{"id":81894,"date":"2017-07-28T06:46:07","date_gmt":"2017-07-28T04:46:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/fata-morgana-sequestrati-i-beni-ad-un-imprenditore-colluso-con-la-ndrangheta\/"},"modified":"2023-01-16T19:34:54","modified_gmt":"2023-01-16T18:34:54","slug":"168232-fata-morgana-sequestrati-i-beni-ad-un-imprenditore-colluso-con-la-ndrangheta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/168232-fata-morgana-sequestrati-i-beni-ad-un-imprenditore-colluso-con-la-ndrangheta\/","title":{"rendered":"&#8220;Fata Morgana&#8221;, sequestrati anche a Cosenza i beni ad un imprenditore colluso con la &#8216;ndrangheta"},"content":{"rendered":"<h4>La Guardia di Finanza, a seguito dell&#8217;operazione denominata &#8220;Fata Morgana&#8221; ha sequestrato il patrimonio di un imprenditore appartenente alla &#8216;ndrangheta del valore di 19 milioni di euro.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La Guardia di Finanza ha eseguito, nelle province di Reggio Calabria e Cosenza, un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria con il quale \u00e8 stata disposta, nei confronti di Giuseppe Chirico, imprenditore operante nel settore della grande distribuzione alimentare, l\u2019applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di un ingente patrimonio, stimato in circa <strong>19 milioni di euro.<\/strong><\/p>\n<p>Tale provvedimento si fonda sulle risultanze delle attivit\u00e0 investigative, nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201c<strong>Fata Morgana<\/strong>\u201d, concluse con l\u2019esecuzione, nel mese di maggio 2016, di nove provvedimenti restrittivi personali nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, turbata libert\u00e0 degli incanti, trasferimento fraudolento di valori.<\/p>\n<p>Tra i destinatari di tali provvedimenti, c&#8217;era anche Giuseppe Chirico, noto imprenditore reggino, attraverso il quale la criminalit\u00e0 organizzata si \u00e8 inserita nel mercato della grande distribuzione dei prodotti alimentari. In tale contesto, l\u2019imprenditore Chirico \u00e8 stato indagato insieme ad <strong>Emilio Angelo Frascati, Antonio Marra, Natale Saraceno, Domenico Marcian\u00f2,<\/strong> per aver preso parte \u201c<em>\u2026 all\u2019associazione mafiosa denominata \u2018ndrangheta operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria in cui \u00e8 stabilmente radicata, ma anche sul restante territorio nazionale ed all\u2019estero \u2026<\/em>\u201d, ed in particolare \u201c<em>\u2026 per essersi posto quale imprenditore espressione della \u2018ndrangheta nel settore della grande distribuzione alimentare, usufruendo, in particolare, del costante e continuativo appoggio delle cosche Tegano e di quella ramificazione della cosca Condello, operante nel quartiere di Gallico, gi\u00e0 facente riferimento al defunto Chirico Domenico Consolato, per poi ampliare i propri interessi e proiezioni anche fuori dal quartiere di Gallico e dello stretto ambito commerciale, infiltrandosi nelle settore delle aste immobiliari \u2026Con l\u2019aggravante dell\u2019utilizzare i proventi dell\u2019attivit\u00e0 delittuosa per finanziare le attivit\u00e0 economiche di cui gli associati intendevano assumere e\/o mantenere il controllo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sulla base delle indagini svolte, \u00e8 emerso che<strong> l&#8217;avv. Paolo Romeo<\/strong> si sarebbe messo in contatto con Emilio Angelo Frascati (imprenditore rivale a Chirico), concordando il patto che prevedeva la rinuncia da parte di quest\u2019ultimo ai diritti di prelazione sugli spazi commerciali della &#8220;Perla dello Stretto&#8221;, nella titolarit\u00e0 dell&#8217;imprenditore Antonino Miceli e del figlio Andrea, a vantaggio di Chirico. In cambio, quest&#8217;ultimo doveva rinunciare alle chance di aggiudicazione di alcuni rami d&#8217;azienda ex GDM Spa, sui quali era in corso la procedura di amministrazione per le grandi imprese in crisi, revocando le offerte gi\u00e0 presentate agli incanti pubblici indetti dal Commissario giudiziale Marcello Parrinello e dall&#8217;amministrazione giudiziaria dei beni in sequestro della Sl.CA Srl (impresa nella disponibilit\u00e0 del gi\u00e0 noto Giuseppe Rocco Giovanni Rechichi, sottoposta a sequestro preventivo, in ordine all&#8217;affitto del magazzino sito lungo la SS 106 nella parte sud del Comune di Reggio Calabria, su cui gi\u00e0 la GDM Spa vantava un diritto di locazione. Paolo Romeo, per mantenere fede ai patti, avrebbe dato disposizioni a Chirico di predisporre subito le revoche predette e l&#8217;imprenditore avrebbe cos\u00ec eseguito le indicazioni. Chirico inoltre, teneva a propria disposizione Domenico Marcian\u00f2, uomo dell&#8217;ala militare della consorteria Condello operante nel quartiere di Gallico, anch\u2019egli indagato nell\u2019ambito dell\u2019Operazione \u201cFata Morgana\u201d.