{"id":76579,"date":"2017-03-26T05:23:28","date_gmt":"2017-03-26T03:23:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-vecchiaia-mito-delleterna-giovinezza\/"},"modified":"2024-08-27T10:59:15","modified_gmt":"2024-08-27T08:59:15","slug":"144235-la-vecchiaia-mito-delleterna-giovinezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/144235-la-vecchiaia-mito-delleterna-giovinezza\/","title":{"rendered":"La vecchiaia e il mito dell&#8217;eterna giovinezza"},"content":{"rendered":"<h4>Nel passaggio alla fase della vecchiaia accade un po\u2019 come con la crescita dei nostri figli. Se per noi che li vediamo di continuo, i loro cambiamenti, soprattutto quelli fisici, risultano impercettibili, cos\u00ec non \u00e8 per chi li vede di tanto in tanto, a distanza di tempo. Questi, infatti, ne apprezzano ogni volta un totale mutamento, quasi una metamorfosi.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La stessa cosa capita per la nostra trasformazione legata all&#8217;invecchiamento<strong>. Confrontandoci ogni giorno con il nostro aspetto,<\/strong> i cambiamenti fisici che in esso si verificano, per fortuna, non ci traumatizzano, come invece potrebbe avvenire se ci scoprissimo all&#8217;improvviso invecchiati, come se per assurdo non ci fossimo <strong>visti allo specchio per molti anni<\/strong>.<\/p>\n<p>Ciononostante, l\u2019idea che il nostro corpo, e ancor pi\u00f9 il <strong>nostro viso<\/strong>, possa subire delle profonde modificazioni, con il passare del tempo, ci incute una sorta di <strong>timore<\/strong> e di <strong>sgomento<\/strong> che, in casi estremi, si trasforma in ossessione. E<strong> non si tratta di essere uomo o donna<\/strong>, la sindrome dell\u2019idea dell\u2019invecchiamento colpisce indifferentemente i due sessi, sebbene vi siano persone che la patiscano maggiormente rispetto ad altri. Essa fa il suo esordio, in maniera subdola, durante il corso della quinta e l\u2019inizio della sesta decade della nostra vita, prima dello spartiacque dalla vecchiaia. Capita allora di avvertire nelle persone, quando compiono gli anni, un senso di sconforto e di sentir loro dire<strong> di non voler festeggiare il compleanno<\/strong>, perch\u00e9 il compimento degli anni non pu\u00f2 essere ritenuto degno di un festeggiamento.<\/p>\n<p><strong>Questa sensazione<\/strong> scaturisce, a mio avviso, dal mito dell\u2019eterna giovinezza che spinge verso un altro mito: quello della giovinezza surrogata. Quest\u2019ultimo prevede come soluzione quella di indossare una maschera per nascondere il nostro volto, ma che purtroppo non nasconde, n\u00e9 risolve le nostre insicurezze. In questi casi, forse, il \u201c<strong>lifting<\/strong>\u201d andrebbe fatto piuttosto alle nostre idee, alle nostre false convinzioni. Quelle che traggono origine, nel mondo dell\u2019apparenza che prevale su quello dell\u2019essere, dal bombardamento della pubblicit\u00e0 che ci propina modelli di giovinezza, di bellezza, di perfezione corporea, che sembrano schiuderci le porte ad esperienze e ad una sessualit\u00e0 pi\u00f9 appaganti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-144237 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/025.jpg\" alt=\"025\" width=\"400\" height=\"265\" title=\"\">Tale mito nasce dal fatto di considerare quella fase della vita in cui ci sentiamo pi\u00f9 forti sia dal punto di vista delle energie sia da quello economico, come quella pi\u00f9 degna di essere vissuta, relegando tutte le fasi successive ad una totale insignificanza. Nasce dall\u2019idea che la nostra societ\u00e0 si \u00e8 fatta della vecchiaia, quella dell\u2019inutilit\u00e0 e dell\u2019attesa della morte. E&#8217; comprensibile che il passare degli anni possa incutere timore, preoccupazioni, ma credo che il trascorrere degli anni vada a definire il carattere di una persona, a dargli pi\u00f9 forza, o pi\u00f9 esattamente a completarlo.<\/p>\n<p>Invecchiare<strong>, come dice Hillman, in un suo romanzo<\/strong>,<em> &#8220;non \u00e8 un mero processo fisiologico: \u00e8 una forma d&#8217;arte e solo coltivandola potremmo fare della nostra vecchiaia una struttura estetica possente e memorabile&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Solo interrompendo questo binomio vecchiaia-morte ed introducendone un altro, quello di vecchiaia-svelamento del carattere, possiamo capire chi siamo davvero. Invecchiando, come dice sempre Hillman, io rivelo il mio carattere, quello che <em>\u201cha plasmato la mia faccia, cio\u00e8 le mie amicizie, gli amori che ho incontrato e che ho sognato, i figli che ho generato\u201d.<\/em> Del resto, aver raggiunto una certa et\u00e0 presuppone di aver avuto la possibilit\u00e0 di provare, di sentire e di nutrire sentimenti belli e brutti, che hanno contribuito a farci diventare gli Uomini che siamo.<\/p>\n<p>Sarebbe bene, inoltre, considerare che raggiungere le varie tappe, le varie fasi della vita, non \u00e8 purtroppo una cosa da dare per scontata, perch\u00e9 non tutti hanno avuto e non tutti avranno la fortuna di poterne beneficiare (motivo per cui gli anziani non andrebbero visti dai giovani in modo compassionevole, ma con un pizzico di benevola invidia).<\/p>\n<p>Non sarebbe giusto dunque, non apprezzare e valutare ogni traguardo di et\u00e0 come un dono, una nuova possibilit\u00e0, che ci viene concessa, tenendo presente che qualsiasi bilancio di vita, per definirlo positivo deve avvenire necessariamente attraverso il passare degli anni. Infatti, quante persone, che in un periodo abbastanza precoce della loro esistenza, erano state considerate fortunate, conoscendone poi la fine che era stata loro riservata, non sono poi state pi\u00f9 ritenute tali.<\/p>\n<p>Come ricorda Sofocle, nessuno pu\u00f2 dirsi davvero felice o fortunato prima di sapere come concluder\u00e0 la sua vita. La felicit\u00e0 e la fortuna di un uomo si possono affermare solo dopo la sua morte, valutando anche le modalit\u00e0 di come egli ha lasciato l&#8217;esistenza terrena. Festeggiare, dunque, un compleanno dovrebbe significare <strong>essere riconoscenti<\/strong> e quindi <strong>ringraziare Dio, o il Caso, la Fortuna, la Natura,<\/strong> perch\u00e9 ci sta concedendo il privilegio di avere quegli anni in pi\u00f9 che molti non hanno avuto e che ci permetteranno di vedere quello che siamo davvero, al di l\u00e0 di quello che tentiamo di apparire, senza rischiare di morire sconosciuti agli altri e soprattutto a noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel passaggio alla fase della vecchiaia accade un po\u2019 come con la crescita dei nostri figli. Se per noi che li vediamo di continuo, i loro cambiamenti, soprattutto quelli fisici, risultano impercettibili, cos\u00ec non \u00e8 per chi li vede di tanto in tanto, a distanza di tempo. 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