{"id":77417,"date":"2017-04-15T07:24:33","date_gmt":"2017-04-15T05:24:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/unical-generale-jean-su-sicurezza-e-intelligence-italia-pattumiera-nucleare-ce-rischio-attentati\/"},"modified":"2023-01-16T19:29:53","modified_gmt":"2023-01-16T18:29:53","slug":"148013-unical-generale-jean-su-sicurezza-e-intelligence-italia-pattumiera-nucleare-ce-rischio-attentati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/148013-unical-generale-jean-su-sicurezza-e-intelligence-italia-pattumiera-nucleare-ce-rischio-attentati\/","title":{"rendered":"Unical, Generale Jean su sicurezza e intelligence: &#8220;Italia pattumiera nucleare, c&#8217;\u00e8 rischio attentati&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"p1\">&#8220;Capire\u00a0il mondo attraverso l&#8217;intelligence&#8221;. Lezione di Carlo Jean al Master dell&#8217;Unical diretto da Mario Caligiuri.\u00a0<!--more--><\/h4>\n<p class=\"p1\">\n<p class=\"p1\">ARCAVACATA (CS)\u00a0&#8211; &#8220;Le dinamiche mondiali vanno comprese per quello che effettivamente sono&#8221;. \u00c8 questo l&#8217;insegnamento della lezione che <strong>Carlo Jean, Generale dell&#8217;esercito italiano e docente di geopolitica<\/strong>, ha tenuto al Master in Intelligence dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria. Introdotto dal Direttore del Master <strong>Mario Caligiuri<\/strong>, che ne ha ricordato il valore scientifico e la costante presenza fin dalla prima edizione del 2007, Jean ha illustrato il suo punto di vista sulle <strong>dinamiche mondiali e sul conseguente ruolo dell&#8217;intelligence.<\/strong> Ha iniziato spiegando il recente <strong>intervento americano in Siria, che si pu\u00f2 inquadrare in ragioni di politica interna<\/strong> (l&#8217;unit\u00e0 del partito repubblicano)<strong> e di politica estera<\/strong> (un segnale non solo alla Russia, ma anche all&#8217;Iran e alla Corea del Nord).<\/p>\n<p class=\"p1\">Ha parlato poi <strong>dell&#8217;immigrazione,<\/strong> evidenziando che in <strong>Africa<\/strong> in un secolo si passer\u00e0 dai <strong>250 milioni di abitanti del 1950 agli oltre 2,5 miliardi del 2050<\/strong>, mentre in meno di un secolo la <strong>popolazione europea \u00e8 passata dal 27 al 6 per cento della popolazione mondiale.<\/strong> &#8220;<em>Con questi numeri, come possiamo mantenere il nostro livello di benessere?<\/em>&#8221; si \u00e8 chiesto il generale. Inoltre, ha evidenziato come i flussi migratori continueranno nei prossimi anni provocando <strong>tante vittime<\/strong>, delle quelli noi vediamo, prestando attenzione, solo a quelle che si accertano nelle traversate della speranza. Si \u00e8 quindi soffermato su quello che ha definito <strong>&#8220;l&#8217;inverno mediterraneo&#8221; segu\u00ecto alle &#8220;primavere arabe&#8221;<\/strong>, frutto anche dell&#8217;illusione occidentale di esportare la democrazia attraverso i social network. In tale quadro, ha sostenuto, &#8220;il caos nel mondo arabo \u00e8 destinato a durare&#8221;, anche perch\u00e9 \u00e8 in fase di assestamento all&#8217;interno delle varie Nazioni, i cui confini sono artificiali in conseguenza delle politiche coloniali. In queste realt\u00e0, ha spiegato, la fedelt\u00e0 dei cittadini non viene rivolta allo Stato ma alle trib\u00f9, etnia, religione e clan, facendo coincidere il legame di sangue con quello politico.