{"id":83143,"date":"2017-09-11T04:30:56","date_gmt":"2017-09-11T02:30:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/incendi-scetticismo-sul-complotto-di-centrali-a-biomasse-e-fondi-per-la-forestazione\/"},"modified":"2023-01-16T19:36:17","modified_gmt":"2023-01-16T18:36:17","slug":"174053-incendi-scetticismo-sul-complotto-di-centrali-a-biomasse-e-fondi-per-la-forestazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/174053-incendi-scetticismo-sul-complotto-di-centrali-a-biomasse-e-fondi-per-la-forestazione\/","title":{"rendered":"Incendi: scetticismo sul complotto di centrali a biomasse e fondi per la forestazione"},"content":{"rendered":"<h4>Calabria zona ad alto rischio incendi tutelata con lungaggini burocratiche e guardie forestali con paletta e secchiello come i bimbi in spiaggia.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Il mese di agosto appena trascorso, sar\u00e0 ricordato negli annali della Calabria come il peggior mese del secolo, per l\u2019emergenza incendi, cos\u00ec come sar\u00e0 ricordato, per le polemiche che si sono sviluppate attorno a questa sventura. &#8220;<strong>Il capo della Protezione Civile calabrese \u00e8 convinto che si bruciano i boschi per realizzare biomassa da trasformare in energia elettrica, gli ambientalisti invece sono convinti che si appiccano gli incendi per creare aree libere al fine di riforestarle.<\/strong> Sui moventi &#8211; scrive in una nota il responsabile regionale del dipartimento agricoltura di Fratelli d&#8217;Italia Giovambattista Benincasa &#8211; non vogliamo entrare nel merito, altri avranno il compito di analizzare e scoprire le cause di questo triste ed infelice fenomeno. Intanto precisiamo, che il presente comunicato non vuole essere una difesa tout court alle centrali a biomassa, oppure a chi ha scritto i bandi della forestazione, bens\u00ec, come esponenti di un Partito, presente e ben radicato sul territorio, vogliamo esprimere la nostra opinione sulla catastrofe che ha colpito la nostra Regione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi \u00e8 preposto a tutelare e salvaguardare l\u2019immenso patrimonio boschivo calabrese,<strong> tenta maldestramente di nascondere le proprie incapacit\u00e0 e responsabilit\u00e0 denunciando commistioni mafiose tra ditte boschive e centrali biomassa.<\/strong> Non dimentichiamo che gi\u00e0 nel lontano 1993 la Commissione Permanente della Comunit\u00e0 Europea defin\u00ec il territorio calabrese come \u201czona ad alto rischio incendi\u201d, ergo, visto che non \u00e8 un fenomeno a sorpresa o recente, gi\u00e0 i primi mesi dell\u2019anno e come ogni anno, si deve programmare un piano Anti incendio Boschivo (A.i.B.). A quanto pare quest\u2019anno, invece, la programmazione \u00e8 stata fatta con netto ritardo, nientemeno verso la fine di giugno. Ma le responsabilit\u00e0 della Regione sono anche altre. In base alla legge, R. D. 3267\/23 e L. 991\/52 i detentori di terreni pubblici e i proprietari delle aree private, hanno l\u2019obbligo di compiere tutte le operazioni di governo boschivo, per tutelarlo e salvaguardarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iniziamo intanto a descrivere l\u2019iter che deve seguire il proprietario di un\u2019area boscata per avere un\u2019autorizzazione di taglio o di manutenzione. Innanzitutto deve contattare un Agronomo che recatosi sul posto deve effettuare la cosiddetta martellata, che consiste nell\u2019individuazione delle piante da abbattere, si deve poi sviluppare il calcolo dendrometrico e per finire produrre un progetto cartaceo; solo questa operazione richiede un lasso di tempo che va dai 7 agli 8 mesi circa. Retribuito il progettista, gli elaborati vanno infine depositati presso le suddette Aree Territoriali. In questa fase s<strong>cattano i famosi tempi biblici, gli uffici regionali, per rilasciare l\u2019agognata autorizzazione, se tutto va bene, prendono lo stesso tempo che la natura richiede per la gestazione di un\u2019asina, cio\u00e8 dagli 11 ai 14 mesi<\/strong>, a questi, aggiungiamo gli 8 mesi richiesti dall\u2019Agronomo e si arriva cos\u00ec a due anni tondi tondi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Occorre precisare, a scanso di equivoci, che la stessa procedura dev\u2019essere