{"id":77314,"date":"2017-04-17T05:45:57","date_gmt":"2017-04-17T03:45:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/dongoco-rapper-psicologo\/"},"modified":"2023-01-16T19:29:47","modified_gmt":"2023-01-16T18:29:47","slug":"147580-dongoco-rapper-psicologo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/147580-dongoco-rapper-psicologo\/","title":{"rendered":"L&#8217;INTERVISTA a DonGoc\u00f2, il rapper-psicologo ci racconta la sua ArteteRAPia"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Calabrese doc, e grande amante della sua terra, \u00e8 riuscito a creare una perfetta armonia tra una professione difficile e una passione, quella per la musica rap, che va ben oltre le rime\u2026<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COSENZA (CS) \u2013 <\/strong>Si chiama<strong> Antonio Turano<\/strong>, in arte <strong>DonGoc\u00f2<\/strong>. \u00c8 un rapper di origini calabresi, di Roggiano Gravina per la precisione. \u00c8 uno di quelli bravi, che con le rime ci sa fare; sin da quando, negli anni 90, si avvicina per la prima volta a questa disciplina, calcando palchi improvvisati e teatri di periferia, poi diventati sale piene di spettatori, tutti rapiti dal ritmo e dalle parole.<\/p>\n<p>Fin qui, tutto nella norma. Sembra la vita di un ragazzo qualsiasi che muove i primi passi nella cultura hip-hop. Ma Antonio \u00e8 bravo, lo abbiamo detto, e ha qualcosa in pi\u00f9: quel <em>quid<\/em> che lo spinge a trasferirsi a <strong>Roma<\/strong> e a crescere nella musica\u2026 e nello studio!<br \/>\nMigliora come rapper, registra nuovi brani e video, e<strong> si laurea in Psicologia Clinica nel 2009<\/strong>. Segue un master e inizia a lavorare come psicologo, riuscendo a coniugare la sua passione per le note con il percorso professionale. Vive tra due mondi, uniti e separati: si divide tra club, serate musicali, lavoro in studio, centri diurni e comunit\u00e0\u2026 E nelle ultime settimane, inaugura l\u2019applicazione pratica di quella che lui stesso chiama \u201c<strong>ArteteRAPia<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Nel suo ultimo lavoro, \u201c<strong>Conclamata Normalit\u00e0<\/strong>\u201d, e in particolare nel singolo \u201c<strong>ThisAbility<\/strong>\u201d, riversa tutta la sua creativit\u00e0 e la sua preparazione, lanciando allo stesso tempo un messaggio importantissimo e profondo: \u201c<em>in ogni disabilit\u00e0 ci sono delle abilit\u00e0 sulle quali si dovrebbe mettere a fuoco il proprio obiettivo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo fatto \u201cquattro chicchiere\u201d con lui\u2026<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147582 size-medium alignright\" title=\"rapper\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Antonio-Turano-3-420x280.jpg\" alt=\"Antonio Turano (3)\" width=\"420\" height=\"280\" \/><\/p>\n<p><strong>Come sei riuscito a far convivere la passione per il rap con il percorso professionale?<br \/>\n<\/strong>Credo che le due cose siano nate in me pi\u00f9 o meno contemporaneamente. Nel video \u201cPratiche Inevase\u201d, nelle prime immagini, si vede un testo stampato che si chiama \u201cDistorsioni Mentali\u201d. \u00c8 stato uno dei primi testi che ho scritto, e diciamo che il titolo lascia poco spazio all\u2019immaginazione sul tema che pu\u00f2 trattare. All\u2019epoca non conoscevo ancora la psicologia e tanto meno avevo mai sentito parlare di \u201carteterapia\u201d &#8211; (avevo 16\/17 anni) &#8211; ma il tipo di interessi che avevo era gi\u00e0 abbastanza chiaro a rileggerlo oggi&#8230;<\/p>\n<p><strong>E poi cos\u2019\u00e8 successo?