{"id":80005,"date":"2017-06-20T11:04:04","date_gmt":"2017-06-20T09:04:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/morti-in-carcere-a-paola-ministro-orlando-nessuna-responsabilita-del-personale-penitenziario\/"},"modified":"2023-01-16T19:32:47","modified_gmt":"2023-01-16T18:32:47","slug":"160583-morti-in-carcere-a-paola-ministro-orlando-nessuna-responsabilita-del-personale-penitenziario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/160583-morti-in-carcere-a-paola-ministro-orlando-nessuna-responsabilita-del-personale-penitenziario\/","title":{"rendered":"Morti in carcere a Paola, ministro Orlando: &#8220;Nessuna responsabilit\u00e0 del personale penitenziario&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"p2\"><span style=\"line-height: 1.5;\">Sulle vicende di <strong>Youssef Mouhcine e di Maurilio Pio Massimiliano Morabito<\/strong>, deceduti mentre si trovavano detenuti presso la Casa Circondariale di Paola,\u00a0<strong>non sono emerse responsabilit\u00e0 in capo al personale.<\/strong><\/span><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p2\"><span style=\"line-height: 1.5;\">PAOLA (CS) &#8211;\u00a0Il Governo Gentiloni, per il tramite del Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando, nei giorni scorsi ha risposto alle Interrogazioni a risposta scritta presentate il 16 novembre 2016 dai Senatori della Repubblica<\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\"> Peppe De Cristofaro, Loredana De Petris, Francesco Molinari, Ivana Simeoni, Serenella Fucksia e Giuseppe Vacciano.<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> Lo rende noto <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">Emilio Enzo Quintieri, esponente dei Radicali Italiani,<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> da tempo alla guida della delegazione visitante gli Istituti Penitenziari della Calabria.\u00a0Con gli atti di sindacato ispettivo, scrive il Ministro della Giustizia, si segnalano le vicende di <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">Youssef Mouhcine e di Maurilio Pio Massimiliano Morabito<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">, deceduti rispettivamente il 24 ottobre ed il 29 aprile 2016, mentre si trovavano detenuti presso la Casa Circondariale di Paola. L\u2019argomento investe, evidentemente, su un tema di estrema delicatezza, su cui \u00e8 concentrato il massimo impegno da parte del Ministero. Sugli episodi segnalati, la competente articolazione ministeriale ha avviato le opportune <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">attivit\u00e0 di accertamento ispettivo<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">, parallelamente alle indagini preliminari disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola. L\u2019attivit\u00e0 ispettiva, secondo quanto comunicato dal Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria, ha consentito di ricostruire la vicenda relativa alla morte di Youssef Mouhcine nei seguenti termini.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-160598 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Mouchine-281x280.jpg\" alt=\"Mouchine\" width=\"264\" height=\"263\" title=\"\">Il detenuto, tratto in arresto il 5 marzo 2016, con ingresso presso la Casa Circondariale di Paola il successivo 29 aprile, stava scontando una <strong>pena definitiva a 10 mesi di reclusione<\/strong>, con fine pena fissato al 15 novembre 2016. Fin dall\u2019accesso in istituto, il detenuto aveva manifestato <strong>problematiche relazionali,<\/strong> su sua richiesta era stato collocato da solo in una camera detentiva e manteneva, sia pur sporadici, contatti telefonici con il padre. Egli \u00e8 stato <strong>seguito dai servizi sanitari<\/strong> e di supporto all\u2019interno dell\u2019istituto e la <strong>psicologa<\/strong> ha relazionato i risultati della sua osservazione nei seguenti termini: il detenuto ha riferito un passato di abusi di alcol, eroina e cocaina, in relazione ai quali era stato preso in carico dal Sert di Bassano del Grappa; ha