{"id":79083,"date":"2017-05-30T10:44:10","date_gmt":"2017-05-30T08:44:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/12-giornata-nazionale-mangiasano-grani-antichi-unagricoltura-tutela-la-salute-lambiente\/"},"modified":"2023-01-16T19:31:45","modified_gmt":"2023-01-16T18:31:45","slug":"157201-12-giornata-nazionale-mangiasano-grani-antichi-unagricoltura-tutela-la-salute-lambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/157201-12-giornata-nazionale-mangiasano-grani-antichi-unagricoltura-tutela-la-salute-lambiente\/","title":{"rendered":"12^ Giornata nazionale \u201cMangiasano &#8211; grani antichi: per un\u2019agricoltura che tutela la salute e l\u2019ambiente\u201d"},"content":{"rendered":"<h4>Nel fine settimana, presso l\u2019agriturismo \u201cLa Cantina del Contadino\u201d di Rende, si \u00e8 svolta la 12^ Giornata nazionale \u201cMangiasano \u2013 Alimenti ritrovati. I grani antichi: per un\u2019agricoltura che tutela la salute e l\u2019ambiente\u201d.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>RENDE (CS) &#8211; L\u2019evento organizzato dall\u2019Associazione<strong> Verdi Ambienti e Societ\u00e0<\/strong> (VAS), ha visto la partecipazione di Pino Boccia, coordinatore dell\u2019Associazione VAS per Cosenza e Rende, Melio Cordoano, produttore di grani antichi di Altomonte, Mario Coscarello del Centro Studi per lo sviluppo rurale UNICAL e Rosanna Labonia, Dirigente SIAN Rende \u2013 ASP Cosenza.<\/p>\n<p>Nel suo intervento introduttivo<strong> Pino Boccia<\/strong> ha ricordato che l&#8217;associazione ambientalista anche quest&#8217;anno riprende la sua campagna focalizzata sul mangiare sano con un&#8217;attenzione particolare verso le nuove produzioni dei cosidetti <strong>&#8220;grani antichi&#8221;,<\/strong> processi di coltivazione oramai abbandonate a favore di una produzione agricola industrializzata di grani che garantiscono grandi rese ma scarsa qualit\u00e0 nutrizionale. I vecchi grani, coltivati fino a 70 anni fa soprattutto qui nel sud dalla Sicilia alla Puglia, contengono, invece, meno glutine e risultano pi\u00f9 digeribili. Per questo, ha proseguito Boccia, ben vengano questi progetti di produzione alternativa che consentono di mangiare bene e mangiare sano, senza dimenticare che in questo modo si privilegia la filiera corta e i produttori locali, il processo produttivo e il prezzo trasparenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-157207 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Grani-Antichi_-03.jpg\" alt=\"Grani Antichi_ 03\" width=\"596\" height=\"368\" title=\"\"><br \/>\n\u00c8 intervenuto, successivamente Mario Coscarello, sociologo dell\u2019ambiente e del territorio all\u2019Unical, che\u00a0ha ricordato: &#8220;l\u2019associazione &#8220;Il seme che cresce\u201d propone un modello di produzione finalizzata a tutelare e nel contempo a salvaguardare un\u2019agricoltura naturale e biologica diversa da quella agroindustriale.<br \/>\nL\u2019obiettivo principale dell\u2019associazione \u00e8 di ricostruire la filiera produttiva del bene primario, il grano, alla base della nostra alimentazione attraverso la costruzione di un percorso trasparente che veda coinvolti diversi piccoli produttori locali. C\u2019\u00e8 bisogno &#8211; ha proseguito Coscarello &#8211; di ritornare alle conoscenze della nostra storia contadina, di trovare il modo di tutelare l\u2019ambiente, i lavoratori del settore e di ottenere alla fine del processo un cibo sano a un prezzo equo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Dobbiamo chiederci &#8211; ha aggiunto Coscarello &#8211; se il cibo debba essere considerato solo una merce o un diritto per noi consumatori. Nel primo caso dobbiamo esercitare questo diritto potendo scegliere una produzione che riesca a salvaguardare la biodiversit\u00e0 agricola e, nel contempo, salvaguardi la qualit\u00e0 nutrizionale. Nel secondo caso avremo solo conseguenze negative sulla nostra salute a fronte di una ricerca del profitto da parte delle multinazionali alimentari. Queste &#8211; \u00a0afferma Coscarello &#8211; \u00e8 certo che non si pongono assolutamente il problema della ricerca della qualit\u00e0 ma seguono solamente la logica di una produzione industriale che garantisca redditivit\u00e0 a fronte di cibo, anche se a prezzi bassi, di scarsa qualit\u00e0 nutrizionale&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-157205 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Grani-Antichi-01.jpg\" alt=\"Grani Antichi 01\" width=\"530\" height=\"323\" title=\"\"><\/p>\n<p>L\u2019esperienza portata avanti dall\u2019associazione ragiona, invece, pi\u00f9 sulla quantit\u00e0 da produrre in base alle esigenze dei compratori piuttosto che sul prezzo, richiamando processi gi\u00e0 avviati in altri paesi nei quali il produttore si accorda con il consumatore per produrre e trasformare in maniera logica e partecipata.<br \/>\nRiportando, poi, sullo stesso piano gli interessi del consumatore e del produttore e rendendo trasparente l\u2019intero processo si riesce a evidenziate eventuali criticit\u00e0. Ad esempio, per risolvere la produzione di imballaggi di plastica da riciclare successivamente si \u00e8 deciso di produrre pasta sfusa, venduta con un etichetta a parte contenente tutti i dati richiesti per legge, e di fatto \u00e8 stata eliminata totalmente la plastica dell\u2019imballo.