<br \/>\n<\/strong>Questa mia inclinazione \u00e8 stata foraggiata anche dagli incontri fondamentali che ho fatto nel mio percorso di studi. In primis, la cattedra di psicofisiologia clinica di Vezio Ruggeri all\u2019universit\u00e0 nella quale ho fatto un lungo e intenso percorso formativo scolastico ed extrascolastico, perch\u00e9 contagiato dalla passione di questo Prof. con la P maiuscola. Da lui, e dal modello di arteterapie ad orientamento psicofisiologico bioesistenzialista che ha formulato negli anni, ho appreso principalmente che non \u00e8 importante quale strumento si utilizza nella creazione di una relazione terapeutica, ma che \u00e8 fondamentale il pensiero che guida l\u2019intervento. Tecnicamente viene detto \u201crazionale\u201d ed \u00e8 ci\u00f2 tramite cui si d\u00e0 un senso ad ogni processo che si attiva o si sostiene nel lavoro&#8230;<\/p>\n<p><strong>In pratica come funziona?<br \/>\n<\/strong>Beh, senza entrare troppo in terminologie tecniche, tutto si pu\u00f2 riassumere in una frase che sentii da lui in una delle prime lezioni e che mi apr\u00ec un mondo (e un <em>modo!<\/em>): \u201c<em>Non \u00e8 importante quale strumento artistico si utilizza per un percorso arteterapeutico, ma il modo nel quale si utilizzano i diversi aspetti di qualsivoglia strumento. Se il modo \u00e8 adeguato al percorso e sostenuto da un pensiero, anche la \u2018pacca sulla spalla terapia\u2019 pu\u00f2 essere giusta<\/em>\u201d. In quel periodo io gi\u00e0 da anni sperimentavo in prima persona, per molti aspetti inconsapevolmente, gli effetti terapeutici e trasformativi che aveva il Rap. Mi sono allora sentito autorizzato a provare a pensare se la cosa avesse potuto avere dei riferimenti scientifici, e se si potesse considerare al pari di qualsiasi altra forma di arteterapia. E lo \u00e8 assolutamente.<\/p>\n<p><strong>Quindi, possiamo dire che l\u2019ArteteRAPia \u00e8 una forma di arte-terapia? Un po\u2019 come la musico-terapia e la teatro-terapia?<br \/>\n<\/strong>Esatto. Ma forse \u00e8 doveroso dedicare ancora due paroline per spiegare in dettaglio cosa si intende per arteterapia.<br \/>\nPer definizione \u00e8 una disciplina, ormai non pi\u00f9 giovanissima, ma ancora poco conosciuta. Ed \u00e8 importante, pur rischiando di apparire banali, specificare che la musico-terapia, ad esempio, non \u00e8 ascoltare la musica per stare meglio, n\u00e9 tanto meno farsi una suonata per non pensarci (anche se pu\u00f2 aiutare &#8211; <em>ride, ndr<\/em>).<br \/>\nStiamo parlando di discipline scientifiche che percorrono le stesse strade che percorre la psicoterapia, ma utilizzano linguaggi (e quindi mezzi) diversi. I mezzi, gli strumenti, sono quelli artistici specifici di ogni disciplina.<br \/>\nL\u2019ArteteRAPia, per come la intendo io, mantiene la parola ARTE nel suo significato pi\u00f9 antico e completo del creare dando ordine. Nasce dall\u2019esperienza sul campo. Nel lavoro, fin da prima di terminare gli studi, ho man mano ritrovato degli indizi. In qualsiasi tipo di lavoro facessi, utilizzando diversi strumenti come la creta, il teatro, il disegno, e il gioco.<br \/>\nIn circa 10 anni di diverse esperienze, questi indizi messi insieme hanno costruito in me la consapevolezza e il <em>modo<\/em> in cui il Rap potesse essere applicato al pari di qualsiasi altra arteterapia gi\u00e0 riconosciuta. Ne ritrovavo elementi in ogni tipo di intervento, dall\u2019assistenza al disabile grave, con il quale era possibile superare momenti critici tramite una filastrocca ritmata che restituiva a lui il senso di quello che stava accadendo, al gioco con la bambina che con un ritardo del controllo degli sfinteri imparava a gestirli dopo un percorso di quella che, volendo, si potrebbe anche definire \u201cfilastrocca camminata a tempo\u201d, ma che in sostanza aveva dentro di se tutta la prosodia e la gestualit\u00e0 di un rap elementare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-147583 size-medium aligncenter\" title=\"rapper\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Antonio-Turano-2-420x280.jpg\" alt=\"Antonio Turano (2)\" width=\"420\" height=\"280\" \/><\/p>\n<p><strong>Quindi il Rap si sposa a dovere con tutto ci\u00f2?