{"id":78811,"date":"2017-05-23T16:07:26","date_gmt":"2017-05-23T14:07:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cocaina-dalla-colombia-inquirenti-seguono-il-denaro-e-trovano-larea-51-dei-narcos-video\/"},"modified":"2023-01-16T19:31:27","modified_gmt":"2023-01-16T18:31:27","slug":"156007-cocaina-dalla-colombia-inquirenti-seguono-il-denaro-e-trovano-larea-51-dei-narcos-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/156007-cocaina-dalla-colombia-inquirenti-seguono-il-denaro-e-trovano-larea-51-dei-narcos-video\/","title":{"rendered":"Cocaina dalla Colombia: &#8216;seguono&#8217; il denaro e trovano l&#8217;Area 51 dei narcos (VIDEO)"},"content":{"rendered":"<h4>Corriere diretto in Olanda per incontrare i &#8216;colombiani&#8217; fermato in auto con 390mila euro nascosti nella carrozzeria. Arrestati titolari officine specializzate in doppi fondi.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MILANO\u00a0&#8211; Operazione antidroga storica a Milano. L&#8217;operazione Area 51 scattata stamattina ha portato all&#8217;esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Direzione Investigativa Antimafia. I destinatari sono accusati, in concorso, di traffico internazionale di stupefacenti aggravato dal metodo mafioso. Tra di loro appaiono anche funzionari d&#8217;aeroporto al soldo di presunti sodale della cosca\u00a0Gallace di Guardavalle, nel Catanzarese. &#8220;Follow the money&#8221;, ovvero &#8220;segui il denaro&#8221;: questa la filosofia &#8211; una novita&#8217; nel campo delle indagini per droga &#8211; che ha guidato gli inquirenti e gli investigatori.<strong> In questa operazione infatti non e&#8217; stato sequestrato stupefacente, ma denaro: ben 700mila euro in contanti (in tutto 1 milione e 250mila euro).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Durante gli arresti di oggi che sono avvenuti tra Milano, Monza e Brianza, Alessandria, Perugia, Catanzaro, Roma, Varese e Vercelli i carabinieri hanno infatti trovato 250mila euro in contanti, nelle case e nelle tasche degli esponenti dell&#8217;organizzazione.<strong> Altri 390mila sono stati sequestrati nel momento in cui un corriere stava per partire dall&#8217;Italia con un&#8217;auto verso l&#8217;Olanda<\/strong>, dove avrebbe dovuto consegnare il denaro direttamente ai cartelli colombiani. Gli inquirenti sono sicuri, dei rapporti diretti con i produttori sudamericani, perche&#8217; lo stesso corriere era appena tornato in Italia dopo un viaggio a Barcellona per conto dell&#8217;organizzazione. Partito da Milano in macchina, insieme ad un altro, nella citt\u00e0 catalana gli erano stati consegnati 490mila euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fondamentali in questo caso le intercettazioni. Una<strong> parte interessante dell&#8217;indagine coinvolge le officine specializzate nel &#8220;modificare le auto&#8221; per rendere introvabile il denaro<\/strong>: anche i proprietari sono stati arrestati. Una delle officine si trovava ad Anzio, in provincia di Roma, l&#8217;altra a Sedriano, provincia di Milano. &#8220;La modifica delle auto era cosi&#8217; sofisticata che in un&#8217;occasione ci abbiamo messo 24 ore a trovare i soldi che erano nascosti dietro un faro&#8221; ha raccontato Michele Miulli, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano.\u00a0C&#8217;erano anche degli infiltrati a Malpensa e c&#8217;erano in campo dei progetti per far passare la droga attraverso lo scalo Milanese direttamente dalla Colombia. Ne sono sicuri gli investigatori dell&#8217;operazione &#8216;Area 51&#8242; in cui ancora due persone risultano irreperibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A carico dei funzionari dell&#8217;aeroporto di Malpensa gli investigatori hanno documentato un pagamento gia&#8217; avvenuto di 3mila euro. <strong>Soldi versati in segno di ricompensa nei confronti di due cognati, originari di Varese, sposati con due donne colombiane<\/strong>: uno di loro lavorava per una compagnia aerea, l&#8217;altro per una ditta collegata. Il primo aveva gia&#8217; elaborato un progetto,un vero e proprio schizzo, su come inserire la droga nella carlinga dell&#8217;aeromobile. &#8216;Serve una persona pulita per i pagamenti&#8217; e&#8217; emerso poi da alcune intercettazioni, perche&#8217; la cosca stava anche cercando ditte disposte a commercializzare con il sud America e quindi ad importare la prossima partita di cocaina. Nel presentare alla stampa l&#8217;esito dell&#8217;operazione il colonnello Roberto Pugnetti del Ros, ha ricordato il collegamento con la maxi operazione Crimine Infinito del 2010, vero colpo al cuore della &#8216;Ndrangheta nel nord. Da li&#8217; e&#8217; partito un primo sequestro di 400 chili di droga al porto di Genova che ha portato a scoprire il metodo con il quale viaggiano\u00a0centinaia di chili di cocaina dalla Colombia all&#8217;Europa nascosti all\u2019interno della carlinga di grossi aeroplani.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>COME LA COSCA IMPORTA COCAINA DALLA COLOMBIA<\/h2>\n<p>L\u2019indagine, come riportato dal Corriere della Sera, \u00e8 partita dall\u2019arresto in flagranza, nel settembre 2015 a Bareggio in provincia di Milano, di un trafficante trovato in possesso di 30 chili di cocaina. Approfondendo la sua rete di conoscenze, i carabinieri hanno scoperto che ad Arluno sempre nel meneghino la \u2018ndrangheta aveva impiantato una base per importare in Italia grandi quantitativi di cocaina. I capi erano i boss della famiglia Gallace, che controlla la zona di Guardavalle (Catanzaro) e ha ramificazioni sia in Lombardia che nel Lazio (Anzio e Nettuno). I<strong> boss gestivano l\u2019importazione dal Sudamerica e il traffico di ingenti quantitativi di cocaina tramite dei prestanome con i documenti \u00abpuliti\u00bb<\/strong>, ai quali venivano intestate le societ\u00e0 \u00abdi comodo\u00bb in cambio di un regolare stipendio mensile.<\/p>\n<div id=\"oas_Bottom1\"><\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">La base logistica era ad Arluno in via Martiri della Liberta&#8217; 15, in un complesso abitativo costituito da diversi appartamenti riuniti attorno ad una corte: luogo strategico per stoccare la droga e organizzare riunioni, un vero e proprio \u00abfortino\u00bb, molto appartato e con unico accesso da una stradina stretta a fondo chiuso, facilmente controllabile. D<strong>a qui il nome dato dai carabinieri all\u2019operazione: \u00abArea 51\u00bb, la zona militare Usa nel deserto del Nevada divenuta leggendaria per gli elevati livelli di segretezza.<\/strong> L\u2019organizzazione disponeva di diverse autovetture munite di doppio fondo, intestate a incensurati, nonch\u00e9 di una rete di officine e carrozzerie &#8211; una a Sedriano, un\u2019altra ad Anzio, in provincia di Roma &#8211; in grado di effettuare le modifiche strutturali ai mezzi e le \u00abbonifiche\u00bb per a rintracciare la presenza di microspie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per comunicare tra loro, i componenti usavano telefoni blackberry criptati da tremila euro (non fanno foto e non fanno video) con schede sim statunitensi: potevano cos\u00ec criptare il contenuto delle comunicazioni e cancellare da remoto le conversazioni in caso di intervento delle forze dell\u2019ordine. La banda stava portando avanti una trattativa per importare dall\u2019estero, verosimilmente dalla Colombia, un ingente quantitativo di cocaina. <strong>In Spagna era gi\u00e0 stata consegnata la somma di 1.250.000 euro in contanti ad emissari di cartelli colombiani<\/strong>. Il trasporto sarebbe dovuto avvenire tramite aeroplano, grazie alla complicit\u00e0 di due tecnici aeroportuali di Malpensa. I due cognati avevano ricevuto l&#8217;acconto e le loro competenze e autorizzazioni avrebbero consentito di poter pianificare il trasporto del carico di cocaina proveniente dalla Colombia.