<\/p>\n<p class=\"p1\">Inoltre nello scontro secolare tra sciiti e sunniti, <strong>l&#8217;Iran sta registrando un peso pi\u00f9 significativo nello scacchiere del variegato mondo islamico<\/strong>, anche perch\u00e9 \u00e8 uno Stato. Ribadendo che le ragioni della potenza delle nazioni nel breve periodo \u00e8 ancora di carattere militare, nel medio periodo sar\u00e0 invece di natura economica e tecnologica e nel lungo periodo dipender\u00e0 principalmente dalla demografia. Si \u00e8 quindi soffermato sui <strong>rapporti tra Cina e India<\/strong> (le cui tensioni sono destinate ad aumentare in futuro), <strong>tra Germania e Russia<\/strong> (che da Bismarck in poi hanno avuto stretti rapporti) e <strong>tra Cina e USA<\/strong> (che con un ipotetico accordo potrebbero regolare i destini del mondo, poich\u00e9 la politica americana \u00e8 profondamente cambiata rispetto alla guerra fredda). Jean ha poi precisato che &#8220;la stabilit\u00e0 politica nelle relazioni internazionali, cos\u00ec come in quelle economiche, rappresentano elementi essenziali. In tale quadro, il ruolo dell&#8217;intelligence diventa ancora pi\u00f9 strategico di quanto fosse nel passato&#8221;. Ha quindi affrontato il tema del <strong>terrorismo che finora ha comportato un costo di circa 800 miliardi di dollari<\/strong>, soprattutto per le misure aggiuntive di sicurezza, che per i danni diretti degli attentati, determinando una variazione dell&#8217;agenda politica ed economica a livello mondiale.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-148014 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Unical-440x269.jpg\" alt=\"Unical\" width=\"523\" height=\"320\" title=\"\"><\/p>\n<p class=\"p1\">&#8220;Attualmente &#8211; ha evidenziato &#8211; le percentuali della morte per terrorismo in Occidente sono inferiori di tre volte rispetto a quelle relative alle cadute nelle vasche da bagno. Ma la percezione del <strong>\u201crischio terrorismo\u201d \u00e8 altissima e molto differente dalla realt\u00e0, orientando le scelte politiche degli Stati. Non solo i costi sono enormi, ma si diffonde l&#8217;incertezza e aumenta la paura.<\/strong> Di qui l\u2019importanza determinante della comunicazione istituzionale. Una possibilit\u00e0 potrebbe essere costituita, come nel caso britannico, dalla centralizzazione dell&#8217;informazione ufficiale, con il Governo che, fino a quando non sono chiari i fatti ed \u00e8 sfumata l&#8217;ondata emotiva, adotta il silenzio stampa&#8221;. Certamente, ha detto Jean, <strong>\u00e8 difficile contrastare il &#8220;terrorismo fai da te&#8221; e i &#8220;lupi solitari&#8221;, ma l&#8217;aumento della cultura della sicurezza \u00e8 una strategia fondamentale<\/strong>, poich\u00e9 il contrasto deve contare sulla partecipazione attiva dei cittadini. Il generale ha poi affrontato il tema <strong>dell&#8217;uscita dall&#8217;euro. Dal suo punto di vista, potrebbe rappresentare per l&#8217;Italia un colpo mortale, incidendo nella solidariet\u00e0 tra Nord e Sud del Paese.<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">E\u2019 errato attribuire all\u2019euro &#8211; ha spiegato &#8211; la scarsa crescita dell\u2019economia italiana. Lo dimostra la competitivit\u00e0 dell&#8217;industria nazionale che mai come oggi ha realizzato un avanzo commerciale tanto rilevante (55 &#8211; 60 miliardi di $). Esso \u00e8 il doppio di quello del 1991. Inoltre, ha ricordato che in Lombardia ci sono <strong>45 mila richieste di lavoro inevase e in province come quelle di Ravenna la disoccupazione \u00e8 al 4 per cento<\/strong>, mentre sono mille e cento le imprese italiane operanti in Turchia e pi\u00f9 di seicento in Egitto. Jean ha poi ricordato che<strong> l&#8217;Italia \u00e8 diventata una pattumiera nucleare<\/strong>, poich\u00e9 la mancanza di un deposito centrale di materiale nucleare rappresenta un grave problema, non tanto per le scorie della vecchie centrali, quanto per l\u2019aumento dell\u2019uso del nucleare in medicina e nell\u2019industria. Infine ha ribadito che anche nel <strong>nostro Paese c&#8217;\u00e8 il rischio di attentati<\/strong> e in questo quadro l&#8217;intelligence \u00e8 determinante anche se non si pu\u00f2 assegnarle in esclusiva questo immane compito. Esso richiede la partecipazione attiva dei cittadine da stimolare con la diffusione della cultura della sicurezza.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Capire\u00a0il mondo attraverso l&#8217;intelligence&#8221;. 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