{"id":77370,"date":"2017-04-17T06:36:32","date_gmt":"2017-04-17T04:36:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/147836\/"},"modified":"2023-01-16T19:29:50","modified_gmt":"2023-01-16T18:29:50","slug":"147836-147836","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/147836-147836\/","title":{"rendered":"&#8220;Il prefetto e i briganti. La Calabria e l\u2019unificazione italiana&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Dal crollo del Regno delle Due Sicilie all&#8217;unificazione italiana che segnarono per le province meridionali un periodo di diffusa instabilit\u00e0. L&#8217;autore Giuseppe Ferraro di Longobucco, racconta l&#8217;opera del prefetto Guicciardi.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LONGOBUCCO (CS) &#8211; Giuseppe Ferraro, dottore di ricerca in storia presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi della Repubblica di San Marino, cultore della materia in Storia contemporanea presso l&#8217;Universit\u00e0 della Calabria, fa parte della redazione del \u00abGiornale di Storia contemporanea\u00bb e del comitato scientifico dell&#8217;ICSAIC. La sua tesi di dottorato, prima origine di questo libro, nel 2015 ha vinto il premio nazionale \u00abPier Paolo D&#8217;Attorre\u00bb (Ravenna). Il libro &#8220;Il prefetto e i briganti. La Calabria e l\u2019unificazione italiana (1860-1865)&#8221; si concentra su vecchie e nuove problematiche che hanno reso, fondendosi, l&#8217;amministrazione di gran parte di questo territorio difficile per i primi governi italiani.<\/p>\n<p>L&#8217;autore, Giuseppe Ferraro classe 1985, ha raccontato i dettagli del suo lavoro ai microfoni di Rlb nel corso della trasmissione Informattiva<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>[audio_mp3 url=&#8221;https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/giuseppe-ferraro.mp3&#8243;]<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-147837 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/120900051398GRA1.jpg\" alt=\"120900051398GRA1\" width=\"188\" height=\"244\" title=\"\">La classe dirigente liberale cerc\u00f2 di rimediare alla diffusa instabilit\u00e0 e conflittualit\u00e0 inviando nel Mezzogiorno prefetti, funzionari, militari di origine settentrionale per rafforzare in tal modo l&#8217;unificazione appena raggiunta. In questo contesto, nell&#8217;aprile 1861 venne nominato prefetto della provincia di Cosenza (Calabria Citra) il<strong> valtellinese Enrico Guicciardi.<\/strong> Proprio la vicenda appassionante di Guicciardi e l&#8217;utilizzo, tra le altre, di fonti storiche inedite, custodite in archivi pubblici e privati, permettono all&#8217;autore di raccontare i primi anni dell&#8217;unificazione italiana in Calabria, con particolare attenzione al brigantaggio, alla questione della terra, alla conflittualit\u00e0 tra potere politico e militare sul territorio, in uno dei momenti pi\u00f9 critici della storia d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>L&#8217;autore prende in esame il territorio di <strong>Cosenza<\/strong> e la sua provincia (la Calabria Citra), e un protagonista, Enrico Guicciardi, che per un quinquennio tenne quella prefettura, appunto tra il 1861 e il 1865, gli anni del cosiddetto grande brigantaggio. Un\u2019insolita longevit\u00e0 di funzione per quel periodo e per quelle terre che, secondo l\u2019a., fa della vicenda del prefetto valtellinese un utile punto di osservazione per ripercorrere alcuni dei grandi nodi della sempre discussa costruzione dello <strong>Stato unitario.<\/strong><\/p>\n<p>Nel momento della disgregazione politica e sociale del Meridione in bilico tra velleitarismi borbonico-pontifici, banditismo e pulsioni democratiche, tocca a \u201cesperti funzionari settentrionali\u201d il compito di ricostruire&#8221; un apparato amministrativo, una burocrazia, un esercito, una rete di comunicazione e una giurisdizione uniforme\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal crollo del Regno delle Due Sicilie all&#8217;unificazione italiana che segnarono per le province meridionali un periodo di diffusa instabilit\u00e0. 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