{"id":84804,"date":"2017-10-24T11:14:33","date_gmt":"2017-10-24T09:14:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/randagismo-primo-incontro-con-scura-delle-associazioni-animaliste-il-caso-del-canile-carcere-di-terredonniche-audio\/"},"modified":"2023-01-16T19:38:09","modified_gmt":"2023-01-16T18:38:09","slug":"181180-randagismo-primo-incontro-con-scura-delle-associazioni-animaliste-il-caso-del-canile-carcere-di-terredonniche-audio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/181180-randagismo-primo-incontro-con-scura-delle-associazioni-animaliste-il-caso-del-canile-carcere-di-terredonniche-audio\/","title":{"rendered":"Randagismo, Incontro tra Scura e associazioni. Il caso del canile-carcere Terredonniche (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<h4>Solo una piccola parte delle richieste avanzate dalle 25 associazioni \u00e8 stata discussa nell&#8217;incontro del 18 ottobre\u00a0con il commissario per il piano di rientro sanitario Massimo Scura. Ma ancora c&#8217;\u00e8 tanto da fare perch\u00e8 in questa terra, dove manca la sensibilit\u00e0 e la cultura al rispetto. Oggi per\u00f2 la notizia dell&#8217;avviso di conclusione indagini per otto persone in merito al canile di Mendicino<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211;\u00a0Alla\u00a0missiva inoltrata al commissario Scura, sono seguiti due incontri. Quello pi\u00f9 importante si \u00e8 svolto il 18 ottobre scorso che ha visto al tavolo tutti i protagonisti del fenomeno randagismo e il commissario Massimo Scura, il quale a sua volta ha convocato i direttori dell&#8217;Asp, dell&#8217;area A e dell&#8217;area C. L&#8217;avvocato Mariella Cipparrone responsabile provinciale di Cosenza del Movimento Animalista, ed\u00a0Assunta Cosentino\u00a0hanno rappresentato\u00a0le<strong> 25 associazioni<\/strong> e all&#8217;incontro ha preso parte anche il nuovo coordinatore\u00a0regionale del Movimento,<strong> Claudio Cricenti<\/strong>. Il primo problema affrontato durante l&#8217;incontro \u00e8 stato quello dei canili sanitari che secondo la legge e il DCA 32 del 2015\u00a0emanato dallo stesso commissario Scura, prevede\u00a0la presenza in Calabria di <strong>due canili sanitari per la provincia di Cosenza, due per Reggio, uno per Catanzaro, Vibo e Lamezia.<\/strong> Il problema \u00e8 che finora hanno <strong>funzionato<\/strong> solo quelli di <strong>Cosenza<\/strong> perch\u00e8 gli altri <strong>non esistono<\/strong>. I canili sanitari &#8211; ha spiegato<strong> l&#8217;avvocato Mariella Cipparrone<\/strong> in un&#8217;intervista ai microfoni di <strong>Rlb Radioattiva<\/strong> &#8211; sono come un&#8217;ospedale veterinario a gestione\u00a0dell&#8217;Asp\u00a0dove vengono identificati, microchippati e sterilizzati e curati i cani che ne hanno bisogno. Significa che se in provincia di Reggio o Catanzaro, un cane sta male, viene investito o altro non si sapeva dove portarlo. Le associazioni o privati si sono sempre presi l&#8217;onere di sostituirsi alle istituzioni&#8221;.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<\/span><\/h3>\n<p>[audio_mp3 url=&#8221;https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/CIPPARRONE.mp3&#8243;]<\/p>\n<p>Dall&#8217;incontro \u00e8 stato deciso che<strong> alcune strutture gi\u00e0 esistenti in Calabria,<\/strong> se hanno i requisiti minimi e messi in condizione di poter operare, nelle more <strong>faranno da canili sanitari<\/strong> soprattutto nelle province scoperte. Nel frattempo sar\u00e0 riattivata su provvedimento del commissario la possibilit\u00e0 di ingressare i cani, nelle strutture rifugio, anche in quelle prive del cosiddetto &#8216;accreditamento&#8217;. L&#8217;aver sospeso molte delle attivit\u00e0 dei canili rifugio e delle oasi canine infatti, ha determinato un aumento del randagismo. Queste strutture non si sono adeguate ai parametri del DCA.\u00a0 &#8220;Da questa riunione che \u00e8 stata anche accesa nei toni &#8211;\u00a0 ha spiegato la responsabile del Movimento Animalista di Cosenza &#8211; il commissario Scura ha stabilito di concedere un anno di proroga alle strutture per adeguarsi ai requisiti richiesti. E nel frattempo devono far fronte alle criticit\u00e0. Tutto questo per\u00f2, non ci soddisfa perch\u00e8<strong> i punti nella missiva da noi presentata sono tanti<\/strong> e questo \u00e8 solo uno dei primi. Perch\u00e8 il randagismo non si risolve riaprendo i canili ma svuotandoli. Il punto principale \u00e8 la prevenzione e l&#8217;informazione che deve essere concessa ai cittadini, ai calabresi alla gente e anche campagne di sterilizzazione, adozione ed educazione&#8221;.