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec. E io ho messo insieme i pezzi, tradotto (anzi ritrovato) alcuni concetti teorici della psicofisiologia, della psicodinamica, della gestalt e di altri approcci. Li ho ritrovati in forme molto evidenti nel Rap che credevo una disciplina veramente semplice e che, invece, come tutte le cose semplici, aveva dentro di s\u00e9 una meravigliosa complessit\u00e0. E la meraviglia pi\u00f9 grande fu quando mi accorsi che nella parola \u201carteterapia\u201d, il \u201crap\u201d c\u2019era gi\u00e0\u2026 bisognava solo metterlo a fuoco!<\/p>\n<p><strong>Se qualcuno volesse approfondire?<br \/>\n<\/strong>Se qualcuno fosse interessato a spunti pi\u00f9 specifici, rileggendo i vari processi che si mettono in atto con questa disciplina, dalla scrittura espressiva all\u2019interpretazione del testo, dalla ripetizione di brani scritti all\u2019improvvisazione a tempo, si ritrovano diversi aspetti che vanno a contribuire al benessere psicofisico dell\u2019individuo.<br \/>\nSe gi\u00e0 molti studi (da Pennebaker, 1986 a Solano 2005) hanno evidenziato gli effetti benefici che la scrittura espressiva ha per la rielaborazione di eventi traumatici e ristrutturazione cognitiva ed emotiva, questo si arricchisce degli aspetti relativi al tema del <em>contatto e dell\u2019appoggio <\/em>quando ci si esprime su una base (\u201csicura\u201d direbbe Bowlby) musicale.<br \/>\nLa relazione tra il recettore (cantante) con lo stimolo (base, strumentale) \u00e8 regolata dall\u2019attivit\u00e0 corporea che con micro e macro movimenti si riorganizza per interpretarne la forma e poterci dialogare al fine di un\u2019esperienza integrata (Ruggieri,1997); questo \u00e8 vero nell\u2019interpretare il proprio testo e tanto pi\u00f9 nell\u2019arte dell\u2019improvvisazione (freestyle) praticata anche in vere e proprie battaglie verbali che, oltre a stimolare i processi cognitivi, favoriscono la modulazione di vissuti aggressivi per poter dar loro una forma espressiva.<\/p>\n<p><strong>Come passi le tue giornate?<br \/>\n<\/strong>Principalmente svolgendo il mio lavoro da psicologo arteterapeuta in diversi contesti. Mi muovo tra il mio studio nel quale ricevo clienti di qualsiasi et\u00e0, coppie e famiglie per percorsi psicologici; centri di aggregazione giovanile nei quali conduco laboratori artistici e in particolare di Rap cos\u00ec come anche in comunit\u00e0 terapeutiche per adolescenti, in un Punto Luce di Save the Children (spazio ad \u201calta densit\u00e0 educativa\u201d che offre sostegno a bambini e famiglie di quartieri svantaggiati) e in altri spazi.<br \/>\nPoi, in alcuni centri diurni disabili nei quali faccio principalmente supervisione a gruppi di arteterapia, e in diversi contesti faccio formazione per corsi professionalizzanti rivolti ad OSS, psicologi, animatori sociali e altre figure.<br \/>\nIn questo la tecnologia mi assiste e, quindi, tra uno spostamento e l\u2019altro registro memo vocali con il Bluetooth che poi trascrivo e in studio con la mia band Dongo&amp;Co\u2019 prendono forma di canzoni.