{"id":82704,"date":"2017-08-22T13:26:18","date_gmt":"2017-08-22T11:26:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-vecchia-si-indaga-sulle-cause-dellincendio-bilotti-stima-i-danni-audio\/"},"modified":"2023-01-16T19:35:48","modified_gmt":"2023-01-16T18:35:48","slug":"171853-cosenza-vecchia-si-indaga-sulle-cause-dellincendio-bilotti-stima-i-danni-audio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/171853-cosenza-vecchia-si-indaga-sulle-cause-dellincendio-bilotti-stima-i-danni-audio\/","title":{"rendered":"Cosenza Vecchia: si indaga sulle cause dell&#8217;incendio, dopo il lutto Bilotti elenca le opere distrutte"},"content":{"rendered":"<h4>Si attende la relazione dei Vigili del Fuoco, mentre il proprietario delle opere andate distrutte ne chiarisce il valore.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA\u00a0&#8211;\u00a0Nel rispetto di quanto accaduto a causa del tragico rogo divampato nel centro storico di Cosenza l\u2019amministrazione comunale ha deciso di sospendere gli appuntamenti del Festival delle Confluenze in programma dal 28 agosto al 2 settembre. Intanto la Procura di Cosenza sta indagando in tutte le direzioni, riguardo l&#8217;incendio che, venerdi&#8217; scorso, ha causato la morte di tre persone, nel centro storico cosentino. In attesa della relazione ufficiale dei vigili del fuoco sulle probabili cause che hanno scatenato il rogo, l&#8217;ipotesi piu&#8217; accreditata resta quella dell&#8217;incidente. Ma, da ieri, si e&#8217; anche scatenata una polemica sui social riguardo il valore delle opere culturali, carteggi e stampe, che erano conservate in un locale sopra l&#8217;appartamento andato a fuoco e che sono andate perse nel rogo. Abbiamo chiesto a<strong> Roberto Bilotti, proprietario dei locali, di elencare, sinteticamente, cosa e&#8217; andato distrutto o e&#8217; stato danneggiato.\u00a0<\/strong>&#8220;Il palazzo, prima di tutto, in particolare la torre campanaria medioevale del duomo, dopo aver subito danni con il terremoto, &#8211; dice Bilotti &#8211; fu inglobata nel palazzo. Una struttura con mura di due metri e bifore gotiche ancora visibili al primo livello. I livelli superiori sono andati distrutti, i solai crollati, portando dietro tutto. La sala attigua verso il duomo aveva un soffitto dipinto, allegorico, del Settecento, bruciato con le porte settecentesche e le sovraporte, i monumentali lampadari di Murano e gli arredi antichi, espressione di ebanisteria locale e napoletana. La quadreria includeva i ritratti di cosentini illustri e la biblioteca&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma e&#8217; stata distrutta anche una copia del &#8220;De rerum natura&#8221; di Telesio, dal valore non precisato. Ma era una copia e non era il volume piu&#8217; prezioso della collezione. <strong>Il libro di Telesio del 1570 era solo uno dei migliaia di volumi nella biblioteca, &#8211; ci dice Bilotti &#8211; il corpus su Cosenza era composto da rarita&#8217;<\/strong> quali Bernardino Bombini, &#8220;Legum studiosis&#8221;, con il suo ritratto inciso, Tommaso Cornelio, &#8220;Progymnasmata physica&#8221;, del 1683; cinquecentine e seicentine dei cosentini Francesco della Valle, Caloprese, Quattromani, Manfredi, Zavarroni, Alimena, Di Tarsia, De Matera, Caputi, Parisio, un insieme unico con gli autori cosentini piu&#8217; recenti: Serra, Galluppi, Vercillo, Nepote, Palazzo, Campagna, Pasquale, Miceli, Zumbini, e il repertorio completo dei ritratti incisi di tutti gli umanisti cosentini, sei pergamene seicentesche e attestati dei grandi feudatari Ruffo, Sanseverino, Sersale, Cavalcanti, Serra di Cassano, Gaeta, Spinelli di Fuscaldo, che raccontavano la storia della Calabria&#8221;. &#8220;L&#8217;elenco completo e&#8217; presso la Soprintendenza di piazza Valdesi&#8221;, sottolinea Bilotti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma era necessario un permesso speciale per poter ospitare questi beni culturali in quel luogo? &#8220;No, e&#8217;<strong> una casa privata ma la Soprintendenza ne ha rilevato l&#8217;interesse scientifico particolarmente importante dell&#8217;insieme<\/strong> &#8211; afferma Roberto Bilotti &#8211; e gia&#8217; dal 2003 ne ha avviato l&#8217;istruttoria finalizzata all&#8217;apposizione