{"id":79728,"date":"2017-06-14T11:38:24","date_gmt":"2017-06-14T09:38:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-neuland-rete-hacker-informatici-coinvolto-un-19enne-catanzarese\/"},"modified":"2023-01-16T19:32:28","modified_gmt":"2023-01-16T18:32:28","slug":"159613-operazione-neuland-rete-hacker-informatici-coinvolto-un-19enne-catanzarese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/159613-operazione-neuland-rete-hacker-informatici-coinvolto-un-19enne-catanzarese\/","title":{"rendered":"Operazione Neuland contro una rete di hacker informatici, coinvolto un 19enne catanzarese"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;operazione ribattezzata Neuland \u00e8 frutto di una lunga ed articolata attivit\u00e0 di indagine di livello internazionale, che ha visto coinvolte le Forze di Polizia di diversi Paesi europei. Due i ragazzi coinvolti tra cui un 19enne del Catanzarese.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; L&#8217;operazione in Italia \u00e8 stata condotta dagli investigatori del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche \u2013 CNAIPIC del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ed il supporto dei Compartimenti Polizia Postale e delle Comunicazioni di Firenze e Reggio Calabria. Nell&#8217;ambito delle indagini sono state eseguite perquisizioni locali ed informatiche, disposte dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di due giovani hacker italiani: F.E. di 20\u00a0anni residente nel mantovano e <strong>S.A., 19 anni, residente in provincia di Catanzaro<\/strong>. I due sarebbero responsabili di una <strong>complessa attivit\u00e0 criminale finalizzata alla creazione ed alla vendita nel Dark Web di virus informatici per la successiva diffusione.<\/strong><\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di indagine di livello internazionale hanno riguardato in prima battuta il servizio CAV (Contro-Anti -Virus) denominato Razorscanner ed il software di crypting noto come Razorcrypter, distribuito tramite una piattaforma nel Dark Web. Gli amministratori della piattaforma infatti, oltre alla possibilit\u00e0 di testare i virus autoprodotti accertandone la riconoscibilit\u00e0 da parte degli antivirus, offrivano un servizio di crypting, consistente in un software progettato per poter nascondere i malware all\u2019interno di programmi leciti ed agevolarne quindi la diffusione.<\/p>\n<p>In particolare gli utilizzatori di Razorcrypter potevano quindi caricare il file crittografato suRazorscanner e testarne oltre la capacit\u00e0 di occultamento (stealth) del codice appena generato, la possibilit\u00e0 di aggirare i controlli antivirus. L\u2019operazione, chiamata in codice NEULAND, \u00e8 stata coordinata dal Centro Europeo per la lotta contro la Cybercriminalit\u00e0 di Europol (EC3) e dalla Joint Cybercrime Action Taskforce (J-CAT), un gruppo specializzato di cyber investigatori di Europol, ed ha visto la contemporanea coordinata esecuzione di ulteriori <strong>43 provvedimenti di perquisizione<\/strong>, che hanno portato in tutta Europa all\u2019arresto di 4 cybercriminali ed al deferimento di ulteriori 5 hacker denunciati in stato di libert\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-132855 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/hacker.jpg\" alt=\"hacker\" width=\"735\" height=\"345\" title=\"\"><\/p>\n<p>L\u2019operazione si \u00e8, successivamente alla individuazione dei fornitori del suddetto servizio, concentrata sugli utilizzatori che si celavano dietro la stessa piattaforma contro-antivirus ed il servizio di crypting. Tra gli utilizzatori di tale servizio F.E. ed S.A., operanti sul territorio nazionale. Entrambi, gi\u00e0 noti nel Dark Web ed agli specialisti della Polizia Postale, sono abili Malware-writer, esperti nella programmazione di virus informatici, che successivamente mettevano a disposizione di altri cybercriminali all\u2019interno del Dark Web. Le attivit\u00e0 di perquisizione locale e personale hanno portato al sequestro di una notevole mole di strumenti informatici utilizzati dagli hacker per l\u2019ideazione e la produzione dei malware e quindi alla denuncia dei due cybercriminali per il reato di diffusione di virus previsto\u00a0dal Codice Penale.<\/p>\n<p>L\u2019EC3 di Europol ha fornito un ampio sostegno alle indagini garantendo lo scambio delle informazioni e l\u2019analisi approfondita dei malware che avevano sfruttato la piattaforma CAVRazoscanner. Sono state pianificate diverse riunioni di coordinamento e conferenze telefoniche al fine di agevolare il coordinamento operativo ed evitare possibili conflitti organizzativi. Questo caso \u00e8 un eccellente esempio di come una forza di polizia locale possa trarre beneficio dalla collaborazione con Europol per l\u2019esecuzione di importanti azioni a livello nazionale e internazionale contro i criminali informatici.<br \/>\nNon si escludono ulteriori sviluppi in ragione dell\u2019analisi del materiale sequestrato e dei movimenti bancari dai quali potranno emergere gli acquirenti di tali particolari malware, spesso utilizzati per spiare le vittime o per la sottrazione di dati sensibili ovvero dati di accesso ai sistemi di home banking.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione ribattezzata Neuland \u00e8 frutto di una lunga ed articolata attivit\u00e0 di indagine di livello internazionale, che ha visto coinvolte le Forze di Polizia di diversi Paesi europei. 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