{"id":82224,"date":"2017-08-04T10:15:51","date_gmt":"2017-08-04T08:15:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/o-lavori-o-fai-la-mamma-lingiustizia-subita-da-sara-licenziata-solo-perche-ha-un-figlio\/"},"modified":"2023-01-16T19:35:15","modified_gmt":"2023-01-16T18:35:15","slug":"169656-o-lavori-o-fai-la-mamma-lingiustizia-subita-da-sara-licenziata-solo-perche-ha-un-figlio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/169656-o-lavori-o-fai-la-mamma-lingiustizia-subita-da-sara-licenziata-solo-perche-ha-un-figlio\/","title":{"rendered":"&#8220;O lavori o fai la mamma&#8221;: l&#8217;ingiustizia subita da Sara, licenziata solo perch\u00e8 ha un figlio"},"content":{"rendered":"<h4>Prima due richieste di trasferimento, considerate illegittime e discriminatorie dal giudice, poi il licenziamento. Non \u00e8 un paese per mamme.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; E&#8217; mamma di un bimbo di due anni e dal momento in cui ha scoperto di essere incinta, ha dovuto lottare ed affrontare un lungo &#8220;calvario&#8221;, per conservare il suo posto di lavoro. Ma, purtroppo, come avviene per molte mamme oltre al danno la beffa: <strong>Sara Guerriero (la protagonista di questa vicenda), ha avuto il benservito dalla sua azienda, solo perch\u00e8 ha un figlio.<\/strong>\u00a0&#8220;Due richieste di trasferimento. Due provvedimenti giudiziari a mio favore. Due trasferimenti dichiarati dal giudice illegittimi e discriminatori. E oggi mi \u00e8 arrivata la lettera di licenziamento&#8221;. <strong>Licenziamento che \u00e8 stato concretizzato lo scorso\u00a07 giugno. Ma Sara non \u00e8 una mamma che si abbatte<\/strong> e ha gi\u00e0 preannunciato che: &#8220;la storia continuer\u00e0 ancora nelle aule del tribunale di Cosenza, ho impugnato il licenziamento e far\u00f2 ricorso.<strong>\u00a0Lotter\u00f2, finch\u00e9 potr\u00f2, per tutte le Mamme e le donne.<\/strong>&#8221;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-169675 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Sara-Guerriero-247x280.jpg\" alt=\"Sara Guerriero\" width=\"176\" height=\"199\" title=\"\">Facciamo un passo indietro e ripercorriamo brevemente la sua storia, in cui le parole chiavi sembrano proprio quelle del <strong>mobbing e discriminazione.<\/strong> Sara \u00e8 una giovane lavoratrice di 36 anni, impiegata in una azienda nata a Perugia (dove ha la sede amministrativa). Da sei anni lavorava come segretaria di tale azienda nella sede locale di Cosenza. Poi arriva la maternit\u00e0 e dopo la nascita del suo bambino, <strong>solo dopo 12 mesi le inviano la lettera di trasferimento a pi\u00f9 di 250 chilometri di distanza.<\/strong> &#8220;Gli affari dell\u2019azienda non vanno benissimo, non puoi lavorare pi\u00f9 qui, ti mandiamo a 257 chilometri di distanza&#8221;. Prendere o lasciare. Questa la motivazione ufficiale.\u00a0<span style=\"line-height: 1.5;\">Ma lei non si arrende\u00a0e tramite i legali, gli avvocati Giuseppe Lepera e Elena Montesano ha\u00a0presentato ricorso dinanzi al giudice, il quale le ha dato ragione.<\/span><\/p>\n<p>Anche l\u2019azienda non si abbatte e rimanda la lettere di trasferimento, con la stessa motivazione. <strong>E di nuovo Sara fa\u00a0ricorso e il giudice del lavoro lo accoglie nuovamente\u00a0in quanto, dai redditi dell\u2019azienda, non risulta\u00a0un calo di reddito tale da motivare il trasferimento<\/strong>.\u00a0<span style=\"line-height: 1.5;\">Dopo aver vinto il secondo provvedimento giudiziario, l&#8217;azienda decide di farla\u00a0stare a casa con stipendio pieno ma senza andare\u00a0in ufficio, giusto il tempo di<\/span>\u00a0preparare le carte per il licenziamento\u00a0e darle il benservito lo scorso giugno. &#8220;Q<span style=\"line-height: 1.5;\">uesto paese &#8211; dichiara Sara &#8211; dovrebbe garantire\u00a0pi\u00f9 tutele a chi decide di crescere un figlio e al contempo contribuire all\u2019economia della famiglia in cui spesso, un solo stipendio, non basta per la sopravvivenza. <strong>Una donna che ha dei figli deve avere\u00a0il diritto di lavorare. Di\u00a0essere autonoma\u00a0e non vedersi sgretolare questo diritto davanti alla faccia.<\/strong> Due trasferimenti da Cosenza a Salerno. Due provvedimenti giudiziari a mio favore. Due trasferimenti dichiarati dal giudice illegittimi e discriminatori. Poi\u00a0la lettera di licenziamento.<strong> No. Questo non \u00e8 un paese per mamme<\/strong>\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\">LEGGI QUI:<\/h3>\n<h2 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3132\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #0000ff;\">La storia di una neomamma cosentina: \u201cO ti trasferisci a Salerno, o ti licenziamo\u201d<\/span><\/a><\/h2>\n<address>\u00a0<\/address>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima due richieste di trasferimento, considerate illegittime e discriminatorie dal giudice, poi il licenziamento. 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