{"id":82115,"date":"2017-08-02T04:30:31","date_gmt":"2017-08-02T02:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/asilo-nido-comunale-meno-di-40-nuovi-posti-effettivi-messi-a-bando\/"},"modified":"2023-01-16T19:35:09","modified_gmt":"2023-01-16T18:35:09","slug":"169208-asilo-nido-comunale-meno-di-40-nuovi-posti-effettivi-messi-a-bando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/169208-asilo-nido-comunale-meno-di-40-nuovi-posti-effettivi-messi-a-bando\/","title":{"rendered":"Asilo nido comunale, meno di 40 nuovi posti effettivi messi a bando"},"content":{"rendered":"<h4>Il numero dei nuovi ammessi appare troppo esiguo per una comunit\u00e0 cos\u00ec grande. Mentre il Ministero dell\u2019Interno comunica la riassegnazione dei fondi Pac non utilizzati che coprono per intero la gestione del \u2018Peter Pan\u2019, ci si interroga sul futuro della sfera pubblica dei servizi per l\u2019infanzia<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE (CS) &#8211; Spesso si ha l\u2019impressione di non essere una terra per giovani. O mettetela come vi pare, un luogo per tutti. Prendiamo l\u2019esempio dell\u2019<strong>asilo nido comunale di Rende<\/strong>. Dell\u2019unico, per intenderci. Nulla da eccepire in termini di efficienza dell\u2019offerta, dei servizi e della professionalit\u00e0 degli operatori, che nessuno ha mai messo in discussione tantomeno le recensioni entusiaste delle tantissime famiglie che ogni giorno lasciano i figli tra le cure degli educatori del \u2018Peter Pan\u2019, in via Londra a Quattromiglia.<br \/>\nIl termine ultimo per la presentazione della graduatoria definitiva per l\u2019anno 2017-2018, come da bando, sarebbe dovuto avvenire lo scorso 31 luglio, ma sempre il bando specifica che ulteriori 15 giorni si sarebbero resi necessari nell\u2019eventualit\u00e0 di varie modifiche. Ci si preoccupa poco del fatto che non poche famiglie storcono il naso sulla <strong>ricettivit\u00e0 della struttura rendese<\/strong>. S\u00ec, perch\u00e9 a ben vedere un <strong>totale di 40 bambini (10 rientranti nella fascia 3-12 mesi, 15 in quella 12-24 e 15 nella 24-36 ) su un totale di una popolazione residente di poco meno di 40 mila abitanti sembra davvero una forzatura.<\/strong> A maggior ragione se a far parte del centro per l\u2019infanzia sono ipoteticamente tutti i bambini tra i tre mesi di vita e i tre anni di et\u00e0 con requisiti in regola, e non ci vuole chiss\u00e0 quale scienza per capire che la cifra dei bambini residenti sia- e potrebbe essere- davvero considerevole, rimpolpando i numeri della demografia rendese degli ultimi anni.<\/p>\n<p>Il<strong> bando comunale<\/strong> \u2013 pubblicato dall\u2019allora dirigente ad interim Antonio Infantino subito dopo la poltrona vacante lasciata dall\u2019ex assessore Ida Bozzo &#8211; tiene per\u00f2 conto di altri fattori per la classificazione degli ammessi. Come la precedenza dei gi\u00e0 iscritti. Recita infatti: \u201ci bambini e le bambine che saranno iscritti e frequentanti il nido d\u2019infanzia nell\u2019anno corrente ed ancora in et\u00e0 utile avranno, di norma, la precedenza assoluta negli anni successivi salvo specifiche disposizioni previste nel vigente regolamento\u201d. Chi iscrive per la prima volta suo figlio\/a deve dunque fare i conti con gli iscritti degli anni precedenti &#8211; e poveri anche quelli, che colpa avrebbero a continuare a crescere nel nido pubblico che di diritto spetterebbe loro? &#8211; con il risultato che i posti messi a bando si riducono davvero all\u2019osso: stando alla <strong>graduatoria provvisoria del14 luglio scorso<\/strong>, 10 posti per la classe \u2018pulcini, altri 10 per i \u2018delfini\u2019 e solo 6 posti per i \u2018leoncini\u2019. Salvo poi precisare che il tetto dei 40 \u00e8 suscettibile di essere ritoccato verso l\u2019alto, non disperiamo. Si potr\u00e0 ampliare il numero dei bambini , fascia per fascia, laddove \u201cdovessero rimanere posti disponibili\u201d. Non proprio rassicurante\u2026<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>La ricettivit\u00e0? Mancano fondi autonomi dai PAC<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pochi, anzi irrisori i posti messi a bando. La<strong> legge 29 marzo 2013, n. 15 (\u201cNorme sui servizi educativi per la prima infanzia\u201d<\/strong>) specifica che \u201cgli enti gestori, pubblici o privati, individuano per i nidi a tempo pieno e i nidi a tempo parziale moduli organizzativi e strutturali