del vincolo di tutela insieme al palazzo architettonico e artistico del Palazzo Compagna e dei suoi contenuti, quali espressione culturale unitaria del territorio&#8221;. &#8220;Nel novembre del 2015 e&#8217; stata ripresa la procedura, che e&#8217; complessa, &#8211; dice ancora Bilotti &#8211; sia per il frazionamento della proprieta&#8217; dell&#8217;edificio che per le diverse competenze dei vari rami della Soprintendenza: quella architettonica per la struttura, artistica per gli apparati decorativi, arredi e quadrerie e archivistica, a Reggio Calabria, per biblioteca. L&#8217;attuale Soprintendente stava coordinando le varie competenze&#8221;. A Bilotti chiediamo anche se non abbia mai pensato che, anche a seguito delle denunce presentate in procura, ci potesse essere un pericolo reale per questi beni e che forse era meglio custodirli altrove.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Si presuppone che le istituzioni siano garanti della sicurezza dei cittadini, dei quartieri e del patrimonio culturale di cui il palazzo Compagna, con le sue pertinenze, e&#8217; uno dei piu&#8217; rilevanti della citta&#8217; ed e&#8217; inamovibile&#8221;, e&#8217; la sua secca risposta. Esistono altre copie dei documenti originali che si conservavano in quella biblioteca? &#8220;Sicuramente dei libri a stampa, dice Roberto Bilotti &#8211; non delle pergamene e manoscritti e non dell&#8217;insieme che aveva carattere di unicita&#8217;&#8221;. \u00a0Infine, chiediamo: ha mai pensato di aver sbagliato a rendere disponibili al pubblico questi beni? <strong>&#8220;Abbiamo sempre reso fruibile cio&#8217; che abbiamo, &#8211; dice Bilotti &#8211; ricordo la mostra &#8220;da Picasso a Warhol&#8221; portata a S. Agostino per dare un contributo alla diversificazione dell&#8217;offerta culturale locale, e l&#8217;apertura del palazzo rientra in questa attitudine.<\/strong> In particolare, in tutte le citta&#8217; i Comuni fanno convenzioni con i privati per rendere fruibili i palazzi storici privati, a Roma i Pallavicini aprono una volta al mese, i Colonna il sabato mattina i Doria regolarmente&#8221;. &#8220;Io stesso ho fatto una convenzione a Palermo per l&#8217;apertura di palazzo Oneto di Sperlinga il sabato e la domenica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La forza di molte citta&#8217; sta nella collaborazione pubblico-privato &#8211; sottolinea Roberto Bilotti &#8211; dove istituzioni e cittadini si uniscono nell&#8217;attuazione di un percorso condiviso. \u00a0L&#8217;Associazione dimore storiche e Fai si fanno promotrici di aperture saltuarie, dei &#8220;cortili aperti&#8221;, solo a Cosenza i palazzi restano serrati&#8221;. Con un po&#8217; di amarezza, Bilotti continua. &#8220;Con il progetto di fruizione della <strong>casa museo aperta al pubblico, ho inteso condividerne la fruizione e far conoscere un tassello dell&#8217;identita&#8217; del nostro territorio,<\/strong> volevo offrire ai cosentini un luogo della memoria, facendo conoscere le testimonianze storico-artistiche, e contribuire a portar vita al centro storico attraverso incontri aperti al pubblico, anche agli studenti, con la convenzione promossa dal sindaco Mario Occhiuto e Renato Nuzzolo del 25 luglio scorso con l&#8217;Universita&#8217;, Dipartimento Ingegneria civile dell&#8217;Unical, per ridar vita portando gli studenti nel quartiere antico&#8221;. &#8220;Spero che questa tragedia possa diventare l&#8217;occasione per consolidare anche a Cosenza la collaborazione tra cittadini ed istituzioni &#8211; conclude Bilotti &#8211; in vista della valorizzazione partecipata del patrimonio comune, che in altre citta&#8217; d&#8217;Italia permette di salvaguardare gli immobili storici privati, aprendoli alla fruizione del pubblico&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si attende la relazione dei Vigili del Fuoco, mentre il proprietario delle opere andate distrutte ne chiarisce il valore.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":82705,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[],"class_list":["post-82704","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82704"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82704\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}