{"id":77205,"date":"2017-04-16T05:38:20","date_gmt":"2017-04-16T03:38:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/riti-tradizioni-gastronomiche-nella-pasqua-calabrese\/"},"modified":"2023-01-16T19:29:39","modified_gmt":"2023-01-16T18:29:39","slug":"147131-riti-tradizioni-gastronomiche-nella-pasqua-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/147131-riti-tradizioni-gastronomiche-nella-pasqua-calabrese\/","title":{"rendered":"Nutri Menti &#8211; Alla scoperta delle tradizioni gastronomiche della Pasqua calabrese"},"content":{"rendered":"<h4>La Calabria \u00e8 una terra di storie millenarie e di culture che s\u2019intrecciano: qui le diverse dominazioni hanno lasciato tracce indelebili nella lingua, nelle tradizioni e nei culti che animano ogni singolo paese.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cibo dei calabresi negli anni non si \u00e8 molto modificato, i vari piatti hanno origini diverse sulla base dei popoli che hanno abitato in questa regione, come i Greci e gli Arabi. La<strong> cucina calabrese<\/strong>, che \u00e8 il risultato di pi\u00f9 di 2.000 anni di storia, \u00e8 anche strettamente collegata alla vita religiosa e spirituale e comporta regole e abitudini spesso legate alle ricorrenze che risalgono ai tempi antichi. Il periodo pasquale offre l\u2019opportunit\u00e0 di entrare in contatto con alcune di queste culture, anche gastronomiche.<\/p>\n<h2>La Pasqua dei riti e delle tradizioni<\/h2>\n<p>Un tempo le case dei contadini a Pasqua emanavano un intenso profumo di pane. La sua presenza sulla tavola pasquale, infatti, aveva un forte significato votivo, richiamando il ricordo, perpetuato dalla cristianit\u00e0, della prodigiosa germinazione del grano, e, quindi, del pane azzimo. La festa della Pasqua e della sua cucina \u00e8 legata anche alle \u201cprimizie\u201d dei campi e degli orti che un tempo lontano costituivano anche le offerte alle divinit\u00e0 pagane della natura. Queste primizie s\u2019incontrano sulle tavole del grande pranzo della domenica di Pasqua: ritroviamo cos\u00ec il pane, a simbolizzare le spighe di grano, le erbe novelle, le uova e gli agnelli. In particolare l\u2019uovo rimanda a simbolismi di rinascita e rinnovamento della vita e della natura, mentre l\u2019agnello richiama il simbolo universale del sacrificio biblico. Le tradizioni pasquali calabresi prevedono anche piatti salati come la cosiddetta \u201cpitta china\u201d, un impasto di pasta di pane e strutto lavorato e messo in forno con dentro diversi ripieni, i cui componenti (olive, cipolla di Tropea, alici, frittole, uovo e salame) variano in base alla zona di provenienza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-147135 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Cupeta-1.jpg\" alt=\"Cupeta 1\" width=\"259\" height=\"194\" title=\"\"><\/p>\n<h3>I dolci pasquali della tradizione calabrese<\/h3>\n<p>Il meglio della tradizione gastronomica pasquale, per\u00f2, \u00e8 costituito certamente i dolci, di varie forme e sostanza, tutti ancora preparati secondo le usanze che continuano a tramandarsi immutate nelle famiglie calabresi. Essi sono prevalentemente preparati senza zucchero ma utilizzando dolcificanti naturali come il miele, lo sciroppo di fichi, il mosto. Nella maggioranza di tali preparazioni forte \u00e8 il legame con il mondo contadino, anche se non poche specialit\u00e0 testimoniano riferimenti culturali arabi, come la pasta di mandorle o l\u2019utilizzo di miele, mandorle, scorzette di arancio e semi di sesamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proviamo allora a elencare i pi\u00f9 famosi e diffusi nella regione.<\/p>\n<p><strong>Biscotti alle Mandorle e olio di oliva<\/strong><br \/>\nDolci tipici Pasquali. Fatti a mano e rigorosamente con olio extravergine di oliva.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-147132 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Cici-1.jpg\" alt=\"Cici 1\" width=\"309\" height=\"147\" title=\"\">Cici<\/strong><br \/>\nNei centri Arb\u00ebresh\u00eb i dolci tipici pasquali pi\u00f9 diffusi sono i \u201cCici\u201d, variante dei cuculi calabresi, ma in preparate in varie forme secondo la persona che era destinata a riceverli. Cos\u00ec c\u2019\u00e8 la \u201cpulza\u201d, Cici a forma di gallina mentre quelli chiamati \u201cshporteza\u201d hanno la caratteristica forma di paniere. I Cici, per tradizione che comprendeva tutti i dolci pasquali, non potevano essere toccati e assaggiati fino al Sabato Santo dopo mezzogiorno.<\/p>\n<p><strong>Ciciriati<\/strong><br \/>\nDolci tipici della tradizione Arb\u00ebresh\u00eb, di provenienza dalle zone del Vibonese e del Reggino, il cui impasto contiene ceci, caff\u00e8, noci e cacao.<\/p>\n<p><strong>Cuculi<\/strong><br \/>\nAnch\u2019essi tipici dolci pasquali calabresi sono fatti con la pasta di pane piuttosto zuccherata, aggiungendo qualche goccia di anice e di scorza di limone per dargli una caratteristica nota di sapore. Nella zona del reggino assumono la denominazione di Cuddhuraci o Cudduredda. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-147134 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Cuculi-1.jpg\" alt=\"Cuculi 1\" width=\"223\" height=\"167\" title=\"\">La loro composizione li rende modellabili in varie forme e dimensioni. Tutti per\u00f2 sono caratterizzati dall\u2019uovo adagiato prima della cottura che, nel forno, diviene sodo.