manifestato durante la detenzione, <strong>fluttuazioni del tono dell\u2019umore, con fasi di innalzamento dei livelli di ansia nel corso delle quali ha messo in atto gesti autolesionistici<\/strong> che, tuttavia, non sono mai parsi sintomatici di un reale desiderio suicidiario, ma connessi ad un transitorio discontrollo dell\u2019impulsivit\u00e0; in concomitanza di tali eventi \u00e8 stata intensificata l\u2019attivit\u00e0 di supporto e la frequenza delle visite psicologiche e psichiatriche, anche con prescrizione di <strong>terapia farmacologica<\/strong>; nel corso dei colloqui pi\u00f9 recenti, l\u2019ultimo dei quali del 20 ottobre 2016, aveva raggiunto un buon equilibrio psicoemotivo, anche in vista della prossima scarcerazione. La mattina del 24 ottobre 2016 il personale di Polizia Penitenziaria, aprendo la sua cella e facendovi ingresso, ha rinvenuto<strong> Youssef Mouhcine privo di vita, con la testa avvolta in una busta di plastica al cui interno si trovava il fornellino in uso con inserita la bomboletta del gas<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p4\">Il Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria, all\u2019esito degli accertamenti ispettivi, ha comunicato che <strong>non sono emerse responsabilit\u00e0 in capo al personale.<\/strong> La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola, dal canto suo, ha comunicato di essere ancora in attesa delle risultanze della consulenza medico-legale disposta per l\u2019accertamento di cause e mezzi del decesso nell\u2019ambito del Procedimento Penale iscritto a carico di ignoti. Il Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria ha riferito che la Direzione dell\u2019istituto penitenziario ha informato dell\u2019evento il Consolato del Marocco, non riuscendo a contattare direttamente al numero disponibile i congiunti, i quali venivano finalmente contattati il 27 ottobre per la partecipazione della notizia. In quella sede, i <strong>familiari avrebbero rappresentato difficolt\u00e0 economiche per il trasporto della salma in Marocco e prestavano assenso alla sepoltura del congiunto in Italia,<\/strong> con oneri sostenuti dal Comune di Paola. Ancora, il Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria, ha riferito che <strong>non risulta che il detenuto sia mai stato sottoposto a maltrattamenti<\/strong> o a trattamenti degradanti o inumani n\u00e9 risulta che presso la Casa Circondariale di Paola siano utilizzate \u201ccelle lisce\u201d.<\/p>\n<p class=\"p4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-160597 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Morabito.jpg\" alt=\"Morabito\" width=\"296\" height=\"274\" title=\"\">Per quanto attiene alla vicenda relativa al decesso del detenuto <strong>Maurilio Pio Massimiliano Morabito<\/strong>, il Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria ha riferito che, dopo aver fatto ingresso alla Casa Circondariale di Reggio Calabria in data 1 marzo 2016, egli era stato trasferito presso la Casa Circondariale di Paola il 1 aprile, in seguito a spontanee dichiarazioni rese con le quali manifestava<strong> timori per la propria incolumit\u00e0.<\/strong> All\u2019ingresso presso l\u2019istituto di Paola, il detenuto ha confermato i propri timori e, conseguentemente, \u00e8 stato collocato in una cella singola, con <strong>divieto di incontro con il resto della popolazione detenuta.<\/strong> In data 11 aprile Morabito ha <strong>dato fuoco al materasso in dotazione,<\/strong> dichiarando poi al Comandante di Reparto che il suo gesto aveva rappresentato il tentativo estremo di attirare l\u2019attenzione sui suoi timori per l\u2019incolumit\u00e0 personale. Il detenuto<strong> temeva che i compagni di detenzione avessero intenzione di ucciderlo e di far apparire tale gesto come un suicidio.