{"id":82127,"date":"2017-08-02T09:37:46","date_gmt":"2017-08-02T07:37:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/revocato-decreto-culto-alla-fondazione-cuore-immacolato-maria-bloccate-tutte-le-attivita\/"},"modified":"2023-01-16T19:35:09","modified_gmt":"2023-01-16T18:35:09","slug":"169257-revocato-decreto-culto-alla-fondazione-cuore-immacolato-maria-bloccate-tutte-le-attivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/169257-revocato-decreto-culto-alla-fondazione-cuore-immacolato-maria-bloccate-tutte-le-attivita\/","title":{"rendered":"Revocato il decreto di culto alla Fondazione Cuore Immacolato di Maria. Bloccate tutte le attivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h4>Un vero e proprio terremoto quello che sta investendo nelle ultime ore la Fondazione Cuore Immacolato di Maria nata per ricordare la mistica di Paravati, Natuzza Evolo. Il vescovo ha revocato l&#8217;approvazione dello Statuto<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MILETO (VV) &#8211; Il vescovo <strong>Luigi Renzo<\/strong> aveva dato un ultimatum per la riforma dello Statuto della Fondazione \u201cCuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime\u201d, e ieri sono arrivate invece le drastiche decisioni nei confronti dell\u2019Ente di Paravati. Il vescovo mons. Luigi Renzo ha infatti revocato il decreto di religione e di culto del 1999 dell\u2019allora vescovo Domenico Tarcisio Cortese. La decisione comprende anche dei particolari divieti: \u201cOrganizzare pubbliche attivit\u00e0 di religione e di culto di qualsiasi natura, dentro e fuori la sede; di utilizzare per qualsiasi attivit\u00e0 di pastorale e culto pubblico la chiesa \u201c<strong>Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime<\/strong>\u201d, non<strong> ancora consacrata<\/strong>; di<strong> raccogliere offerte<\/strong> in eventuali pubbliche celebrazioni liturgiche che, in ogni caso, dovranno organizzarsi solo ad opera della parrocchia \u201cSanta Maria degli Angeli\u201d in Paravati, unica ad essere titolata per qualsiasi attivit\u00e0 di religione e culto (processioni, sante messe, e quant\u2019altro) nel proprio territorio; di conservare il Santissimo Sacramento e di celebrare la santa messa nella casa per anziani \u201cMonsignor Pasquale Colloca\u201d, compresa l\u2019annessa aula polifunzionale, revocando ogni facolt\u00e0 precedentemente concessa\u201d.<\/p>\n<p>Nel decreto di revoca il presule miletese fa, tra l\u2019altro, rilevare alla Fondazione &#8220;l\u2019obbligo di attenersi \u201csub gravi\u201d \u201calle disposizioni emanate da Papa Francesco nel recente Motu propriu \u201cMaiorem ac dilectionem\u201d (11 luglio 2017) in cui, all\u2019articolo 36, \u00e8 stabilito che <strong>sono proibite nelle chiese le celebrazioni o i panegirici sui &#8220;servi di Dio&#8221;,<\/strong> la cui santit\u00e0 di vita \u00e8 tuttora soggetta a legittimo esame. Ma anche fuori dalla chiesa bisogner\u00e0 astenersi da quegli atti che potrebbero indurre i fedeli a ritenere a torto che l\u2019inchiesta, fatta dal vescovo sulla vita e sulle virt\u00f9, sul martirio o sull\u2019offerta della vita del Servo di Dio, comporti certezza della futura canonizzazione dello stesso Servo di Dio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un chiaro riferimento a Natuzza Evolo, di cui \u00e8 in corso la causa di canonizzazione.<\/strong> Nel decreto di revoca, monsignor Renzo sottolinea che entro 30 giorni provveder\u00e0 a trasmetterlo al <strong>Ministero dell\u2019Interno<\/strong> per gli opportuni adempimenti civili, alla Nunziatura in Italia e alla Segreteria di Stato Vaticano, \u201cgi\u00e0 coinvolte nella vicenda, e infine alla Segreteria Generale della Cei \u201cper la dovuta informazione\u201d.<\/p>\n<p>Intanto il\u00a0presidente della Fondazione, don Pasquale Barone, e il tesoriere, padre Michele Cordiano, si sono dimessi, ed oggi si terr\u00e0 una seduta del consiglio di amministrazione dell&#8217;ente. Nei giorni scorsi inoltre, si era dimesso il parroco di Paravati, don Francesco Sicari, membro di diritto del Consiglio di Amministrazione.