{"id":76436,"date":"2017-03-22T06:48:31","date_gmt":"2017-03-22T05:48:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/arrestato-latitante-santo-vottari-si-nascondeva-un-bunker\/"},"modified":"2023-01-16T19:28:48","modified_gmt":"2023-01-16T18:28:48","slug":"143683-arrestato-latitante-santo-vottari-si-nascondeva-un-bunker","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/143683-arrestato-latitante-santo-vottari-si-nascondeva-un-bunker\/","title":{"rendered":"Arrestato il super latitante Santo Vottari, si nascondeva in un bunker"},"content":{"rendered":"<h4>Il latitante Santo Vottari \u00e8 stato arrestato all&#8217;alba dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Vottari era nascosto in un <strong>bunker<\/strong> a Benestare, paese in provincia di Reggio, in contrada Ricciolino ed \u00e8 ritenuto un esponente di spicco del clan Pelle-Vottari, il gruppo criminale che organizz\u00f2 la strage di Natale in cui perse la vita Maria Strangio. Inoltre\u00a0prese parte alla strage di Duisburg il 15 agosto del 2007. \u00a0\u00c8 stato condannato a 30 anni di reclusione per omicidio e associazione mafiosa.<\/p>\n<p>Vottari era \u00a0anche inserito nell&#8217;elenco dei ricercati <strong>dell&#8217;Europol<\/strong>, i latitanti pi\u00f9 pericolosi d&#8217;europa. I carabinieri dopo una lunga attivit\u00e0 di indagine hanno scoperto il bunker dentro il quale il latitante si nascondeva\u00a0e dopo una serie di accertamenti per verificare la sua presenza all&#8217;interno, questa mattina sono intervenuti.\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-143737 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/arresto-vottari-santo.jpg\" alt=\"arresto vottari santo\" width=\"500\" height=\"286\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Santo Vottari dalla\u00a0faida di \u00a0San Luca alla strage di Duisburg<\/h2>\n<p>La strage di Duisburg, in Germania, risale alla notte tra il 14 e il 15 agosto del 2007. Nella cittadina tedesca \u00a0furono uccise sei persone. Un&#8217;azione clamorosa che fece conoscere al mondo il rischio rappresentato dalla &#8216;ndrangheta calabrese. Un massacro inserito in una faida che coinvolge il clan Vottari, il cui reggente, Santo Vottari, \u00e8 stato arrestato oggi.<\/p>\n<p>Nella strage di Ferragosto morirono Tommaso Venturi, 18 anni; Francesco e Marco Pergola 22 e 20 anni; Francesco Giorgi, 17 anni; Marco Marmo, 25 anni, e Sebastiano Strangio, 39 anni. Furono uccisi a colpi di mitraglietta davanti al <strong>ristorante-pizzeria &#8220;Da Bruno&#8221;<\/strong> di propriet\u00e0 della famiglia Strangio, originaria di San Luca, il paese della Locride noto per aver dato i natali allo scrittore Corrado Alvaro, ma anche per la lunga faida che ne ha insanguinato le strade. Protagonisti della guerra i clan degli Strangio-Nirta su un fronte e quello dei Pelle-Vottari-Romeo, sull&#8217;altro.<\/p>\n<p>Le vittime di Duisburg erano appena uscite dal locale &#8220;Da Bruno&#8221;. Avevano cenato per festeggiare i diciotto anni di Tommaso Venturi. I sicari entrarono in azione poco dopo le due del mattino. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-143742 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/duisburg.jpg\" alt=\"duisburg\" width=\"414\" height=\"231\" title=\"\">Le vittime furono sorprese a bordo delle due auto su cui erano salite, una Golf e un furgoncino Opel. Piu&#8217; di settanta i colpi sparati, compreso il colpo di grazia alla testa esploso a ognuna delle vittime. La &#8216;<strong>ndrangheta calabrese,<\/strong> fino ad allora considerata un&#8217;organizzazione di secondo livello rispetto a quella siciliana, si manifesto&#8217; drammaticamente nel cuore dell&#8217;Europa, sebbene gia&#8217; da anni avesse consolidato i suoi interessi nel settore degli investimenti immobiliari nelle capitali del vecchio continente e gestisse suoi traffici illeciti, come il traffico delle droghe pesanti grazie alle alleanze consolidate con i cartelli colombiani.