<\/strong> Dopo tale evento, la direzione della Casa Circondariale aveva avanzato richiesta al Provveditorato Regionale di <strong>trasferimento del detenuto per motivi di ordine,<\/strong> sicurezza ed incolumit\u00e0 personale. La competente articolazione ministeriale ha comunicato che Morabito era stato preso in carico dagli Operatori Penitenziari e Sanitari e che durante un colloquio condotto in data 13 aprile 2016, dallo Psichiatra e dallo Psicologo, egli ha manifestato uno stato di<strong> ansia diffusa, paura, tensione e un atteggiamento di circospezione e di sospettosit\u00e0 nei confronti dell\u2019ambiente circostante<\/strong>, ha espresso il desiderio di essere trasferito in un istituto dotato di sezioni per appartenenti alla <strong>categoria \u201cprotetti\u201d<\/strong> ed ha negato l\u2019intenzione di compiere atti di autolesionismo. Contrariamente a ci\u00f2, in data 22 aprile 2016 \u00e8 stato <strong>sventato un tentativo di suicidi<\/strong>o ed in merito il Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria ha riferito di aver invitato la direzione della Casa Circondariale all\u2019applicazione delle circolari in materia di prevenzione dei suicidi, in particolare nella parte relativa alle corrette modalit\u00e0 di allocazione dei soggetti che manifestano situazioni di criticit\u00e0 o disagi psichiatrici. Riferisce ancora il Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria che nei giorni antecedenti alla morte il detenuto \u00e8 stato oggetto di molteplici interventi sanitari quotidiani. Il 29 aprile 2016, alle ore 00,50 circa, tuttavia, il personale penitenziario, durante il giro di controllo, giunto davanti alla camera detentiva, dava l\u2019allarme ed il medico di turno, <strong>dopo aver praticato le manovre rianimatorie, non poteva che constatare il decesso per impiccamento di Maurilio Pio Massimiliano Morabito<\/strong> alle ore 01,25.<\/p>\n<p class=\"p4\">Sul caso dall\u2019Amministrazione Penitenziaria <strong>non sono stati riscontrati elementi di responsabilit\u00e0 del personale addetto alla Casa Circondariale.<\/strong> La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola, per quanto comunicato dalla competente articolazione ministeriale, ha aperto sulla vicenda il Procedimento Penale che, dopo il deposito della relazione di consulenza medico-legale ed all\u2019esito degli accertamenti disposti, \u00e8 stato oggetto di richiesta di archiviazione non avendo la Procura ravvisato responsabilit\u00e0 di terzi ed essendo emersa una <strong>condotta suicidiaria del detenuto.<\/strong> Al 22 febbraio 2017 la richiesta di archiviazione risultava pendente presso l\u2019Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari di Paola.\u00a0Con riguardo alle condizioni di vita detentiva presso la Casa Circondariale, l\u2019Amministrazione Penitenziaria ha comunicato che al 16 febbraio 2017 il <strong>numero dei detenuti presenti \u00e8 pari a 219 a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti detentivi.<\/strong> Nonostante l\u2019esubero dei presenti rispetto alla capienza regolamentare, risultano rispettati i parametri previsti dalla Cedu per garantire lo spazio vitale di ogni singolo detenuto. Presso l\u2019istituto penitenziario la sorveglianza \u00e8 garantita cos\u00ec come il servizio di guardia medica, presente 24 ore su 24.<\/p>\n<p class=\"p5\">L&#8217;elevato tasso di presenza di <strong>stranieri detenuti presso il Carcere di Paola (in numero di 83)<\/strong>, in maggioranza appartenenti alla comunit\u00e0 islamica, l&#8217;Amministrazione Penitenziaria ha riferito che \u00e8 prossima la realizzazione di un protocollo con il mondo associativo che, oltre al progetto di mediazione culturale, possa offrire ulteriori aspetti di collaborazione. A questo ultimo riguardo ed in un&#8217;ottica generale, si rileva che in data 5 novembre 2015 \u00e8 stato siglato un protocollo d&#8217;intesa fra questo Ministero e l&#8217;Unione delle comunit\u00e0 ed organizzazione islamiche italiane (UCOII) con l&#8217;obiettivo di migliorare il modo di interpretare la fede islamica in carcere, fornendo un valido sostegno religioso e morale ai detenuti attraverso l&#8217;accesso negli istituti di persone adeguatamente preparate. Il progetto, attualmente in fase di