{"id":79356,"date":"2017-06-06T10:30:01","date_gmt":"2017-06-06T08:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/blue-whale-non-un-fenomeno-attuale-la-criminologa\/"},"modified":"2023-01-16T19:32:04","modified_gmt":"2023-01-16T18:32:04","slug":"158240-blue-whale-non-un-fenomeno-attuale-la-criminologa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/158240-blue-whale-non-un-fenomeno-attuale-la-criminologa\/","title":{"rendered":"Blue Whale, criminologa: &#8220;Gruppi su autolesionismo e suicidio? Da quando c&#8217;\u00e8 la rete. Attenti alla psicosi&#8221; (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<h4>Un fenomeno &#8216;social&#8217; che spingerebbe i ragazzi ad affrontare 50 prove estreme in cinquanta giorni, fino a condurli al suicidio. Le segnalazioni di casi sospetti arrivati alla Polizia postale sono numerosi e altrettanti i messaggi di allerta inviati su WhatsApp, anche da parte di genitori preoccupati. Ma non \u00e8 un allarme recente<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; E&#8217; diventato una psicosi ma questa sorta di &#8216;<strong>gioco<\/strong>&#8216; non \u00e8 nuovo e affonda le sue &#8216;radici&#8217; nella rete da quando essa \u00e8 nata. Gesti al limite che portano all&#8217;ultima prova quella di togliersi la vita. Le vittime vengono attirate attraverso il social network:<strong> Instagram, WhatsApp, Facebook<\/strong>&#8230; da quello che viene definito &#8220;curatore&#8221;; un personaggio che guida i ragazzi psicologicamente vulnerabili e li sottopone a 50 prove sotto la minaccia, spesso di possedere informazioni sulla famiglia. Si parte dai tagli alle braccia e da post contrassegnati <strong>dall&#8217;hashtag #f57.<\/strong><\/p>\n<p>La prima apparizione del termine Blue Whale \u00e8 riconducibile ad un quotidiano di Mosca che nel maggio dell&#8217;anno scorso ha pubblicato un&#8217;inchiesta che rinconduce almeno 80 delle 130 morti avvenute in Russia tra il novembre 2015 e l&#8217;aprile 2016 a comunit\u00e0 virtuali su VKontakte, l&#8217;equivalente di Facebook in Russia.<strong> Perch\u00e9 Blue Whale?<\/strong> Per l&#8217;abitudine delle <strong>balene<\/strong> a spiaggiarsi e morire, senza alcun apparente motivo.<\/p>\n<p>A portare il fenomeno all&#8217;attenzione del pubblico italiano \u00e8 stata la trasmissione televisiva Le Iene che ha raccolto le testimonianze di quattro mamme russe di ex &#8220;giocatori&#8221;. In Italia sono al vaglio una cinquantina di casi sospetti in varie regioni ed \u00e8 di ieri la denuncia di un ragazzo di 16 anni della provincia di Cosenza denunciato per l&#8217;istigazione al suicidio di una coetanea, una ragazza catanese.<\/p>\n<p>Delle origini del fenomeno<strong> l&#8217;avvocato penalista e criminologa Chiara Penna,<\/strong> ne ha parlato ai microfoni di <strong>Rlb<\/strong> Radioattiva: &#8220;i gruppi in rete in cui si condividono esperienze legate all&#8217;autolesionismo e al suicidio esistono da quando esiste la rete. E&#8217; importanti che se ne parli in maniera corretta&#8221;.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<br \/>\n[audio_mp3 url=&#8221;https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/CHIARAPENNA.mp3&#8243;]<\/p>\n<p><\/span><\/h3>\n<p>&#8220;In questi gruppi ci sono persone con capacit\u00e0 manipolative &#8211; spiega la criminologa &#8211; che non fanno altro che rafforzare degli intenti gi\u00e0 presenti nelle menti dei giovani che vi si avvicinano. Il meccanismo \u00e8 simile a quello delle sette sataniche: adescamento di soggetti gi\u00e0 predisposti a questo tipo di azioni e gli adolescenti sono sottoposti a maggiori rischi perch\u00e8 sono attratti dalla sfida, dall&#8217;occulto, dal voler sentirsi parte di un gruppo affrontando sfide e paure&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Si deve partire dalla famiglia, dalla scuola e dall&#8217;affrontare il disagio. C&#8217;\u00e8 chi si dedica al bullismo &#8211; ha dichiarato l&#8217;avv. Penna &#8211; e chi si avvicina a gruppi che praticano l&#8217;autolesionismo. La mancanza di dialogo e la frustrazione fa si che i ragazzi in rete, trovino un modo per aggregarsi e affrontare l&#8217;incapacit\u00e0 di vivere la realt\u00e0 e le proprie paure&#8221;.<\/p>\n<p>Da tempo dunque, online ci sono gruppi che istigano all&#8217;autolesionismo e al suicidio, nati anche per via del clamore mediatico, per cui \u00e8 utile prestare attenzione che si tratti di Blue Whale o altro. Quello che \u00e8 possibile fare per prevenire o sventare casi di questo tipo, \u00e8 seguire le indicazioni degli operatori di Polizia se si hanno sospetti: <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2885\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.commissariatodips.it<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-158241 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/blue_whale.jpg\" alt=\"blue_whale\" width=\"477\" height=\"261\" title=\"\"><\/p>\n<h2>Consigli per gli adulti<\/h2>\n<p>&#8211; Chi aderisce alla sfida del Blue Whale viene indotto a tenere ostinatamente all\u2019oscuro gli adulti significativi, insegnanti e genitori in primis, adducendo giustificazioni e scuse per spiegare ferite, cambi di abitudini, comportamenti inusuali: approfondite sempre quello che non vi convince;<br \/>\n&#8211; Aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un\u2019opinione su questo fenomeno;<br \/>\n&#8211; Prestate attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno veglia: alcuni passi prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4,20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste, salire su palazzi e sporgersi da cornicioni.