<\/p>\n<p><strong>Giusto, \u201cla tua band\u201d! Il tuo nuovo singolo si chiama \u201cThisAbility\u201d\u2026<br \/>\n<\/strong>S\u00ec. \u00c8 un brano nato anni fa quando lavoravo nella casa famiglia Oikos, che \u00e8 poi stato il set del videoclip (lo era stato anche nel 2013 del video di \u201cRimando su\u201d). L\u00ec avevo un ruolo di operatore di base che nell\u2019immaginario comune, purtroppo, \u00e8 ancora spesso associato a un lavoro di ripiego, mentre, nella mia esperienza ne ho constatato il grandissimo valore. Un lavoro per niente facile, che richiede grande professionalit\u00e0, tanto che meriterebbe un riconoscimento sociale (e quindi economico) al pari di un qualsiasi altro professionista!<br \/>\n\u00c8 un\u2019esperienza formativa di valore inestimabile che consiglio a tutti quelli che voglio fare un lavoro come quello dello psicologo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MUa7IeX9hfQ\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Immaginavi tutto questo da bambino?<br \/>\n<\/strong>Ho sempre avuto a che fare con quelli che all\u2019epoca venivano chiamati \u201chandicappati\u201d, poi \u201cportatori di handicap\u201d, poi \u201cdisabili\u201d, poi \u201cdiversamente abili\u201d\u2026 insomma \u201cpersone diverse dalla normalit\u00e0 a cui siamo abituati\u201d. E fin da piccolo, essendo appunto un bambino, a volte, non ne notavo la disabilit\u00e0, semplicemente qualcuno poteva starmi pi\u00f9 simpatico e qualcuno meno, proprio come tutte le persone. Poi crescendo ho visto quelle persone diventare \u201cdisabili\u201d ai miei occhi, perch\u00e9 mentre io crescevo loro rimanevano in quello stato e ne notavo la diversit\u00e0, la difficolt\u00e0 a potermi comportare con loro come mi comportavo con gli altri. Allora, se qualche anno prima quella persona per me non era disabile, e ora, pur essendo uguale a prima, lo era, allora ero io che avevo cambiato punto di vista.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato un passaggio che mi ha fatto crescere con questa forte convinzione che ho poi ritrovato in diverse esperienze della mia vita, perch\u00e9 quando una cosa ce l\u2019hai in testa poi la ritrovi nel mondo.<br \/>\nAll\u2019Oikos ho ritrovato questo modo di vedere la disabilit\u00e0 e quindi la necessit\u00e0 di entrare in relazione con una persona, al di l\u00e0 del disagio che porta, fisico o mentale, e non identificarlo con il suo disagio, ma per le sue caratteristiche, preferenze, gusti e capacit\u00e0. Ecco quindi che mettendo il focus, nel video, l\u2019obbiettivo della telecamera, sulle abilit\u00e0 di ogni persona, non se ne notano pi\u00f9 le disabilit\u00e0, ma le This (queste) Abilit\u00e0!<\/p>\n<p><strong>\u00c8 una questione di punti di vista!<\/strong><br \/>\nNell\u2019Oikos, oltre tutte le abilit\u00e0 quotidiane di gestione della casa che gli ospiti sperimentano, \u00e8 nata da qualche anno una ciclofficina nella quale alcuni di loro lavorano. Ovviamente, sono seguiti da un esperto ciclista e da operatori esperti e appassionati che fanno s\u00ec che l\u00ec avvenga la magia del restauro di vecchie bici, che passando anche sotto le mani di persone \u201caltrimenti disabili\u201d riprendono vita.<\/p>\n<p><strong>All\u2019interno del pezzo, reciti: \u201c<em>ho creduto in poche cose, da sempre le stesse\u2026<\/em>\u201d. Quali sono queste poche cose?<br \/>\n<\/strong>La frase continua con \u201c<em>una di queste \u00e8 che davvero si cresce se si riesce a parlare non a diverse persone ma con persone diverse<\/em>\u201d. Quindi, non si \u00e8 \u201cgrandi\u201d se si arriva a un esteso pubblico, ma quando sviluppiamo la capacit\u00e0 di comunicare con persone molto diverse da noi. Questo perch\u00e9 quando si riesce ad allargare la propria capacit\u00e0 comunicativa per poter comunicare con persone che sono apparentemente diverse da noi, vuol dire che abbiamo trovato dei territori comuni.<br \/>\n\u00c8 l\u2019unico modo per potersi incontrare e creare una comunicazione.