<\/p>\n<h4>Terredonniche dal blitz nel canile rifugio di Mendicino all&#8217;avviso di conclusione indagini per\u00a08 persone<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-123828 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/canile-mendicino-03-1.jpg\" alt=\"canile-mendicino-03\" width=\"216\" height=\"186\" title=\"\">E&#8217; notizia di oggi l&#8217;avviso di conclusione indagini per otto persone, tra cui i gestori della struttura rifugio di Mendicino, ma anche nei confronti degli\u00a0operatori e di tecnici comunali, progettisti e veterinari. Indagini scattate dopo il blitz compiuto nel novembre del 2016\u00a0 da IAPL Italia Onlus e Croce del Sud, insieme al deputato Paolo Bernini, con la presenza dei\u00a0carabinieri.<\/p>\n<p>Indagini dalle quali\u00a0\u00e8 emerso che all\u2019interno della struttura\u00a0erano presenti\u00a0<strong>oltre 700 cani, in una struttura\u00a0sovraffollata<\/strong> che ne avrebbe compromesso il loro benessere. Struttura che per\u00f2, avrebbe comunque ottenuto l\u2019accreditamento a canile rifugio. Nel corso delle indagini \u00e8 emerso che il canile ospitato all\u2019interno di un t<strong>erreno sottoposto a vincolo idrogeologico,<\/strong> ricade nella fascia di protezione dell\u2019argine del <strong>Torrente Caronte<\/strong> e che i lavori di ampliamento eseguiti dai coniugi titolari nel corso degli anni, sono stati realizzati senza richiedere alcuna autorizzazione paesaggistica. Per tali motivi non era possibile neanche, cosa invece avvenuta, realizzare e autorizzare la rete fognaria per la raccolta delle acque reflue provenienti dal canile e il successivo<strong> allaccio alla rete fognaria comunale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fino\u00a0a quel giorno di novembre,<\/strong> va sottolineato, per anni e anni <strong>la propriet\u00e0 del canile non avrebbe fatto entrare nessuno,<\/strong> in sfregio alle norme\u00a0che obbligano in primo luogo le strutture rifugio (con le quali i Comuni stipulano convenzioni e pagano fior di soldi)\u00a0a\u00a0 favorire le adozioni nell&#8217;anno solare, di almeno il 10% dei cani ospiti; pena l&#8217;esclusione dell&#8217;accreditamento.<\/p>\n<p>E se la sensibilit\u00e0 e la cultura di tutti ancora faticano ad avere rispetto per gli animali, quantomeno \u00e8 necessario mettere nelle condizioni i cittadini e i comuni di sapere che, quella del canile Terredonniche di Mendicino, \u00e8 una problematica\u00a0che dovrebbe interessare tutti, Comuni e contribuenti che pagano\u00a0per ogni singolo cane proveniente dal territorio di riferimento per mantenerlo nel canile. Costi che si abbatterebbero se ogni Comune controllasse la custodia e promuovesse per competenza, l&#8217;adozione dei cani del proprio territorio. Un bene per le casse comunali e per i cani che vivono da troppi anni nella speranza di essere liberi.<\/p>\n<p>E oltre a Mendicino,<strong> esisterebbero altre strutture della\u00a0provincia<\/strong>, in particolare una di queste\u00a0sul tirreno cosentino, che addirittura non avrebbe mai dichiarato\u00a0ad uno dei tanti comuni &#8216;paganti&#8217; il decesso dei cani del proprio territorio di competenza continuando ad intascare il denaro per il servizio di custodia e mantenimento. Questo perch\u00e8 ancora manca una cultura del rispetto degli animali in questa terra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-136949 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cani-mendicino-terredonniche.jpg\" alt=\"cani mendicino terredonniche\" width=\"339\" height=\"241\" title=\"\"><\/p>\n<p>I canili privati, cosiddetti &#8220;rifugio&#8221; dunque, sono e continuano ad essere un <strong>business per i proprietari e Mendicino, Terredonniche,<\/strong> \u00e8 uno degli esempi. Ospita decine e decine di cani di vari comuni, da anni e anni.\u00a0A\u00a0novembre 2016, all&#8217;atto del blitz,\u00a0all&#8217;interno c&#8217;erano\u00a0circa 900 cani, molti dei quali sono entrati cuccioli e sono diventati anziani. E se a pochi importa il destino di questi poveri animali, forse potrebbe importare ai cittadini e alle amministrazioni comunali il fatto di continuare a pagare per una spesa che potrebbe essere abbattuta.