{"id":83787,"date":"2017-09-22T08:42:31","date_gmt":"2017-09-22T06:42:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/due-fratelli-amantea-manette-sfruttavano-migranti-euro\/"},"modified":"2023-01-16T19:37:01","modified_gmt":"2023-01-16T18:37:01","slug":"176979-due-fratelli-amantea-manette-sfruttavano-migranti-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/176979-due-fratelli-amantea-manette-sfruttavano-migranti-euro\/","title":{"rendered":"Amantea, sfruttavano i migranti del Ninfa Marina. La paga in base al colore della pelle. Due arresti (VIDEO)"},"content":{"rendered":"<h4>Un nuovo caso di caporalato scoperto in provincia di Cosenza. In manette sono finiti due fratelli che sfruttavano la manodopera straniera: la paga in base al colore della pelle. Sequestrati beni per 2 milioni di euro<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>AMANTEA (CS) &#8211; Gli <strong>africani <\/strong>guadagnavano 10 euro in meno dei <strong>&#8220;bianchi&#8221;<\/strong>. Sono stati i carabinieri della Compagnia di Paola a far scattare all&#8217;alba un\u2019operazione denominata<strong> &#8220;lavoro sporco&#8221;,<\/strong> di contrasto allo sfruttamento dei rifugiati ospitati nei centri di accoglienza. Due, le misure cautelari agli arresti domiciliari emesse a carico di <strong>due fratelli di Amantea, di 48 e 41 anni<\/strong>, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari Tribunale di Paola, dott.ssa Maria Grazia Elia, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli arrestati <strong>Francesco e Giuseppe Arlia Ciommo<\/strong> e sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravati dalla discriminazione razziale. Il provvedimento prevede anche il sequestro preventivo dell\u2019azienda e di altri beni mobili registrati di propriet\u00e0 degli arrestati. Inoltre, pare che i due fratelli siano stati trovati in possesso di <strong>80 mila euro in contanti.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-177039 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/sequestro-azienda-agricola-amantea.jpg\" alt=\"sequestro azienda agricola amantea\" width=\"368\" height=\"202\" title=\"\"><\/p>\n<p>Le indagini, condotte dai militari della Stazione di Amantea, sono iniziate nel giugno scorso sotto la direzione del Sostituto Procuratore titolare del fascicolo, Dott.sa Anna Chiara Fasano e il coordinamento del Procuratore Capo della Repubblica di Paola, Dott. Pierpaolo Bruni. Gli elementi raccolti dai carabinieri hanno permesso di accertare che <strong>i rifugiati,<\/strong> principalmente provenienti dal <strong>Nigeria Gambia, Senegal e Guinea Bissau,<\/strong> venivano solitamente <strong>prelevati <\/strong>in una strada parallela del Centro di Accoglienza <strong>\u201cNinfa Marina\u201d<\/strong> e portati a lavorare presso l\u2019azienda agricola dei due fratelli arrestati.<\/p>\n<p>I rifugiati africani si trovavano a lavorare nei campi assieme ad altri lavoratori in nero provenienti principalmente dalla Romania e dall\u2019India, ma, incredibilmente, la paga variava in base al colore della pelle. In particolare, i \u201c<strong>bianchi<\/strong>\u201d avevano diritto a <strong>10 euro in pi\u00f9 degli africani,<\/strong> infatti i primi prendevano 35 euro al giorno, mentre i secondi venivano pagati solo 25, ovviamente tutto in nero. Le indagini hanno fatto emergere anche le condizioni di lavoro degradanti a cui erano sottoposti i lavoratori in nero: dormivano in baracche, mangiavano a terra e erano sottoposti a stretta e severa sorveglianza da parte dei due fratelli arrestati.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">GUARDA IL VIDEO\u00a0<\/span><\/h4>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Lavoro Sporco, due arresti ad Amantea\" width=\"740\" height=\"555\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1ha5_-nzWV4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h4>&#8220;L&#8217;aspetto pi\u00f9 drammatico: la discriminazione razzista sulla paga giornaliera&#8221;<\/h4>\n<p>Nell&#8217;incontro con i giornalisti il comandante dei carabinieri della compagnia di Paola, capitano <strong>Giordano Tognoni<\/strong>, ha parlato di &#8220;problematica molto diffusa in Calabria ma anche Campania, Sicilia e Puglia e di estremo interesse per gli investigatori&#8221;. I<strong> due fratelli arrestati, sono uno il titolare dell&#8217;azienda agricola che ha sede in localit\u00e0 Chiaie di Amantea,<\/strong> e l&#8217;altro dipendente che andavano a prendere la manodopera, costituita da africani ma anche da cittadini indiani e romeni, nei pressi del centro d&#8217;accoglienza <strong>Ninfa Marina<\/strong>, proprio per evitare sospetti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-177003 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/conferenza-stampa-lavoro-sporco-paola-.jpg\" alt=\"conferenza stampa lavoro sporco paola\" width=\"714\" height=\"349\" title=\"\"><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;attivit\u00e0 investigativa ha<strong> escluso un coinvolgimento del centro d&#8217;accoglienza<\/strong> &#8211; ha specificato il capitano &#8211; \u00a0Il blitz \u00e8 scattato dopo che i militari di Amantea hanno monitorato alcuni flussi di richiedenti asilo che si spostavano verso le aree rurali del territorio di Amantea. L&#8217;aspetto pi\u00f9 drammatico, oltre alle minacce di rimpatri forzati millantando conoscenze nelle forze dell&#8217;ordine da parte dei due arrestati, \u00e8 stato quello della discriminazione relativa al compenso giornaliero: i &#8220;bianchi&#8221; prendevano 35 euro, ai centro africani 25 euro. Indagine che ha permesso di riscontrare un fenomeno nuovo per la fascia tirrenica&#8221;.<\/p>\n<h4>Il ministro Martina: &#8220;Quanto scoperto in Calabria lascia sgomenti&#8221;<\/h4>\n<p>&#8220;Lo sfruttamento del lavoro con l&#8217;aggravante della discriminazione razziale e&#8217; intollerabile sotto ogni punto di vista&#8221;. Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, ha commentato cos\u00ec gli arresti di questa mattina a Paola. &#8220;Ringrazio le forze dell&#8217;ordine &#8211; aggiunge il ministro &#8211; per il forte lavoro di contrasto all&#8217;inaccettabile piaga del caporalato in agricoltura. Casi come questo dimostrano ancora una volta quanto fosse necessaria la nostra legge per tutelare ovunque e prima di tutto la dignita&#8217; e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo caso di caporalato scoperto in provincia di Cosenza. In manette sono finiti due fratelli che sfruttavano la manodopera straniera: la paga in base al colore della pelle. 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