{"id":82111,"date":"2017-08-01T17:53:37","date_gmt":"2017-08-01T15:53:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ex-dipendente-omeca-deceduto-per-mesotelioma-da-amianto\/"},"modified":"2023-01-16T19:35:09","modified_gmt":"2023-01-16T18:35:09","slug":"169197-ex-dipendente-omeca-deceduto-per-mesotelioma-da-amianto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/169197-ex-dipendente-omeca-deceduto-per-mesotelioma-da-amianto\/","title":{"rendered":"Ex dipendente Officine Meccaniche Calabresi deceduto per mesotelioma da amianto"},"content":{"rendered":"<h4>Massimo Alampi chiede giustizia per il padre. Con\u00a0lui sono morti pi\u00f9 di 500 lavoratori per mesotelioma e 2.000 per le altre patologie asbesto correlate.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La morte per mesotelioma cammina sui binari delle Ferrovie dello Stato.\u00a0Massimo Alampi non si da per vinto e denuncia la morte del padre alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.\u00a0Poderosa iniziativa dell\u2019Osservatorio Nazionale Amianto che nei prossimi giorni, attraverso il responsabile territoriale di Reggio Calabria, Massimo Alampi, presenter\u00e0 un voluminoso dossier al competente Comando dei Carabinieri e alla stessa Procura della Repubblica.\u00a0\u201c<strong>Deve essere fatta piena luce sulla morte di mio padre Letterio, stroncato dal mesotelioma da amianto che l\u2019INAIL ha riconosciuto provocato dalla sua attivit\u00e0 di lavoro Omeca (Officine Meccaniche Calabresi di Reggio Calabria), successivamente Ansaldo Breda.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con lui sono morti, secondo i dati raccolti dall\u2019ONA, nell\u2019intero settore dei rotabili ferroviari, pi\u00f9 di 500 lavoratori negli ultimi 20 anni solo per mesotelioma, 2.000 per le altre patologie asbesto correlate. Qui ci sono responsabilit\u00e0 precise anche delle Ferrovie dello Stato che per molto, troppo, tempo hanno continuato a usare amianto e quindi imporre forniture di amianto a coloro che realizzavano vetture e locomotive ferroviarie e, tranne alcune sentenze di condanna come quella disposta dalla Corte di Cassazione penale, n. 5037 del 2001, e altre sentenze, in realt\u00e0 siamo fermi, <strong>nessuno dei responsabili \u00e8 in carcere come meriterebbe per aver provocato morti e morti e malati, lutti e tragedie, e io non mi fermer\u00f2, voglio sensibilizzare la cittadinanza di Reggio Calabria<\/strong> nella mia qualit\u00e0 di responsabile ONA, l\u2019associazione che ormai da quasi 10 anni rappresenta le vittime dell\u2019amianto e i loro famigliari\u201d dichiara Massimiliano Alampi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certamente quella dell\u2019amianto nei rotabili ferroviari \u00e8 un\u2019emergenza perch\u00e9 sta provocando un\u2019epidemia di mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all\u2019ovaio e per non parlare dell\u2019asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari.\u00a0\u201c<strong>Muoiono anche i famigliari dei lavoratori impiegati in questo settore<\/strong>. Ricordo l\u2019Isochimica di Avellino e il processo in corso che vede nel banco degli imputati anche funzionari delle Ferrovie dello Stato perch\u00e9 erano le Ferrovie dello Stato a stabilire che le forniture dovessero essere con materiali di amianto. \u00c8 lo Stato il maggiore colpevole, uno Stato colpevole\u201d dichiara l\u2019Avv. Ezio Bonanni, presidente dell\u2019ONA.\u00a0Il coordinamento delle vittime delle Ferrovie dello Stato \u00e8 affidato, per quanto riguarda l\u2019attivit\u00e0 comunicativa, al Sig. Antonio Dal Cin. Questi, in qualit\u00e0 di finanziere, \u00e8 stato esposto ad amianto durante l\u2019attivit\u00e0 di servizio e, a sua insaputa, in seguito alla presenza di alcune carrozze ferroviarie lasciate in sosta nei pressi della Dogana di Prosecco sez. Fernetti (TS).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa ulteriore esposizione, durante il servizio, ha inevitabilmente causato il cosiddetto \u201ceffetto sommatoria\u201d dei fattori di rischio che ha determinato la patologia da amianto \u201dasbestosi pleurica\u201d, per cui \u00e8 stato riconosciuto inabile al 100% e dunque posto in congedo quando era nel fiore della vita, per avere da poco superato i 40 anni.\u00a0Molti altri, anche finanzieri e mogli dei lavoratori sventurati e disgraziati che lavoravano nelle FFSS, sono invece deceduti per aver lavato le tute dei mariti, come nel caso di condanna penale a carico di responsabili delle Ferrovie nel procedimento definito dalla Corte di Cassazione, n. 5037 del 2001.\u00a0Massimo Alampi grida con forza: <strong>\u201cGiustizia! Giustizia! Giustizia! Mobilitazione dei lavoratori e cittadini contro l\u2019amianto! Non mi dar\u00f2 per vinto, dobbiamo combattere contro questi carnefici dell\u2019amianto che hanno ammazzato i nostri cari<\/strong> <strong>e pensano di farla franca e rimanere impuniti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiediamo al Capo dello Stato, On.le Mattarella, affinch\u00e9 per una volta ricordi anche la necessit\u00e0 di dare giustizia alle vittime dell\u2019amianto, e cos\u00ec mi appello anche al presidente del Consiglio perch\u00e9 pure lui si svegli e adotti i provvedimenti necessari. Mi riferisco anche alla<strong> bonifica delle scuole e altre iniziative che dovrebbe assumere e che il governo non ha ancora assunto.<\/strong> Per cui ritengo che noi dal basso, noi dell&#8217;ONA, dobbiamo aggregare tutte le forze sane, unirci con le altre associazioni, con le parrocchie, con i sacerdoti e lottare tutti insieme pacificamente per avere giustizia su questa terra per mettere in carcere chi si \u00e8 arricchito sulla vita e sul sangue dei cittadini inermi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimo Alampi chiede giustizia per il padre. 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