{"id":82919,"date":"2017-08-29T11:24:15","date_gmt":"2017-08-29T09:24:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/incendi-legambiente-la-causa-ritardi-errori-ed-omissioni-la-regione-ritiri-quel-bando\/"},"modified":"2023-01-16T19:36:02","modified_gmt":"2023-01-16T18:36:02","slug":"173065-incendi-legambiente-la-causa-ritardi-errori-ed-omissioni-la-regione-ritiri-quel-bando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/173065-incendi-legambiente-la-causa-ritardi-errori-ed-omissioni-la-regione-ritiri-quel-bando\/","title":{"rendered":"Incendi, Legambiente: &#8220;Ritardi, errori ed omissioni. La Regione ritiri quel bando&#8221; (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<h4>La Calabria \u00e8 assediata dal fuoco come non capitava da anni. Sono circondate dalle fiamme le aree urbane e le zone boscate di pregio, con una preoccupante recrudescenza del fenomeno soprattutto nella provincia di Cosenza.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Quella di Cosenza \u00e8 la provincia con la pi\u00f9 alta estensione territoriale e boscata, ed \u00e8 stata quella pi\u00f9 colpita dalla devastazione degli incendi dell\u2019intera Regione. Colpisce che molti di questi siano stati incendi che hanno interessato ambiti urbani. E&#8217; quanto scrive Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria: &#8220;Dall\u2019area urbana di <strong>Cosenza, a Rende, San Fili e Mendicino fino a Luzzi,<\/strong> gli incendi classificati di interfaccia (quelli che interessano il tessuto urbano e le aree immediatamente periferiche dei centri abitati) sono stati particolarmente diffusi e devastanti per l\u2019ambiente e pericolosi per la pubblica incolumit\u00e0. Pur non mancando gli attacchi diretti al patrimonio naturalistico pi\u00f9 pregiato, come l\u2019incendio che ha interessato la Pineta di Suvereto nell\u2019area marina di Capo Rizzuto dove da anni gli <strong>appetiti imprenditoriali di abusivi e \u2018ndrangheta hanno posato gli occhi<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;Troppi gli incendi che si sono sviluppati alle porte di piccoli centri della Calabria, lungo le strade o nelle periferie cittadine, che poi hanno aggredito e devastato anche il patrimonio boschivo di pregio e le aree protette. Tanti casi, con diverse sfaccettature, che rendono al momento complicato disegnare l\u2019identikit di chi alimenta i roghi. Lasciamo alle forze dell\u2019ordine indagare sui diversi casi, anche sulla base delle informazioni che hanno e sono sicuramente pi\u00f9 accurate delle nostre, affinch\u00e9 ci venga restituita una lettura pi\u00f9 chiara di un fenomeno che va oltre le ipotesi banali che da pi\u00f9 parti sono state avanzate, soprattutto da parte di quelle istituzioni regionali preposte alla prevenzione e allo spegnimento degli incendi boschivi che anzich\u00e9 fare predicano, e spostano le responsabilit\u00e0 verso altri per giustificare le loro inadeguatezze&#8221;.<\/p>\n<p>Un sistema ed un&#8217;organizzazione che non ha funzionato e presto questa devastazione sar\u00e0 dimenticata cos\u00ec come tutto quello che non va come il mare, evidentemente sporco, gli incendi che hanno devastato la Calabria. Presto si penser\u00e0, con l&#8217;arrivo delle piogge al dissesto idrogeologico e anche ai rifiuti e poi la prossima estate, sar\u00e0 la stessa. La pensa cos\u00ec il <strong>presidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone<\/strong>, che \u00e8 intervenuto ai microfoni di<strong> Rlb Radioattiva<\/strong><\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA\u00a0<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>[audio_mp3 url=&#8221;https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/falcone.mp3&#8243;]<\/p>\n<h3>Le istituzioni regionali hanno fallito clamorosamente<\/h3>\n<p>&#8220;<strong>Lo ribadiamo a chiare lettere: <\/strong>il patrimonio naturalistico e forestale della Calabria va a fuoco anche per i ritardi nella programmazione, nella incapacit\u00e0 di prevenire i fattori di innesco degli incendi e nella mala gestione del nostro patrimonio forestale. Tutto questo \u00e8 il carburante che alimenta i roghi favorendo l\u2019azione dei piromani che coprono gli interessi della criminalit\u00e0 organizzata. Le istituzioni regionali che dovevano prevenire e ridurre i rischi, in un territorio gi\u00e0 messo a dura prova dalla siccit\u00e0 e dalle alte temperature di questa estate torrida: hanno fallito clamorosamente&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Ritardi, approssimazione e inefficienze della Regione<\/strong> nella definizione degli uomini e dei mezzi da mettere a disposizione per le attivit\u00e0 di antincendio boschivo, che iniziano per legge il 15 giugno, e invece solo il 3 luglio \u00e8 stata sottoscritta la convenzione operativa tra la Regione ed i Vigili del Fuoco, e sempre il 3 luglio Calabria Verde ha approvato la progettazione esecutiva per l\u2019Antincendio boschivo che prevede una spesa complessiva per la Regione di quasi 14 milioni di euro, di cui 1,9 milioni di euro per il noleggio e l\u2019utilizzo di 4 elicotteri privati e 1,2 milioni di euro per la convenzione on i Vigili del Fuoco. Gli oltre 10 milioni restanti servono per coprire le spese per le attrezzature ed i costi di 874 operatori di Calabria Verde impegnati in azioni di avvistamento, spegnimento e utilizzo di mezzi e autobotti per l\u2019AIB&#8221;.