{"id":78646,"date":"2017-05-21T05:00:05","date_gmt":"2017-05-21T03:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/pausa-riflessione-lamicizia-davvero-amicizia\/"},"modified":"2023-01-16T19:31:14","modified_gmt":"2023-01-16T18:31:14","slug":"155250-pausa-riflessione-lamicizia-davvero-amicizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/155250-pausa-riflessione-lamicizia-davvero-amicizia\/","title":{"rendered":"Pausa di Riflessione &#8211; Quando l&#8217;amicizia \u00e8 davvero amicizia?"},"content":{"rendered":"<h4>Un po\u2019 di tempo fa, mi \u00e8 capitato di leggere un articolo che riportava un\u2019indagine del Massachusetts Institute of Tecnology di Cambridge, che metteva in luce il fatto che solo uno su due, di quelli che riteniamo amici, ricambia il nostro sentimento. Tale risultato mi porta a fare due considerazioni.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prima, \u00e8 che sapere che su due amici, uno lo possiamo considerare davvero tale, alla fine, pu\u00f2 risultare consolante (pensavo peggio). La seconda, \u00e8 che quel 50% che non ha corresponsione al nostro sentimento di amicizia si trover\u00e0 nella nostra stessa situazione, cio\u00e8 di avvertire una delusione, quando si accorger\u00e0 che la met\u00e0 di quelli che credeva suoi amici, in effetti non lo \u00e8. E cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Probabilmente, alla base di tutto, deve esserci un fraintendimento sul concetto di amicizia. Spesso, \u00e8 il nostro bisogno di avere dei riconoscimenti che ci porta a considerare amico una persona che verosimilmente non possiede neanche le caratteristiche per essere tale. Credo, infatti, che per poter ritenere qualcuno nostro amico, questi debba possedere alcuni requisiti. La mancanza di un brutto sentimento, quello dell\u2019invidia, \u00e8 la prima condizione. Gli altri elementi potrebbero essere consequenziali e potrebbero addirittura non esserci se vi fosse l\u2019invidia. Essi sono la sincerit\u00e0, l\u2019affidabilit\u00e0, l\u2019altruismo, ecc.<\/p>\n<p><strong>L\u2019affannosa ricerca di amici attraverso Facebook<\/strong>, ci fa correre il rischio di considerare amico chi non lo \u00e8, e che forse non potrebbe mai esserlo, perch\u00e9 non possiede non solo un particolare sentimento verso di noi, ma che non ha neanche una struttura tale che lo ponga tra i candidati ad avere rapporti di amicizia con chicchessia. Purtroppo per\u00f2, \u00e8 un nostro bisogno di base, dettato dalle nostre insicurezze, che ci porta a voler credere o a volere illuderci, contro ogni evidenza, di avere molti amici.<\/p>\n<p>Un elemento che contribuisce a creare tale discrepanza, tra ci\u00f2 che avvertiamo e quello che \u00e8 la realt\u00e0, nel campo dell\u2019amicizia, \u00e8 la nostra paura di mettere in crisi l\u2019immagine che abbiamo di noi stessi nel momento in cui dobbiamo ammettere che un nostro sentimento non sia corrisposto. Inoltre, soprattutto in alcuni di noi, c\u2019\u00e8 proprio un\u2019incapacit\u00e0 di percepire la mancanza di reciprocit\u00e0 nell\u2019amicizia, perch\u00e9, a volte, siamo portati a fraintendere o a sopravvalutare atteggiamenti dettati solo dall\u2019essere gentile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-155254 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/amicizia.jpg\" alt=\"amicizia\" width=\"345\" height=\"190\" title=\"\">Una sera di molti anni fa, mentre ero fermo davanti ad una discoteca, due ragazzi, neanche tanto giovani, si fermarono vicino alla mia macchina e, non notando la mia presenza, si lasciarono andare a confidenze e a consigli reciproci, parlando con voce sommessa ed accorata. Non potei fare a meno di ascoltare in parte i loro discorsi, che erano costituiti da fatti personali, quelli che spesso riteniamo inconfessabili, per pudore, per non rischiare di essere ritenuti da chi ci