<br \/>\n&#8211; Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sul Blue Whale, parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare n\u00e9 sminuire: pu\u00f2 capitare che quello che agli adulti sembra \u201croba da ragazzi\u201d per i ragazzi sia determinante;<br \/>\n&#8211; Se vostro figlio\/a sta passando un periodo di forte fragilit\u00e0, non esitate a confrontarvi con gli specialisti che lo seguono, chiedendo loro quali strategie potete adottare per ridurre il rischio che si lasci coinvolgere nella sfida Blue Whale;<br \/>\n&#8211; Se vostro figlio\/a vi racconta che c\u2019\u00e8 un compagno\/a che partecipa alla sfida Blue-Whale, comunicatelo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale, o alla scuola, se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo\/a in pericolo, recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2886\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cliccando qui<\/a>.<\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; Indurre qualcuno a compiere azioni dolorose e pericolose, cos\u00ec come dichiarare emergenze che non esistono, pu\u00f2 essere reato: quello che sembra uno scherzo pu\u00f2 diventare un rischio grave per chi \u00e8 fragile o troppo giovane;<\/p>\n<h2>Consigli per i ragazzi<\/h2>\n<p>&#8211; La sfida del Blue Whale non \u00e8 un gioco n\u00e9 una prova di coraggio, \u00e8 qualcosa che attraverso i social pu\u00f2 far leva sulla fragilit\u00e0 di alcuni bambini e ragazzi, inducendoli a mettersi seriamente in pericolo: non contribuire a diffondere questo rischio;<br \/>\n&#8211; Nessuna sfida con uno sconosciuto o con gruppi di amici sui social pu\u00f2 mettere in discussione il valore della tua vita: segnala chi cerca di indurti a farti del male, a compiere autolesionismo, ad uccidere animali, a rinunciare alla vita cliccando qui;<br \/>\n&#8211; Ricorda che anche se ti sei lasciato convincere a compiere alcuni passi della pratica Blue Whale, non sei obbligato a proseguire: parlane con qualcuno, chiedi aiuto, chi ti chiede ulteriori prove cerca solo di dimostrare che ha potere su di te;<br \/>\n&#8211; Non credere che pressioni a compiere prove sempre pi\u00f9 pericolose siano reali: chi minaccia te o la tua famiglia vuole dimostrare di poterti comandare, non lasciarti ingannare;<br \/>\n&#8211; Se conosci un coetaneo che dice di essere una Blue Whale parlane subito con un adulto: potrebbe essere vittima di una manipolazione psicologica, di una suggestione e il tuo aiuto potrebbe farlo uscire dalla solitudine e dalla sofferenza;<br \/>\n&#8211; Se qualcuno ti ha detto di essere un \u201ccuratore\u201d per la sfida Blue Whales sappi che potrebbe averlo proposto ad altri bambini e ragazzi: parlane con qualcuno di cui ti fidi e segnala subito chi cerca di manipolare e indurre dolore e sofferenza ai pi\u00f9 piccoli cliccando qui;<br \/>\n&#8211; Se sei stato aggiunto a gruppi whatsapp, Facebook, Istagram, Twitter o altri social che parlano delle azioni della sfida Blue Whale, parlane con i tuoi genitori o segnalalo subito cliccando qui;<br \/>\n&#8211; Indurre qualcuno a compiere azioni dolorose e pericolose cos\u00ec come dichiarare emergenze che non esistono pu\u00f2 essere reato: quello che sembra uno scherzo pu\u00f2 diventare un rischio grave per chi \u00e8 fragile o troppo giovane;<br \/>\n&#8211; In rete come nella vita aiuta sempre chi \u00e8 in difficolt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un fenomeno &#8216;social&#8217; che spingerebbe i ragazzi ad affrontare 50 prove estreme in cinquanta giorni, fino a condurli al suicidio. Le segnalazioni di casi sospetti arrivati alla Polizia postale sono numerosi e altrettanti i messaggi di allerta inviati su WhatsApp, anche da parte di genitori preoccupati. Ma non \u00e8 un allarme recente<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":79357,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,571,16],"tags":[],"class_list":["post-79356","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-in-evidenza","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79356","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79356"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79356\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79357"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}