{"id":84328,"date":"2017-10-05T09:41:28","date_gmt":"2017-10-05T07:41:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rende-lassalto-al-kit-rifiuti-calabra-maceri-replica-minimizza-e-punta-il-dito-contro-i-cittadini\/"},"modified":"2023-01-16T19:37:36","modified_gmt":"2023-01-16T18:37:36","slug":"179213-rende-lassalto-al-kit-rifiuti-calabra-maceri-replica-minimizza-e-punta-il-dito-contro-i-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/179213-rende-lassalto-al-kit-rifiuti-calabra-maceri-replica-minimizza-e-punta-il-dito-contro-i-cittadini\/","title":{"rendered":"Rende, l&#8217;assalto al &#8220;kit rifiuti&#8221;. Calabra Maceri replica, minimizza e punta il dito contro i cittadini"},"content":{"rendered":"<h4>La nota inviata dalla d.ssa Maria Teresa Celebre, Responsabile della Comunicazione Calabra Maceri e servizi S.p.A. parla di &#8220;tanto caos per nulla\u2026&#8221; e &#8220;dell\u2019altro lato della medaglia dell\u2019assalto al kit&#8221;.\u00a0<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE (CS) &#8211; A seguito delle numerose lamentele e polemiche sulla gestione del servizio di consegna dei kit per consentire ai cittadini di Rende di poter svolgere una corretta raccolta differenziata, la<strong> Calabra Maceri e servizi S.p.A.<\/strong> ha inteso rispondere con una nota ai tanti articoli sulla consegna selvaggia dell&#8217;occorrente, nella quale esamina &#8220;<strong>lo stato dell\u2019arte<\/strong> dell\u2019implementazione del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti nel Comune di Rende&#8221;.<\/p>\n<p>La nota inizia con una ricostruzione che parte dal <strong>29 aprile <\/strong>(sei mesi fa) giorno in cui, &#8220;\u00e8 partita a Rende la campagna informativa per preannunciare le novit\u00e0 in merito al servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. La tanto attesa rimozione dei cassonetti, divenuti ormai ripiego illecito per cittadini di tutto l\u2019hinterland cosentino, \u00e8 iniziata gi\u00e0 a fine maggio a partire dalla zona di Roges ed ora sta per concludersi, con la rimozione dei pochissimi cassonetti rimasti sul territorio di Rende&#8221;.<\/p>\n<p>La nota prosegue con una &#8220;lezioncina&#8221; gratuita ai cittadini, quasi ce ne fosse bisogno: &#8220;Non ci si potr\u00e0 disfare di tutto in maniera indiscriminata, ma gli scarti domestici saranno recuperati con il sistema della raccolta \u201cPorta a Porta\u201d. E per conferire sar\u00e0 necessario essere in possesso del kit composto da: calendario di raccolta \u201cporta a porta\u201d; guida pratica alla raccolta differenziata; 3 mastelli (di colore grigio, marrone o verde a seconda dei materiali da conferire); 3 confezioni di buste (bianche, azzurre e grigie)&#8221;.<\/p>\n<p>Finita la parte riepilogativa e anche utile per certi versi, ecco il vero problema dell&#8217;azienda ovvero quello legato alla distribuzione di queste attrezzature, che \u00e8 stata avviata a fine aprile &#8220;a domicilio dal nostro personale, partendo dai condomini di Roges &#8211; riporta il comunicato &#8211; quale prima zona interessata al passaggio al nuovo sistema di raccolta&#8221;.<\/p>\n<p>Nei primi tempi dunque, i condom\u00ecni partiti per primi hanno avuto la possibilit\u00e0 di <strong>ricevere a domicilio i kit<\/strong>, di parlare con gli operatori per ottenere tutte le informazioni e prima ancora hanno trovato i volantini e gli avvisi agli ingressi dei rispettivi palazzi. Cos\u00ec \u00e8 stato anche per Commenda. Ed eccoci al dunque perch\u00e8 la responsabile della comunicazione, nella nota, sottolinea che &#8220;i cittadini ( e quindi dovrebbe comprendere tutti i rendesi e non una parte) sono stati preventivamente avvisati attraverso<strong> articoli di giornale, manifesti, volantinaggio ed anche attraverso canali multimediali quale il nostro sito web e la nostra pagina facebook<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Ma la questione \u00e8 un&#8217;altra, quei rendesi che vivono nelle contrade, nel centro storico e nelle zone periferiche (molti di questi anche anziani) sono obbligati ad informarsi quotidianamente leggendo i giornali, consultando internet o passeggiando per strada alla ricerca di un volantino? Perch\u00e8 non \u00e8 detto che ci\u00f2 sia scontato. Pertanto <strong>&#8220;tutti&#8221;<\/strong> i cittadini di tutto il territorio di Rende, avrebbero dovuto ricevere a domicilio prima un avviso con tanto di spiegazione del nuovo servizio e poi il kit. E cos\u00ec non \u00e8 stato.