gli scenari che si presentano. Il fiume Campanaro che scava le vallate presenti in zona forma numerosi salti, di cui alcuni hanno acquisito un\u2019importanza escursionistica<\/strong>; fra questi sicuramente la Cascata della Rupe. Il percorso per raggiungerla si apre con l\u2019accesso in un bosco di Pino d\u2019Aleppo e prosegue su un percorso\u00a0 roccioso, ben segnalato dove sembra di proseguire verso un tempio. A un tratto si arriva in una lecceta dove le ombre si fondono e la luce diventa quasi rara, sembra un percorso dello spirito.\u00a0Gi\u00e0 si assapora il rumore del fiume, che sembra essere quasi sotto i nostri piedi. Si prosegue attraverso staccionate di legno e gradini, tra rocce baciate dal sole e terra aspra, il Monte Raga incorniciato dal Mar Ionio; e la vallata del fiume Campanaro che guida lo sguardo verso l\u2019orizzonte.\u00a0Nell\u2019ultimo tratto, da un balcone di pietra naturale,\u00a0 si scorge la Cascata della Rupe, con i suoi 57 metri di altezza.\u00a0Altro salto noto \u00e8 la Cascata Campanaro. Questa cascata \u00e8 situata in una delle zone pi\u00f9 incontaminate della regione, ma allo stesso tempo facilmente raggiungibile; dal posteggio delle auto bisogna percorrere circa 400 metri. Con i suoi 22 metri di altezza la Cascata Campanaro regala un angolo di paradiso tropicale nel cuore della Sila Piccola, le felci che fanno da cornice a rocce dai colori pi\u00f9 disparati donano un tocco di magia a un luogo che merita di essere osservato in silenzio e contemplazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ritornando al Fiume Campanaro, altro salto \u00e8 quello che forma la Cascata dell\u2019Inferno. Gi\u00e0 il nome lascia presagire un\u2019avventura non indifferente e infatti raggiungerla \u00e8 tanto semplice quanto avventuroso. La si raggiunge uscendo dall\u2019abitato di Sersale percorrendo la strada che conduce a Zagarise. Poco dopo aver imboccato questa strada si ci addentra in un bellissimo castagneto da frutto, forse tra i pi\u00f9 vetusti dell\u2019intero territorio locale. Man mano lo scenario lascia spazio a una bellissima macchia mediterranea.\u00a0Proseguendo la discesa verso il fiume la strada diventa sempre pi\u00f9 stretta e ripida e si raggiunge una zona ricca di uliveti a terrazzamento. P<strong>oco prima di raggiungere il greto del fiume si ci addentra in un boschetto di alloro ed \u00e8 inevitabile lasciarsi inebriare dal profumo emanato da questa pianta, mentre l\u2019udito \u00e8 concentrato sullo scorrere dell\u2019acqua, a pochi passi.<\/strong>\u00a0Nell&#8217;alveo del fiume si trovano degli enormi massi che regalano uno scenario quasi post apocalittico e straordinario, e in fondo si nota una stretta gola dove finalmente riusciamo a scorgere la Cascata dell\u2019Inferno.\u00a0Il Canyon che da il nome omonimo alla Riserva Naturale Regionale \u00e8\u00a0 il Canyon Valli Cupe. Si tratta di una rara formazione geologica profondamente incassata in un substrato costituito da conglomerato poligenico &#8211; di straordinario effetto scenografico &#8211; originatasi a seguito della lenta azione di scavo esercitata dal torrente omonimo, che nasce a circa 700 metri di altitudine, alle pendici meridionali del Monte Crozze.\u00a0Fin dalla prima parte del suo corso il torrente Valli Cupe scorre in una profonda forra che assume ben presto la caratteristica profonda incisione nota come Canyon delle Valli Cupe e, dopo un percorso di circa 15 chilometri, si tuffa nelle acque del mar Ionio all\u2019altezza di Sellia Marina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il corso del torrente si sviluppa tra la rigogliosa macchia che fa da cornice ad entrambe le sponde, lungo i crinali che congiungono il Monte Crozze al maestoso Monte Raga, vera e propria roccaforte della foresta mediterranea che ne copre quasi interamente le pendici, formando boschi estesi per qualche centinaio di ettari.\u00a0Il canyon si presenta con pareti rocciose tagliate verticalmente, inaccessibili e aspre, e ricche di piccoli anfratti scavati dagli agenti atmosferici, regno esclusivo degli uccelli. Durante la visita al canyon non di rado ci si imbatte in nibbi, gufi reali, corvi imperiali e avvoltoi che volano tra le pareti dove hanno creato i loro nidi naturali.\u00a0Le sue pareti si elevano una accanto all\u2019altra sfiorandosi, raggiungendo i 130 metri di altezza ed impendendo ai raggi del sole di filtrarvi. Il Canyon \u00e8 ricco di vegetazione di rara bellezza, come la felce bulbifera, una felce gigante, la cui origine risale al periodo terziario.\u00a0Le piante si abbarbicano sulle nude pareti rocciose alla ricerca della luce, pareti che sembrano raccontare la storia delle ere geologiche trascorse. Rocce sedimentarie costituite da numerosi stratificazioni che rappresentano gli anni che queste rocce hanno trascorso sotto il vento, la pioggia ed il sole.\u00a0Senza dubbio il canyon delle Valli Cupe costituisce l\u2019attrazione principale dell\u2019intera zona; secondo alcuni <strong>si tratterebbe tra l&#8217;altro del secondo canyon pi\u00f9 alto d\u2019Europa costituito da pareti di rocce sedimentarie.\u00a0Uno dei pochi posti in Calabria dove si fa sul serio turismo ecosostenibile:<\/strong> oltre alle\u00a0 cascate e alle gole che caratterizzano la zona, ci sono boschi secolari, rovine di monasteri e siti archeologici che fanno della nuova Riserva un vero tesoro naturalistico e paesaggistico&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;articolo \u00e8 reperibile on line sul sito ufficiale <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2523\">www.nationalgeographic.it\u00a0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[huge_it_gallery id=&#8221;236&#8243;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Canyon calabrese, un paradiso naturalistico e geologico sconosciuto, immortalato nelle immagini pubblicate nell&#8217;ultima edizione della nota rivista internazionale.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":76368,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-76367","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76367"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76367\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76368"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}