<\/p>\n<p>L&#8217;inizio vero dell&#8217;operazione e&#8217; tra il 23 e il 26 settembre 2015, quando Raffaele Procopio (45 anni) viene arrestato a Legnano: nel doppio fondo dell&#8217;auto che guida ci sono 30 chili di cocaina<strong>. Procopio e&#8217; calabrese, fidato dei Gallace di Guardavalle e non nuovo ai viaggi andata e ritorno Lamezia-Milano<\/strong>.\u00a0L&#8217;organizzazione, secondo i giudici, ha un vertice: Francesco Riitano, 37 anni, detto &#8220;Il Generale&#8221;. Interno della cosca &#8220;Gallace&#8221; di Guardavalle, gia&#8217; presente al Nord. Riitano non e&#8217; una figura qualsiasi: e&#8217; &#8220;partecipe ed affiliato al locale di Guardavalle&#8221;, in quanto ha avuto un ruolo nella latitanza del boss Vincenzo Gallace. Risulta residente in Germania, ma di fatto abita ad Arluno, raccoglie denaro da distribuire ai &#8220;calabresi&#8221;, tratta la compravendita di droga con i colombiani, e soprattutto da&#8217; ordini ad Alfio di Mare, 67 anni. E&#8217; lui il numero 2: corriere della droga, grazie alla traduzione della moglie di origine cilena Silvana Colombo, parla con i colombiani di cui si definisce &#8220;amico&#8221; e fa la spola tra Barcellona e l&#8217;Olanda per le grosse consegne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; lo stesso Di Mare, poi che si reca personalmente in Colombia, e parla con gli infiltrati a Malpensa. Ecco l&#8217;elemento nuovo dell&#8217;indagine: fra gli arrestati anche due tecnici aeroportuali, Davide Mazzerbo, di 47 anni, e Antonio Traettino, di 38. <strong>Di Maio incontra personalmente il primo proprio a Malpensa, mentre il secondo aveva preparato dei disegni industriali per mostrare come nascondere nella carlinga degli aerei<\/strong> intercontinentali dal Sudamerica una enorme partita di droga. E poi c&#8217;e&#8217; il contorno di personaggi con ruoli organizzativi ed esecutivi interni al clan: nelle carte si parla di Nicola Guido (31 anni, detto u Betteju), genero della sorella di Riitano e strettissimo del figlio del boss Gallace, Damiano. E Augusto Sama&#8217;, cognato di Riitano stesso. Sono loro gli incaricati del trasporto e della gestione, vivono tutti insieme, accompagnati dalle mogli, parenti tra loro e custodi del legame familiare, nel fortino di Arluno. La droga, dicono i magistrati , e&#8217; il loro unico lavoro: non hanno reddito eppure hanno famiglie da mantenere, &#8220;un patrimonio sociale, appartamenti e auto&#8221; e &#8220;hanno continuato la loro attivita&#8217; nonostante avessero avuto sentore di essere braccati dalle forze dell&#8217;ordine&#8221;. L&#8217;indagine rivela come gli schemi della &#8216;ndrangheta rimangano uguali a se stessi.<\/p>\n<\/div>\n<h2 class=\"chapter-paragraph\" style=\"text-align: center;\">CLICCA IN BASSO PER GUARDARE IL VIDEO DELLE INTERCETTAZIONI<\/h2>\n<div class=\"chapter\"><\/div>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"VIDEO OPERAZIONE AREA 51  STAMPA\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7ZBPrrYzC94?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2836\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Cocaina e hashish, il narcos pi\u00f9 potente d\u2019Europa in affari con un arabo cosentino<\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corriere diretto in Olanda per incontrare i &#8216;colombiani&#8217; fermato in auto con 390mila euro nascosti nella carrozzeria. 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