seguita anche nel caso di piante danneggiate da incendio, con un dato ancor pi\u00f9 sconfortante: le conifere perdono pi\u00f9 della met\u00e0 del peso, quindi si dimezza il valore, mentre le piante di ceduo risultano pressoch\u00e9 inutilizzabili. Cos\u00ec facendo a nostro avviso si ostacola gravemente, con la colposa e dolosa responsabilit\u00e0 della dirigenza regionale, un procedimento che al contrario dovrebbe essere veloce e snello. <strong>Il discorso dei boschi pubblici, invece, \u00e8 diverso ma allo stesso modo grave. In Calabria tutti sappiamo che esistono migliaia di operai dislocati in Calabria Verde o nei Consorzi di Bonifica, i<\/strong> quali dovrebbero dedicarsi prioritariamente alla pulizia del sottobosco, alla realizzazione delle fasce tagliafuoco o ad altri lavori forestali. Negli ultimi anni, per\u00f2, raramente abbiamo visto una squadra di operai eseguire questi tipi di lavori, magari li vediamo pi\u00f9 nelle citt\u00e0 che nei boschi, tutto ci\u00f2 avviene sicuramente non per colpa loro, ma sempre ed esclusivamente per la superficialit\u00e0 e la negligenza di chi li ha finora maldestramente diretti, e, non a caso \u00e8 finito nelle patrie galere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa disamina serve perch\u00e9 dai dati scientifici consultabili da tutti, (invitiamo il Presidente Oliverio a far s\u00ec che anche l\u2019attuale dirigenza regionale consulti questi dati) pare che il 37% circa degli incendi, che si verificano ogni anno, nascono in bosco, mentre, il 63% si sviluppa nei terreni agricoli marginali confinanti. E\u2019 logico a questo punto fare la seguente considerazione: <strong>se le fiamme che si sviluppano o arrivano nel bosco, trovano queste aree in un buono stato di conservazione, vale a dire con fasce tagliafuoco, con piste forestali ripulite e soprattutto con il sottobosco curato, le fiamme non avranno di che alimentarsi,<\/strong> quindi, il rogo si potr\u00e0 spegnere immediatamente e con pi\u00f9 facilit\u00e0. Se al contrario l\u2019incendio, trover\u00e0 un bosco incolto e trascurato, si alimenter\u00e0 a tal punto che le fiamme supereranno anche i dieci metri di altezza, passando cos\u00ec da albero ad albero e bruciando in poche ore migliaia e migliaia di piante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visto che \u00e8 oramai assodato che in base alla 353\/00 in aree percorse da incendi non \u00e8 possibile beneficiare del P.S.R. per i cinque anni dopo l\u2019incendio; <strong>alla luce di quanto affermato, anche al fine di non far accusare dai fondamentalisti dell\u2019ambiente quei bandi della misura 8, che sono invece utilissimi per la cura e la manutenzione dei boschi<\/strong> e che mirano soprattutto alla prevenzione degli incendi, cerchiamo di far comprendere a quei dirigenti che sono preposti alla salvaguardia e tutela del patrimonio boschivo che se ingessano le procedure, non fanno altro che scoraggiare i titolari delle propriet\u00e0 forestali facendoli cos\u00ec desistere dall\u2019eseguire gli interventi necessari alla cura e pulizia del bosco. Per quanto concerne poi le aree forestali pubbliche, vogliamo commentare, semplicemente, utilizzando una recente frase di Gian Antonio Stella: \u201cper mettere in sicurezza la terra pi\u00f9 esposta d\u2019Italia al rischio idrogeologico, i \u00abforestali\u00bb calabresi sono dotati degli strumenti di un bambino in spiaggia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3233\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<span class=\"current\">Incendi, Legambiente: \u201cRitardi, errori ed omissioni. La Regione ritiri quel bando\u201d (AUDIO)<\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Calabria zona ad alto rischio incendi tutelata con lungaggini burocratiche e guardie forestali con paletta e secchiello come i bimbi in spiaggia.<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":83144,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-83143","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83143","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83143"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83143\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83144"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}