{"id":76627,"date":"2017-03-27T07:52:56","date_gmt":"2017-03-27T05:52:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/drammatico-grido-aiuto-milena-denunciato-12-volte-continua-perseguitarmi-picchiarmi\/"},"modified":"2023-01-16T19:29:01","modified_gmt":"2023-01-16T18:29:01","slug":"144534-drammatico-grido-aiuto-milena-denunciato-12-volte-continua-perseguitarmi-picchiarmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/144534-drammatico-grido-aiuto-milena-denunciato-12-volte-continua-perseguitarmi-picchiarmi\/","title":{"rendered":"Il drammatico grido di aiuto di Milena: &#8220;denunciato 12 volte ma continua a perseguitarmi e picchiarmi&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Conoscere l&#8217;uomo sbagliato, provare a chiudere\u00a0una storia fatta di violenza e umiliazioni, vivendo\u00a0il dramma di non riuscire\u00a0a voltare pagina anche perch\u00e9 non sei tutelata e\u00a0la tua disperata richiesta di aiuto resta\u00a0inascoltata. Questa \u00e8 la storia di Milena Magurno, \u00e8 la storia \u00a0di una donna e mamma cosentina che ha deciso di difendere lei e sua figlia da una vita di violenze, e di ricominciare.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SCALEA (CS) &#8211; Quando ho letto le parole di Milena con\u00a0il suo grido di aiuto quasi disperato sulle pagine di un social network e guardato le\u00a0foto del suo viso segnato dalla violenza, con quello sguardo perso nel vuoto, sono rimasta attonita&#8230; per certi versi incredula. Non potevo credere a tanto coraggio, ma poi ho capito che l&#8217;amore per un figlio e la dignit\u00e0 di donna e mamma ti aiuta a tirar fuori una forza molto pi\u00f9 grande della violenza, dei soprusi e degli schiaffi. Non si tratta di &#8216;sbandierare ai quattro venti la tua triste &#8220;storia&#8221; ma di metterci la faccia, nome e cognome ed&#8230; anche le foto. Sono quelle dell&#8217;ultima aggressione subita da parte del suo ex compagno, un uomo violento che l&#8217;ha umiliata, picchiata per anni e che poi ha messo le mani anche sulla figlia che di anni, oggi, ne ha solo sei.<\/p>\n<p><strong>Milena ha 37 anni,<\/strong> il suo ex compagno si chiama <strong>Vincenzo<\/strong>. Anche il suo nuovo fidanzato di Milena\u00a0porta lo stesso nome, ma non ha nulla a che vedere con lui. Decido di prendere il telefono e contattare Milena. Al telefono mi risponde il nuovo compagno; gli chiedo l&#8217;et\u00e0 della donna\u00a0e lui mi risponde:<strong> &#8220;ha 37 anni&#8230; ed \u00e8 bella come il sole&#8221;<\/strong> e il tono della sua voce mi trasmette\u00a0affetto, dolcezza commovente ma anche rabbia. Quella che un uomo che &#8216;ama davvero&#8217; prova nei confronti della donna che sta al suo fianco ma che da anni subisce minacce fisiche e umiliazioni verbali da parte del suo ex compagno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-144557 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/milena.jpg\" alt=\"milena\" width=\"345\" height=\"305\" title=\"\"><\/p>\n<p>Un sole, Milena, che qualcuno cerca di spegnere da anni perch\u00e9\u00a0<strong>&#8216;ossessionato&#8217; ed a&#8217;accecato&#8217; dalla gelosia<\/strong>, \u00a0arrivato pi\u00f9 volte a mettere le mani addosso anche alla loro figlioletta. Milena, aggredita venerd\u00ec scorso per l&#8217;ennesima volta mentre stava uscendo per portare fuori il suo cagnolino, ha deciso di dire basta da tempo ed <strong>ha infatti denunciato ai carabinieri<\/strong> <strong>il suo ex, un muratore 50enne, per ben 21 volte<\/strong>. Ma nessuno lo ha ancora fermato.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec scorso si trovava nell&#8217;androne del palazzo quando lui \u00e8 spuntato ed ha iniziato prima ad offenderla. Poi quando il cagnolino \u00e8\u00a0indietreggiato, lui ha allungato un braccio afferrandola\u00a0per la maglietta e strappandola. Il suo fedele amico a quattro zampe ha provato a difenderla e lei ha tentato anche di calmarlo. Ma lui per tutta risposta ha ricevuto\u00a0<strong>due schiaffoni, uno in pieno viso e l&#8217;altro al collo<\/strong>. Poi da vero vigliacco, \u00e8 scappato nell&#8217;indifferenza generale. Lei ha urlato e chiesto aiuto ma l&#8217;uomo si era gi\u00e0 dileguato&#8230; lui, il vigliacco che picchia una donna e poi scappa!