ascolta degli sprovveduti. Non posso nascondere che quel modo di consegnarsi l\u2019uno all\u2019altro con le loro paure e le loro debolezze, mi lasci\u00f2 sorpreso. Ma, fu nel momento in cui si salutarono per congedarsi, che rimasi veramente stupito. Mentre si allontanavano in direzione opposta, e comunque non verso la discoteca, uno dei due si volt\u00f2 e chiese all\u2019altro, questa volta ad alta voce, come si chiamasse. Non si conoscevano, non si erano mai visti prima di allora, ma avevano sentito il bisogno di mettere a nudo la loro anima. Avevano avvertito la necessit\u00e0 di vincere la paura e l\u2019angoscia della solitudine, senza dovere immergersi nell\u2019anonimato della folla illusoriamente festante.<\/p>\n<p>Molte volte, la parola amicizia viene usata impropriamente per indicare condizioni che non hanno nulla a che vedere con essa, come amori che non si vogliono rendere manifesti o relazioni coniugali che il tempo ha ormai logorato, o rapporti che prevedono scambi di favori o che in qualche modo possono risultare un giorno vantaggiosi. L\u2019amicizia vera, prevedendo la lealt\u00e0 e la sincerit\u00e0, elementi nobili ed elevati, non potr\u00e0 mai instaurarsi tra due persone che non siano simili nella virt\u00f9. Anche perch\u00e9 \u00e8 essa stessa una virt\u00f9.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 capitare, per\u00f2, che qualcuno possa cercare la nostra amicizia, per fini utilitaristici o di piacere. Questo rischio risulta pi\u00f9 contenuto, se non del tutto assente, se essa nasce quando si \u00e8 ragazzi, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 difficile che possa prevedere calcoli di convenienza.<\/p>\n<p>E\u2019 quella l\u2019amicizia pi\u00f9 sincera e pi\u00f9 duratura, quella costellata da \u201csfott\u00f2\u201d e prese in giro, a volte, anche \u201cpesanti\u201d, che vanno a toccare i punti deboli dell\u2019amico, spesso facendosi forza della presenza di altri amici, ma che non minano in nessun modo il rapporto, anzi lo fortificano. E\u2019 quella l\u2019amicizia che ci d\u00e0, nel raccontare all\u2019amico una nostra avventura straordinaria, la sensazione che essa acquisti maggiore concretezza. E\u2019 quella l\u2019amicizia che, se dovesse accadere di incontrarsi meno assiduamente di prima, a causa di impegni o di distanze, o perch\u00e9 diminuiscono gli interessi in comune, o perch\u00e9, addirittura, si acquisisce una visione della vita molto diversa, ci consentirebbe ugualmente in momenti di bisogno di poter fare affidamento l\u2019uno sull\u2019altro, perch\u00e9 essa \u00e8 basata sull\u2019affetto tra due persone dotate comunque di onest\u00e0. Ci\u00f2 \u00e8 reso possibile dal fatto che l\u2019amicizia, a differenza dell\u2019amore, nel quale si annida quasi sempre l\u2019idea del possesso e dove \u00e8 il linguaggio del corpo a farla da padrone, parla anche con il linguaggio della ragione. Per tutto questo potremmo essere d\u2019accordo con Fran\u00e7ois de La Rochefoucauld, quando dice: \u201cper raro che sia il vero amore, \u00e8 meno raro della vera amicizia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u201cI malvagi non possono avere che dei complici; i dissoluti dei compagni di bagordi;<br \/>\nle persone interessate dei soci; i politici si circondano di partigiani faziosi;<br \/>\nla massa degli sfaccendati ha delle conoscenze; i principi hanno intorno dei cortigiani.<br \/>\nSolo gli uomini virtuosi hanno amici\u201d.<\/em><br \/>\n<strong>(Voltaire)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un po\u2019 di tempo fa, mi \u00e8 capitato di leggere un articolo che riportava un\u2019indagine del Massachusetts Institute of Tecnology di Cambridge, che metteva in luce il fatto che solo uno su due, di quelli che riteniamo amici, ricambia il nostro sentimento. 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