<br \/>\nEssi simboleggiano la resurrezione e la fine del periodo di Quaresima, mentre il numero delle uova utilizzato, secondo la tradizione, assume un significato ben preciso nelle varie situazioni in cui \u00e8 regalato. Ad esempio se una suocera regalava al futuro genero un cuculo con sette uova voleva dire che il futuro matrimonio era oramai prossimo.<\/p>\n<p><strong>Cupeta<\/strong><br \/>\nSi tratta di un torrone tipico di Montepaone (CZ), preparato con sesamo, mandorle, miele, farina e, secondo i gusti, con vino cotto e altri aromi per dare un tocco di sapore pi\u00f9 intenso. La ricetta viene ancora oggi tramandata dai cosiddetti \u201cmaestri copetai\u201d.<\/p>\n<p><strong>Crustuli (Crustoli)<\/strong><br \/>\nSi tratta di biscotti fritti immersi nel miele e tenuti a bagnomaria per farli unire gli uni agli altri creando una specie di mandorlato.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147136 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/cuzzupe-calabresi-1.jpg\" alt=\"cuzzupe-calabresi 1\" width=\"204\" height=\"121\" title=\"\">Cuzzupe <\/strong><em>(Gute o Sgute o \u2018ngute)<\/em><br \/>\nDolci pasquali simili ai Cuddhuraci sono preparati con latte, farina, uova, olio o strutto, lievito, zucchero e simboleggiano la fine del digiuno di Quaresima. Pu\u00f2 avere varie a forme e ha sempre al centro un uovo che la tradizione vuole porti fortuna. Si usa amalgamare l&#8217;impasto nei primi giorni della Settimana Santa in modo tale da poter degustare il dolce per il Venerd\u00ec Santo o per la Domenica di Pasqua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Jaluni<\/strong><br \/>\nDolci preparati nelle aree grecaniche della provincia di Reggio Calabria con la ricotta e cosparsi di abbondante zucchero a velo.<\/p>\n<p><strong>Mostaccioli<\/strong> <em>(Mostazzoli, &#8216;Nzuddha, Mastazzuolu o Mustazzuali)<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-147137 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mostaccioli-1.jpg\" alt=\"Mostaccioli 1\" width=\"194\" height=\"130\" title=\"\"><\/em><br \/>\nAltro dolce tipico di Pasqua, anche se \u00e8 preparato e consumato in altri periodi, \u00e8 un tipo di biscotto a base di miele, particolarmente malleabile e modellato in varie forme: figure femminili, colombe, cavallo, pesce, capra, gallo. I mostaccioli sono prodotti impastando il miele di fichi con farina, zucchero, mandorle (o noci), chiodi di garofano e scorze di arancia o limone. L&#8217;origine dei mostaccioli \u00e8 greca (mustacea) e sono tipici della zona di Soriano Calabro, dove furono introdotti probabilmente nel 1500 dai Padri Domenicani e da allora sono preparati seguendo la ricetta originaria.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-147138 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Ncinetti-2.jpg\" alt=\"Ncinetti 2\" width=\"201\" height=\"129\" title=\"\">&#8216;Ncinetti<\/strong><em> (Susumelle o ngiloppate)<\/em><br \/>\nSono biscotti tipici della provincia di Vibo Valentia, preparati con vaniglia, uovo e burro e ricoperti con glassa di zucchero. Diffusi anche in altre parti della Calabria, di solito erano preparati nel periodo che precedeva la domenica delle Palme e consumati fino al giorno di Pasqua.<br \/>\nQueste ciambelle, decorate con confettini colorati, erano preparate anche per i matrimoni, dove erano regalati a tutti gli invitati al banchetto nuziale.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-147139 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/nepitelle-2.jpg\" alt=\"nepitelle 2\" width=\"282\" height=\"152\" title=\"\">Nepitelle<\/strong><br \/>\nTipiche delle provincie di Catanzaro e di Crotone, sono dolci di pasta sfoglia a forma di mezzaluna e ripieni di noci, mandorle, uva sultanina, fichi secchi e cioccolato. L\u2019impasto \u00e8 spesso addensato con liquore dolce o vino cotto e miele. L\u2019origine potrebbe essere araba, mentre il nome si richiama al latino nepitedum, \u201cla palpebra degli occhi\u201d.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-147140 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/pastiera-1.jpg\" alt=\"pastiera 1\" width=\"196\" height=\"134\" title=\"\">Pastiera alla reggina<\/strong><br \/>\nDolce tipico del periodo pasquale di derivazione napoletana \u00e8 uno dei dolci pasquali tipici della zona reggina. \u00c8 una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta di pecora, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte. \u00a0La pasta frolla esterna \u00e8 croccante mentre il ripieno \u00e8 morbido.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147142 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Riganella-1.jpg\" alt=\"Riganella 1\" width=\"191\" height=\"143\" title=\"\">Riganella<\/strong><br \/>\nNei Centri arb\u00ebreshe questa torta ripiena di uva passa e noci a forma di spirale \u00e8 molto apprezzata.<\/p>\n<p>Il sapore prevalentemente dolce \u00e8 contrastato da note salate dell\u2019origano che \u00e8 utilizzato nell\u2019impasto del ripieno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Calabria \u00e8 una terra di storie millenarie e di culture che s\u2019intrecciano: qui le diverse dominazioni hanno lasciato tracce indelebili nella lingua, nelle tradizioni e nei culti che animano ogni singolo paese.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":77206,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[34,45],"tags":[],"class_list":["post-77205","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-magazine","category-nutrimenti"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77205\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}