<\/p>\n<p>&#8220;Proseguendo nella copertura a tappeto dell\u2019intero territorio abbiamo lasciato &#8211; prosegua la nota dell&#8217;azienda &#8211; come ultime zone quelle in cui il servizio con metodo del porta a porta era ormai operativo e consolidato dal 2011 (in queste zone di fatto non sono state apportate modifiche sostanziali al servizio, se non piccole variazioni del calendario per il giorno di raccolta dei diversi materiali), anche perch\u00e9 in queste zone i <strong>cittadini<\/strong> sono stati informati che potevano <strong>continuare ad usare il \u201cvecchio\u201d kit<\/strong>, ma rispettando solo il nuovo calendario, fino alla consegna a domicilio del nuovo&#8221;. Dalle varie testimonianze raccolte tra i cittadini per\u00f2, ci risulta che molti di questi, siano stati costretti ad eliminare i vecchi mastelli e a recarsi <strong>personalmente<\/strong> nei punti di consegna &#8216;itineranti&#8217; a prendere i nuovi. A domicilio, non avrebbero ricevuto proprio nulla.<\/p>\n<p>&#8220;Contestualmente alla distribuzione a domicilio del kit, sono stati istituiti <strong>\u201cgazebo itineranti<\/strong>\u201d per dare la possibilit\u00e0 alle persone non trovate in casa al momento dell\u2019arrivo degli operatori, di poter ritirare personalmente le attrezzature&#8221;. Sono tantissimi i cittadini che non hanno mai ricevuto la visita di alcun operatore quindi, diciamo che forse coprire tutto il territorio era troppo complicato e allora si \u00e8 pensato di consegnare tutto in piazza: si arriva con il furgoncino, si da un numerino, si costringe ad aspettare ore ed ore e si risparmia anche sui costi che potrebbero essere legati alla consegna su tutto il territorio.<\/p>\n<p>La nota di Calabra Maceri passa poi a fornire i dati attuali di consegna: &#8220;Ad oggi, per coprire sul territorio circa 20.000 utenze, i nostri operatori hanno distribuito a domicilio oltre 12.000 kit per la raccolta differenziata, lavorando anche nei mesi estivi e con punte di 48 gradi, ed oltre 3.000 kit con lo strumento dei gazebo itineranti. Come si legge dai numeri, la consegna a domicilio \u00e8 stato il metodo pi\u00f9 usato e proficuo per la consegna, metodo che ancora stiamo usando per raggiungere i restanti utenti&#8221;. Sar\u00e0 mica colpa dei rendesi l&#8217;aver costretto gli operatori a lavorare sotto 40 gradi nei mesi estivi?<\/p>\n<p>Altro dato emerso: &#8220;attraverso la consegna a domicilio dei kit abbiamo rilevato e segnalato oltre <strong>1.000 utenze non iscritte a ruolo<\/strong>; 1.000 cittadini che non hanno mai pagato le tasse sui rifiuti e che rivendicano servizi per i quali non avrebbero nemmeno diritto&#8221;. Su questo punto non possiamo che<strong> bacchettare il Comune per non essersi mai accorto di un dato cos\u00ec importante<\/strong> e ringraziare l&#8217;azienda per la &#8216;scoperta&#8217;.<\/p>\n<p>Infine, anche il nostro giornale ha riportato articoli di gazebo affollati, file chilometriche, gente che perde la pazienza e che arriva a volte a scrivere lettere aperte di protesta. Come dar torto ai cittadini, perch\u00e8 puntare il dito contro di loro quasi accusandoli di aver provocato quello che nella nota di Calabra Maceri viene &#8220;l\u2019assalto al kit\u201d?<\/p>\n<p>La notizia del ritiro &#8216;immediato&#8217; dal territorio degli ultimi cassonetti, dal 2 ottobre, letto qua e l\u00e0 su Facebook o per sentito dire (dato che molte utenze non hanno mai ricevuto un avviso o un volantino, anche quelle censite e che hanno sempre pagato i tributi) \u00e8 ovvio che abbia messo in allerta i rendesi che ancora non avevano i kit.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-178759 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Rende-mastelli3.jpg\" alt=\"Rende mastelli3\" width=\"411\" height=\"314\" title=\"\"><\/p>\n<p>Sull&#8217;ultimo punto nulla da eccepire: alcuni cittadini delle zone servite dal porta a porta, migrano per la caccia al cassonetto e gli ultimi rimasti, negli ultimi tempi sono stati presi d&#8217;assalto. Ma a chi vogliamo attribuire la responsabilit\u00e0 di questo? A tutti o a pochi incivili? E chi ha il compito di vigilare?