{"id":82081,"date":"2017-08-01T10:01:57","date_gmt":"2017-08-01T08:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/assolto-dopo-piu-di-tre-anni-di-carcere-da-innocente-quellimprenditore-con-la-mafia-non-centra-nulla\/"},"modified":"2023-01-16T19:35:07","modified_gmt":"2023-01-16T18:35:07","slug":"169107-assolto-dopo-piu-di-tre-anni-di-carcere-da-innocente-quellimprenditore-con-la-mafia-non-centra-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/169107-assolto-dopo-piu-di-tre-anni-di-carcere-da-innocente-quellimprenditore-con-la-mafia-non-centra-nulla\/","title":{"rendered":"Assolto dopo pi\u00f9 di tre anni di carcere da innocente: &#8220;Quell&#8217;imprenditore con la mafia non c&#8217;entra nulla&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;uomo ora ha richiesto allo Stato un risarcimento di 516 mila euro per l&#8217;ingiusta detenzione e un altro risarcimento, da quantificare, per il fallimento della sua azienda.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; In carcere da innocente, oltre tre anni dietro le sbarre; un&#8217;azienda fallita che fruttava migliaia di euro e impiegava 60 dipendenti: questa \u00e8 l&#8217;amara vicenda vissuta\u00a0da <strong>Vincenzo Galimi, accusato di essere vicino alle famiglie di &#8216;ndrangheta del suo territorio; oggi invece risultato innocente.<\/strong> A stabilirlo due sentenze, divenute definitive e proprio per questo l&#8217;uomo chiede<strong> un risarcimento allo Stato per la sua ingiusta detenzione.<\/strong> Il suo\u00a0avvocato Domenico Putrino ha richiesto un risarcimento di<strong> 516 mila euro (il tetto massimo previsto dalla legge).<\/strong> Mentre sar\u00e0 compito dei periti, nominati dalla difesa, <strong>stabilire l&#8217;entit\u00e0 esatta dell&#8217;importo da richiedere allo Stato per quanto riguarda il fallimento delle due aziende di propriet\u00e0 Galimi.<\/strong> Perch\u00e8 insieme a Vincenzo \u00e8 stato, anche, accusato il fratello <strong>Pasquale Galimi,<\/strong> ora assolto da ogni accusa, che ha richiesto la stessa somma di risarcimento. Per le aziende, il risarcimento \u00e8 ancora da quantificare ma\u00a0una \u00e8 fallita nel corso degli anni a causa\u00a0degli amministratori giudiziari, l&#8217;altra \u00e8 sepolta dai debiti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-169114 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Vincenzo-Galimi.png\" alt=\"Vincenzo Galimi\" width=\"184\" height=\"241\" title=\"\">Vincenzo Galimi \u00e8 originario di Palmi, nel reggino.\u00a0<strong>Finisce in carcere, insieme al fratello Pasquale, nel novembre 2012; nell\u2019ambito della maxi operazione della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3116\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #0000ff;\">denominata \u201cCosa Mia\u201d.<\/span><\/a><\/strong> Con loro altre <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3117\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #0000ff;\">52 persone, tutte accusate di essere affiliate\u00a0alla cosca Gallico di Palmi e a quella di Barritteri di Seminara.<\/span><\/a> Oltre all&#8217;accusa di associazione mafiosa, la ditta Galimi veniva accusata, attraverso l&#8217;appoggio del clan Gallico, di essersi <strong>aggiudicata appalti per i lavori di ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria.<\/strong> Ma non solo; l\u2019azienda, secondo l\u2019accusa, rappresentava un punto di riferimento per la cosca e oltre ai lavori di ristrutturazione dell\u2019A3, si era aggiudicata anche i lavori<strong> di manutenzione e somma urgenza del comune di Palmi.<\/strong> Da qui il sequestro della ditta, disposto dall&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria, avvenuto il 10 giugno 2010.\u00a0Nel processo di primo grado, l\u2019accusa per\u00a0Vincenzo Galimi <strong>la condanna\u00a0a 16 anni di reclusione.<\/strong> Ma i giudici accolgono la tesi della difesa, secondo cui <strong>l\u2019imprenditore era legittimato ad avere rapporti con la ditta Galimi e con la pubblica amministrazione non solo perch\u00e9 dipendente della stessa ditta, ma anche perch\u00e9 era stato nominato procuratore speciale dell\u2019azienda Galimi con vari poteri.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del processo viene chiamato\u00a0a testimoniare l\u2019imprenditore e testimone di giustizia <strong>Gaetano Saffioti<\/strong> (per il quale nacque il processo denominato <strong>\u201cTallone d\u2019Achille\u201d<\/strong>, grazie alla sua ribellione alle imposizioni del clan Gallico, negli anni &#8217;90, denunciando estorsioni ed estortori).<strong> Il collaboratore di giustizia\u00a0scagiona entrambi i fratelli Galimi, affermando che i due non erano collegati alla &#8216;ndrangheta.<\/strong>\u00a0Vincenzo Galimi viene assolto in primo grado dall\u2019accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e intestazione fittizia di beni. Il giorno stesso della sentenza, la Corte d\u2019assise di Palmi dispone la restituzione ai Galimi dell\u2019intero patrimonio aziendale, del quale tuttavia resta poco e niente.\u00a0<strong>Arriva anche l\u2019assoluzione in secondo grado<\/strong>, ma in questo caso la Procura generale della Corte d\u2019appello di Reggio Calabria decide di non impugnare il provvedimento. <strong>La custodia cautelare di 3 anni in carcere disposta per Vincenzo Galimi, imposta dal Tribunale in primo grado, viene revocata.\u00a0Oggi l&#8217;assoluzione definitiva e la richiesta di entrambi i fratelli di risarcimento di 516 mila euro ciascuno<\/strong>, per la detenzione di tre anni di carcere, senza avere nessuna colpa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo ora ha richiesto allo Stato un risarcimento di 516 mila euro per l&#8217;ingiusta detenzione e un altro risarcimento, da quantificare, per il fallimento della sua azienda.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":82082,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-82081","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82081","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82081"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82081\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}