{"id":79252,"date":"2017-06-04T06:40:04","date_gmt":"2017-06-04T04:40:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/pausa-riflessione-inno-alla-gentilezza-anche-alla-cortesia\/"},"modified":"2023-01-16T19:31:56","modified_gmt":"2023-01-16T18:31:56","slug":"157847-pausa-riflessione-inno-alla-gentilezza-anche-alla-cortesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/157847-pausa-riflessione-inno-alla-gentilezza-anche-alla-cortesia\/","title":{"rendered":"Pausa di riflessione &#8211; Inno alla gentilezza, ma anche alla&#8230; cortesia"},"content":{"rendered":"<h4>Nel concetto di gentilezza \u00e8 insito quello di cortesia (ma non \u00e8 sempre vero il contrario), motivo per cui molto spesso i due termini vengono considerati sovrapponibili. In realt\u00e0, essi non lo sono.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non possono esserlo perch\u00e9 la <strong>gentilezza<\/strong> \u00e8 una vera<strong> dote naturale dell\u2019anima<\/strong>, che non tutti posseggono, mentre la <strong>cortesia<\/strong> \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 <strong>complesso<\/strong>. Essa prevede la volont\u00e0 di voler rispettare gli altri, provando a riconoscere i loro bisogni, soprattutto quelli emotivi, e a manifestare nei loro confronti una sorta di generosit\u00e0. Per riuscire ad essere cortesi \u00e8 richiesta una<strong> capacit\u00e0 di immedesimarsi nell\u2019altro,<\/strong> mettendo in campo l\u2019empatia, ma soprattutto una buona educazione, ed una certa dose di intelligenza e di lungimiranza. La cortesia, infatti, proteggendo i sentimenti degli altri e garantendo il loro benessere, alla fine riesce a garantire anche quello di chi la elargisce.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nA differenza della gentilezza, che come dicevamo \u00e8 un moto spontaneo dell\u2019animo e che non implica tutte queste dinamiche<strong>, la cortesia<\/strong> pu\u00f2 contenere anche qualcosa di formale. Essa <strong>non \u00e8 strettamente obbligatoria,<\/strong> per cui chi parla pu\u00f2 decidere di essere o non essere cortese con i suoi interlocutori. Questa possibilit\u00e0 di scelta avviene, ovviamente, quando essa non \u00e8 supportata da quel modo di essere spontaneo che caratterizza la gentilezza. La sua diversa modulazione, in base alle circostanze, pu\u00f2 rendere questa forma di cortesia, anche convenzionale e formale. Essere esageratamente cortesi pu\u00f2 sottendere la volont\u00e0 di tenere le distanze dagli altri. E\u2019 questa una forma di cortesia negativa, la cosiddetta <strong>\u201cgelida cortesia\u201d,<\/strong> che mira, spesso, a nascondere o a mitigare una eventuale avversione verso qualcuno, e che per questo finisce per diventare \u201cscortese\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nMolte volte, si \u00e8 del tutto refrattari alla cortesia, perch\u00e9 la si ritiene un futile orpello sentimentale, che procura solo una perdita di tempo, e rischia di costituire un\u2019apertura di credito nei confronti di chi potrebbe poi approfittarne per avanzare sempre pi\u00f9 pretese. Questa idea della cortesia, spesso, possiamo coglierla nell\u2019atteggiamento di chi, in un ufficio pubblico, \u00e8 preposto ad accogliere una qualche nostra richiesta. Mentre esponiamo la nostra esigenza notiamo in questa persona un\u2019espressione, dapprima seccata, per la nostra indebita intrusione nei suoi pensieri, poi diffidente sulle nostre reali intenzioni, che potrebbero nascondere qualche insidia capace di alterare il suo stato d\u2019animo, infine preoccupata per le difficolt\u00e0 che la nostra presenza potrebbe comportare. Solo quando si accorge che le nostre domande, tra l\u2019altro poste con estrema cortesia, non costituiscono un attentato al suo equilibrio psicologico ed un\u2019eccessiva perdita di tempo, se siamo fortunati, stempera la sua mimica facciale ostile in un ghigno che probabilmente nelle sue intenzioni dovrebbe rappresentare un sorriso, o almeno cos\u00ec noi lo percepiamo e finiamo per questo per (dover) essergli grati.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nUn altro caso di mancanza di cortesia, \u00e8 quello riscontrabile<strong> nell\u2019uso del pronome \u201ctu\u201d<\/strong>: Esso imperversa in ogni ambito e in ogni contesto, tanto essere diventato un vero abuso.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nDevo premettere che ho sempre ritenuto che sarebbe stato meglio avere in dotazione, nelle lingua italiana, un unico pronome personale, per rivolgersi all\u2019interlocutore, come avviene da sempre tra i popoli anglosassoni. Del resto, \u00e8 il modo con il quale ci si rivolge verso qualcuno che esprime il rispetto che si ha nei suoi confronti, non il pronome utilizzato. A questo proposito, mi viene da sorridere se penso a quello che accade in alcuni dibattiti televisivi, quando la discussione degenera e tra i protagonisti volano gli insulti pi\u00f9 feroci e pi\u00f9 volgari, che stridono con la forma che essi tentano di preservare, continuando a rivolgersi l\u2019un l\u2019altro con un dissonante e quindi <strong>patetico e ridicolo \u201clei\u201d.<\/strong><br \/>\nDal momento, per\u00f2, che nella nostra lingua sono previsti pi\u00f9 tipi di pronomi, da impiegare nel rapportarsi con gli altri, forse sarebbe opportuno usarli ed adeguarsi ad una certa norma. Essa prevede che tra persone adulte, che non si conoscono o che non sono in confidenza, venga usato il \u201clei\u201d, sostituito in molte regioni del sud, con il pi\u00f9 riguardoso <strong>ed empatico \u201cvoi\u201d<\/strong>. Non usarlo, soprattutto nei confronti di chi non \u00e8 pi\u00f9 tanto giovane, rappresenta, a mio avviso, una mancanza di rispetto. Se tra i soggetti del dialogo dovesse esserci una notevole differenza di et\u00e0, ed uno dei due fosse giovanissimo, potrebbe essere consentito l\u2019uso del \u201ctu\u201d nei suoi confronti, ma ci\u00f2 non giustificherebbe mai che questi si sentisse autorizzato di fare altrettanto con la persona pi\u00f9 anziana (tranne se quest\u2019ultima lo richiedesse esplicitamente).<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>L\u2019uso del \u201ctu\u201d<\/strong> sarebbe ancora pi\u00f9 innaturale nel confronto tra una ragazza molto giovane ed un uomo di et\u00e0 abbastanza \u201cmatura\u201d (anche nel caso contrario ovviamente). Rischierebbe di creare, oltretutto, malintesi sull\u2019origine della confidenza esistente tra i due. E\u2019 evidente che si sia verificata, negli ultimi tempi, una diminuzione dell\u2019attenzione e del rispetto nei confronti del prossimo. Quello che pi\u00f9 preoccupa, per\u00f2, \u00e8 che non possiamo farci troppe illusioni che le cose cambino, perch\u00e9 se, da un lato, la gentilezza \u00e8 una dote innata e purtroppo non molto diffusa in natura, dall\u2019altro lato, la cortesia per essere messa in campo presuppone troppe capacit\u00e0 intellettive e psicologiche, e, soprattutto, una buona dose di educazione. E di quest\u2019ultima, francamente, non se ne vede molta in giro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel concetto di gentilezza \u00e8 insito quello di cortesia (ma non \u00e8 sempre vero il contrario), motivo per cui molto spesso i due termini vengono considerati sovrapponibili. 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