<\/p>\n<p>Concludere con frasi quali<strong> &#8220;Ora che non ci sono pi\u00f9 cassonetti da inseguire\u2026 \u00e8 arrivata la paura&#8221;<\/strong> suona di comunicazione di &#8220;cattivo gusto&#8221;: &#8220;La realt\u00e0 \u00e8 un\u2019altra: proprio adesso che non vi sono pi\u00f9 alternative &#8211; riporta la nota &#8211; che il nostro caro cittadino \u201cMr Hyde\u201d (cittadino Mr Hyde????) non pu\u00f2 pi\u00f9 abbandonarsi alle sue scorribande; non pu\u00f2 pi\u00f9 usare la PEZ (Postazioni ecologiche zonale) come metodo alternativo al porta a porta e non di supporto come dovrebbe essere <em>(siamo stati costretti a limitare ad un accesso settimanale per ogni utente<\/em>); che viene a strillare ai gazebo; che rivendica la consegna delle attrezzature pur non essendosi mai iscritto a ruolo e non pagando per il servizio; che nonostante informato che la fornitura dei sacchetti ha cadenza semestrale, si piantona davanti ai gazebi, aggravando i tempi di attesa; che infierisce contro i nostri operatori verbalmente e non solo; che il venerd\u00ec mette all\u2019esterno della propria abitazione bustoni neri pieni di rifiuti non differenziati infischiandosene delle regole&#8221;.<\/p>\n<p>Calabra Maceri per\u00f2 non ha calcolato l&#8217;altra faccia di una medaglia che forse, ne ha pi\u00f9 di due a questo punto: innanzitutto<strong> i cittadini non sono tenuti ad informarsi sui giornali o su internet<\/strong> per cambiamenti che riguardano il servizio di raccolta dei rifiuti affidato dal Comune all&#8217;azienda; i cittadini, <strong>tutti<\/strong>, avrebbero dovuto ricevere informazioni direttamente nelle loro utenze da parte del personale, che avrebbe dovuto svolgere l&#8217;attivit\u00e0 di informazione sul corretto funzionamento e conferimento di rifiuti e delle PEZ. Il cittadino<strong>\u00a0dovrebbe potersi recare in azienda liberamente<\/strong> e ritirare il proprio kit in base alle sue esigenze (lavorative, familiari&#8230;) e non trascorrendo ore ed ore ai &#8216;gazebo itineranti&#8217;; e ancora il cittadino dovrebbe poter colloquiare con gli operatori addetti al<strong> call center gratuito<\/strong> (numero verde <strong>800973217<\/strong>) al quale si <strong>risponde a singhiozzo.<\/strong><\/p>\n<p>Infine il cittadino, non quello &#8216;incivile&#8217; ma quello che intende allinearsi qualora non lo fosse ancora, deve essere messo nelle condizioni di essere trattato come tutti gli altri (<strong>vedi Roges e Commenda&#8230;<\/strong>) che hanno ricevuto informazioni e ricevuto tutto l&#8217;occorrente a domicilio. Nessuno vuole parlare di inefficienza e disorganizzazione, ma \u00e8 palese che di questo si sia trattato.\u00a0Ricordiamo che i cittadini (quelli che hanno sempre pagato e pagheranno anche profumatamente questo servizio sono i loro &#8216;clienti&#8217; e vanno rispettati.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3365\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LEGGI ANCHE:<span style=\"color: #0000ff;\"> Rende, ore di fila per i kit dei rifiuti: \u201cnon abbiamo mai ricevuto un avviso, sono disorganizzati\u201d (FOTO)<\/span><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nota inviata dalla d.ssa Maria Teresa Celebre, Responsabile della Comunicazione Calabra Maceri e servizi S.p.A. parla di &#8220;tanto caos per nulla\u2026&#8221; e &#8220;dell\u2019altro lato della medaglia dell\u2019assalto al kit&#8221;.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":84329,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,44],"tags":[],"class_list":["post-84328","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-rende"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84328","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84328"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84328\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84329"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84328"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84328"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}