<br \/>\n\u00c8 difficile per molti, lo so, perch\u00e9 si \u00e8 spesso rigidi nelle proprie strutture, \u201cgiuste e normalizzate\u201d, cos\u00ec da non dover contattare le nostre parti meno \u201cdesiderabili\u201d\u2026<\/p>\n<p><strong>Cosa intendi per \u201cmeno desiderabili\u201d?<\/strong><br \/>\nSi sente spesso dire \u201c<em>io e Tizio siamo proprio uguali<\/em>\u201d. Si dice perch\u00e9 di ritrovano delle parti di s\u00e9 nell\u2019altro e queste \u201crisuonano\u201d dentro di noi. Ma in una persona fortemente caratterizzata ai miei occhi da un ritardo mentale riesco a ritrovare parti di me?<br \/>\nIl fatto \u00e8 che le parti che spesso arrivano prepotentemente addosso, in questi casi, sono le meno desiderabili. Certamente se devo andare a cena con una persona di grande successo sono contento perch\u00e9 in lui ritrovo o ricerco le mie parti di riuscita, narcisistiche, posso ritrovare assonanze con le quali potermi identificare per sentirmi gratificato. Ecco, la stessa cosa avviene al contrario con la disabilit\u00e0. Ma se si accetta la sfida, la prova di entrare in contatto con quelle parti cos\u00ec nostre, e cos\u00ec nascoste, che dentro di noi abbiamo rifiutato, maltrattato, ignorato, allora dobbiamo rifarci i conti e riaffrontarle, reintegrarle in noi e riappropriandoci cos\u00ec di parti che ci fanno sentire un po\u2019 pi\u00f9 completi quando usciamo da quello scambio, pi\u00f9 cresciuti.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima classica domanda: progetti per il futuro?<br \/>\n<\/strong>Al momento per il futuro solo continuare con il presente (<em>ride, ndr<\/em>).<br \/>\nOltre a continuare a portare avanti i progetti lavorativi, vorrei portare un po\u2019 in giro il live con i Dongo&amp;Co\u2019, con i quali stiamo risuonando tutto il disco \u201cConclamata Normalit\u00e0\u201d e diversi vecchi brani oltre a comporre nuove cose. Anche con loro c\u2019\u00e8, inevitabilmente, un\u2019esperienza di diversit\u00e0 che crea un risultato \u201cunico\u201d. Il batterista, Matteo Raddi, proviene dal pop rock (oltre che dal mio stesso paese\u2026 <em>ride, ndr<\/em>), il chitarrista, Angelo Magnifico, con cui ho condiviso diversi palchi e un disco nel 2006 (Popuci\u00e0 Band), oltre ad aver fatto diverse comparse in miei lavori passati come \u201cVerit\u00e0\u201d e \u201cRami\u201d (2011), proviene dal rock classica jazz. Poi al piano c\u2019\u00e8, Simone Medori, che ha una grande esperienza e un gusto latin\/flamenco\/gipsy\u2026 insomma, tante contaminazioni per un unico live davvero divertente che speriamo di riuscire a proporre in giro il pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p><strong>Grazie Antonio.<\/strong><\/p>\n<p>Chi volesse saperne di pi\u00f9 sui lavori di <strong>DonGoc\u00f2<\/strong>, pu\u00f2 visitare il suo <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2637\"><strong>canale Youtube<\/strong><\/a> o la sua <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2638\"><strong>pagina Facebook<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Calabrese doc, e grande amante della sua terra, \u00e8 riuscito a creare una perfetta armonia tra una professione difficile e una passione, quella per la musica rap, che va ben oltre le rime\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":77315,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,28],"tags":[],"class_list":["post-77314","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77314","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77314"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77314\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77315"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}