<br \/>\nI consumatori, da parte loro, si sono organizzati con contenitori propri accentando in pieno questo esperimento produttivo. Contro un prodotto industriale, infine, che massimizza i costi ma offre prodotti di provenienza ignota e di scarsa qualit\u00e0 nutrizionale viene offerto, invece, un prodotto pi\u00f9 digeribile, con meno glutine e con pi\u00f9 capacit\u00e0 nutrizionali. La dottoressa <strong>Labonia<\/strong>, dirigente del SIAN (Igiene, Alimenti e Nutrizione) dell\u2019ASP ha messo in evidenza il fatto che in questi ultimi anni gli alimenti sono cambiati perch\u00e9 sono mutate le materie prime e ci\u00f2 \u00e8 dovuto sopratutto ai repentini cambiamenti climatici che costituiscono una una criticit\u00e0 mondiale.<br \/>\nMa a fronte di un problema di queste proporzioni, da parte delle multinazionali del settore alimentare e agricolo, si preferisce non investire nella ricerca delle cause di tali radicali cambiamenti dell\u2019ambiente ma si adeguano tecniche e prodotti ai mutamenti climatici. Secondo la dottoressa Labonia esiste una soluzione che pu\u00f2 costituire una vera e propria inversione di rotta: l\u2019adozione dell\u2019ecologia della nutrizione o nutrition ecology, una scienza interdisciplinare che studia tutti i vari passaggi della catena alimentare e ne valuta gli effetti non solo sulla salute dei consumatori ma anche sull&#8217;ambiente, la societ\u00e0 e l&#8217;economia.<br \/>\nLe dimensioni dell&#8217;ecologia della nutrizione sopra dette sono la base per valutare la sostenibilit\u00e0 di uno stile alimentare. Quando si parla di &#8220;sicurezza alimentare&#8221;, nei paesi industrializzati, si pensa soltanto alla qualit\u00e0 del cibo intesa come contenuto nutrizionale e come controlli sanitari sulla presenza di patogeni e contaminanti. Ci si occupa cio\u00e8 di sicurezza alimentare nei confronti dei consumatori, ma solo a breve e brevissimo termine, trascurando invece gli aspetti ben pi\u00f9 importanti e complessi quali appunto la salute umana a lungo termine, l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente e sulla societ\u00e0 intera, in breve, la sostenibilit\u00e0.<br \/>\nUn esempio di questo tipo \u00e8 rappresentato, ad esempio, dall\u2019utilizzo massiccio di un pesticida pericolosissimo che compare con la coltivazione dei nuovi alimenti OGM: il glifosato.<br \/>\nNonostante vi siano diversi studi che attestano che il glifosato \u00e8 un elemento genotossico, teratogeno e legato anche all\u2019aumento di patologie anche gravi come la SLA, esso continua a essere impiegato senza alcun controllo. Ultimo intervenuto, infine, \u00e8 stato quello di<strong> Melio Cordoano<\/strong>, produttore di grano \u201cSenatore Cappelli\u201d di Altomonte che ha portato la sua testimonianza di produttore agricolo con una tradizione familiare alle spalle che nel tempo \u00e8 stato costretto ad abbandonare la produzione delle variet\u00e0 antiche dei grani italiani poich\u00e9 la produzione non riusciva a coprire i costi. Solo dopo aver conosciuto il progetto de \u201cIl seme che cresce\u201d \u00e8 ritornato a coltivare il grano Senatore Cappelli e ha avuto la conferma che \u00e8 possibile coltivare in modo corretto in un processo condiviso e trasparente che coinvolga tutti gli attori della produzione e della trasformazione delle farine in pasta. Ci\u00f2 &#8211; \u00a0ha concluso &#8211; rappresenta l&#8217;auspicio che pu\u00f2 esserci un coinvolgimento di tutti quelli che hanno l&#8217;intenzione di cominciare a coltivare nuovamente questi grani e cercare cos\u00ec di dare una risposta che tuteli la salute dei consumatori&#8221;. La giornata si \u00e8 conclusa, poi, con una degustazione di pane e pasta prodotta con farine antiche, ottenute da variet\u00e0 locali contadine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-157202 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Sovescio-01.jpg\" alt=\"Sovescio- 01\" width=\"594\" height=\"325\" title=\"\"><\/p>\n<h3>La pratica del &#8220;sovescio&#8221;<\/h3>\n<p>Ieri\u00a0infine, si \u00e8 svolta, sempre a cura dell\u2019Associazione <strong>\u201cIl seme che cresce<\/strong>\u201d una visita guidata al Campo Didattico dell\u2019Istituto Agrario Tommasi di Cosenza, nell\u2019ambito del progetto \u201cIl sovescio e i Grani Antichi\u201d. La pratica del sovescio, illustrata durante la visita, consiste nello sfalciare e interrare delle colture (in maggioranza leguminose) che possano ridare azoto ed equilibrio alla terra. Si tratta di una antica pratica caduta in disuso che pu\u00f2 rappresentare una valida alternativa agro ecologica all\u2019utilizzo di sostanze chimiche di sintesi derivanti dal petrolio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-157204 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Sovescio-02.jpg\" alt=\"Sovescio-02\" width=\"592\" height=\"509\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-157203 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/sovescio-03.jpg\" alt=\"sovescio 03\" width=\"486\" height=\"502\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel fine settimana, presso l\u2019agriturismo \u201cLa Cantina del Contadino\u201d di Rende, si \u00e8 svolta la 12^ Giornata nazionale \u201cMangiasano \u2013 Alimenti ritrovati. 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