<\/p>\n<p>Fu subito chiaro agli inquirenti che quella scritta con il sangue in Germania era solo una nuova pagina della faida di San Luca che insanguinava il paese aspromontano gia&#8217; da 16 anni. Non a caso e&#8217; li&#8217; che si terranno i funerali, fra mille dispositivi di sicurezza. Le indagini, avviate dalla Polizia tedesca in collaborazione con quelle italiane, si avvalsero della testimonianza di due persone. Fu possibile ricostruire degli identikit.<strong> La missione di morte in terra tedesca<\/strong> fu interpretata come la<strong> risposta del clan &#8220;Nirta-Strangio&#8221; all&#8217;omicidio di Maria Strangio,<\/strong> avvenuto la sera di Natale del 2006, passato alle cronache come &#8220;strage di Natale&#8221;.<\/p>\n<h3>Duisburg, reazione all&#8217;omicidio di Maria Strangio<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-143743 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/maria-strangio.jpg\" alt=\"maria-strangio\" width=\"222\" height=\"222\" title=\"\"><strong>Maria Strangio era moglie di Giovanni Luca Nirta<\/strong>. Due uomini con il volto coperto da un passamontagna spararono su un gruppo di persone radunati davanti a una casa nel centro di san Luca. Si trattava di membri delle famiglie Nirta e Strangio. C&#8217;erano il boss Giovanni Luca Nirta, probabilmente il vero bersaglio del commando; c&#8217;erano la moglie Maria e il fratello del boss, Francesco Nirta, con un nipotino di 5 anni. La donna, di 33 anni, gravemente ferita, mori&#8217; poco dopo all&#8217;ospedale di Locri. Francesco Nirta ed il bambino di 5 anni rimasero feriti. Giovanni Luca Nirta era uscito dal carcere da pochi giorni, dopo aver scontato una pena. L&#8217;inizio della faida tra le cosche &#8220;Vottari-Pelle-Romeo&#8221; e &#8220;Strangio-Nirta&#8221;, viene fatto risalire dagli inquirenti al 10 febbraio 1991 e sarebbe stato originato da un banale scherzo di carnevale. Un gruppo di giovani legati al clan Strangio-Nirta lancio&#8217; delle uova verso un circolo ricreativo gestito da uno dei Pelle, detti &#8220;Gambazza, sporcando anche l&#8217;auto di un Vottari. Ne scaturi&#8217; una lite in cui che causo&#8217; due morti e due feriti. Morirono Francesco Strangio e Domenico Nirta, 20 e 19 anni, mentre i feriti furono Giovanni Lica Nirta e il fratello Sebastiano. Qualche ora prima qualcuno aveva sparato, ferendolo, a un parente dei Nirta, Francesco Colorisi, 23 anni, usando una Kalashnikov. Fu l&#8217;inizio di una lunga scia di sangue, tracciata anche con un attentato a colpi di tritolo.<\/p>\n<h4>Minniti:\u00a0arrestato uno dei pi\u00f9 pericolosi ricercati<\/h4>\n<p>Un segno importante all&#8217;indomani della Giornata dedicata alla Memoria delle vittime delle mafie tant&#8217;\u00e8 che il\u00a0ministro dell&#8217;Interno, Marco Minniti, si \u00e8 congratulato con il Comandante Generale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, Tullio del Sette, per l&#8217;operazione, eseguita dai Reparti Speciali dello Squadrone dei Cacciatori Carabinieri e dal Comando Provinciale di Reggio Calabria, che ha portato all&#8217;arresto di Santo Vottari, ritenuto al vertice dell&#8217;omonima cosca, gia&#8217; condannato per omicidio e associazione mafiosa ed inserito nell&#8217;elenco dei ricercati piu&#8217; pericolosi di Europol. &#8220;Voglio ringraziare &#8211; ha sottolineato il ministro Minniti &#8211; l&#8217;Arma dei Carabinieri che, con l&#8217;alta professionalita&#8217; e il sacrificio dei suoi uomini, dopo articolate attivita&#8217; investigative, e&#8217; riuscita ad assicurare alla giustizia uno dei ricercati piu&#8217; pericolosi d&#8217;Italia. I carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato all&#8217;alba il latitante Santo Vottari e sul suo profilo Twitter il ministro della Difesa Roberta Pinotti sottolinea la &#8220;nuova, brillante operazione della nostra Arma&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il latitante Santo Vottari \u00e8 stato arrestato all&#8217;alba dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":76437,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-76436","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76436","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76436"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76436\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76436"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}