<\/p>\n<p><strong>Altra vicenda<\/strong>, con la quale viene fatto risalire il ruolo di Giuseppe Chirico nel contesto della locale criminale sin dal 2008, \u00e8 quella tratta dalle dichiarazioni acquisite da un&#8217;altra imprenditrice operante nello stesso settore del proposto, la <strong>sig.ra Brunella Latella<\/strong>, la quale all&#8217;inizio degli anni 2000 aveva avviato numerosi supermercati in Reggio Calabria con il marchio &#8220;Doc Market&#8217;s&#8221; sino a quando l&#8217;asfissiante pressione della &#8216;ndrangheta non aveva condotto al fallimento di siffatta impresa commerciale.<\/p>\n<p>&#8220;La donna riferiva di essersi aggiudicata &#8211; tramite &#8216;Fineco Leasing&#8221; che agiva per persona da nominare &#8211; l&#8217;acquisto all&#8217;asta giudiziaria, all\u2019esito di una procedura esecutiva, degli immobili in cui esercitava, nel quartiere di Gallico, la sua attivit\u00e0 commerciale. Nell&#8217;occasione, Brunella Latella era stata raggiunta da Giovanni Pellicano, di recente tratto in arresto, quale dirigente della cosca Tegano, il quale le aveva implicitamente imposto di astenersi dal perpetuare la sua manifestazione d&#8217;interesse e di tutelare i diritti derivanti dall&#8217;aggiudicazione di quell&#8217;immobile, atteso, come avrebbe dovuto esserle ben noto, che Giuseppe Chirico, vantasse prelazioni criminali sullo stesso\u201d.<\/p>\n<p>Chirico insomma avrebbe sfruttato le sue conoscenze mafiose per far estromettere l&#8217;imprenditrice facendo emergere gli interessi economici dell&#8217;imprenditore di Gallico in connubio con quelli della &#8216;ndrangheta. E cos\u00ec nei suoi confronti \u00e8 scattata l&#8217;indagine, a carattere economico\/patrimoniale, volta all\u2019individuazione dei beni mobili ed immobili a lui riconducibili.<\/p>\n<p>Una volta delineato il profilo di pericolosit\u00e0 sociale \u201cqualificata\u201d del proposto \u2013 in quanto soggetto gravemente indiziato di appartenere alla \u2018ndrangheta &#8211; l\u2019attivit\u00e0 investigativa si \u00e8 concentrata sulla ricostruzione della capacit\u00e0 reddituale e del complesso dei beni di Chirico e dell suo nucleo familiare ed \u00e8 stata accertata, non solo la sproporzione esistente tra il profilo reddituale e quello patrimoniale, ma, soprattutto, il ruolo di imprenditore \u201cmafioso\u201d che lo stesso ha rivestito nel tempo, quanto meno a far data dal 2008, tanto da poter sostenere che il patrimonio accumulato altro non sia che il frutto o il reimpiego dei proventi di attivit\u00e0 illecite.<\/p>\n<p>Chirico avrebbe pertanto posto in essere condotte volte ad alterare il sano mercato economico del territorio reggino favorendo la criminalit\u00e0 organizzata, avvalendosi della \u201cSO.RA.L. S.A.S.\u201d, societ\u00e0 di cui era socio e amministratore, indicata quale \u201cditta di riferimento\u201d, e pertanto da considerarsi \u201cimpresa mafiosa\u201d i cui proventi reddituali sono da considerare illecitamente percepiti.<\/p>\n<h2>I beni sequestrati a Chirico<\/h2>\n<p>I sigilli hanno riguardato beni mobili, immobili, imprese e relativi compendi aziendali:<br \/>\n&#8211; SO.R.AL. &#8211; SOCIET\u00c0 REGGINA ALIMENTARI DI CHIRICO GIUSEPPE E C. &#8211; S.A.S.\u201d, esercente l\u2019attivit\u00e0 di \u201cIpermercati\u201d, comprensiva del compendio aziendale (capitale sociale, partecipazioni, n. 3 unit\u00e0 locali, 25 immobili, 3 automezzi), nonch\u00e9 conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi, contratti di acquisto di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, assicurazioni, intestati presso istituti di credito pubblici o privati, casse rurali, direzioni provinciali P.T., societ\u00e0 assicurative, finanziarie o fiduciarie, societ\u00e0 di intermediazione mobiliare, comunque riconducibili alla societ\u00e0;<\/p>\n<p>&#8211; Un terreno, un\u2019autovettura, polizze assicurative, fondi comuni di investimento, depositi titoli del valore complessivo pari a \u20ac 671.738,48 intestati al proposto e\/o ai componenti il proprio nucleo familiare; c. conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi, contratti di acquisto di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, assicurazioni, intestati presso istituti di credito pubblici o privati, casse rurali, direzioni provinciali P.T., societ\u00e0 assicurative, finanziarie o fiduciarie, societ\u00e0 di intermediazione mobiliare, comunque riconducibili al proposto e ai componenti il proprio nucleo familiare, aventi saldo attivo superiore a \u20ac 1.000,00.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Guardia di Finanza, a seguito dell&#8217;operazione denominata &#8220;Fata Morgana&#8221; ha sequestrato il patrimonio di un imprenditore appartenente alla &#8216;ndrangheta del valore di 19 milioni di euro.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":81895,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-81894","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81894","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81894"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81894\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81894"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}