differenziali rispetto ai tempi di apertura dei servizi e alla loro ricettivit\u00e0 ed elaborano adeguati progetti pedagogici\u201d. Cio\u00e8 non si dice la quota massima di bambini che ogni nido pu\u00f2 ospitare bench\u00e9 si leghi tale entit\u00e0 a condizioni oggettive. C\u2019\u00e8 sempre un rapporto educatore per bambino da rispettare, certo, ci sono criteri strutturali come la metratura e il rapporto tra spazi interni ed esterni, ma a ben vedere il <strong>Regolamento regionale di attuazione della legge<\/strong> di cui sopra non lascia adito a dubbi quando sostiene che \u201c<strong>la ricettivit\u00e0 minima e massima dei nidi pu\u00f2 essere rispettivamente di 21 e 60<\/strong>\u201d. E allora? Perch\u00e9 non \u00e8 possibile incrementare il numero di posti messi a bando a Rende, citt\u00e0 dall\u2019accertata evoluzione anagrafica? \u201cRiguardo il \u2018Peter Pan\u2019 la questione \u00e8 prettamente di metraggio\u201d dice Annamaria Artese, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rende .\u201d I metri quadri della sede di via Londra non consentono di accogliere un numero di nuovi iscritti maggiore all\u2019attuale&#8221;. Se non lo si \u00e8 fatto prima, al taglio dei nastri due anni orsono, non pu\u00f2 essere pensata adesso una nuova destinazione pi\u00f9 grande e funzionale? \u201cC\u2019\u00e8 l\u2019intenzione di ampliarlo o comunque aprire altri asili nido comunali, ma mancano i fondi. Con il Comune in pre-dissesto non possiamo permettercelo e non possiamo affrontarlo con fondi interni. E se dovesse succedere di ingrandire parleremmo in ogni modo nella misura di pochissime unit\u00e0\u201d taglia corto l\u2019assessore.<\/p>\n<p><strong>Il primo e il solo asilo nido comunale di Rende \u00e8 stato aperto nel 2015 e interamente sovvenzionato dal Patto di Azione per la Coesione (PAC)<\/strong> che ha consentito la copertura finanziaria per i servizi dell\u2019asilo sino a giugno di quest\u2019anno. \u201c Con una nota informale il Ministero dell\u2019Interno ci ha garantito la proroga dei fondi con copertura effettiva fino a giugno 2018 e al momento ci sono ancora risorse finanziarie per garantire il normale funzionamento del centro\u201d tranquillizza al riguardo la Artese che chiama in causa la <strong>riassegnazione delle risorse finanziarie non utilizzate nel Primo Riparto e disposta dall&#8217;Autorit\u00e0 di Gestione con decreto n.1549 dell&#8217;11 maggio 2017<\/strong> \u2013 procedimento aperto dal Comitato operativo di supporto all&#8217;attuazione (C.O.S.A.) riunitosi lo scorso 12 luglio e per mezzo del quale sono stati approvati i Piani di Intervento presentati dal distretto con capofila Rende oltrech\u00e9 Catanzaro Lido, Catanzaro Nord e Polistena .<\/p>\n<p>I fondi sono un palla avvelenata che troppo spesso perdiamo per strada e poi chiediamo di recuperare senza alcun ritegno. Se i PAC venissero usati a singhiozzo o non prorogati o non riassegnati ci sarebbe un gran bel discutere, e vai poi a spiegare perch\u00e9 a Rende non avremmo un asilo nido comunale indipendente dalle entrate extra. Come non avremmo parimenti asili nido privati convenzionati. \u201cNon abbiamo potuto procedere ad accreditare strutture private convenzionate proprio per la <strong>mancanza di fondi<\/strong>. Soprattutto perch\u00e9 quelle risorse non utilizzate &#8211; <em>del Primo Riparto ndr<\/em> \u2013 non abbiamo potuto trasformarli in voucher e sopperire alla funzione di pubblica utilit\u00e0 che svolge egregiamente il Nido \u2018Peter Pan. \u00c8 la stessa sorte che attanaglia tutto il distretto, purtroppo, tutti gli asili comunali dei paesi limitrofi vivono le stesse difficolt\u00e0\u201d ammette ancora Artese.<br \/>\nAlle madri e ai padri non resta che l\u2019alternativa del privato, e basti confrontare, a parit\u00e0 di formula educativa proposta, il tariffario dell\u2019uno e dell\u2019altro per accorgersi di come non sia indifferente il dispendio delle finanze domestiche. Addio ISEE e pagamento di retta in base al reddito. Ben vengano i PAC, al momento i soli &#8211; ahinoi &#8211;\u00a0 a segnare la via dei servizi dell\u2019infanzia come bene pubblico primario.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n<h4 style=\"text-align: right;\">(IMMAGINE DI REPERTORIO)<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il numero dei nuovi ammessi appare troppo esiguo per una comunit\u00e0 cos\u00ec grande. 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