{"id":78293,"date":"2017-05-12T04:30:02","date_gmt":"2017-05-12T02:30:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-situazione-delle-mamme-in-italia-calabria-la-peggiore-per-assistenza-a-livello-nazionale\/"},"modified":"2023-01-16T19:30:52","modified_gmt":"2023-01-16T18:30:52","slug":"153737-la-situazione-delle-mamme-in-italia-calabria-la-peggiore-per-assistenza-a-livello-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/153737-la-situazione-delle-mamme-in-italia-calabria-la-peggiore-per-assistenza-a-livello-nazionale\/","title":{"rendered":"La situazione delle mamme in Italia: Calabria la peggiore per assistenza a livello nazionale"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"line-height: 1.5;\">I\u00a0dati contenuti nel rapporto <strong>&#8220;Le equilibriste: la maternit\u00e0 tra ostacoli e visioni di futuro&#8221; sulla condizione materna in Italia, diffuso ieri da Save the Children.<\/strong><\/span><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">ROMA\u00a0&#8211; Diventano madri sempre pi\u00f9 avanti negli anni (31,7 l&#8217;et\u00e0 media al parto), spesso sono costrette a rinunciare al lavoro e al tempo libero a causa degli impegni familiari (l&#8217;Italia occupa il penultimo posto per tasso di occupazione femminile nell&#8217;UE a 28 Paesi) e di un welfare che non riesce a sostenere le donne che decidono di mettere al mondo un bambino. Sono i dati contenuti nel secondo rapporto <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">&#8220;Le equilibriste: la maternit\u00e0 tra ostacoli e visioni di futuro&#8221; sulla condizione materna in Italia, diffuso ieri da Save the Children, alla vigilia della Festa della Mamma.<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> I tre indicatori di cura, lavoro e servizi per l&#8217;infanzia della seconda edizione del Mothers&#8217; Index (Indice della Madri) italiano sottolineano come la scelta di diventare madre nel nostro Paese possa pregiudicare la condizione sociale, professionale ed economica di una donna a seconda della regione nella quale viene messo al mondo un figlio.<\/span><\/p>\n<p>Dal Rapporto di Save the Children emerge infatti, come ci siano degli <strong>squilibri regionali evidenti tra le regioni del Nord, pi\u00f9 virtuose rispetto alle regioni del Sud,<\/strong> dove la condizione delle madri fatica a migliorare. Infatti, il Trentino-Alto Adige, anche quest&#8217;anno si conferma la regione &#8220;mother friendly&#8221; per eccellenza, seguita da Valle d&#8217;Aosta, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte. Emblematico il caso del Veneto, che rispetto allo scorso anno, sale di tre posizioni (dal nono al sesto posto). E&#8217; la Sicilia a registrare la<strong> performance peggiore a livello nazionale, preceduta da Calabria<\/strong>, Puglia, Campania e Basilicata.<\/p>\n<h3><b>Calabria in coda per assistenza\u00a0<\/b><\/h3>\n<p>&#8220;La condizione delle madri in Italia \u00e8\u00a0ancora critica. <strong>Il divario tra Nord e Sud \u00e8\u00a0drammatico e inaccettabile.<\/strong> Ed in ogni caso, anche nelle regioni del Nord, siamo ancora lontani da un modello virtuoso che renda la maternit\u00e0 una risorsa piuttosto che un impedimento. Serve un impegno collettivo delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti per <strong>permettere alle mamme di vivere la gioia della maternit\u00e0\u00a0senza rinunciare alla propria vita professionale e sociale<\/strong>&#8221; dice <strong>Raffaela Milano<\/strong> Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, l&#8217;Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti.<br \/>\nUn&#8217;Italia divisa tra <strong>cura, lavoro e servizi per l&#8217;infanzia,<\/strong>\u00a0l&#8217;Indice delle Madri di Save the Children evidenzia lo stesso <strong>divario Nord-Sud<\/strong> anche nelle tre aree di indicatori prese in esame per ciascuna regione: cura, lavoro e servizi per l&#8217;infanzia. Per quanto riguarda la cura un insieme di indicatori che mettono in corrispondenza i tassi di fecondit\u00e0 delle donne con la distribuzione interna del lavoro di cura del contesto familiare diviso per entrambi i partner con una occupazione, la Lombardia risulta non solo la regione pi\u00f9 virtuosa, ma anche quella che, assieme ad Umbria (9) e <strong>Calabria (17)<\/strong> ha ottenuto un forte miglioramento dovuto soprattutto ad un abbassamento significativo dell&#8217;indice di asimmetria (distribuzione della cura e del lavoro familiare tra donne e uomini). La Sicilia, fanalino di coda della classifica generale stilata da Save the Children, mostra segni di miglioramento esclusivamente per quanto riguarda l&#8217;area della cura, per la quale occupa una posizione intermedia (12).<\/p>\n<p>I dati sull&#8217;impiego femminile rispecchiano a grandi linee l&#8217;indice generale di Save the Children, con Trentino-Alto Adige (1), Valle d&#8217;Aosta (2), Emilia-Romagna (3) e Lombardia (4) rispettivamente alle prime posizioni; questo mostra come anche <strong>nelle regioni dove l&#8217;occupazione femminile \u00e8\u00a0in aumento, i territori non riescono ad essere efficaci nel colmare il divario di genere.<\/strong> L&#8217;area dei servizi per l&#8217;infanzia , cio\u00e8 quell&#8217;area che monitora la competitivit\u00e0 delle regioni in base agli asili nido e ai servizi integrativi ed innovativi per la prima infanzia offerti, conferma Valle d&#8217;Aosta e Trentino-Alto Adige come migliori. Emblematico il caso della Toscana che, rispetto alle altre due aree di indicatori, in quella dei servizi all&#8217;infanzia si posiziona tra le prime cinque regioni virtuose. L&#8217;Emilia Romagna (9) invece, rispetto al 2016 peggiora la sua condizione sui servizi, abbassando la performance di ben tre posizioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I\u00a0dati contenuti nel rapporto &#8220;Le equilibriste: la maternit\u00e0 tra ostacoli e visioni di futuro&#8221; sulla condizione materna in Italia, diffuso ieri da Save the Children.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":78294,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-78293","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78293","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78293"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78293\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}