{"id":76990,"date":"2017-04-04T15:53:58","date_gmt":"2017-04-04T13:53:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sangue-infetto-giustizia-per-una-vittima-lasp-riconosce-responsabilita-a-breve-il-risarcimento\/"},"modified":"2023-01-16T19:29:25","modified_gmt":"2023-01-16T18:29:25","slug":"146171-sangue-infetto-giustizia-per-una-vittima-lasp-riconosce-responsabilita-a-breve-il-risarcimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/146171-sangue-infetto-giustizia-per-una-vittima-lasp-riconosce-responsabilita-a-breve-il-risarcimento\/","title":{"rendered":"&#8216;Sangue infetto&#8217;, giustizia per una vittima: l&#8217;Ospedale di Cosenza riconosce responsabilit\u00e0, a breve il risarcimento"},"content":{"rendered":"<h4>Francesco Salvo, il paziente che nel 2013 sub\u00ec una trasfusione con il presunto &#8216;sangue infetto&#8217;; ha deciso di ritirare la querela e accettare il risarcimento.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Nuovi risvolti per il processo &#8216;Sangue infetto&#8217; che vede imputati\u00a0i vertici dell\u2019Ospedale di Cosenza e di San Giovanni in Fiore. Le indagini, scaturite dalla morte di un <strong>pensionato rendese di 68\u00a0anni, Cesare Ruffolo<\/strong>; hanno fatto luce su una serie di trasfusioni che sarebbero state effettuate con sangue infetto proveniente dal centro raccolta di San Giovanni in Fiore.\u00a0Uno dei giovani, coinvolti in tali trasfusioni, fu <strong>Francesco Salvo.<\/strong> Il ragazzo, nel giugno 2013, a seguito di una trasfusione di sangue contaminato, sub\u00ec uno shock settico. Da qui la decisione di costituirsi parte civile nel processo. <strong>Oggi Salvo ha deciso di ritirare la querela.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-51124 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/tribunale-sentenza-440x246.jpg\" alt=\"tribunale-sentenza\" width=\"219\" height=\"123\" title=\"\">&#8220;La sua decisione &#8211; come ci spiega il suo legale difensore, <strong>Massimiliano Coppa<\/strong> &#8211; \u00e8 dovuta al fatto che l&#8217;Azienda ospedaliera ha proposto un risarcimento, <strong>riconoscendo le sue responsabilit\u00e0.<\/strong>&#8221; Il risarcimento (come ci spiega l&#8217;avvocato Coppa)\u00a0\u00e8 gi\u00e0 stato\u00a0quantificato, ma non pu\u00f2 essere ancora reso noto, in quanto bisogna attendere che venga formalmente accettato dalle parti &#8211; nella prossima udienza &#8211; quando converranno tutti gli imputati (oggi assenti in aula).\u00a0In ogni caso questa mattina, nel Tribunale di Cosenza, <strong>Francesco Salvo ha confermato la sua revoca di costituzione di parte civile.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">La sua storia, ormai \u00e8 nota ai molti: Francesco Salvo &#8211; a differenza del pensionato 68enne &#8211; riusc\u00ec a scampare alla morte: <strong>per fortuna, per miracolo, per prontezza di sopravvivenza; non si sa, ma quel ricordo lo conserver\u00e0 per sempre nella sua mente e nel suo cuore.<\/strong> Da allora, infatti, insieme alla famiglia Ruffolo, inizi\u00f2 la sua battaglia, per avere giustizia e per far s\u00ec che a nessun altro potesse accadere ci\u00f2 che accadde a lui e alle altre vittime di &#8216;sangue infetto&#8217;. <\/span><\/p>\n<h3><span style=\"text-decoration: underline;\">La vicenda di Salvo<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-101684 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/donatori-sangue.jpg\" alt=\"donatori sangue\" width=\"251\" height=\"209\" title=\"\">Nel giugno del 2013 Francesco Salvo ricorse all&#8217;ospedale di Cosenza per un ciclo di cure presso il centro trasfusionale. <strong>Mentre stava effettuando una emotrasfusione, venne\u00a0colto da una violenta infezione<\/strong> da S<em>erratia Marcescens\u00a0<\/em>(un Genere batterico appartenente alle <em>Enterobacteriaceae<\/em>, famiglia all&#8217;interno della quale si trovano specie batteriche Gram-negative, asporigene, aerobie\/anaerobie facoltative. <strong>Sono batteri presenti comunemente nel suolo, nelle acque superficiali e di scarico, sulle piante, negli insetti, negli animali e nell\u2019uomo<\/strong>). Tali batteri erano contenuti nel sangue inoculato al paziente come terapia salva vita. <strong>Uno strano scherzo del destino: ci\u00f2 che doveva salvarlo, stava per ucciderlo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Colto da brividi e febbre altissima, Salvo cap\u00ec subito che c&#8217;era qualcosa che non andava; <strong>per istinto di sopravvivenza chiuse l&#8217;ago che aveva in vena<\/strong>, collegato alla sacca. Per oltre 40 giorni lott\u00f2 tra la vita e la morte, in stato di coma e si salv\u00f2 grazie a forti cure antibiotiche. <strong>Secondo l&#8217;accusa Ruffolo effettu\u00f2 la stessa trasfusione che lo port\u00f2 al decesso. Il suo destino fu pi\u00f9 crudele.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con il rito ordinario, sul banco degli imputati, ci sono l&#8217;ex direttore dell&#8217;Unit\u00e0 di immunoematologia dell&#8217;Annunziata, <strong>Marcello Bossio<\/strong>; il dirigente medico in servizio all&#8217;ospedale di San Giovanni in Fiore, <strong>Luigi Rizzuto e Osvaldo Perfetti<\/strong> direttore medico del presidio unico dell&#8217;Annunziata. Gi\u00e0 giudicati, invece, quelli che avevano optato per l&#8217;abbreviato. <strong>Oggi Salvo ritira la querela e attende il risarcimento (che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni), ponendo la parola fine al suo calvario.<\/strong>\u00a0<span style=\"line-height: 1.5;\">Il processo riprender\u00e0 il prossimo 2 maggio, in quel giorno\u00a0saranno ascoltati i consulenti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Immagini di repertorio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Salvo, il paziente che nel 2013 sub\u00ec una trasfusione con il presunto &#8216;sangue infetto&#8217;; ha deciso di ritirare la querela e accettare il risarcimento.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":76991,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,571],"tags":[],"class_list":["post-76990","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76990"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76990\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76991"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}