<\/p>\n<p>Milena e il suo ex, abitavano insieme in un palazzo nel centro di Scalea. Al piano di sotto vive un carabiniere che l&#8217;ha aiutata ad affrontare quel tormento e che oggi \u00e8 diventato il suo nuovo compagno. <strong>Una notte alle 3.00<\/strong>, <strong>Milena ha chiesto il suo aiuto. Era in pigiama, urlava e piangeva<\/strong> perch\u00e9 l&#8217;uomo che viveva con lui\u00a0le aveva sequestrato la borsa. Il motivo? La cugina le aveva prestato dei soldi per andare via da quella &#8220;prigione&#8221; e trovare una nuova sistemazione. Milena voleva scappare lontano\u00a0da quell&#8217;incubo fatto di gelosia, oppressione e continue violenze fisiche e verbali: &#8220;<em>voglio sapere a cosa servono quei soldi, l&#8217;ammazzo, se se ne va l&#8217;ammazzo<\/em>&#8220;.\u00a0Ma Milena era decisa: &#8220;vado via da quella vita di botte e dolore&#8221;.<\/p>\n<p>La sua storia la raccontiamo perch\u00e9 ha un<strong> particolare comune<\/strong> ad altre decine e decine di storie:<strong> undici denunce, lui a piede libero<\/strong> che continua a minacciarla e che tre giorni fa l&#8217;ha nuovamente aggredita. In Italia purtroppo, la violenza sulle donne ancora non \u00e8 riconosciuta come &#8216;reato&#8217; fino a che non ti uccidono o ti sfregiano&#8230;\u00a0Milena \u00e8 andata via, il nuovo appartamento l&#8217;ha preso in affitto ma il suo incubo non \u00e8 finito. Il compagno violento\u00a0\u00e8 tornato a vivere dalla madre per un periodo di tempo e nonostante le denunce nei suoi confronti \u00e8 ancora a piede libero. I <strong>carabinieri<\/strong> non hanno fatto altro che <strong>&#8216;chiamarlo&#8217; e &#8216;redarguirlo<\/strong>&#8216;. Tutto qui.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-144559 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG-20170326-WA0007.jpg\" alt=\"IMG-20170326-WA0007\" width=\"546\" height=\"414\" title=\"\"><\/p>\n<p>Milena \u00e8 nata a Maier\u00e0 ma vive a Scalea. Ha vissuto per sette anni\u00a0maltrattamenti, gelosie e scatti di rabbia. In questa storia c&#8217;\u00e8 in ballo il coraggio di una donna che \u00e8 soprattutto mamma. Ieri dopo <strong>aver denunciato il suo ex 12 volte<\/strong>, ha deciso di lasciare un messaggio chiaro e forte &#8220;<em><strong>Io non ho pi\u00f9 paura<\/strong><\/em> &#8211; mi scrive Milena &#8211; <em><strong>non mi interessa se scateno l&#8217;inferno perch\u00e9 l&#8217;inferno l&#8217;ho gi\u00e0 visto, vissuto, toccato, annusato ma adesso sto cercando di uscirne e di togliermelo da dosso<\/strong><\/em>&#8220;.\u00a0L&#8217;ex compagno\u00a0da mesi non versa il mantenimento per la piccola e va dicendo in giro che non lo far\u00e0 fino a che non vedr\u00e0 la bambina. E cos\u00ec Milena vive\u00a0e tira avanti con il solo stipendio del suo nuovo compagno.<\/p>\n<h3>Quando lui prese la bambina: &#8220;non la vedi pi\u00f9&#8221;<\/h3>\n<p>Nella difficile causa\u00a0per l&#8217;affido della piccola\u00a0era stato deciso che il padre, avrebbe potuto trascorrere con lei i weekend. Ma un bel giorno di dicembre del 2015\u00a0&#8220;<em>ha sottratto mia figlia e l&#8217;ha letteralmente rinchiusa a casa di sua madre<\/em> &#8211; mi racconta Milena &#8211;<em> per un mese e mezzo<\/em> (dagli inizi di dicembre ho rivisto mia figlia a met\u00e0 gennaio). <em>Ho sporto denuncia e chiesto aiuto agli assistenti sociali. Sono intervenuti i carabinieri per sapere come stava visto che non portava pi\u00f9 la piccola all&#8217;asilo e la teneva chiusa in casa&#8230; ma non hanno fatto nulla<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Milena queste cose me le scrive in privato. La donna\u00a0<strong>non pu\u00f2 parlare al telefono<\/strong> perch\u00e9 ha difficolt\u00e0 a causa del dolore ad una <strong>mandibola<\/strong> dopo il colpo ricevuto. Scrive e mi racconta delle continue minacce:\u00a0&#8220;t<em>i tolgo tua figlia e non la rivedi pi\u00f9<\/em>&#8220;. Intanto avvocati e assistenti sociali le consigliano di farla vedere al padre, con la &#8216;minaccia psicologica&#8217; che potrebbero portarla in una casa famiglia. Lei non vuole ma acconsente per non perderla e lui allora ricomincia con le violenze.