<\/p>\n<p>Prima del 17 novembre scorso a Terredonniche non si poteva neanche entrare. Da quel giorno, un&#8217;ora al giorno e con un regolamento (che possiamo tranquillamente definire ostativo e fatto di numerosi cavilli) si pu\u00f2 accedere. Ma il problema \u00e8 che, nonostante la delega dei comuni con i quali Cino Sport ha la convenzione, l&#8217;accesso \u00e8 consentito solo alle associazioni animaliste riconosciute\u00a0e inserite nell&#8217;elenco dell&#8217;albo regionale e queste associazioni, che potrebbero favorire l&#8217;adozione\u00a0\u00a0<strong>non possono fare foto ai cani<\/strong> e di conseguenza promuovere l&#8217;adozione stessa. Il risultato \u00e8 che i cani restano in canile, i comuni continuano a pagare per ognuno di loro, e <strong>le tasche dei proprietari della struttura si gonfiano sulla pelle dei poveri animali.\u00a0<\/strong>Neanche alle associazioni \u00e8 permesso, nonostante\u00a0questa delega, fare le foto dei cani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-136666 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/canile-lager-mendicino.jpg\" alt=\"canile lager mendicino\" width=\"735\" height=\"297\" title=\"\"><\/p>\n<h3><strong>I requisiti &#8216;mancanti&#8217;<\/strong><\/h3>\n<p>Al momento del blitz nel novembre scorso, non c&#8217;era l&#8217;energia elettrica, non c&#8217;era l&#8217;area di sgambamento, non c&#8217;era l&#8217;ambulatorio, non era consentito l&#8217;ingresso al pubblico e soprattutto non era mai stato garantito il 10% delle adozioni. E gi\u00e0 su questo, qualcuno dovrebbe rispondere e dare spiegazioni.<\/p>\n<p>Per non parlare della struttura, a situata in un&#8217;area a\u00a0vincolo idrogeologico, ricadente nella fascia di protezione dell\u2019argine del Torrente Caronte, aumentata di volume e spazio nel corso degli anni\u00a0senza richiedere<strong> alcuna autorizzazione paesaggistica<\/strong> ma solo attraverso la presentazione al Comune di Mendicino di una semplice Dia.\u00a0Come \u00e8 stato possibile?<\/p>\n<p>In redazione, dopo esserci occupati tante volte del caso Terredonniche, sono pi\u00f9 volte arrivate segnalazioni circa le pessime condizioni igienico sanitarie in cui vivono gli animali ospiti,\u00a0e sospetti su cani con malattie gravi ma sopratutto cani\u00a0che non sono mai usciti dalla cella e dunque obesi o con gli arti semi atrofizzati. Cani &#8220;detenuti&#8221; come se avessero commesso reati,\u00a0 ai quali non \u00e8 stata mai data una speranza, diventati numeri su cui incassare (pi\u00f9 ne entrano e pi\u00f9 si guadagna); il tutto, in assenza delle minime condizioni necessarie atte a garantire il loro stato di benessere.\u00a0A conclusione di ci\u00f2, sarebbe utile che le istituzioni competenti si attivassero non solo per regolamentare al meglio il funzionamento di queste strutture, ma soprattutto per svuotare i canili e non per ampliarli.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211;\u00a0<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3428\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Canile-carcere Terredonniche, notificati avvisi di conclusione indagini per otto persone<\/a><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">\n&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">&#8211;\u00a0<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3429\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Canile-carcere di Mendicino dove nessuno pu\u00f2 entrare, anche i cani diventano \u201cmacchine da soldi\u201d (AUDIO)<\/a><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211;\u00a0<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2603\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Canile lager \u201cTerredonniche\u201d: un business per i proprietari, un carcere per i cani (FOTO e VIDEO)<\/a><\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211;\u00a0<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3430\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cani reclusi e vittime di chi lucra su di loro. Volontari: \u201cgravissimo abuso al canile Terredonniche\u201d<\/a><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo una piccola parte delle richieste avanzate dalle 25 associazioni \u00e8 stata discussa nell&#8217;incontro del 18 ottobre\u00a0con il commissario per il piano di rientro sanitario Massimo Scura. Ma ancora c&#8217;\u00e8 tanto da fare perch\u00e8 in questa terra, dove manca la sensibilit\u00e0 e la cultura al rispetto. 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