<\/p>\n<h4><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-169260 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/renzo_vescovo.jpg\" alt=\"renzo_vescovo\" width=\"229\" height=\"229\" title=\"\">Il Vescovo Renzo risponde agli &#8220;attacchi subiti in merito ai rapporti tra la diocesi e la Fondazione &#8220;Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime&#8221;<\/h4>\n<p>In una lunga nota diramata dall&#8217;ufficio stampa diocesano si fa presente che &#8220;il Vescovo, nei singoli passaggi, si sta muovendo non a titolo personale, ma col conforto del Consiglio Presbiterale diocesano e soprattutto col supporto e la consulenza dell&#8217;Ufficio giuridico della Conferenza Episcopale Italiana, della Nunziatura Apostolica in Italia, della Segnatura Apostolica (tribunale supremo della Chiesa universale), della Segreteria di Stato Vaticano. I suoi passi, pertanto, hanno avuto l&#8217;avallo e l&#8217;approvazione di tutti i predetti organismi centrali. Ci\u00f2 premesso si fa rilevare che:<\/p>\n<p>1) Non risulta essere vero che il Vescovo o la diocesi vogliano in qualche modo appropriarsi del patrimonio della Fondazione, che mantiene a pieno titolo la sua personalit\u00e0 giuridica privata e quindi la propriet\u00e0 dei suoi beni patrimoniali, compresa la chiesa. Chiaramente, per\u00f2, non pu\u00f2 essere di pertinenza e di competenza della Fondazione la cura e la gestione della pastorale e del culto, che sono sotto l&#8217;esclusiva e canonica giurisdizione del vescovo della diocesi. A prova di ci\u00f2, nell&#8217;art. 3 del nuovo Statuto in attesa di approvazione dell&#8217;assemblea, concordato e sottoscritto di comune accordo lo scorso 7 marzo dal Vescovo e dal Presidente D. Pasquale Barone, davanti a testimoni di entrambe le parti, \u00e8 testualmente stabilito: &#8221; Scopi istituzionali: La Fondazione, che non ha scopo di lucro, intende perseguire, approfondire e realizzare quanto espresso all&#8217;art. 2, attraverso l&#8217;impegno di: a) realizzare una Chiesa, dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, da destinare al culto pubblico sotto forma di Rettoria, in vista anche di una sua eventuale elevazione a Santuario Diocesano ad opera dell&#8217;Ordinario Diocesano. La cura e gestione della stessa saranno di esclusiva pertinenza della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, regolamentate tramite la stipula di un Disciplinare tra le parti in forma pubblica per notaio. La propriet\u00e0 e la manutenzione ordinaria e straordinaria dell&#8217;intero complesso, restano in ogni caso della Fondazione. (&#8230;)&#8221; Non pare che nel testo ci sia la volont\u00e0 di appropriarsi dell&#8217;Opera e del patrimonio della Fondazione, come indebitamente qualcuno ha messo in giro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-117651 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Natuzza-Evolo1.jpg\" alt=\"natuzza-evolo1\" width=\"604\" height=\"270\" title=\"\"><\/p>\n<p>2) A riguardo della consacrazione della chiesa \u00e8 stata sempre chiara la posizione del Vescovo nei confronti della Fondazione. Il 25 gennaio 2017, per esempio, al Presidente della Fondazione che lo informava dell&#8217;avvenuto rilascio delle certificazioni dell&#8217;agibilit\u00e0 della chiesa da parte della competente autorit\u00e0 e che quindi si poteva passare all&#8217;eventuale consacrazione del sacro edificio, cos\u00ec il Vescovo rispondeva, richiamandosi tra l&#8217;altro ad una sua precedente corrispondenza del 3 dicembre 2015: &#8220;Apprendo con soddisfazione che sono state rilasciate le certificazioni di agibilit\u00e0 da parte delle competenti autorit\u00e0. A riguardo vorrei ricordarLe, comunque, quanto Le scrissi il 3 dicembre 2015 (Prot. N. 62\/15\/V), che riporto testualmente: &#8220;Faccio presente che &#8220;l&#8217;utilizzazione