<\/p>\n<p>La bimba \u00e8 stata per un mese e mezzo dalla madre di lui, senza uscire, senza andare all&#8217;asilo. La piccola che aveva poco pi\u00f9 di 4 anni piangeva e si chiedeva perch\u00e9 la mamma l&#8217;avesse lasciata sola. Lui gliela faceva sentire solo per telefono e la piccola diceva alla mamma:\u00a0&#8220;c<em>he mi hai fatto&#8230;mi hai lasciato per andartene con lui<\/em>&#8220;, incalzata dal padre che gettava fango sulla sua mamma. \u00a0Nonostante i carabinieri e gli assistenti sociali siano andati a controllare le condizioni della piccola non \u00e8 cambiato nulla.\u00a0Dopo decine di incontri con avvocati, accordi e ancora &#8216;minacce psicologiche&#8217;\u00a0di affidare la bimba ad una casa famiglia se la situazione non si fosse sistemata, arriva un giorno in cui l&#8217;ex decide di contattare Milena. L&#8217;ennesima\u00a0telefonata minatoria: &#8220;<strong>o<em>ggi vieni dall&#8217;avvocato firma la custodia perch\u00e9\u00a0altrimenti ti devo solamente sparare<\/em><\/strong>&#8220;. <strong>E ancora: &#8220;<em>non ti permettere di venire ad abitare nel palazzo tu e quell&#8217;infame bastardo che ti faccio passare i guai tuoi<\/em><\/strong>&#8220;. Una conversazione che anche il primo figlio di Milena che ha 14 anni (avuto da una precedente relazione e sentito da inquirenti e assistenti sociali) ha ascoltato. Oppure quando l&#8217;uomo passando con la figlia in auto vede la coppia fare la spesa e rivolgendosi alla bimba le dice:\u00a0&#8220;<strong><em> eccola la vedi<\/em> <em>tua madre \u00e8 una &#8216;zoccola&#8217;, una &#8216;puttana&#8217;<\/em><\/strong>\u00a0e la piccola tenta addirittura di difendere la madre. Il padre allora, secondo quanto raccontato successivamente dalla piccola al medico del Pronto soccorso, le molla uno schiaffone in faccia, cos\u00ec forte che le rompe i capillari delle guance. La bambina per\u00f2 non ha il coraggio di raccontare tutto alla mamma che insieme al nuovo\u00a0compagno la portano in ospedale.\u00a0Lui \u00e8 ancora libero e noi speriamo che qualcuno lo tenga lontano da lei e da sua figlia perch\u00e9 l&#8217;ultima aggressione, dopo ben 11 denunce, risale solo a venerd\u00ec scorso.\u00a0<strong>A molte donne uccise, sfregiate perseguitate \u00e8 comune questo particolare: tutte avevano denunciato ma poi?<\/strong><\/p>\n<p>Questa la vita di soprusi di\u00a0Milena che ha voluto lanciare il suo messaggio di aiuto e dolore\u00a0su Facebook a centinaia di donne, mamme, che l&#8217;hanno abbracciata virtualmente (con oltre 300 commenti di affetto). Ma altrettanti sono i post in cui le donne chiedono che lo Stato sia presente per prevenire fenomeni di violenza prima che sia troppo tardi prima che si debba parlare dell&#8217;ennesimo caso di femminicidio. <strong>Noi speriamo che la storia di Milena sia utile anche a tutte le donne che vivono la sua stessa situazione <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>La redazione di QuiCosenza.it resta a completa disposizione per la replica ad un\u2019eventuale differente versione dei fatti qui raccontata.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2552\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il caso di Milena, replica il legale dell\u2019ex compagno: \u201caccuse gravi, dovr\u00e0 assumersi le sue responsabilit\u00e0\u201d<\/a><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conoscere l&#8217;uomo sbagliato, provare a chiudere\u00a0una storia fatta di violenza e umiliazioni, vivendo\u00a0il dramma di non riuscire\u00a0a voltare pagina anche perch\u00e9 non sei tutelata e\u00a0la tua disperata richiesta di aiuto resta\u00a0inascoltata. 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