sperimentazione presso 8 istituti penitenziari, da un lato ha <strong>l&#8217;obiettivo di agevolare l&#8217;integrazione dei detenuti di fede islamica e garantire loro l&#8217;esercizio del diritto di culto,<\/strong> dall&#8217;altro stabilisce una connessione tra gli operatori volontari e gli operatori penitenziari, anche nella prospettiva del contrasto alla radicalizzazione. Nel mese di settembre 2016, inoltre, \u00e8 stato rivolto al presidente della Conferenza dei rettori delle universit\u00e0 italiane (CRUI), alla luce della convenzione appositamente stipulata dal Ministero il 27 gennaio 2016, l&#8217;invito ad interpellare gli istituti di arabistica e di scienze islamiche delle universit\u00e0 degli studi della Repubblica per raccogliere la disponibilit\u00e0 di ricercatori e dottorandi di ricerca ad operare, quali volontari, negli istituti penitenziari al fine di accrescere la comprensione e migliorare le relazioni umane con i ristretti di lingua e cultura araba.<\/p>\n<p class=\"p5\">I casi di <strong>Youssef Mouhcine e Maurilio Pio Morabito,<\/strong> pur con le loro specificit\u00e0, rappresentano tristi manifestazioni di un fenomeno che \u00e8 alla costante attenzione del Ministro e che lo vede direttamente impegnato in ogni iniziativa necessaria ed utile alla prevenzione del rischio di gesti di autolesionismo in ambiente carcerario. Finalit\u00e0 alla cui attuazione certamente concorre l&#8217;istituzione e la nomina, con decreti del Presidente della Repubblica 1\u00b0 febbraio e 3 marzo 2016, del <strong>Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libert\u00e0 personale.<\/strong> Nella consapevolezza della drammaticit\u00e0 di ogni atto di autolesionismo, occorre osservare, sotto il profilo statistico, che a partire dal 2013 il numero di suicidi all&#8217;interno degli istituti penitenziari ha avuto un sensibile decremento. Tra il 2009 e il 2012, infatti, il numero di casi \u00e8 stato sempre annualmente superiore a 55, con un picco di 63 nel 2011, mentre pari a 45 e 46 sono stati gli eventi degli anni 2007 e 2008. Grazie al miglioramento della situazione nei penitenziari, il numero si \u00e8 ridotto in maniera significativa, registrando 42 casi di suicidio nel 2013, 43 nel 2014, 39 nel 2015, 39 nel 2016 e <strong>10 sino al 28 febbraio 2017.<\/strong> Sul piano comparativo, poi, l&#8217;Italia, secondo le statistiche ufficiali del Consiglio d&#8217;Europa, registra uno dei tassi pi\u00f9 bassi di casi di suicidio. Nell&#8217;ultima rilevazione del 2013, si registra un tasso di 6,5 su 10.000 casi in Italia, di 12,4 in Francia, di 7,4 in Germania, di 8,9 nel Regno Unito. <strong>I dati restano, in ogni caso, allarmanti<\/strong> e impongono un eccezionale sforzo dell&#8217;amministrazione penitenziaria, cui \u00e8 demandata l&#8217;attuazione dei modelli di trattamento necessari alla prevenzione di ogni pericolo.<\/p>\n<p class=\"p7\">Nella delineata prospettiva e alla luce delle analisi e delle riflessioni svolte nell&#8217;ambito degli stati generali dell&#8217;esecuzione della pena, il 3 maggio 2016 il Ministro ha adottato una specifica <strong>\u201cdirettiva sulla prevenzione dei suicidi\u201d,<\/strong> indirizzata al capo del Dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria, prescrivendo la predisposizione di un organico piano d&#8217;intervento per la prevenzione del rischio di suicidio delle persone detenute o internate, il <strong>puntuale monitoraggio delle iniziative assunte per darvi attuazione e la raccolta e la pubblicazione dei dati relativi al fenomeno.