della Chiesa&#8221; \u00e8 senz&#8217;altro subordinata alla certificazione dell&#8217;agibilit\u00e0 delle competenti autorit\u00e0 civili, come viene giustamente rilevato, ma questa \u00e8 insufficiente senza la consacrazione e dedicazione dell&#8217;altare (can. 1237), di competenza esclusiva del Vescovo diocesano (can. 1206)&#8221;. Trattandosi qui di una chiesa di propriet\u00e0 privata, &#8220;non sar\u00e0 possibile consacrare la chiesa senza gli accordi preliminari anche di natura canonica&#8221; con la diocesi, regolamentando in maniera pi\u00f9 puntuale i rapporti di collaborazione tra Diocesi e Fondazione su base statutaria e non con un semplice &#8220;regolamento&#8221; aleatorio. Nella stessa lettera il Vescovo ribadiva che era anche sua ferma intenzione di consacrare la chiesa non appena fosse stato approvato il nuovo Statuto &#8220;per renderlo pi\u00f9 consono alle esigenze di un&#8217;opera che, pur nella sua autonomia amministrativa, nasce dentro la Chiesa e cammina con essa unitamente al Vescovo ed al resto della comunit\u00e0 ecclesiale&#8221;. Da allora e finora non \u00e8 successo nulla. Nemmeno dopo l&#8217;accordo del 7 marzo, prima ricordato. Pi\u00f9 che al Vescovo, pertanto, bisognerebbe chiedere alla Fondazione perch\u00e8 non si adegua alle esigenze previste dalle norme canoniche al fine di arrivare prima possibile alla consacrazione della chiesa, fermo restando che non pu\u00f2 sussistere una chiesa parallela ed autonoma dalla giurisdizione piena del Vescovo diocesano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-169261 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/paravati_chiesa_natuzza.jpg\" alt=\"paravati_chiesa_natuzza\" width=\"321\" height=\"240\" title=\"\"><\/p>\n<p>3) Non sembra opportuno, infine, entrare nel merito della causa di Natuzza, che \u00e8 altra cosa. In questo momento tutti farebbero bene a stare calmi ed a saper attendere, come ha chiesto Mons. Renzo. Un solo chiarimento procedurale, comunque, appare necessario a riguardo del ruolo della Congregazione della Dottrina della Fede nei processi di beatificazione. A chi \u00e8 informato, \u00e8 noto che la Congregazione della Causa dei Santi non d\u00e0 il &#8220;nulla osta&#8221; per costituire il Tribunale diocesano per l&#8217;avvio di una Causa se prima non c&#8217;\u00e8 il &#8220;placet&#8221; della Congregazione della Fede, che si pronuncia alla luce dell&#8217;eventuale documentazione in giacenza nel proprio Archivio. Qualora detta Congregazione dovesse tardare o negare il placet, la Congregazione dei Santi non pu\u00f2 accogliere alcuna istanza di apertura di cause. Ci\u00f2 precisato, dopo quanto successo nei giorni scorsi, per onest\u00e0 intellettuale, andrebbero doverosamente presentate pubbliche scuse da parte di tutti al Vescovo, ingiustamente fatto passare per un millantatore e profittatore della buona fede dei fedeli.<\/p>\n<p>A prescindere da questi aspetti, comunque, resti di comune consapevolezza che l&#8217;opera voluta da Mamma Natuzza \u00e8 cos\u00ec articolata e straordinaria, che non pu\u00f2 partire col piede sbagliato e fuori da un alveo giuridico-pastorale preciso, determinato e senza zone d&#8217;ombra, in modo che siano facilitati e senza equivoci i rapporti presenti e futuri di collaborazione e di intesa tra la Diocesi e la Fondazione. Senza nulla togliere o misconoscere ai meriti della Fondazione, Natuzza e la sua Opera non possono essere considerati di natura privatistica. Esse costituiscono patrimonio spirituale della Chiesa che, nella sua interezza, va tutelato e soprattutto vissuto con spirito di fede e di obbedienza come ha sempre fatto ed insegnato con la sua vita Mamma Natuzza&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un vero e proprio terremoto quello che sta investendo nelle ultime ore la Fondazione Cuore Immacolato di Maria nata per ricordare la mistica di Paravati, Natuzza Evolo. 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