<\/p>\n<h3>Ritardi, negligenze e omissioni da parte dei Comuni<\/h3>\n<p>&#8220;I Comuni non rispettano la legge quadro sugli incendi boschivi (L. n. 353\/2000) per quanto riguarda il catasto delle aree percorse dal fuoco. In sostanza nessuno fa rispettare, perch\u00e9 i Comuni non applicano i vincoli che prevede la Legge n. 353\/2000, il divieto per 15 anni del cambio di destinazione d\u2019uso, il divieto per 10 anni di realizzare edifici, strutture e infrastrutture finalizzate a insediamenti civili e attivit\u00e0 produttive, il divieto per 5 anni di attivit\u00e0 di rimboschimento e ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche (vincolo superabile per particolari situazioni di dissesto o tutela del territorio). I Sindaci che, a ragione si lamentano degli incendi che hanno insediato le case e le attivit\u00e0 dei loro concittadini, magari sono gli stessi che non hanno realizzato il catasto e messo in atto tutte le misure per contenere il rischio incendi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ritardi, illegalit\u00e0 e spreco di risorse pubbliche nella tutela e valorizzazione del patrimonio forestale pubblico che \u00e8 per lo pi\u00f9 abbandonato, sconosciuto e molto spesso utilizzato da chi non ne ha titolo, oltre a essere gestito senza pianificazione e programmazione degli interventi anche in chiave di prevenzione degli incendi boschivi.<strong> I Comuni che non hanno predisposto i Piani di gestione forestale,<\/strong> come prevede la legislazione vigente, devono essere commissariati perch\u00e9 con questi comportamenti favoriscono gli interessi criminali ed a questi non si dovranno concedere finanziamenti pubblici soprattutto se non hanno ottemperato ai dettami della Legge n. 353\/2000 sulle aree percorse dal fuoco imponendo vincoli e realizzando il catasto&#8221;.<\/p>\n<h3>La Regione ritiri il bando scandaloso<\/h3>\n<p>&#8220;Per quanto ci riguarda lo scandalo vero del <strong>bando e della misura 8 del PSR regionale <\/strong>non \u00e8 solo l\u2019ambiguit\u00e0 con cui \u00e8 scritto, che lascia spazio a pericolose interpretazioni per cui ne chiediamo il ritiro, ma anche il fatto che il bando da la possibilit\u00e0 di realizzare interventi senza i Piani di gestione forestale approvati e non sanzioni i Comuni che non fanno rispettare i vincoli della Legge n. 353\/2000. Basta solo questo per rivedere il bando e tararlo su altri criteri, occorre attuare prevedere il principio della premialit\u00e0 nei finanziamenti pubblici, in particolare per quelli europei, favorendo solo i <strong>Comuni virtuosi<\/strong> che applicano la gestione forestale sostenibile e la certificazione forestale, e dunque si sono dotati di un Piano di gestione forestale, realizzano il catasto delle aree percorse dal fuoco, e dunque rispettano la legge e la fanno rispettare anche ai privati, proprietari e\/o operatori boschivi che operano nei loro territori&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il disastro degli incendi boschivi di quest\u2019anno deve essere l\u2019occasione affinch\u00e8 la Calabria cambi decisamente passo nella gestione dell\u2019immenso patrimonio forestale che possiede, pubblico e privato, passando dalla illegalit\u00e0 diffusa alla legalit\u00e0 di sistema per sconfiggere le infiltrazioni della \u2018ndrangheta &#8211; e non solo &#8211; presenti nell\u2019attuale filiera forestale.<\/p>\n<p>Dalla propriet\u00e0 alla gestione, dall\u2019approvvigionamento al trasporto, il sistema bosco \u00e8 infiltrato pesantemente dalla criminalit\u00e0 organizzata. Ma questo settore produttivo \u00e8 troppo importante per l\u2019ambiente e l\u2019economia calabrese e non si pu\u00f2 lasciare in queste condizioni, senza nemmeno provare ad aiutare la parte sana delle imprese, degli operatori e dei proprietari che sono una maggioranza troppo silenziosa e succube&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Chiediamo alle Prefetture e alle organizzazioni produttive e sociali regionali, di rendere obbligatori in tutto il territorio regionale, e per tutta la filiera forestale,<strong> Protocolli di legalit\u00e0<\/strong> per rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni criminali nel settore della gestione boschiva finalizzata alla produzione di energia da biomassa per verificare, rendere trasparente e legale tutta la filiera dal bosco all\u2019impianto a biomassa. Per le propriet\u00e0 forestali pubbliche della Regione e dei Comuni, bisogna passare urgentemente alla <strong>gestione forestale sostenibile<\/strong>, certificare le foreste e creare filiere locali per il legno ed i prodotti boschivi non legnosi, indirizzare le risorse pubbliche per incentivare processi virtuosi nella cura e gestione del territorio e del bosco. Un meccanismo virtuoso che deve partire dai soggetti pubblici, anche per mettere a valore i beni pubblici, ma che deve coinvolgere i privati che detengono la gran parte del patrimonio forestale regionale e sono l\u2019anello debole di un sistema troppo permeabile alla criminalit\u00e0 perch\u00e8 ancora troppo illegale. Sar\u00e0 questa veramente la volta buona affinch\u00e8 questa nostra terra cambi veramente passo o il nostro sar\u00e0 l\u2019ennesimo ululato alla luna, speriamo che chi ha orecchie, volont\u00e0 e determinazione metta in campo azioni per la legalit\u00e0, la programmazione e metta al bando l\u2019improvvisazione e la sciatteria: occorre etica e senso del dovere!&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Calabria \u00e8 assediata dal fuoco come non capitava da anni. 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