<\/strong> In attuazione della direttiva, il Dipartimento ha predisposto un \u201cpiano nazionale per la prevenzione delle condotte suicidiarie in ambito penitenziario\u201d, cui hanno fatto seguito circolari attuative trasmesse ai provveditorati regionali. Le misure adottate dall&#8217;amministrazione penitenziaria attengono alla formazione specifica del personale, alla raccolta ed elaborazione dei dati ed all&#8217;aggiornamento progressivo dei piani di prevenzione. Sono state, inoltre, impartite istruzioni ai provveditorati regionali ed alle direzioni penitenziarie per la conclusione di intese con Regioni e servizi sanitari locali, al fine di intensificare gli interventi di diagnosi e cura, nonch\u00e9 l&#8217;attuazione di misure di osservazione e rilevazione del rischio. L&#8217;amministrazione ha anche operato sul piano dell&#8217;organizzazione degli spazi e della vita penitenziaria, con incentivazione di <strong>forme di controllo dinamico volte a limitare alle ore notturne la permanenza nelle celle<\/strong>, in modo da rendere agevole l&#8217;osservazione della persona in ambiente comune e ridurre le condizioni di isolamento. Allo stesso scopo, sono state adottate misure volte a facilitare, anche attraverso l&#8217;accesso protetto ad\u00a0internet, i contatti con i familiari.<\/p>\n<p class=\"p7\">Al fine di verificare lo stato di attuazione delle misure intraprese e delle modalit\u00e0 di esecuzione, al livello locale prossimo agli istituti penitenziari, delle disposizioni contenute nella direttiva sulla prevenzione dei suicidi e sollecitarne, ove necessario, la completa e rapida attuazione, il 3 marzo 2017 si \u00e8 svolta presso il Ministero una riunione nel corso della quale il Ministro ha incontrato, con il capo di gabinetto, tutti i referenti centrali e periferici dell&#8217;amministrazione penitenziaria. Sono state, inoltre, programmate <strong>attivit\u00e0 di monitoraggio e verifica periodica degli interventi di prevenzione delineati, attivit\u00e0 che saranno svolte istituto per istituto.<\/strong> Con la riunione si \u00e8 dato l&#8217;avvio ad un tavolo in convocazione permanente che esaminer\u00e0 costantemente i dati relativi allo stato di attuazione della direttiva che ogni referente \u00e8 tenuto a raccogliere ed a trasmettere attraverso apposito monitoraggio. Le successive riunioni del tavolo, a partire dalla prima, si svolgono con stringente cadenza periodica. Il tema \u00e8 stato, inoltre, affrontato anche nella riunione con i referenti dei tavoli tematici degli stati generali dell&#8217;esecuzione penale che, nell&#8217;ambito delle attivit\u00e0 di monitoraggio dell&#8217;attuazione delle linee di intervento, si \u00e8 tenuta il 22 marzo 2017. L&#8217;azione sin qui intrapresa risulter\u00e0 ulteriormente rafforzata dalle misure contenute nella riforma dell&#8217;ordinamento penitenziario, appena approvata dal Senato, che permetter\u00e0 di introdurre strumenti adeguati per garantire una funzione davvero recuperatoria e risocializzante, in chiave costituzionalmente orientata, all&#8217;esecuzione penale.<\/p>\n<h3 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">LEGGI ANCHE:<\/span><\/h3>\n<h2 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2233\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #0000ff;\">Morabito morto che parla, la strana storia del detenuto suicida nel carcere di Paola<\/span><\/a><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1993\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Detenuto \u2018suicida\u2019 a Paola prima di morire: \u201cL\u2019agente che fa la notte sa\u201d<\/a><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1844\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giovane detenuto morto nel carcere di Paola quindici giorni prima della scarcerazione<\/a><\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulle vicende di Youssef Mouhcine e di Maurilio Pio Massimiliano Morabito, deceduti mentre si trovavano detenuti presso la Casa Circondariale di Paola,\u00a0non sono emerse responsabilit\u00e0 in capo al personale.<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":80006,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,28],"tags":[],"class_list":["post-80005","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80005","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80005"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80005\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/80006"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}